domenica 31 gennaio 2021

Il 29 novembre 1969 la prima diretta televisiva del campionato inglese in Svezia, Danimarca e Norvegia

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La Premier League è oggi il campionato di calcio più seguito in diretta nelle Tv di tutto il mondo, ma fino ai primi anni '80 di immagini del calcio inglese in Tv se ne vedevano poche, così come degli altri campionati esteri. L'unica eccezione era la finale di Coppa d'Inghilterra, trasmessa in Eurovisione. Nel 1968, il 18 maggio, la finale tra West Bromwich Albion ed Everton, finita 1-0 per il WBA dopo i supplementari, è stata anche la prima partita di calcio trasmessa a colori in Eurovisione. La diretta televisiva settimanale di una partita del campionato inglese divenne però consuetudine in Svezia, Danimarca e Norvegia a partire da sabato 29 novembre 1969 sulle reti pubbliche SVT, DR e NRK. Tutto cominciò quel pomeriggio con Wolverhampton-Sunderland, valido per la 22a giornata della First Division, la massima divisione inglese diventata dal 1992 Premier League, finito 1-0 per i padroni di casa grazie a un gol di Hugh Curran. Nella prima stagione vennero proposte in diretta 11 partite, fino al 28 marzo 1970 con Swindon-Watford di Second Division, finita anche questa 1-0 per la squadra di casa. La trasmissione in diretta televisiva del calcio inglese non riguardava infatti tutta la stagione, ma solo la fase in cui i campionati scandinavi erano fermi per la pausa invernale, quindi da fine novembre e fine marzo-inizio aprile, per non danneggiare la presenza del pubblico negli stadi. Fin dall'inizio queste dirette erano trasmesse a colori in Svezia e Danimarca, mentre in Norvegia dovettero attendere fino al 1971 per vedere il calcio inglese a colori. In Svezia e Danimarca infatti già dal 1967 le emittenti televisive trasmettevano sperimentalmente a colori e dall'1 aprile 1970 ebbero ufficialmente inizio i programmi a colori in Danimarca e Svezia, mentre in Norvegia la fase sperimentale inizio a fine 1970 per iniziare ufficialmente l'1 gennaio 1975, sempre in ampio anticipo nei confronti dell'Italia che con la Rai iniziò la regolare programmazione a colori solo dall'1 febbraio 1977. L'idea di trasmettere in diretta una partita di calcio inglese a settimana in Tv venne al giornalista sportivo svedese Lars-Gunnar Björklund, che lavorava a Goteborg per la radio e la Tv pubblica, durante un viaggio in Inghilterra nel 1967 per realizzare un programma sulla caccia alla volpe. Björklund, in seguito all'annullamento della battuta di caccia, per passare il tempo andò a seguire la partita Tottenham-Chelsea e in tribuna gli venne l'idea di proporre una partita di calcio inglese a settimana nel periodo in cui il calcio in Svezia era fermo. Propose l'idea anche ai colleghi di Danimarca e Norvegia che acquistarono insieme i diritti televisivi per 1500 dollari a partita coinvolgendo anche le società di scommesse dei tre paesi che inserivano settimanalmente nei propri concorsi pronostici partite di calcio inglese. In Svezia, nel 1986/87, provarono a proporre anche la Bundesliga in diretta, ma l'esperimento ebbe durata breve perchè gli appassionati preferivano il calcio inglese. Queste trasmissioni settimanali, proposte dai canali pubblici dei tre paesi scandinavi e intitolate "Tipsextra" in Svezia, "Tipskamp" in Danimarca e "Tippekampen" in Norvegia, durarono fino al 18 marzo 1995 in Svezia e fino all'8 aprile 1995 in Danimarca e Norvegia con la diretta di Nottingham Forest-West Ham 1-1.

BIBLIOGRAFIA
Commentatori televisivi in Svezia del calcio inglese nella stagione 1969/70

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tipsextra" sulla Tv svedese

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tippekampen" sulla Tv norvegese

L'elenco delle partite di calcio inglese trasmesse dalla Tv norvegese in "Tippekampen"

Il palinsesto del 29 novembre 1969 della Tv danese con la prima diretta, alle 14:50 a colori, di "Tipskamp: Engelsk fodbold"

Un particolare ringraziamento va a Davide Rota per la segnalazione del sito con i palinsesti storici della Tv danese.

giovedì 24 dicembre 2020

Il 4 dicembre 1980 la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz di Mike Bongiorno in Rai: sono passati 40 anni

