martedì 24 marzo 2020

Quando Mina, nel 1970, venne a fare la valletta alla Tv della Svizzera italiana

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Il 25 marzo 2020 Mina ha compiuto 80 anni. In questi giorni si è detto e scritto di tutto su una delle più grandi artiste della storia della musica italiana, noi vogliamo farlo ricordando un episodio poco conosciuto che riguarda la storia della televisione. Mina partecipò infatti nel ruolo di valletta al telequiz "Il calderone", gioco a premi in onda sulla televisione della Svizzera italiana ogni lunedì alle 20.40 dal 5 ottobre 1970 al 22 febbraio 1971. La trasmissione, come si può notare dai palinsesti televisivi dell'epoca, durava circa 35 minuti e oggi sarebbe dunque considerato un programma da "access prime time". "Il calderone" è stato anche la prima trasmissione di giochi e varietà prodotta a colori dalla televisione della Svizzera italiana e dunque anche per questo ha un ruolo molto importante nella storia televisiva dell'emittente pubblica ticinese. Purtroppo però, almeno per quanto ne sappiamo, niente è stato conservato della trasmissione, è rimasta solo qualche foto a testimoniare questo curioso ruolo di Mina. In quel periodo infatti, sembra che per poter risparmiare sull'acquisto della pellicola lo stesso nastro venisse utilizzato per registrare più trasmissioni. Si dice che all'epoca proprio Mina, già residente a Lugano, potrebbe avere registrato almeno alcune puntate della trasmissione, ma di questo non abbiamo nessuna conferma e dunque non sappiamo se potrebbe davvero essere stato così.
L'1 ottobre 1970 era stato consegnato alla Tsi il Centro mobile per le riprese a colori dallo studio di Lugano e così, lunedì 5 ottobre, poteva partire la prima trasmissione a colori, presentata da Paolo Limiti, all'epoca autore tra l'altro di "Rischiatutto", il popolare quiz di Mike Bongiorno, uno dei più grandi successi nella storia della televisione italiana. Sui palinsesti televisivi viene indicato come "Il calderone. Battaglia musicale a premi presentata da Paoli Limiti". "Radiotivù", organo ufficiale della radio e della televisione della Svizzera italiana, presenta così la prima puntata del 5 ottobre 1970:
"Lunedì sera alle 20.40 Paolo Limiti, il noto autore di quiz debutterà come presentatore nell'atteso primo numero della trasmissione di indovinelli musicali "Il Calderone". L'autore della più importante trasmissione ricreativa della RAI "Il Rischiatutto" che ogni giovedì ha riunito davanti ai televisori del secondo canale italiano più di 17 milioni di spettatori passa dalla scrivania dell'autore al video. "Mi tremano le gambe" - ci ha detto durante le prime prove - "Finora ho sempre controllato i presentatori delle trasmissioni che ho ideato sia per la televisione che per la radio "anche "Ferma la musica è sua" ed ora sta per scoccare la mia ora X. Pippo Baudo e Mike Bongiorno saranno quindi fra gli spettatori pronti alla amichevole vendetta. Non lo nego, ho paura. Se l'avessi saputo non avrei posto la mia candidatura... Spero nella clemenza del pubblico e nell'aiuto della valletta".
Paolo Limiti dovrebbe infatti essere affiancato da una assistente d'eccezione, pronta a dare un colpo di mano all'amico che ha lanciato su Roma il suo spiritoso SOS. Un gesto che simpaticamente ricorda il titolo di una sua canzone "Bugiardo e incosciente". Con 500 franchi ognuno, affonteranno le insidie del calderone, realizzato a colori, i due primi concorrenti: Enrica Gobbi di Giubiasco e Viviana Krozcinsky di Cassarate.
Collaborano alla trasmissione Mario Robbiani e il suo complesso. Ospite d'onore sarà Sergio Endrigo".

L'articolo di "Radiotivù" non dice il nome dell'assistente d'eccezione, che è proprio Mina. E' il Corriere della sera di martedì 13 ottobre 1970, dopo la seconda puntata, a dare la notizia in un breve articolo dal titolo "Mina valletta televisiva" con una foto di Paolo Limiti e Mina in studio. Va ricordato che la televisione della Svizzera italiana era visibile a Milano e in gran parte della Lombardia e dunque molti lettori avevano la possibilità di seguire la trasmissione. Scrive il quotidiano milanese:
"Mina si diverte a fare la valletta in un telequiz. Avviene nel "Calderone" un gioco a premi trasmesso il lunedì dalla televisione della Svizzera italiana e presentato da Paolo Limiti, lo stesso che organizza "Il rischiatutto" di Mike Bongiorno. Nel "Calderone" Mina, che si presenta come la signora Crocco, porta le buste delle domande, segna i punti, svolge lo stesso compito di Sabina Ciuffini nella trasmissione presentata da Mike Bongiorno. "Perchè fa la valletta?" le ha chiesto davanti alle telecamere Limiti. "Perchè ho l'occasione di conoscere tanti cantanti", ha risposto Mina.
Joyce Pataccini, produttrice del programma, nel 2010, per i 70 anni di Mina, rilasciò un'intervista al sito tio.ch dove raccontò come si era riusciti a convincere Mina a partecipare alla trasmissione come valletta.
"Mina è sempre stata una donna dotata di grande ironia, e soprattutto con un forte senso dell'amicizia. Fu proprio per amicizia che decise di venire a fare la valletta in RSI. Quell'anno decisi di chiamare Paolo Limiti per presentare un gioco a quiz. Limiti era un paroliere molto noto, e in quegli anni aveva scritto per Mina delle canzoni bellissime. Fu per amicizia nei suoi confronti che Mina decise di venire a fare la valletta. E per lo più muta. Non prese nemmeno una lira. Forse solo un cesto di fiori. Questo dimostra la sua grandezza umana".
Come avvenne la lavorazione?
"Era autunno. Mina registrò alcune puntate. Avevamo affittato dal Municipio di Lugano gli spazi di Villa Florida, che oggi non esiste più e al suo posto c'è un giardino. Lì si trovava il carro colore, dato che la trasmissione era a colori. Mina portava le buste a Paolo Limiti. Diceva pochissime battute. Ricordo anche che registrò alcune canzoni".

L'intervista completa la trovate al link seguente
https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi.

Sotto potete vedere la foto pubblicata sul Corriere della sera del 13 ottobre 1970 di Paolo Limiti e Mina.



BIBLIOGRAFIA
Radiotivù, programmi dal 4 al 10 ottobre 1970, palinsesto del 5 ottobre 1970, pagina 17
"Mina valletta televisiva", Corriere della sera, 13 ottobre 1970, pagina 13
Sal Feo, "L'intervista: Quella volta che venne gratis a fare la valletta in TSI", https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi

venerdì 7 febbraio 2020

Il 7 febbraio 1970 l'inizio dei Mondiali di sci in Val Gardena con la Tv a colori, ma non per l'Italia: sono passati 50 anni

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IL 7 FEBBRAIO 1970 L'INIZIO DEI MONDIALI DI SCI IN VAL GARDENA, CON LA TV A COLORI, MA NON PER L'ITALIA
Il 7 febbraio 1970 partirono i Mondiali di sci in Val Gardena. Sono dunque passati 50 anni da quel giorno, importante anche per la Rai, che produsse interamente a colori per la mondovisione tutto il programma di gare. Purtroppo in Italia si videro solo in bianco e nero per il divieto di molti politici che non volevano la Tv a colori. Vi riproponiamo l'articolo pubblicato su questo blog il 27 gennaio 2015 che riprende l'articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" dove si racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Solo chi poteva ricevere il segnale della televisione della Svizzera italiana o delle Tv dei paesi confinanti come Francia, Austria e Germania Ovest poteva vederlo a colori. Rinnoviamo i nostri ringraziamenti ad Antonio Lari che ci aveva fatto avere l'articolo

ARTICOLO PUBBLICATO SU QUESTO BLOG IL 27 GENNAIO 2015


C'è una pagina gloriosa della storia Rai dimenticata un po' da tutti. Stiamo parlando dei Mondiali di sci che si svolsero in Val Gardena dal 7 al 15 febbraio 1970. In quell'occasione la Rai realizzò un grande sforzo produttivo per garantire la trasmissione a colori in mondovisione pari a quello delle Olimpiadi di Roma del 1960. Basti dire che il centro Rai allestito provvisoriamente per la durata dei Mondiali a Ortisei era terzo in grandezza dopo quelli di Milano e Roma. Purtroppo gli italiani poterono vedere quell'evento solo in bianco e nero a causa dell'assurdo ostracismo di molti uomini politici che pensavano che la Tv a colori fosse un lusso che non potevamo concederci, mentre tutti gli altri paesi evoluti d'Europa già avevano iniziato a trasmettere a colori da qualche anno. Una valutazione che ha provocato la rovina dell'industria radiotelevisiva italiana. Solo nel 1972, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, dal 26 agosto all'11 settembre 1972, venne concesso alla Rai di trasmettere in via sperimentale a colori alternando Pal e Secam, altra assurdità visto che i tecnici Rai erano abituati a lavorare con il Pal come in occasione dei Mondiali in Val Gardena. Poi nuovo stop fino alle Olimpiadi di Montreal del 1976, dal 17 luglio all'1 agosto 1976, sempre in via sperimentale, per passare ufficialmente al colore l'1 febbraio 1977 con dieci anni di ritardo con i paesi europei più evoluti. Da avanguardia l'Italia divenne dunque coda in Europa riguardo alle trasmissioni a colori, facendosi superare anche dalla Spagna, che per qualche anno aveva atteso la decisione dell'Italia tra Pal e Secam per poi scegliere il Pal prima dell'Italia. Ma torniamo ai Mondiali in Val Gardena. Vi abbiamo detto dell'eccezionale sforzo produttivo della Rai per garantire il colore all'Europa e agli Stati Uniti, in particolare alla NBC che trasmetteva l'evento. Purtroppo, a oggi, nel catalogo multimediale Rai non risulta conservato nulla di quelle immagini a colori, solo pochi servizi in bianco e nero realizzati per i telegiornali e per La Domenica Sportiva e poco altro. Noi pensiamo che queste registrazioni siano ancora conservate in qualche stanza, non sappiamo dove, ma speriamo si possano recuperare per far vedere anche agli italiani cosa sapevano fare i tecnici Rai. La testimonianza di questo formidabile sforzo produttivo l'abbiano trovata in questo articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" che ci racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Va detto che la Tv della Svizzera italiana mandò in onda a colori quell'evento e dunque anche in Italia c'è stato qualcuno che ha potuto vedere a colori quell'evento nelle zone di confine, forse anche a Milano. Ringraziamo Antonio Lari per averci fatto avere l'articolo.

Le immagini che abbiamo visto ripetutamente scorrere sul teleschermo per otto giorni durante i campionati mondiali di sci alpino in Val Gardena, non erano immagini "qualunque", anche se al telespettatore italiano esse non potevano apparire diversamente. Le riprese televisive, infatti, erano realizzate a colori secondo la norma "625 PAL", ma, al momento di essere "istradato" dai vari trasmettitori sul nostro territorio, il segnale video veniva naturalmente privato della "banda" di colore. Questa circostanza - e cioè uno sforzo organizzativo forse secondo soltanto a quello compiuto dalla Rai per le Olimpiadi di Roma del 1960 e affidato, in questa occasione, ad un organismo televisivo che opera in un paese ove la Tv a colori non è stata ancora introdotta - questa circostanza, dicevo, ha rivestito una rilevanza tecnica che merita opportunamente, a manifestazioni concluse, un consuntivo.
E', dunque, già eloquente di per sè il fatto che una rete televisiva in bianco e nero, come l'italiana appunto, sia stata in grado di approntare uno schieramento tecnico in grado di fornire in tutto il mondo segnali e colori di qualità unanimemente giudicata eccellente; se poi si tiene conto delle particolarissime e difficoltose condizioni orografiche ed atmosferiche che hanno fatto da tremendo banco di prova del colore, non si può allora non parlare di autentico successo per i tecnici italiani. (Un successo forse scontato dal loro prestigio internazionale, ma non per questo memo meritato). Dice l'ing. Silvio Battistella, direttore tecnico dei servizi televisivi per i mondiali della Val Gardena: "A prescindere dal fattore freddo, che rimane un nemico anche per le trasmissioni in bianco e nero, per noi che dovevamo lavorare col colore, tra i problemi più grossi c'è stato quello delle condizioni di luce: con tutte le piste regolarmente orientate verso Nord, infatti, c'era continuamente l'imponderabile pericolo di trovarsi controluce e questo avrebbe disturbato non poco la resa-colore. Ci è andata bene, e non nascondo che c'è stato anche un pizzico di fortuna".
Ma andiamo con ordine e diamo soprattutto la parola ai dati che, meglio di qualsiasi altra considerazione, possono da soli dare un'idea di quanto consistente sia stato, sotto il profilo tecnico, l'impegno organizzativo prodotto dalla Rai anche in questa occasione. Il lavoro preparatorio, per esempio, ebbe inizio fin da due anni or sono.
"Per preparare tutto - dice l'ing. Aldo Riccomi, Condirettore Centrale della Direzione Tecnica - abbiamo dovuto muoverci fin dal momento in cui ci venne notificato che l'Italia era stata prescelta per ospitare i Campionati. Ciò nonostante, il tempo è stato il nostro primo, grande nemico. Per esempio, l'edificio in cui avremmo dovuto installare il Centro Rai, e cioè il nuovo municipio di Ortisei, non è stato disponibile prima del mese di novembre. Abbiamo quindi dovuto installare a tempo di record un vero e proprio centro di produzione di controllo, usando per di più materiale da riutilizzare integralmente in altri impianti". Tuttavia il complesso lavoro di accertamento preliminare e di progettazione degli impianti si poi rivelato talmente preciso che in sole due settimane è stato possibile installare in loco tutte le apparecchiature. Vale a dire: oltre 25 mila metri di cavo, buona parte dei quali bloccati sotto la neve lungo i bordi delle 4 piste di gara; 2 studi televisivi, ciascuno con 2 telecamere a colori e 2 vidicon in bianco-nero per cartelli; (i mixer potevano accettare segnali dal telecinema, dai registratori video magnetici e dalle diapositive a colori e permettevano, tra l'altro, l'intarsio ("overlay") con il sistema "Chromakey"). Gli impianti Tv comprendevano poi: una regia finale per le trasmissioni in Eurovisione, con adiacente i posti di coordinamento tecnico e di coordinamento programma; un impianto di registrazione video a colori per un totale di 5 macchine; un impianto di telecinema 16 mm a colori per un totale di 3 macchine; e, infine, una centrale tecnica audio e video a cui facevano capo, per il controllo e lo smistamento, tutti i segnali entranti ed uscenti dal Centro. In quest'ultimo locale si trovavano pure 2 analizzatori di diapositive, 2 rallentatori di immagini e tutti i ponti radio di collegamento, sia con i campi di gara che con la rete permanente Rai. Tra Ortisei e Bolzano (terminale dei collegamenti permanenti) funzionavano quattro fasci di collegamento a microonde di cui due principali e due di riserva, in maniera da permettere nei periodi più intensi di traffico "unilaterale", di smistare contemporaneamente due programmi indipendenti (normalmente uno per la Rai e l'altro per un organismo estero). Ed ancora: una sala di riversamento da 1/4" a nastro perforato; un impianto di sviluppo 16 mm con due macchine per lo sviluppo di film a colori ed una macchina per lo sviluppo di film in bianco e nero. "La capacità dei due complessi era rispettivamente di 1800 m/ora per il colore e di 900 m/ora per il bianco e nero; inoltre, esistevano due stampatrici 16 mm, rispettivamente per colore e bianco nero); ed, infine, un complesso di salette di montaggio dei filmati per un totale di 7 moviole. Questo per la Tv. Per la Radio gli impianti comprendevano 11 complessi costituiti ciascuno da uno Studio e da una regia equipaggiata con: 1 amplificatore a 4 ingressi; 1 amplificatore di uscita corredato di un pannello ad incroci 10X10 per lo smistamento delle linee dei campi di gara; 2 magnetofoni; 1 magnetofono a ciclo chiuso per il segnale di identificazione; 1 ascolto in altoparlante e 2 telefoni. Tre degli 11 complessi erano stati equipaggiati anche per un monitor video per eventuali necessità di sincronizzazione dei filmati. Diamo, infine, uno sguardo agli impianti comuni che erano costituiti da: 1 telaio incroci della capacità di 180 linee orizzontali e 210 linee verticali per lo smistamento dei circuiti delle cronache radiofoniche e televisive e dei circuiti telefonici di ascolto e di servizio; 1 centralino manuale collegato a tutti i complessi tecnici, agli uffici ed a tutti i campi, della capacità complessiva di 96 utenti a batteria locale e 96 a batteria centrale; 2 posti Telex ed una telescrivente per il collegamento punto a punto con la Rai a Roma; 1 cabina elettrica in grado di trattare una potenza di circa 400kVA e due gruppi elettrogeni di riserva ciascuno con una potenza di 220 kVA. (In un edificio adiacente erano stati poi realizzati 23 posti di ascolto per i radio-telecronisti che potevano così seguire su dei monitor la ripresa televisiva ed ascoltare in cuffia la radiocronaca o la telecronaca destinata al proprio Paese).
Vediamo ora come erano organizzati i servizi "esterni". Sono stati impiegati per la ripresa cinque pullman, tre dei quali avevano a bordo 4 telecamere a colori, gli altri due, invece, ne avevano a bordo 2. C'era inoltre un mezzo attrezzato con due telecamere industriali a vidicon in bianco e nero per la ripresa dei dati di cronometraggio e del monitore che forniva, concorrente per concorrente, la classifica aggiornata. Le telecamere erano disposte in modo da coprire un tratto di percorso pari a 45", per le gare di slalom gigante e di discesa libera (gare ove le partenze si susseguono ad un intervallo di 1'), mentre per lo slalom speciale, in cui le partenze avvengono solo dopo l'arrivo del concorrente precedente, la copertura della pista era totale. Ogni pista inoltre era coperta nella sua totalità con cineprese in grado di fornire un filmato completo del percorso per la trasmissioni unilaterali. Ogni unità di ripresa era collegata al Centro di Ortisei tramite due fasci in ponti radio mobili a microonde. Su ogni campo di gara erano state costruite 40 cabine di cui 19 destinate ai telecronisti italiani ed esteri e 13 ai radiocronisti. Le "telecabine" erano dotate di monitore video ed una cassetta standard per cronista, con uno o dei microfoni; le "radiocabine" erano equipaggiate con monitore video, microfono e cuffia. Dietro le cabine vi erano poi magnetofoni, amplificatori e telefoni a batteria locale. In totale, dunque, le cabine erano 160 (40 per ognuno dei 4 campi di gara). Gli operatori scaglionati lungo le singole piste erano 7, alcuni dei quali dotati di cineprese superrallentate a 200 fotogrammi il secondo. Ed ecco, infine, un consuntivo: il settore sviluppo e stampa ha lavorato oltre 22 mila metri di pellicola a colori e 9 mila metri in bianco e nero; le trasmissioni in Eurovisione, per i 16 organismi stranieri (oltre l'americana NBC) hanno superato le 17 ore; sono state poi effettuate 32 unilaterali da studio, per un totale di 5 ore e 40 minuti; le trasmissioni via satellite per la NBC hanno totalizzato 3 ore e 57 minuti. Le trasmissioni radiofoniche sono state in tutto 310 di cui 203 verso l'estero e 107 per le reti italiane. Queste cifre, sono eloquenti di per sè. Ricordano un po' quelle delle Olimpiadi di Roma: si è trattato questa volta di "Olimpiadi bianche", anche se per i tecnici italiani la principale caratteristica è stata quella dell'impiego del colore.
Giuseppe Tabasso