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Giovedì 4 dicembre 1980 alle 20:40 sulla Rete Uno va in onda la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz condotto in Rai da Mike Bongiorno. Si parte con una settimana di ritardo rispetto al previsto, a causa del tragico terremoto che aveva colpito domenica 23 novembre l'Irpinia. Mike Bongiorno già da qualche anno si divideva tra la Rai e Telemilano 58, dove già conduceva la domenica dal 12 gennaio 1980 "I sogni nel cassetto" e poi, diventata Canale 5, dal 5 ottobre 1981 "Bis" alle 12.00. E' un gioco, "Flash", al quale Mike teneva molto e che avrebbe voluto lanciare da tempo, ma la decisione della Rai di affidargli nel 1979 una nuova edizione di "Lascia o raddoppia?" lo costrinse a rinviare la partenza di questo nuovo quiz, dove è possibile vincere fino a 20 milioni a puntata che potranno essere conquistati dal più bravo a risolvere tre tipi di quiz. Il primo è basato sull'attualità, con i concorrenti che dovranno rispondere a domande sui fatti della settimana riportati dai quotidiani. Il secondo fa riferimenti ai sondaggi di opinione. La Rai ha commissionato alla Doxa una serie di inchieste su "chi è e cosa pensa l'italiano medio" e i concorrenti dovranno avvicinarsi il più possibile, con le loro risposte, ai risultati di questi sondaggi composti ciascuno di sei argomenti (a ogni argomento corrisponde un punteggio e chi commette tre errori perde il turno). L'ultima gara, quella che deve laureare il campione, è a scelta: o ci si affida alla propria abilità, accettando di rispondere a una serie di domande culturali oppure, affidandosi alla fortuna, si devono scoprire delle caselle su un enorme tabellone e comporre nel più breve tempo possibile la parola "Flash" (in alternativa si può accettare di totalizzare un 21 con la somma dei numeri della fortuna). E' questo il momento più carico di emozione. Il concorrente che ha totalizzato infatti il maggior numero di punti, se nell'ultima prova supera tutti gli ostacoli, raddoppia la vincita di partenza mentre se non ce la fa torna in gara con gli altri concorrenti fino a quel momento sconfitti e tutti devono rispondere alle "domande del secolo". Chi vince è il campione. Una trasmissione che promette colpi di scena a non finire. Per la prima volta, inoltre, Mike Bongiorno non è accompagnato da una valletta. I concorrenti della prima puntata sono Mario De Maria, 23 anni, piemontese di Cavour, tifoso del Milan che si presenta sulla carriera di Gianni Rivera; Franco Iacoe di Grimaldi (Cosenza), che sa tutto sulla Juventus, Gabriella Giovannini Vattovani di Trieste, esperta di cinema musicale americano. A vincere è il primo, che si aggiudica quasi 10 milioni. "Flash" va in onda per due edizioni fino al 3 giugno 1982. In occasione delle finali, dal 13 maggio 1982, viene trasmesso anche al sabato giorno nel quale Mike è in onda anche su Canale 5 dalle 20.00 alle 20.30 con "Superbis", versione vip del gioco che Mike conduceva al mattino alle 12.00 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dal 5 ottobre 1981. Il programma ottenne una media di 18.200.000 spettatori nella prima stagione e 20.300.000 nella seconda. Dopo la conclusione di "Flash", Mike Bongiorno lasciò definitivamente la Rai per passare in esclusiva a Canale 5 dove, dal 23 dicembre 1982, avrebbe condotto "Superflash", versione aggiornata del suo ultimo quiz in Rai. "Flash" è stato il secondo quiz condotto in diretta da Mike Bongiorno in Rai, dopo la nuova edizione di "Lascia o raddoppia?", mentre erano registrati al mercoledì "Rischiatutto" e "Scommettiamo?". Purtroppo, negli archivi Rai di Milano non risultano conservate copie master della trasmissione, a differenza di "Rischiatutto" e "Scommettiamo?", ma solo copie da emesso negli archivi Rai del Salario di Roma. "Flash", lo ricordiamo, era prodotto negli studi della Fiera di Milano come gli altri quiz di Mike Bongiorno in Rai con l'eccezione della prima edizione di "Rischiatutto" in onda dal Teatro delle Vittorie di Roma. A proposito del doppio impegno di Mike Bongiorno con "Flash" in Rai e "I sogni nel cassetto" su Canale 5, ecco cosa scrisse sul numero del 4 dicembre 1980 Ugo Buzzolan, critico televisivo del quotidiano "La Stampa".