mercoledì 5 febbraio 2020

Rischiatutto compie 50 anni: il 5 febbraio 1970 la prima puntata dello storico quiz di Mike Bongiorno

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RISCHIATUTTO COMPIE 50 ANNI
Il 5 febbraio 1970 la prima trasmissione del più bel quiz di Mike Bongiorno. Non cominciò bene, la puntata d'esordio venne annullata per due errori nelle domande e il Corriere della sera scrisse: "Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Invece Rischiatutto divenne uno dei programmi più seguiti nella storia della televisione italiana. Vi raccontiamo cosa accadde nella prima puntata


Giovedì 5 febbraio 1970 alle 21.15 sul Secondo Programma dal Teatro delle Vittorie di Roma va in onda la prima puntata di "Rischiatutto". Mike Bongiorno torna così a condurre in video una trasmissione tutta sua dopo tre anni. L'ultima era infatti stata "Giochi in famiglia" chiusa nel 1967 con risultati non esaltanti. Per Mike Bongiorno cominciò infatti un periodo di crisi e qualche critico lo dava già sul viale del tramonto. Mike invece ha una gran voglia di tornare in video e dopo un viaggio negli Stati Uniti nel 1969 torna in Italia con l'idea giusta, ispirata alla trasmissione "Jeopardy" che però ha una struttura meno elaborata di quello che sarà "Rischiatutto". Carlo Fuscagni capisce subito che l'idea è vincente e riesce a imporla a Giovanni Salvi, che continuava a respingere le richieste di incontro di Mike, ma impone di registrare la prima edizione al Teatro delle Vittorie, costringendo Mike a trasferirsi a Roma, dove aveva condotto solo "Arrivi e partenze" nel 1954. Sulle prime gli autori pensano di chiamarla "A repentaglio!", una traduzione italiana del titolo originale di "Jeopardy" a cui si ispirano. Con il passare dei mesi però, e con il consolidamento della squadra tecnica e artistica, il titolo viene definitivamente cambiato in "Rischiatutto". In pochi giorni arrivano tremila domande di partecipazione, soprattutto tra i giovani e Mike presenta così "Rischiatutto" in una lunga intervista sul Radiocorriere numero 5 del 1970 rilasciata a Donata Gianeri: "Diciamo che il quiz in voga da alcuni anni è il quiz leggero, il quiz varietà rafforzato da uno spettacolo musicale, quindi un quiz imbastardito. Il Rischiatutto nasce col proposito da parte della televisione di riprendere il quiz serio, di cultura generale. Fra l’altro, per le domande finali di questo gioco, i tre concorrenti verranno chiusi nelle cabine. Si assiste quindi anche al grande ritorno della cabina sul video: erano anni che non veniva più usata e se abbiamo deciso di ripristinarla è perché dà un senso di emozione, di suspense. Pensi che bellezza quando chiuderemo questi tipi di contestatori nelle cabine".
Si arriva così alla prima puntata, registrata come d'abitudine al mercoledì sera. Mike ha scelto come coautore Giovanni Vigevano, vincitore di "Giochi in famiglia", mentre come valletta c'è Sabina Ciuffini, 19 anni, nata a Buenos Aires, residente a Roma e matricola all'università. In gara ci sono Giovanni Micheli, esperto di filatelia ed ex campione italiano di parole crociate, il bergamasco Franco Moretti, che risponde a domande sul teatro di prosa, e Silvana Guerriero, che ha scelto la musica leggera. La registrazione non va liscia, e i numerosi intoppi consigliano di declassare la trasmissione presentandola al pubblico come «numero di prova». Una domanda sulla filatelia viene contestata da Micheli nella prima fase del gioco. Gli viene chiesto, tra l'altro: «Nel 1896 viene emesso il primo francobollo commemorativo italiano. Per quale occasione?». Micheli non risponde e Mike legge la risposta degli esperti: in occasione delle nozze Savoia-Petrovic. Poi si scopre invece che il francobollo (che tra l'altro sarebbe stato celebrativo, e non commemorativo) venne preparato, ma non emesso, tanto che in una successiva occasione Micheli ha modo di rispondere che il primo francobollo commemorativo italiano è del 1910; a Moretti, nel gioco del tabellone, viene chiesto di indicare il titolo e l’autore di una poesia risorgimentale fatta ascoltare nell’interpretazione di Alberto Lupo e il concorrente è sicuro si tratti di Piemonte di Giosue Carducci, ma Mike Bongiorno lo interrompe: «Si tratta di Fratelli d’Italia!». In realtà Fratelli d’Italia è il titolo del disco in cui si trova la registrazione, che contiene un pot-pourri di noti componimenti poetici, e i versi in questione sono effettivamente Piemonte di Carducci. Gli argomenti del tabellone sono: Pittura, Risorgimento, Musica leggera, Chi è, Letteratura e Sport. Il cantautore Georges Moustaki è ospite della trasmissione per presentare la sigla finale: Il rischio. Vince la Guerriero, ma dopo una serie di riunioni tra chi voleva considerare regolare la puntata e chi voleva annullarla prevale la seconda e dunque tutti i concorrenti torneranno una settimana dopo, quando sarà gara vera e questa volta a vincere è Micheli che può dunque essere considerato il primo campione di "Rischiatutto". Dopo i problemi della prima trasmissione, Vigevano viene licenziato, come scrive il Corriere d'informazione dell'11 febbraio, sostituito da Paolo Limiti, chiamato in gran fretta da Mike con il quale già lavorava in radio nel quiz «Ferma la musica» in onda sul Secondo Programma Radiofonico.
Il Corriere della sera del 6 febbraio 1970 chiude così l'articolo di commento intitolato "I frammenti", firmato G., alla prima puntata di Rischiatutto: "Per ora risulta impossibile giudicare il quiz, il suo grado di macchinosità e la sua capacità di fornire un ragionevole intrattenimento. Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Un giudizio molto affrettato per quello che è stato il più bel quiz della storia della televisione italiana. Rischiatutto avrà infatti 156 puntate in 5 edizioni. Dalla seconda si passerà al Fiera 2 di Milano, sede storica dei quiz di Mike Bongiorno in Rai, fino al 25 maggio 1974 e alcuni campioni sono ricordati ancora oggi dal pubblico italiano. Ne ricordiamo alcuni come Giuliana Longari, prima grande campionessa che lanciò definitivamente il quiz, dal 7 maggio al 16 luglio 1970; Andrea Fabbricatore, Ernesto Marcello Latini, Marilena Buttafarro, Massimo Inardi, campione delle prime tre edizioni; Maria Luisa Migliari, campionessa della quarta e quinta edizione; Enzo Bottesini, Angelo Cillo, Antonio D'Urso, Domenico Giacomino. Con il passaggio a Milano arriva tra gli autori anche Ludovico Peregrini che diventerà "Signor No" dopo un articolo di Vittorio Notarnicola pubblicato sul Corriere della sera del 20 gennaio 1972 con titolo "Il Signor No". Da ricordare anche la regia di Piero Turchetti, ricordato sempre da Mike con la frase "fiato alle trombe Turchetti" e la sigla testa con l'omino del Rischiatutto disegnata da Sandro Lodolo e musicata da Mario Migliardi, mentre di sigle di coda se ne ebbero quattro: "Il rischio" di Georges Moustaki nelle prime due edizioni (1970-1971), "Amare di meno" di Peppino Di Capri nella terza (1971-72), "Una musica" dei Ricchi e Poveri nella quarta (1972/73) e "Voglio ridere" dei Nomadi nella quinta (1973-74). In occasione della finale del 10 giugno 1972, trasmessa al sabato sul Programma Nazionale dal Teatro dell'Arte di Milano, si calcolò un ascolto di 27 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 88. Per l'occasione, per non perdere pubblico negli stadi, la Lega Calcio fece spostare dal sabato alla domenica tre partite di Coppa Italia: Juventus-Milan, Inter-Torino e Fiorentina-Napoli, validi per la seconda fase del torneo. Numeri straordinari che testimoniano la popolarità raggiunta dalla trasmissione.
"Rischiatutto" verrà riproposto da Fabio Fazio con successo nel 2016, con due puntate su RaiUno il 21 e 22 aprile, una celebrativa e una vera, e nove su RaiTre, dal 27 ottobre al 22 dicembre. A nostro parere è un quiz sempre attuale che manca nella televisione di oggi fatta di tanti "game show" ma dove non c'è un vero gioco con domanda secca e risposta secca e con la gara tra concorrenti, l'innovazione più grande del "Rischiatutto" che è stata poi seguita da Mike Bongiorno anche nei suoi quiz seguenti come "Scommettiamo?" e "Flash" solo per restare agli anni in Rai per quello che per noi è stato il miglior periodo nella carriera di Mike con ascolti sempre superiori ai 20 milioni di spettatori.

La prima puntata di "Rischiatutto" del 5 febbraio 1970 su RaiPlay.

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016
Donata Gianeri, Radiocorriere numero 5, programmi dall'1 al 7 febbraio 1970
Al. Cer., Torna Mike Bongiorno, Corriere della sera, 2 febbraio 1970
Al. Cer., Le grane del Rischiatutto, Corriere della sera, 6 febbraio 1970
G., I "frammenti", Corriere della sera, 6 febbraio 1970
C.G., Clamorose gaffes al quiz di Bongiorno in Tv, Corriere d'informazione, 5 febbraio 1970
C.G., "Ecco i retroscena della gaffe di Mike", Corriere d'informazione, 6 febbraio 1970
"Rischiatutto" licenziato un esperto, Corriere d'informazione, 11 febbraio 1970

Juventus-Milan, 5 febbraio 1950, prima partita di calcio in Tv in Italia: sono passati 70 anni

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Sono passati esattamente 70 anni da quando, il 5 febbraio 1950, venne trasmessa la prima partita di calcio nella storia della Tv italiana, che aveva cominciato la programmazione l'11 settembre del 1949 dopo la breve fase del 1939 interrotta dalla guerra. Si giocava Juventus-Milan, finita con il clamoroso punteggio di 7-1 per i rossoneri. La telecronaca venne effettuata da Carlo Bacarelli, maestro della prima generazione di telecronisti italiani. Ovviamente solo a Torino e dintorni poterono seguire in Tv quel Juventus-Milan visto che solo nel capoluogo piemontese erano installati trasmettitori televisivi e solo dal 12 aprile 1952, con l'inaugurazione degli studi televisivi di Corso Sempione a Milano, la Tv cominciò la sua fase di espansione in tutta Italia. Era anche una delle prime riprese televisive in esterna. "C’era il problema tecnico di prolungare i cavi - racconta Carlo Bacarelli nei libri La Tv per sport e Sport in Tv -, facemmo due esperimenti: la sfilata di Carnevale in piazza Madama con le telecamere montate in alto sulle scale dei pompieri in modo da inquadrare via Po; la ripresa di Juventus-Milan, partita che si giocò in un pomeriggio di nebbia: vedevo figure vaghe, allora commentai guardando il monitor e mi accorsi che l’occhio elettronico è più sensibile di quello umano. Fu una grande scoperta, pose le basi della grammatica televisiva, il telecronista deve raccontare quello che vede sul monitor perché corrisponde a quello che vede il telespettatore. Il Milan vinse 7-1 e Parola, simbolo di fair-play, proprio nel giorno del debutto delle telecamere perse la testa: sferrò un calcione clamoroso a Nordahl che, incontenibile, lo stava facendo impazzire". Da notare anche la presenza in campo, nella Juventus, di Alberto Piccinini, padre di Sandro, per tanti anni apprezzato telecronista di Mediaset.
Nel video della trasmissione "Dedicato a..." sui 60 anni di sport nella Tv italiana, condotta da Auro Bulbarelli su Rai Sport 1 nel gennaio 2014 dove abbiamo avuto l'onore di essere tra gli ospiti con Massimo De Luca, Bruno Pizzul, Maria Teresa Ruta e Luciana Veschi, al minuto 15 Carlo Bacarelli, intervistato nel 1964 da Ugo Zatterin in una trasmissione che celebrava i 10 anni dall'inizio della regolare programmazione televisiva della Rai, racconta questa prima telecronaca di una partita di calcio in Italia.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e5f0a795-1570-4dce-be60-d9557f962831.html.

BIBLIOGRAFIA
Pino Frisoli, La Tv sport, Edizioni Tracce, 2007
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, 2010

sabato 1 febbraio 2020

Coppa Italia: calendario televisivo delle semifinali in diretta su RaiUno

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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La Lega di Serie A ha ufficializzato date e orari delle semifinali di Coppa Italia che si giocheranno, per l'andata mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio 2020 e per il ritorno mercoledì 4 e giovedì 5 marzo 2020. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta su RaiUno alle 20.45. La finale è in calendario il 13 maggio 2020 allo stadio Olimpico di Roma. La squadra vincitrice della Coppa Italia avrà diritto a partecipare direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.
Per chi volesse seguire le partite su PC ci sarà la diretta streaming sul sito di Raisport o sul sito Rai.tv. Su smartphone e tablet invece lo streaming è garantito dall'applicazione RaiPlay, scaricabile gratuitamente dal market. Al termine di ogni partita, ampio post gara su Rai Sport + HD.
Sotto potete leggere il calendario televisivo delle semifinali su RaiUno.

ANDATA
MERCOLEDI' 12 FEBBRAIO 2020
- Ore 20.45 Inter-Napoli RAIUNO
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Thomas Villa (panchina Inter) e Alessandro Antinelli (panchina Napoli)
Prepartita dalle 19.35 e postpartita dalle 23 su Rai Sport + HD
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Franco Lauro, Bruno Gentili, Guglielmo Stendardo e Tiziano Pieri

GIOVEDI' 13 FEBBRAIO 2020
- Ore 20.45 Milan-Juventus RAIUNO
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Andrea Riscassi (panchina Milan) e Aurelio Capaldi (panchina Juventus)
Prepartita dalle 19.50 e postpartita dalle 23 su Rai Sport + HD
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Franco Lauro, Marco Civoli, Guglielmo Stendardo e Tiziano Pieri

RITORNO
MERCOLEDI' 4 MARZO 2020
- Ore 20.45 Juventus-Milan RAIUNO
GIOVEDI' 5 MARZO 2020
- Ore 20.45 Napoli-Inter RAIUNO

NEL LIBRO "SPORT IN TV", DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI, SI PARLA ANCHE DELLA STORIA DELLA NAZIONALE IN TV. VOLETE SAPERE TUTTO SULLA STORIA DELLA TV SPORTIVA? QUESTO E TANTO ALTRO SU "SPORT IN TV". NON PERDETELO!

CLICCA SUBITO PER ACQUISTARE "SPORT IN TV" SU IBS.IT A UN PREZZO IMBATTIBILE CON IL 15% DI SCONTO, A 13,60 EURO INVECE DI 16, CON UN RISPARMIO DI 2,40 EURO. NON PERDERE TEMPO, FATTI UN BEL REGALO!

La presentazione di Massimo De Luca del libro "Sport in Tv" fatta con Alessandra De Stefano su Rai Sport 2



DIVENTA FAN DEL LIBRO "SPORT IN TV", UN DIVERTENTE VIAGGIO NELLA STORIA DELLO SPORT, DELLA TV E DEL COSTUME ITALIANO, E FAI SAPERE SE TI E' PIACIUTO

Ecco il sommario del libro "Sport in Tv". Il nome tra parentesi significa che il paragrafo è stato scritto da Massimo De Luca.