“E ora si fronteggiano due quiz di Bongiorno”, Ugo Buzzolan”, La Stampa, 4 dicembre 1980
Stasera con il quiz Flash ritorna Mike Bongiorno. Una volta, per un avvenimento del genere, si dava fiato alle trombe. Oggi non è più il caso. E non è più il caso non solo per le circostanze (è pensabile oggi il grido «Allegria! Allegria!» abituale nelle trasmissioni di Bongiorno?); ma anche per un altro motivo, che si tratta semplicemente della rentrée di un presentatore nella tv di Stato, di un presentatore che però non è mai scomparso dal video e che anzi è sempre stato, in questa assenza dalla Rai, una colonna delle tv private. Bongiorno è sempre rimasto lì, sul teleschermo, bastava premere di domenica il tasto di Canale 5 e compariva — e compare tuttora — nel quiz I sogni nel cassetto dove puntualmente ripete le sue esclamazioni preferite («Ahi, ahi, ahi, cosa mi ha fatto? Ma che bella sommetta ha perso»), interroga vecchi militari col pennacchio e scova il competente di scarafaggi africani o il cervellone che sa a memoria il campionato di calcio di serie B stagione 1947-1948 con formazioni, risultati, reti, nome e cognome e data di nascita dei marcatori. Questa contemporanea attività su due fronti opposti e nemici, questa presenza di due Mike Bongiorno uno al giovedì (Rai) e l'altro di domenica (Canale 5) è abbastanza singolare. E' un grosso successo di Bongiorno, un successo che premia la sua abilità, la sua astuzia, la sua solida professionalità, la sua ammirevole costanza di fare e di dire da venticinque anni (il debutto di «Lascia o raddoppia» è del 26 novembre 1955) sempre le stesse cose tradizionali avendo capito che queste cose piacciono, e piaceranno per chissà quanto tempo ancora, ad una vasta platea. E un successo di Mike ed è insieme una sconfitta della Rai. Perché sconfitta? Perché la Rai aveva lasciato andar via Bongiorno sicura di non averne più bisogno; e Bongiorno è passato alle private, e questa pareva che fosse, logicamente, dopo anni, la sede più adatta per i suoi quiz: una operazione che rientrava, fra l'altro, nella tendenza delle televisioni private ad imitare la Rai, ad appropriarsi dei suoi modelli più vecchi e collaudati. Ma adesso che cosa succede? E' la Rai che si adegua al modello delle private, che dimostra di temere la loro concorrenza sul piano della trasmissione «popolare», che recupera Mike Bongiorno, e che pur di riaverlo è disposta, come un'amante appassionata, a dividerlo non troppo dignitosamente con le avversarie. Comunque su Flash non esistono dubbi di sorta: le previsioni sono per alti indici di ascolto ed è un'indicazione, questa, che i vertici della Rai tengono sempre in enorme considerazione. Ho provato a leggere il regolamento, ad afferrare il meccanismo, ma non ci sono riuscito: è in ogni caso un quiz che si dovrebbe basare non tanto sul nozionismo quanto sulla cronaca, sulla lettura dei giornali, sull'attualità e ciò rappresenterebbe un passo in avanti, un qualcosa di meglio. In teoria non dovrebbero sfilare i «mostri» che sanno tutto sulla tauromachia e sulla numismatica, bensì essere quasi normali che ogni mattina hanno per le mani un quotidiano e seguono i telegiornali, e si interessano a quello che accade attorno a loro, sulla porta di casa e nel mondo. Però non dobbiamo pensare al quiz tanto nuovo o (per carità) «rivoluzionario». Flash sarà esattamente il figlio o il fratello o il nipote di «Lascia o raddoppia?», di «Scommettiamo», di «Rischiatutto». Già il particolare che sia stato annunciato e precisato che dall'attualità sarà esclusa la politica (come si faccia, non si capisce) dice chiaramente in quale ambito intenda navigare il programma. Tutto, al fondo, sarà come prima, come una volta. Ci saranno le prove di intuito e di prontezza, gli intermezzi comici, ci saranno i milioni guadagnati rapidamente; e soprattutto a garantire la continuità e la conservazione ci sarà lui. Mike Bongiorno, che dirà le sue battute fisse, che farà le sue gaffes vere o preparate, che manovrerà i concorrenti con affettuoso paternalismo, sempre trionfante, sempre uguale, una specie di monumento vivente del quiz in attesa che la Rai gli eriga un busto imperituro di bronzo nel palazzo di viale Mazzini.


BIBLIOGRAFIA
«Flash», pronti via,(con Mike senza valletta), Corriere d'Informazione, 4 dicembre 1980
E ora Mike ha fatto «Flash»!, Corriere d'Informazione, 5 dicembre 1980