Prefazione (Massimo De Luca)
Introduzione

Gli anni del bianco e nero

Prima della televisione
Gli inizi
Il Bologna, prima squadra di calcio italiana ospite in Tv
Carosio, nascita di una leggenda (Massimo De Luca)
Juventus-Milan, la prima partita in Tv
Telecronisti: dai Maestri agli urlatori (Massimo De Luca)
Nasce "La Domenica Sportiva"
Le mille vite della "Domenica Sportiva" (Massimo De Luca)
Italia-Cecoslovacchia, l'Eurovisione e i Mondiali
Calcio in Tv, prime polemiche
Milano-Sanremo, ultimi 300 metri in diretta
Gronchi in ritardo a Monza
I primi anticipi televisivi
Cortina e la caduta di Caroli
Italia-Brasile, la Tv sportiva entra nei cinema
Il Tour de France finalmente in eurovisione
Norrkoeping-Fiorentina, prima diretta Rai di coppe europee
La sintesi della domenica e la nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto"
L'Olimpiade di Roma
Il "Processo alla tappa"
Il "Processo alla tappa": un'epopea firmata Zavoli (Massimo De Luca)
Finalmente la mondovisione
Lazio-Juventus, la prima polemica della moviola
Italia-Cipro, arriva il replay
Italia-Bulgaria, il primo sciopero "azzurro" della Rai
Benvenuti-Rodriguez, una diretta molto costosa
Carosio e il guardalinee etiope
La vera storia di Carosio e del guardalinee etiope (Massimo De Luca)
Arriva "90° minuto"

Dal colore alla fine del monopolio

Arriva il colore, ma solo all'estero
Inter-Borussia Moenchengladbach, ci guadagna anche il Bologna
Babelis, la Tv del Rimini
Monaco '72, l'illusione del colore
La partita a telecamere fisse
La Tv svizzera italiana, prima alternativa alla Rai
Capodistria, la prima Tv tematica sportiva
Telemontecarlo, da "Puntosport" a "Galagoal"
Il ministro Togni vieta i Mondiali a colori
Il maxischermo del Palalido
Majorca e le prime imprecazioni in diretta Tv
La domenica del silenzio e la telecronaca quasi muta
"Tutto il calcio minuto per minuto" approda in Tv
Montreal 1976, torna il colore
Italia-Inghilterra e la diretta negata
Vietato giocare di notte in novembre (Massimo De Luca)
Finale Coppa Davis, il no alla telecronaca del Tg2
Coppa Davis 1976, un'emozione rovinata (Massimo De Luca)
Genoa-Torino, anche il campionato è a colori
"Diretta sport", i gol nell'intervallo
"Eurogol", rassegna dei gol delle coppe europee
Perletto, l'uomo che vinse due volte
La replica di Italia-Germania Ovest 4-3 lancia la Rete Tre
Lo sport delle Tv locali
Arriva "Il processo del lunedì"
Inter-Real Madrid, niente diretta per rispetto del pubblico pagante

Molte Tv, molto sport

Mundialito in Uruguay: fine del monopolio Rai
Assalto ai diritti del campionato
Il Mundialito di Berlusconi e la censura Rai
Canale 5 prende i diritti delle coppe e ci prova con l'Olimpiade
Italia-Germania Ovest 3-1, record assoluto di telespettatori
"Tuttocoppe minuto per minuto" arriva in Tv
Coppa Intercontinentale, diretta solo in Lombardia
"Tutto il calcio minuto per minuto", la Tv entra in studio
Il debito del calcio verso la radio (Massimo De Luca)
Real Madrid-Napoli tra Berlusconi, Odeon e Rai
Tomba irrompe a Sanremo
Jugoslavia-Italia, la prima telecronaca muta
Milan-Steaua, la Rai salva la diretta dallo sciopero
Con la Gialappa's Band si ride del calcio
Anche Berlusconi ha la diretta
Scozia-Italia tra Rai e Tele+
Il Giro d'Italia lascia la Rai
"Operazione Entebbe". Nasce il Giro d'Italia 1 (Massimo De Luca)
Il campionato va sulla pay Tv
"Quelli che il calcio...", da Fazio alla Ventura
Ungheria-Italia, la Nazionale solo su Canale 5
Arriva anche la pay-per-view
La Rai si riprende la Serie A
Mediaset e il campionato: incontrarsi e dirsi addio (Massimo De Luca)
La Serie A sulla Tv svizzera italiana, ma solo per due partite
Mondiali e Olimpiadi tra Rai e Sky

NON PERDETE IL LIBRO "SPORT IN TV. STORIA E STORIE DALLE ORIGINI A OGGI". UNA APPASSIONANTE STORIA DELLO SPORT IN TV DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA. UN GRANDE SUCCESSO DI CRITICA E DI PUBBLICO PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI TV E SPORT.

venerdì 17 gennaio 2020

Coppa Italia: calendario televisivo dei quarti di finale in diretta su RaiUno

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
.

PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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La Lega di Serie A ha ufficializzato date e orari dei quarti di finale di Coppa Italia, in programma da martedì 21 a mercoledì 29 gennaio 2020. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta su RaiUno. Quanto alle semifinali, che si giocheranno in partite di andata e ritorno, sono programmate per il 12 febbraio e il 4 marzo 2020. Una delle due semifinali di andata sarà anticipata a martedì 11 febbraio o posticipata a giovedì 13 febbraio, così come per il ritorno una delle semifinali sarà anticipata a martedì 3 marzo o a giovedì 5 marzo. La finale è in calendario il 13 maggio 2020 allo stadio Olimpico di Roma. La squadra vincitrice della Coppa Italia avrà diritto a partecipare direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.
Per chi volesse seguire le partite su PC ci sarà la diretta streaming sul sito di Raisport o sul sito Rai.tv. Su smartphone e tablet invece lo streaming è garantito dall'applicazione RaiPlay, scaricabile gratuitamente dal market. Al termine di ogni partita, ampio post gara su Rai Sport + HD.
Sotto potete leggere il calendario televisivo dei quarti di finale su RaiUno.

MARTEDI' 21 GENNAIO 2020
- Ore 20.45 Napoli-Lazio RAIUNO
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Fabrizio Tumbarello (panchina Napoli) e Lucio Michieli (panchina Lazio)
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Bruno Gentili

MERCOLEDI' 22 GENNAIO 2020
- Ore 20.45 Juventus-Roma RAIUNO
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Aurelio Capaldi (panchina Juventus) e Alessandro Antinelli (panchina Roma)
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Gugliemo Stendardo, Luca Toni, Tiziano Pieri

MARTEDI' 28 GENNAIO 2020
- Ore 20.45 Milan-Torino RAIUNO
Telecronaca: Luca De Capitani - Commento tecnico: Mario Somma
Bordocampo e interviste: Umberto Martini (panchina Milan) e Amedeo Goria (panchina Torino)
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Gianni Bezzi

MERCOLEDI' 29 GENNAIO 2020
- Ore 20.45 Inter-Fiorentina RAIUNO
Telecronaca: Dario Di Gennaro - Commento tecnico: Andrea Agostinelli
Bordocampo e interviste: Thomas Villa (panchina Inter) e Andrea Riscassi (panchina Fiorentina)
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Gianni Cerqueti

NEL LIBRO "SPORT IN TV", DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI, SI PARLA ANCHE DELLA STORIA DELLA NAZIONALE IN TV. VOLETE SAPERE TUTTO SULLA STORIA DELLA TV SPORTIVA? QUESTO E TANTO ALTRO SU "SPORT IN TV". NON PERDETELO!

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La presentazione di Massimo De Luca del libro "Sport in Tv" fatta con Alessandra De Stefano su Rai Sport 2



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Ecco il sommario del libro "Sport in Tv". Il nome tra parentesi significa che il paragrafo è stato scritto da Massimo De Luca.

Prefazione (Massimo De Luca)
Introduzione

Gli anni del bianco e nero

Prima della televisione
Gli inizi
Il Bologna, prima squadra di calcio italiana ospite in Tv
Carosio, nascita di una leggenda (Massimo De Luca)
Juventus-Milan, la prima partita in Tv
Telecronisti: dai Maestri agli urlatori (Massimo De Luca)
Nasce "La Domenica Sportiva"
Le mille vite della "Domenica Sportiva" (Massimo De Luca)
Italia-Cecoslovacchia, l'Eurovisione e i Mondiali
Calcio in Tv, prime polemiche
Milano-Sanremo, ultimi 300 metri in diretta
Gronchi in ritardo a Monza
I primi anticipi televisivi
Cortina e la caduta di Caroli
Italia-Brasile, la Tv sportiva entra nei cinema
Il Tour de France finalmente in eurovisione
Norrkoeping-Fiorentina, prima diretta Rai di coppe europee
La sintesi della domenica e la nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto"
L'Olimpiade di Roma
Il "Processo alla tappa"
Il "Processo alla tappa": un'epopea firmata Zavoli (Massimo De Luca)
Finalmente la mondovisione
Lazio-Juventus, la prima polemica della moviola
Italia-Cipro, arriva il replay
Italia-Bulgaria, il primo sciopero "azzurro" della Rai
Benvenuti-Rodriguez, una diretta molto costosa
Carosio e il guardalinee etiope
La vera storia di Carosio e del guardalinee etiope (Massimo De Luca)
Arriva "90° minuto"

Dal colore alla fine del monopolio

Arriva il colore, ma solo all'estero
Inter-Borussia Moenchengladbach, ci guadagna anche il Bologna
Babelis, la Tv del Rimini
Monaco '72, l'illusione del colore
La partita a telecamere fisse
La Tv svizzera italiana, prima alternativa alla Rai
Capodistria, la prima Tv tematica sportiva
Telemontecarlo, da "Puntosport" a "Galagoal"
Il ministro Togni vieta i Mondiali a colori
Il maxischermo del Palalido
Majorca e le prime imprecazioni in diretta Tv
La domenica del silenzio e la telecronaca quasi muta
"Tutto il calcio minuto per minuto" approda in Tv
Montreal 1976, torna il colore
Italia-Inghilterra e la diretta negata
Vietato giocare di notte in novembre (Massimo De Luca)
Finale Coppa Davis, il no alla telecronaca del Tg2
Coppa Davis 1976, un'emozione rovinata (Massimo De Luca)
Genoa-Torino, anche il campionato è a colori
"Diretta sport", i gol nell'intervallo
"Eurogol", rassegna dei gol delle coppe europee
Perletto, l'uomo che vinse due volte
La replica di Italia-Germania Ovest 4-3 lancia la Rete Tre
Lo sport delle Tv locali
Arriva "Il processo del lunedì"
Inter-Real Madrid, niente diretta per rispetto del pubblico pagante