mercoledì 2 dicembre 2020

L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni

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L'1 dicembre 1985 si gioca la 12a giornata di Serie A, che vede in programma anche Milan-Inter. Proprio questa partita offrirà l'occasione per lanciare il Telebeam. Come scrive "La Gazzetta dello Sport", è la grande novità di una nuova trasmissione sportiva del pomeriggio domenicale di RaiDue, “Studio-Stadio” condotta da Gianfranco De Laurentiis, anche se in realtà l'esordio avviene alle 18:40 in "Gol Flash" (nel 1985 si scrive così, staccato, mentre nei primi anni veniva indicata come "Golflash", tutto attaccato) la trasmissione della redazione sportiva del Tg2 che propone tutti i gol della giornata di Serie A condotta sempre da Gianfranco De Laurentiis. Il "Telebeam", come spiega sempre "La Gazzetta dello Sport", è un nuovo strumento elettronico che applica il computer alla moviola. Quest'ultima, a volte, per la posizione centrale della telecamera rispetto a tutto il terreno di gioco, fornisce un'immagine appiattita, (e quindi distorta) della reale posizione dei giocatori in campo, specie in occasione dei fuorigioco. Il computer, applicato alla moviola, permette di raddrizzare le immagini televisive, appiattite per la posizione centrale della telecamera, dando una visione non falsata della prospettiva, correggendo l’angolazione della telecamera (al centro del campo) rispetto alla zona (intorno al limite delle aree) nella quale solitamente si verificano le infrazioni di fuorigioco. In particolare, il nuovo strumento permette di mostrare come la posizione di Altobelli in occasione del pareggio nerazzurro durante Milan-Inter, finito 2-2, sia regolare, dando così ragione all’arbitro Agnolin. L'ex arbitro Concetto Lo Bello, nel frattempo diventato onorevole, applaude all’introduzione del Telebeam: «È un sistema attendibilissimo, perfetto direi, per verificare la giustezza delle decisioni arbitrali sul fuorigioco. E gli stessi direttori di gara hanno interesse a che il loro operato venga esaminato da tutti con la maggior possibilità di verità, nel male o nel bene. Nel primo caso perchè evidenziando un errore si ridona umanità ad un ruolo (quello dell'arbitro) che viene, a torto, presunto infallibile; dall'altro perchè confermando la giusta valutazione data in campo smorza sul nascere ogni polemica, agendo anche come deterrente per alcune possibili manifestazioni, che sono più le decisioni corrette che non quelle sbagliate in occasione dei fuorigioco. Questo “Telebeam” non farà altro che accrescere la credibilità della classe arbitrale italiana. E di conseguenza di tutto il calcio e lo sport. Inoltre, con questo nuovo tipo di controllo, gli arbitri avranno una motivazione psicologica in più per accresce la precisione dei loro interventi, per fare del proprio meglio in un settore che, per i sempre maggiori interessi economici, chiede di essere governato con assoluta precisione, per offrire quelle garanzie cui tutte le componenti del calcio italiano hanno diritto». Potremmo definire il Telebeam una sorta di antenato del Var, anche se naturalmente ancora lontano dalla perfezione tecnologica che ha permesso di utilizzare questo strumento per risolvere i casi più controversi. Già a poche settimane dall'esordio, domenica 9 febbraio 1986, il Telebeam sarà usato anche per analizzare il celebre caso del gol di Turone annullato in Juventus-Roma del 10 maggio 1981. Il computer giudicherà regolare quel gol suscitando le ire della società bianconera, che riteneva chiusa la questione e che per qualche mese impedirà ai propri tesserati di essere ospiti nelle trasmissioni Rai. Nel novembre 1987 sarà sempre il Telebeam a provare che il salto in lungo di Giovanni Evangelisti nei Mondiali di atletica di Roma era inferiore alla misura di 8 metri e 38 centimetri che aveva portato alla medaglia di bronzo. Anche in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 la Rai ne farà ampio uso nelle proprie trasmissioni. Insomma, un appuntamento fisso della domenica che andava ad aggiungersi alla tradizionale moviola della Domenica Sportiva che, lo ricordiamo, aveva esordito nella puntata del 28 febbraio 1965 in occasione dell'esordio di Enzo Tortora alla conduzione, e del moviolone del Processo del lunedì di Aldo Biscardi sulla RaiTre. Ogni rete Rai aveva dunque la sua specifica moviola.

BIBLIOGRAFIA
"Anche la novità Telebeam dice sì ad Altobelli", La Gazzetta dello Sport, 2 dicembre 1985
De Luca Massimo, Frisoli Pino, "Sport in Tv", Rai Eri, Roma 2010
"Tv e sport. Forza Roma da via Teulada", Gianni Romeo, La Stampa, 13 febbraio 1986

domenica 22 novembre 2020

Il 18 novembre 1990 la prima puntata di "Mai dire Gol": sono passati 30 anni

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Il 18 novembre 1990, alle 22.00 su Italia 1, dopo Pressing, va in onda la prima puntata di "Mai dire Gol". E' la trasmissione di seconda serata e dura circa mezz'ora. Non è nemmeno in diretta concorrenza con La Domenica Sportiva, che iniziava alle 22.45 condotta ancora da Gianni Minà, che sostituiva Sandro Ciotti alle prese con problemi di salute, mentre dalle 20.30 alle 22.30 su Telemontecarlo è in programma "Galagoal", condotto da Alba Parietti. Quel giorno si giocava la 9a giornata di Serie A e le partite cominciavano tutte nell'orario invernale delle 14.30. In programma anche Milan-Inter e Juventus-Roma, mentre la capolista Sampdoria era impegnata sul campo del Napoli. Il quotidiano "La Stampa" presenta la trasmissione venerdì 16 novembre 1990 in un breve articolo a pagina 30 nelle pagine sportive dal titolo "A Italia 1 la Paperissima del gol", mentre La Gazzetta dello Sport presenta "Mai dire Gol", a pagina 2 nella rubrica "La Gazzetta della Televisione" (preziosa fonte di informazioni sulla Tv sportiva di fine anni '80 inizio '90, una rubrica che oggi manca al panorama dell'informazione televisiva sportiva italiana) in un articolo non firmato con il titolo "Calcio, risate e follie con Mai dire gol a ritmo di Gialappa's": "Si sentiva la mancanza di un'altra trasmissione domenicale di calcio? Non ci pare proprio, eppure da stasera c'è un appuntamento nuovo: "Mai dire gol". Lo propone Italia 1 (ore 22), ma - si tranquillizino i telespettatori - non sarà l'ennesimo dibattito o l'ennesima sfilata dei gol. Solo piccolo segmenti demenziali che ruotano attorno ai fatti e alle trasmissioni calcistiche della giornata e della settimana. Padroni di casa (invisibili, perchè non compaiono mai in video) i tre pazzi ragazzi della Gialappa's band: Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci, voci ormai familiari per chi ama il commento radiofonico delirante sul circuito Sper delle partite di coppa e di quelle della nazionale. "Mai dire gol" dura mezz'ora. Molte le rubriche che su alterneranno: da un rimpasto particolarissimo di "Tutto il calcio minuto" e di "90° minuto" alle folli misurazioni di "Telebim-bum-bam"; da "Vai col liscio" (raccolta dei lisci di giornata più clamorosi) a "Questo lo segnavo anch'io" (classifica dei non marcatori). Non manca lo spazio di calcio internazionale in cui compaiono buffe situazioni colte magari in partite che non sono state trasmesse in Tv. Altro punto fermo del programma sarà "L'angolo della sintassi", raccolta di sproloqui e strafalcioni autentici. A proposito di autenticità: quel che vedremo e ascolteremo è in gran parte "storia vera", anche se non mancano ardite "cuciture" nel montaggio e improvvisazioni. Il vero stravolgimento riguarda la partita della settimana (stasera crediamo il derby): il servizio è costruito inventando un risultato diverso da quello in schedina e il filmato comprende sia immagini della giornata sia immagini di repertorio, anche in bianco e nero". Martedì 20 novembre 1990 "La Gazzetta dello Sport" riporta gli ascolti delle rubriche sportive domenicali. Non ci sono quelli di "Mai dire gol", ma rendono l'idea di come è cambiata la televisione in questi anni. "90° minuto" era la trasmissione più seguita, su RaiUno, con una media di 10 milioni 396 mila spettatori e il 53,91% di share, "Domenica gol", su RaiTre prima del Tg3 delle 19.00, da 373 mila spettatori con l'1,93% di share, Domenica sprint, su RaiDue, da 6 milioni 659 mila spettatori e il 24,87% di share, Pressing, su Italia Uno, da 1 milione 513 mila spettatori e il 5,17% di share, la prima parte della Domenica Sportiva, all'epoca ancora in onda su RaiUno, da 4 milioni 694 mila spettatori e il 21,94% di share. Guardando gli ascolti di 90° minuto e della Domenica Sportiva possiamo dunque capire come l'arrivo delle pay tv e degli anticipi e posticipi abbia enormemente cambiato gli ascolti televisivi e anche il rapporto tra calcio e Tv. Il successo è enorme al punto che la trasmissione nel 1992 si sdoppia: alla domenica sera va in onda "Pillole di Mai dire Gol" e nella seconda serata del lunedì ecco "Mai dire Gol del Lunedì". Il meglio della comicità televisiva del momento passa da questa trasmissione, da Teo Teocoli a Gene Gnocchi nella prima edizione passando per Antonio Albanese, il trio Aldo Giovanni e Giacomo, Francesco Paolantoni, Daniele Luttazzi, Maurizio Crozza, Paola Cortellesi, Luciana Littizzetto e tanti altri. Da ricordare anche le sigle di "Elio e le storie tese" e la conduzione nelle varie edizioni, tra gli altri, di Simona Ventura, Claudio Lippi, Sabrina Ferilli, Raul Cremona, Gioele Dix, Claudio Bisio, Ellen Hidding. Pian piano però il programma si allontana dai contenuti calcistici per diventare un vero e proprio varietà. Arriveranno anche tre Telegatti come migliore trasmissione sportiva, nel 1993, 1995 e 1996, e sette premi Regia televisiva, nel 1991 e 1993 come migliore trasmissione sportiva, nel 1996 come migliore trasmissione sportiva per il pubblico e nel 1994, 1995, 1997 e 1998 nella categoria Top Ten. Il 25 febbraio 2001 va in onda l'ultima puntata di una trasmissione che ha lasciato un segno e manca tanto al panorama televisivo italiano.