Molte Tv, molto sport

Mundialito in Uruguay: fine del monopolio Rai
Assalto ai diritti del campionato
Il Mundialito di Berlusconi e la censura Rai
Canale 5 prende i diritti delle coppe e ci prova con l'Olimpiade
Italia-Germania Ovest 3-1, record assoluto di telespettatori
"Tuttocoppe minuto per minuto" arriva in Tv
Coppa Intercontinentale, diretta solo in Lombardia
"Tutto il calcio minuto per minuto", la Tv entra in studio
Il debito del calcio verso la radio (Massimo De Luca)
Real Madrid-Napoli tra Berlusconi, Odeon e Rai
Tomba irrompe a Sanremo
Jugoslavia-Italia, la prima telecronaca muta
Milan-Steaua, la Rai salva la diretta dallo sciopero
Con la Gialappa's Band si ride del calcio
Anche Berlusconi ha la diretta
Scozia-Italia tra Rai e Tele+
Il Giro d'Italia lascia la Rai
"Operazione Entebbe". Nasce il Giro d'Italia 1 (Massimo De Luca)
Il campionato va sulla pay Tv
"Quelli che il calcio...", da Fazio alla Ventura
Ungheria-Italia, la Nazionale solo su Canale 5
Arriva anche la pay-per-view
La Rai si riprende la Serie A
Mediaset e il campionato: incontrarsi e dirsi addio (Massimo De Luca)
La Serie A sulla Tv svizzera italiana, ma solo per due partite
Mondiali e Olimpiadi tra Rai e Sky

NON PERDETE IL LIBRO "SPORT IN TV. STORIA E STORIE DALLE ORIGINI A OGGI". UNA APPASSIONANTE STORIA DELLO SPORT IN TV DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA. UN GRANDE SUCCESSO DI CRITICA E DI PUBBLICO PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI TV E SPORT.

venerdì 10 gennaio 2020

Tutto il calcio minuto per minuto compie 60 anni: il 10 gennaio 1960 la prima trasmissione con 5 campi collegati

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Il 10 gennaio 1960 è una data storica nel rapporto tra radiotelevisione e calcio italiano. Per la prima volta infatti, in seguito a un accordo con la Federcalcio, la Rai non darà più la sola radiocronaca del secondo tempo di una partita di calcio ma si cede il passo al collegamento con vari stadi "per fornire un panorama dell'andamento degli incontri della massima serie", come scrive il "Corriere d'Informazione" del 9 gennaio 1960, e più sinteticamente anche della Serie B. Inoltre, il primo o il secondo tempo di una partita di calcio sarà offerto in differita ai telespettatori un paio d'ore la conclusione delle partite, alle 18.40 per essere precisi, Va ricordato, a questo proposito, che nella stagione 1955/56 una partita, in alternanza tra Serie A, B e C, veniva anticipata al sabato per essere proposta in diretta televisiva. E' questa però la prima volta che si trova un accordo per trasmettere una partita di Serie A, per quanto non completa, la domenica dopo la fine delle partite senza dovere attendere i filmati della Domenica Sportiva. Tra Milan-Juventus, Roma-Lanerossi Vicenza e Bologna-Napoli si scelse questa partita.

L'INIZIO DI TUTTO IL CALCIO MINUTO, 10 GENNAIO 1960, 5 CAMPI COLLEGATI
Ma veniamo alla radio perchè questo accordo segna anche la nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto". L'esperimento era già stato collaudato nel mese di dicembre a circuito chiuso con successo. Dall'inizio al timone della trasmissione c'è Roberto Bortoluzzi, che rimarrà alla conduzione fino al 1987 e che ne ha sempre rivendicato la paternità "anche se poi ci misero le mani Sergio Zavoli e Giorgio Boriani", quest'ultimo curatore della trasmissione fino al 1965. Anche Guglielmo Moretti, capo della redazione sportiva che si dice non avesse in grande considerazione Roberto Bortoluzzi, ha sempre rivendicato la paternità della trasmissione, ispirata alla francese "Sports et Musique" che per cinque ore, la domenica pomeriggio, trasmetteva in diretta i principali avvenimenti sportivi, rugby in particolare. Con l'avvicinarsi dell'Olimpiade di Roma del 1960, dove sarebbe stato necessario coprire più eventi in contemporanea, si decise quindi di fare lo stesso con il calcio.
Sempre il "Corriere d'Informazione" del 9 gennaio 1960 presenta così "Tutto il calcio minuto per minuto": "Il meccanismo è complesso. In pratica la trasmissione avverrà in questo modo. A Milano, nella sede della Rai, è costituito un centro di regia, collegato direttamente con cinque stadi della Serie A e per telefono con gli altri stadi della massima serie e della Serie B. L'inizio della trasmissione avverrà negli ultimi minuti del primo tempo degli incontri. Ci sarà una radiocronaca-base, svolta da Nicolò Carosio (domani sarà trasmessa la partita Milan-Juventus), sulla quale, togliendo la parola a Carosio, il regista inserirà brevi resoconti in collegamento diretto con gli altri quattro campi dove seguiranno la partita radiocronisti appositamente inviati dalla Rai, e notizie pervenute per telefono relative agli altri incontri.
Gli inserimenti nella radiocronaca-base saranno rapidissimi: uno o due minuti al massimo. E spetterà all'abilità del regista inserire nella radiocronaca-base i momenti più significativi dell'andamento del gioco sugli altri quattro campi direttamente sotto controllo.
Della giornata di domani si conosce solo il nome della partita di cui sarà effettuata la radiocronaca-base. Gli altri quattro stadi che saranno collegati direttamente con Milano vengono taciuti, per un accordo tra la Rai e l'ente calcistico. L'iniziativa della Rai è senz'altro ottima. Molto dipende però, dal come sarà realizzata. D'altro canto era un esperimento da tentare. Pensate quanti progressi sono stati fatti negli ultimi vent'anni: le radiocronache calcistiche erano invece rimaste ferme al 1934".
Si parte dunque con 5 campi: oltre al già citato Milan-Juventus con Nicolò Carosio anche Bologna-Napoli con Piero Pasini, Roma-Lanerossi Vicenza con Enrico Ameri, Fiorentina-Sampdoria con Amerigo Gomez e Genoa-Spal con Nico Sapio. Questo dato, confermato dal Corriere d'Informazione dell'11 gennaio 1960 che descrive questa prima giornata della trasmissione radiofonica, e dal libro di Roberto Pelucchi "Le voci della domenica. Storia romantica di 90 anni di sport alla radio" con prefazione di Massimo De Luca e pubblicato da Bolis Edizioni, smentisce un clamoroso errore storico che ancora oggi viene riportato da molte fonti che parlano di soli tre campi collegati indicando correttamente solo Milan-Juventus di Nicolò Carosio, mentre, come abbiamo visto, Bologna-Napoli, attribuita ad Enrico Ameri, è stata di Piero Pasini, e Alessandria-Padova, attribuita ad Andrea Boscione, non era nemmeno tra i campi collegati. Andrea Boscione quel giorno era infatti inviato a Valdieri, nel cuneese, per il Trofeo Livio Bianco di sci di fondo femminile dove dopo la gara intervistò per Domenica sport le azzurre Elisabetta Asteggiano ed Elisabetta Bellone. La conferma che i campi collegati erano quelli indicati arrivò anche dallo stesso Boscione, come riporta sempre "Le voci della domenica", su Hurrà Juventus nel settembre 1964.
L'esperimento, si legge sul "Corriere d'Informazione" dell'11 gennaio 1960 "ha dato nel complesso risultati soddisfacenti. In un'ora e 15 minuti di trasmissione i radioascoltatori hanno potuto rapidamente essere informati sulle vicende del torneo calcistico, sugli sviluppi delle varie partite, sulla rapida evoluzione del punteggio di gioco. Una cronaca, insomma, panoramica, immediata, suggestiva, destinata a soddisfare i primi stimoli di "fame di notizie" degli sportivi e anche degli scommettitori del Totocalcio. [...] Una innovazione così concertata non poteva, però, nascere perfetta. Così nella prima trasmissione corale di ieri i momenti più vivi delle partite, i gol, per intenderci, sono andati perduti nelle remore tra un collegamento e l'altro, tra un rimbalzo di voce da uno stadio allo studio centrale di Milano. [...] Si chiede in pratica la possibilità per i radiocronisti di chiedere subito la parola allo studio centrale in caso di improvvisi colpi di scena.
Dopo qualche puntata, si decise di iniziare la trasmissione all'inizio del secondo tempo e non sul finire dei primi tempi. Racconta Roberto Bortoluzzi a Mario Gherarducci sul "Corriere della sera" di sabato 24 novembre 1973: "Pensamo di dare l'opportunità ai radiocronisti di raccontare quello che era accaduto nei 45 minuti iniziali. Ma poi ci accorgemmo che la trasmissione aveva un inizio un po' troppo lento, quasi noioso. Ed allora decidemmo di aprire i collegamenti con l'inizio del secondo tempo. Credo che il risultato sia stato apprezzabile: quel quarto d'ora in meno ha conferito una maggiore snellezza alla trasmissione, le ha dato più ritmo e velocità senza perdere in precisione".