BIBLIOGRAFIA
A Italia 1 la "Paperissima" del gol, La Stampa, 16 novembre 1990
Calcio, risate e follie con "Mai dire gol" a ritmo di Gialappa's, La Gazzetta dello Sport, 18 novembre 1990
Ascolti di oggi e ascolti di "ieri" a confronto, La Gazzetta dello Sport, 20 novembre 1990
Satira sportiva: breve storia fino alla Gialappa's Band
http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/satira-sportiva-breve-storia-fino-alla.html

Vi consigliamo inoltre, a proposito dei 30 anni di "Mai dire Gol", i seguenti articoli

Il post di Twitter sui 30 anni di "Mai dire Gol" di Giuseppe Pastore, @gippu1
Trent’anni di Mai dire Gol, Marco Santin della Gialappa’s: “Eravamo pionieri. I giocatori ci chiamavano in redazione per fare delazioni”, Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it
Trent'anni di Mai dire Gol, Alessandro Ruta, ultimouomo.com

domenica 27 settembre 2020

90° minuto compie 50 anni. Il 27 settembre 1970 la prima trasmissione

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Il 27 settembre 1970, alle 18.00 sul Nazionale, andava in onda il primo numero di "Novantesimo minuto" (all'inizio si scriveva così) introdotto dalle note del brano "Pancho", ancora oggi sigla della trasmissione, firmato da Julius Steffaro e Jack Trombey, pseudonimi del compositore olandese Jan Stoeckart. La trasmissione nasce dopo il grande successo di pubblico del Mondiale messicano. La "Domenica sportiva" non basta più, va in onda la sera tardi e sono tanti gli italiani che non possono restare in piedi fino a quell'ora. Ideato da Paolo Valenti, Maurizio Barendson e Remo Pascucci, diventerà negli anni un appuntamento fisso della domenica pomeriggio. I primi due sono volti noti al grande pubblico: Valenti è stato protagonista nel 1967 di una memorabile radiocronaca del match Benvenuti-Griffith dal Madison Square Garden di New York, tenendo in piedi gli italiani, nonostante la Rai avesse deciso di non mandare l'incontro in diretta Tv per l'orario notturno; Barendson è il caporedattore dello sport al Telegiornale, nel quale compare spesso a commentare i fatti sportivi; Pascucci è il terzo uomo, il braccio che si muove dietro le quinte. Nei primi anni il programma dura non più di dieci-quindici minuti, il tempo di leggere i risultati, fornire la colonna vincente della schedina del Totocalcio e far vedere qualche immagine delle partite giocate a Roma o Milano, uniche sedi dove era possibile realizzare un servizio in breve tempo. Non c'è però nessun lancio della trasmissione da parte della Rai. Nell'edizione del Telegiornale delle 13.30 del 27 settembre 1970 Barendson, che conduceva la pagina sportiva del notiziario, non fa nessuna accenno alla partenza della nuova trasmissione. C'è solo un collegamento in diretta con Mario Guerrini dallo stadio Sant'Elia di Cagliari dove alle 15.00 è in programma la partita con la Sampdoria per la prima giornata di Serie A che, prescelta per la sintesi delle 19.10 sul Programma Nazionale. Infatti era tradizione proporre in occasione della prima giornata di campionato la partita della squadra campione d'Italia. "Novantesimo minuto" apre la programmazione pomeridiana della Rai. Alle 16.00, tra un monoscopio e l'altro, erano andate in onda le fasi conclusive della Parigi-Tours di ciclismo. Alle 18.10 ecco la Tv dei ragazzi con "Magilla Gorilla show" e "Pippi Calzelunghe" che da sole tre settimane, dal 6 settembre, aveva debuttato nella Tv italiana. Alle stessa ora di "Novantesimo minuto", sul Secondo, alle 18.00 è in programma la registrazione della Coppa Intercontinentale di basket della sera prima, vinta dall'Ignis Varese. La prima serata del Nazionale propone alle 21.00 la telecronaca diretta dell'arrivo al Quirinale del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon seguita da "Una serata con Domenico Modugno". Alle 22.40 ecco "La Domenica Sportiva" condotta per la prima volta da Alfredo Pigna, che la condurrà per 4 anni rinnovandone la popolarità. Anno dopo anno, "Novantesimo minuto" aumenta la durata grazie anche alla maggiore disponibilità di immagini, ma soprattutto sale l'interesse. Maurizio Barendson racconta così, in un’intervista rilasciata a "TV Sorrisi e canzoni" nel 1973, l’origine del programma: «“Novantesimo” nacque tre anni fa come una piccola cosa. Valenti ed io, che siamo i presentatori, partimmo da un’idea in un certo senso concorrenziale. Come uomini di televisione, non ci era sfuggita la sproporzione fin troppo evidente sul piano informativo fra radio e Tv rispetto al campionato di calcio e allo sport in genere. E non ci andava giù, a riprova che la concorrenza può essere un ingrediente necessario per una informazione rapida e completa. La radio doveva buona parte del suo orgoglioso rilancio proprio allo sport e specialmente a “Tutto il calcio minuto per minuto”, che è un perfetto esempio di trasmissione-staffetta, mentre la televisione, avendo costruito il suo successo sulla potenza delle immagini, si era un po’addormentata sugli allori da questo punto di vista. Bisognava rompere quindi gli schemi. Da principio fummo visti con diffidenza e incredulità. Forse ci temevano senza dirlo, forse erano davvero convinti che il tentativo sarebbe fallito. Non è stato così. La trasmissione, che era cominciata cautamente come una lettura di risultati, qualche telefoto e un paio di filmati, doveva in breve tempo rivelare le sue vere possibilità, che erano quelle di dare una documentazione, sia pure incompleta in alcuni casi, di tutte le partite di serie A». Particolarmente interessante la considerazione di Barendson su calcio e Tv, spesso accusata di allontanare il pubblico dagli stadi: «C’è anche chi ha pensato e pensa tuttora che innovazioni televisive come questa possano essere alla lunga di danno al calcio. Sarà un caso, ma da quando i programmi della Tv sul campionato e sul resto dell’attività calcistica sono cresciuti, il diagramma che segna l’affluenza del pubblico negli stadi è tornato a salire. La verità è che se una cosa piace (e il calcio, bene o male che sia giocato, piace agli italiani) la Tv non può che assecondare il successo, aumentando la base dei conoscitori, da cui nasce l’esercito dei tifosi». Oltretutto, le statistiche dicono che il pubblico di «90° minuto» è composto al 65 per cento da donne e tutto questo spinge i conduttori a usare un linguaggio comprensivo anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Barendson immagina anche il futuro della trasmissione, che sembra tanto vicino ai programmi di oggi: «L’ambizione è quella di crescere. Pensate a un “Novantesimo” distribuito tutto l’arco della domenica, come tanti piccoli intervalli sportivi (non solo calcistici) tra un programma e l’altro». Nel 1976, con la riforma della Rai, Barendson passa al Tg2 e Valenti resta l’unico conduttore. Inoltre, le sedi regionali vengono gradualmente messe in condizione di andare in diretta, pratica fino ad allora permessa solo alle sedi di Roma, Milano, Torino e Napoli. Fanno così il loro ingresso i corrispondenti esterni: giornalisti delle sedi regionali, ognuno addetto alla squadra della propria città o regione. Nasce quello che sarà chiamato il “teatrino di 90° minuto” e che renderà famosi i tanti inviati. Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano, Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Ferruccio Gard da Verona, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Maurizio Calligaris da Udine, Franco Strippoli da Bari, Emanuele Giacoia da Catanzaro hanno contribuito con tanti altri giornalisti a rendere leggendaria questa trasmissione. Purtroppo negli archivi Rai non risulta conservato niente delle prime sette stagioni di "90° minuto". Se qualcuno dovesse avere delle registrazioni di questi primi anni ci può contattare per consentire alla Rai di avere copie che avrebbero grande valore storico oltre a essere patrimonio di tutti. La prima puntata disponibile negli archivi Rai è quella dell'11 settembre 1977, in occasione della partenza del campionato di Serie A 1977/78, recentemente proposta sui canali Rai Sport. Curiosamente, nella puntata dell'11 settembre 1977, dopo pochi minuti si passa dal colore al bianco e nero, forse per un errore del tecnico che si occupava del controllo delle trasmissioni a colori. E' del 2 ottobre 1977, la prima sigla a colori, nel giorno dell'esordio della seconda edizione di "Domenica in", condotta da Corrado. La prima puntata a colori di "90° minuto" è invece del 6 marzo 1977, giorno nel quale divennero a colori anche "La Domenica Sportiva" e "Domenica sprint", l'unica di queste rubriche sportive in onda quel giorno a risultare conservata negli archivi Rai. La sigla con lo stadio che si riempie ha invece debuttato il 7 ottobre 1979 in occasione della prima puntata di "Domenica in" condotta da Pippo Baudo.