LA PRIMA INTERRUZIONE PER UN GOL
La prima interruzione per un gol viene fatta risalire al 31 dicembre 1961 quando Enrico Ameri intervenne da San Siro per annunciare un gol del romanista Pedro Manfredini contro l'Inter. Ameri nel frattempo era diventato la prima voce dopo che Nicolò Carosio, che continuò con "Tutto il calcio minuto per minuto" fino a tutta la stagione 1960/61 alternandosi con Nando Martellini, aveva deciso di dedicarsi solo alla Tv. A Carosio infatti non piaceva l'idea di dover condividere la sua radiocronaca con quella di altri colleghi. Intanto, già dalla seconda trasmissione, con appena 4 collegamenti per la sospensione di Lazio-Genoa per la pioggia, gli enti calcisitici obbligarono la Rai a trasmettere sempre almeno una partita di Serie B e il 28 febbraio 1960 si uscì dalla sperimentazione. L'accordo prevedeva che "Tutto il calcio minuto per minuto" non andasse in onda nelle ultime quattro giornate per non rischiare di falsare il campionato e al suo posto era concessa la radiocronaca del secondo tempo di una partita di secondo piano, con squadre non coinvolte nella lotta per la salvezza o per lo Scudetto. Decisione questa molto criticata, ma solo dalla stagione 1969/70 venne concesso alla trasmissione di andare in onda fino alla fine del campionato. Questo divieto di trasmissione nelle ultime quattro giornate ci permette anche di smentire una delle più famose leggende metropolitane, quella della frase "Clamoroso al Cibali" che sarebbe stata pronunciata in occasione di un Catania-Inter 2-0 del 4 giugno 1961, ultima giornata di Serie A. Era una partita decisiva e dunque la radiocronaca non poteva essere di questa partita. Lo stesso Sandro Ciotti, al quale la frase è stata da molti attribuita, nel 1961 non era ancora uno dei radiocronisti di punta della Rai. Anche Nuccio Puleo, altro nome al quale sarebbe stata attribuita la frase, nel 1961 non lavorava per la Rai, ma per "La Notte", quotidiano serale milanese. Quindi, se è stata pronunciata, è avvenuto dopo e non sappiamo con certezza in quale contesto. Si ipotizza, nel caso di Sandro Ciotti, un Catania-Inter 1-0 del 30 settembre 1962, o un Catania-Inter 2-3 del 10 gennaio 1965. Potrebbe anche trattarsi, come dice Claudio Ferretti, di una leggenda metropolitana astutamente cavalcata da Sandro Ciotti.

LA SIGLA E LO SPONSOR
"Tutto il calcio minuto" non ha avuto una sigla fino all'ottobre del 1976, dopo la riforma della Rai. Si trattava di un frammento di "Caravan" di Eumir Deodato, che per noi è quella migliore e che è stata ingiustamente dimenticata nelle varie rievocazioni successive. Rimase sigla fino alla stagione 1982/83 per essere sostituita da "A taste of honey" nella versione di Herp Albert&The Tijuana Brass, già usata come sigla di "Musica e Sport", trasmissione estiva della domenica, che molti pensano essere stata da sempre la sigla della trasmissione. Nel 1987 venne sostituita da un brano di Mario Lusini, autore della versione originale di "C'era un ragazzo" e amico del curatore Mario Giobbe, per essere nuovamente sostituita con "A taste of honey" in occasione dei Mondiali del 1994 su decisione di Luigi Coppola.
Il 10 gennaio 1960 la trasmissione era introdotta dagli slogan del brandy Stock, come già avveniva dall'immediato dopoguerra prima dell'inizio della radiocronaca del secondo tempo. Erano stati inventati da Massimo Della Pergola, che aveva anche introdotto il Totocalcio in Italia. Ricordiamo tutti il più celebre che invitata a festeggiare la vittoria o a consolarsi per una sconfitta con un bicchiere di brandy. Nel 1973 la Stock pagava annualmente 90 milioni di lire: tre milioni a trasmissione per 30 domeniche all'anno: "Riteniamo che l'abbinamento sia tra i più felici ed indovinati - spiegava un funzionario della ditta -. Ma anche se scoprissimo che esso non rende più, continueremmo a finanziarlo per una questione di tradizione e di prestigio".

LA RADIOCRONACA DEI PRIMI TEMPI
Dal 10 aprile 1977, per contrastare la concorrenza delle radio locali, che con Radio Montecarlo da tempo danno i risultati e gli sviluppi delle partite di calcio offrendo un servizio informazioni più completo, alla Rai viene dato il permesso di trasmettere le radiocronache dei primi tempi all’interno di “Domenica Sport” su RadioDue. L’inizio di questo nuovo servizio era inizialmente previsto per domenica 3 aprile, che coincideva con il derby scudetto Torino-Juventus, a partire dal decimo minuto di gioco del primo tempo, alle 15.40, ma Lega calcio poche ore prima della trasmissione aveva negato il permesso, che arriva per la settimana successiva. Così domenica 10 aprile gli appassionati di calcio, a partire dal calcio d’inizio delle 15.30, possono sapere in tempo reale quello che avviene sugli altri campi collegati. “Tutto il calcio minuto per minuto”, su RadioUno, comincia invece i collegamenti nel consueto orario delle 16.20 nell’intervallo delle partite. La Lega calcio aveva aspettato molto a fare questa concessione perché temeva che la radiocronaca integrale delle partite di campionato potesse allontanare il pubblico dagli stadi. Dalle 17.30 alle 18.15 su RadioDue “Domenica Sport” seconda parte, con commenti e interviste di Serie A e B e riepiloghi di altri avvenimenti. "Dobbiamo evitare la concorrenza delle emittenti private", affermano i responsabili della Rai, "che, in particolare dopo la recente sentenza del pretore di Pescara, trasmettono i risultati del primo tempo dei campi di calcio". Viene inoltre ricordato che la Rai versa alla Lega calcio 1 miliardo e 340 milioni per il diritto di esclusiva.
Dal 1990, su proposta di Mario Giobbe, la radiocronaca dei primi tempi viene unificata con quella dei secondi tempi in un'unica trasmissione che andò in onda per due anni a reti unificate su RadioUno, Radiodue e Isoradio. Dopo tale esperienza fu mandata in onda solo su RadioUno, da dove è sempre andata in onda.

MASSIMO DE LUCA E GLI ALTRI CONDUTTORI DI TUTTO IL CALCIO MINUTO
Roberto Bortoluzzi, in pensione dal 1986, riesce a mantenere la conduzione per un altro anno con un contratto da collaboratore, ma nel 1987 deve lasciare. Al suo posto, dal 13 settembre 1987, prima giornata di Serie A, ecco Massimo De Luca, che porta alla trasmissione una ventata di novità. Entrato in Rai nel 1976 al Gr1, chiamato dal direttore Sergio Zavoli, nel 1979 inventa e conduce fino al 1987 “Tuttobasket”, una sorta di “Tutto il calcio minuto per minuto” dedicato alla pallacanestro, che ottiene notevole successo. Sin dalla prima puntata Massimo De Luca, oltre a offrire una maggiore informazione sui campi di Serie A non collegati, introduce una importante novità nella più popolare trasmissione radiofonica italiana: il televisore. Fino ad allora infatti, Bortoluzzi non ne aveva mai avuti, nonostante la possibilità di disporre dei collegamenti in bassa frequenza almeno dai campi principali, e comunicava con la regia solo attraverso bigliettini. Per quanto accadeva sui campi collegati, doveva rigorosamente fidarsi del racconto degli inviati. De Luca chiede e ottiene di poter comunicare direttamente in voce con la regia e riesce a fare installare nel suo studio qualche televisore. La novità si rivelerà di grande aiuto per il conduttore e per gli ascoltatori, che in quegli anni non potevano certo disporre come oggi della pay Tv. Così spesso è De Luca ad accorgersi e segnalare episodi sfuggiti ai vari Enrico Ameri, Sandro Ciotti e compagnia. È stato così ad esempio l’8 aprile 1990 quando Alemao, colpito da una monetina in Atalanta-Napoli, uscì dal campo causando il 2-0 a tavolino in favore dei partenopei. Ciotti, che si trovava a Bergamo, non si era infatti accorto di niente e solo De Luca, che aveva la possibilità di seguire il match in Tv, vide l’accaduto e potè spiegarlo agli ascoltatori e allo stesso Ciotti che, racconta lo stesso De Luca, non la prese benissimo. Nel 1992, con il passaggio di De Luca alla Fininvest, la conduzione passa ad Alfredo Provenzali, uno dei radiocronisti storici della trasmissione, che la manterrà fino al 2012 quando al timone passerà Filippo Corsini, che la mantiene ancora oggi.
In occasione delle poche assenze dei titolari la conduzione è stata affidata sporadicamente anche a nomi come Adone Carapezzi, Massimo Valentini, Claudio Ferretti, Mario Giobbe, Enrico Ameri, Bruno Gentili, Ezio Luzzi, Luigi Coppola, Riccardo Cucchi, Antonello Orlando, Giulio Delfino, Emanuele Dotto, Massimo Carboni e Massimiliano Graziani. Con anticipi, posticipi, Serie B spostata al sabato, ormai la trasmissione non è più la stessa di un tempo e si è dato spazio anche alla Serie C, alla Serie D, al calcio estero e agli altri sport, ma la trasmissione continua a mantenere la sua forza.

BIBLIOGRAFIA
Roberto Pelucchi, Le voci della domenica, Bolis Edizioni, 2019
Domani. Calcio nuovo alla radio e alla Tv, Corriere d'Informazione, 9 gennaio 1960
Le radiocronache calcistiche rinnovate da ieri, Corriere d'Informazione, 11 gennaio 1960
Mario Gherarducci, Tutto il calcio segreto per segreto, Corriere della sera, 24 novembre 1973
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, 2010

mercoledì 8 gennaio 2020

Coppa Italia, calendario televisivo degli ottavi di finale in diretta su RaiUno e RaiDue

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
.


siti web

La Lega di Serie A ha ufficializzato date e orari degli ottavi di finale di Coppa Italia, in programma da giovedì 9 a giovedì 16 gennaio 2020. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta dalla Rai su RaiUno e RaiDue. I quarti di finale sono programmati il 29 gennaio 2020, le semifinali il 12 febbraio e il 4 marzo 2020. La finale è in calendario il 13 maggio 2020 allo stadio Olimpico di Roma. La squadra vincitrice della Coppa Italia avrà diritto a partecipare direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.
Per chi volesse seguire le partite su PC ci sarà la diretta streaming sul sito di Raisport o sul sito Rai.tv. Su smartphone e tablet invece lo streaming è garantito dall'applicazione RaiPlay, scaricabile gratuitamente dal market. Al termine di ogni partita, ampio post gara su Rai Sport + HD.
Sotto potete leggere il calendario televisivo degli ottavi di finale su RaiUno e RaiDue.

GIOVEDI' 9 GENNAIO 2020
- Ore 21.15 Torino-Genoa RAIDUE
Telecronaca: Dario Di Gennaro - Commento tecnico: Andrea Agostinelli
Bordocampo e interviste: Simone Benzoni e Paolo Paganini
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Gianni Cerqueti

MARTEDI' 14 GENNAIO 2020
- Ore 15.00 Napoli-Perugia RAIDUE
Telecronaca: Giacomo Capuano
Bordocampo e interviste: Fabrizio Tumbarello e Fabrizio Cappella
- Ore 17.30 Lazio-Cremonese RAIDUE
Telecronaca: Gianni Bezzi
Bordocampo e interviste: Lucio Michieli e Gianluigi Zamponi
- Ore 20.45 Inter-Cagliari RAIUNO
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Thomas Villa e Francesco Rocchi
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Gianni Cerqueti

MERCOLEDI' 15 GENNAIO 2020
- Ore 15.00 Fiorentina-Atalanta RAIDUE
Telecronaca: Marco Lollobrigida
Bordocampo e interviste: Andrea Riscassi e Tiziana Alla
- Ore 17.30 Milan-Spal RAIDUE
Telecronaca: Federico Calcagno
Bordocampo e interviste: Angelo Oliveto e Alessandra D'Angiò
- Ore 20.45 Juventus-Udinese RAIUNO
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Aurelio Capaldi e Alessandro Antinelli
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Marco Civoli

GIOVEDI' 16 GENNAIO 2020
- Ore 21.15 Parma-Roma RAIDUE
Telecronaca: Luca De Capitani - Commento tecnico: Mario Somma
Bordocampo e interviste: Amedeo Goria e Stefano Pirozzi
Studio pre e post partita: Franco Lauro, Guglielmo Stendardo, Tiziano Pieri, Marco Civoli

Questo il calendario dei quarti di finale, programmati il 29 gennaio
Vincente Napoli-Perugia - Vincente Lazio-Cremonese
Vincente Inter-Cagliari - Vincente Fiorentina-Atalanta
Vincente Milan-Spal - Vincente Torino-Genoa
Vincente Parma-Roma - Vincente Juventus-Udinese

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La presentazione di Massimo De Luca del libro "Sport in Tv" fatta con Alessandra De Stefano su Rai Sport 2



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Ecco il sommario del libro "Sport in Tv". Il nome tra parentesi significa che il paragrafo è stato scritto da Massimo De Luca.

Prefazione (Massimo De Luca)
Introduzione

Gli anni del bianco e nero

Prima della televisione
Gli inizi
Il Bologna, prima squadra di calcio italiana ospite in Tv
Carosio, nascita di una leggenda (Massimo De Luca)
Juventus-Milan, la prima partita in Tv
Telecronisti: dai Maestri agli urlatori (Massimo De Luca)
Nasce "La Domenica Sportiva"
Le mille vite della "Domenica Sportiva" (Massimo De Luca)
Italia-Cecoslovacchia, l'Eurovisione e i Mondiali
Calcio in Tv, prime polemiche
Milano-Sanremo, ultimi 300 metri in diretta
Gronchi in ritardo a Monza
I primi anticipi televisivi
Cortina e la caduta di Caroli
Italia-Brasile, la Tv sportiva entra nei cinema
Il Tour de France finalmente in eurovisione
Norrkoeping-Fiorentina, prima diretta Rai di coppe europee
La sintesi della domenica e la nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto"
L'Olimpiade di Roma
Il "Processo alla tappa"
Il "Processo alla tappa": un'epopea firmata Zavoli (Massimo De Luca)
Finalmente la mondovisione
Lazio-Juventus, la prima polemica della moviola
Italia-Cipro, arriva il replay
Italia-Bulgaria, il primo sciopero "azzurro" della Rai
Benvenuti-Rodriguez, una diretta molto costosa
Carosio e il guardalinee etiope
La vera storia di Carosio e del guardalinee etiope (Massimo De Luca)
Arriva "90° minuto"

Dal colore alla fine del monopolio

Arriva il colore, ma solo all'estero
Inter-Borussia Moenchengladbach, ci guadagna anche il Bologna
Babelis, la Tv del Rimini
Monaco '72, l'illusione del colore
La partita a telecamere fisse
La Tv svizzera italiana, prima alternativa alla Rai
Capodistria, la prima Tv tematica sportiva
Telemontecarlo, da "Puntosport" a "Galagoal"
Il ministro Togni vieta i Mondiali a colori
Il maxischermo del Palalido
Majorca e le prime imprecazioni in diretta Tv
La domenica del silenzio e la telecronaca quasi muta
"Tutto il calcio minuto per minuto" approda in Tv
Montreal 1976, torna il colore
Italia-Inghilterra e la diretta negata
Vietato giocare di notte in novembre (Massimo De Luca)
Finale Coppa Davis, il no alla telecronaca del Tg2
Coppa Davis 1976, un'emozione rovinata (Massimo De Luca)
Genoa-Torino, anche il campionato è a colori
"Diretta sport", i gol nell'intervallo
"Eurogol", rassegna dei gol delle coppe europee
Perletto, l'uomo che vinse due volte
La replica di Italia-Germania Ovest 4-3 lancia la Rete Tre
Lo sport delle Tv locali
Arriva "Il processo del lunedì"
Inter-Real Madrid, niente diretta per rispetto del pubblico pagante

Molte Tv, molto sport

Mundialito in Uruguay: fine del monopolio Rai
Assalto ai diritti del campionato
Il Mundialito di Berlusconi e la censura Rai
Canale 5 prende i diritti delle coppe e ci prova con l'Olimpiade
Italia-Germania Ovest 3-1, record assoluto di telespettatori
"Tuttocoppe minuto per minuto" arriva in Tv
Coppa Intercontinentale, diretta solo in Lombardia
"Tutto il calcio minuto per minuto", la Tv entra in studio
Il debito del calcio verso la radio (Massimo De Luca)
Real Madrid-Napoli tra Berlusconi, Odeon e Rai
Tomba irrompe a Sanremo
Jugoslavia-Italia, la prima telecronaca muta
Milan-Steaua, la Rai salva la diretta dallo sciopero
Con la Gialappa's Band si ride del calcio
Anche Berlusconi ha la diretta
Scozia-Italia tra Rai e Tele+
Il Giro d'Italia lascia la Rai
"Operazione Entebbe". Nasce il Giro d'Italia 1 (Massimo De Luca)
Il campionato va sulla pay Tv
"Quelli che il calcio...", da Fazio alla Ventura
Ungheria-Italia, la Nazionale solo su Canale 5
Arriva anche la pay-per-view
La Rai si riprende la Serie A
Mediaset e il campionato: incontrarsi e dirsi addio (Massimo De Luca)
La Serie A sulla Tv svizzera italiana, ma solo per due partite
Mondiali e Olimpiadi tra Rai e Sky

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