martedì 15 settembre 2020

Il processo del lunedì compie 40 anni. Il 15 settembre 1980 la prima puntata sulla Rete Tre della Rai con grandi ospiti

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Il 15 settembre 1980 alle 22.35 circa, sulla Rete Tre della Rai cominciava, introdotta dalle note della sigla di testa "Allora, avete capito o no!" di Edoardo Bennato, la prima puntata della trasmissione "Il processo del lunedì". Si era appena giocata la prima giornata del campionato di Serie A 1980/81. Argomento della puntata, la riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, tornati a essere tesserabili dalle società italiane dopo un blocco che durava dal 1964, ultima stagione nella quale ai club italiani era permesso tesserare giocatori provenienti da federazioni estere. Nel 1966 infatti, dopo la clamorosa sconfitta dell'Italia contro la Corea del Nord nei Mondiali d'Inghilterra, venne semplicemente prorogato il blocco che durò poi fino al 1980. Ma torniamo alla trasmissione, ideata da Aldo Biscardi, che però compare solo nella sigla di testa, identica a quella di coda. La conduzione è affidata a Enrico Ameri, da anni prima voce alla radio di "Tutto il calcio minuto per minuto" e della Nazionale, affiancato da Novella Calligaris, ex grande campionessa di nuoto. Gli ospiti sono di grandissimo livello. In studio, con il giornalista Gianni Melidoni, c'è Nils Liedholm, allenatore della Roma; a Milano, con Carlo Sassi, sono collegati Sandro Mazzola e Annibale Frossi, giornalista, ex calciatore e tra i protagonisti della vittoria della nazionale italiana alle Olimpiadi di Berlino del 1936; a Torino, con Andrea Boscione, ci sono Giovanni Trapattoni, allenatore della Juventus, e Gianpaolo Ormezzano, inviato speciale della Stampa, che pochi anni dopo lasciò in diretta la trasmissione contestandone la formula troppo urlata; a Napoli, con Italo Kuhne, Ruud Krol, il fuoriclasse olandese appena arrivato a Napoli per firmare l'accordo con la società partenopea. Molto interessanti anche i due servizi di Eugenio Fabiani e di Carlo Nesti sui giocatori stranieri. Carlo Nesti, lo ricordiamo, è stato negli anni lo storico autore delle schede del "Processo del lunedì" fino al 1993 quando Aldo Biscardi è rimasto in Rai. Dunque, una trasmissione, quel primo "Processo del lunedì", completamente diversa da quella che è diventata negli anni e che ha generato tante imitazione in quello che è stato definito "biscardismo". Basti per tutti, la qualità degli ospiti della prima puntata, oggi probabilmente impensabile per qualunque trasmissione sportiva.

lunedì 27 luglio 2020

Brasile-Uruguay, semifinale Mondiali del 17 giugno 1970, a colori con la telecronaca di Nicolò Carosio sui canali Rai Sport

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Appuntamento da non perdere sui canali Rai Sport martedì 28 luglio 2020 per tutti gli appassionati di storia del calcio e della televisione sportiva. Dalle 18.15 è infatti in programma, per la prima volta a colori, la telecronaca integrale di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, l'altra semifinale dei Mondiali di Messico '70. Brasile-Uruguay si giocava allo stadio Jalisco di Guadalajara alle 24:00 italiane della notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno 1970, mentre allo stadio Azteca di Città del Messico erano in campo Italia e Germania Ovest per la partita finita 4-3 e passata alla storia del calcio. A differenza di quanto accade oggi, dove per ragioni televisive è garantita la non contemporaneità di tutte le partite dei Mondiali di calcio, con l'eccezione di quelle decisive per il passaggio al secondo turno della fase finale, in quegli anni anche le semifinali si giocavano alla stessa ora. Così anche le Tv erano obbligate a scegliere quale partita proporre in diretta e ovviamente la Rai scelse quella degli Azzurri. Era dunque Nando Martellini, telecronista di Italia-Germania Ovest, ad aggiornare i telespettatori sul risultato della semifinale di Guadalajara, mentre alla radio c'era la consueta formula di "Tutto il calcio minuto per minuto" con interventi per aggiornare sul risultato direttamente dal campo di Brasile-Uruguay mentre si svolgeva Italia-Germania Ovest. A Guadalajara, come accennato in apertura, per la telecronaca di Brasile-Uruguay c'era Nicolò Carosio, che un po' a sorpresa non era stato designato per la partita dell'Italia, come si pensava per l'alternanza con Nando Martellini nelle telecronache della Nazionale italiana. Sembra che Carosio non avesse preso troppo bene questa decisione dalla quale sarebbe poi nato l'incredibile equivoco della parola "negro" o "negraccio", ovviamente mai pronunciata dal telecronista, contro il guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in Italia-Israele che, come scritto erroneamente per tanti anni, avrebbe portato all'immediato allontanamento di Carosio dalla Rai e di conseguenza al rientro in Italia nel pieno della competizione. Come abbiamo visto non andò così e anzi la telecronaca di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, che all'inizio saluta anche il pubblico del Canton Ticino che poteva seguire a colori la partita sulla Tv della Svizzera italiana, era stata, come di consueto, molto professionale. Gli italiani poterono vederla in differita solo alle 22:00 di giovedì 18 giugno sul Programma Nazionale, comunemente noto come Primo, ovviamente in bianco e nero visto che alla Rai era vietato trasmettere a colori, in parziale concorrenza con "Rischiatutto", in onda sul Secondo dalle 21:15 e proprio nel periodo in cui Giuliana Longari, alla sua settima partecipazione da campionessa, stava portando grande popolarità al quiz di Mike Bongiorno. In anticipo sul pubblico della Rai arrivò la Tv della Svizzera italiana, che propose in differita dalle 13:00 una sintesi a colori delle due semifinali. Nella notte la Tsi aveva trasmesso in diretta a colori Italia-Germania Ovest con la telecronaca di Giuseppe Albertini, che fino ai quarti di finale era stato in servizio anche per la Rai.

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

Ci sono però anche altri appuntamenti da non perdere nel palinsesto storico sportivo di Rai Sport di martedì 28 luglio 2020. Alle 20:00, dopo Brasile-Uruguay, è in programma la puntata 579 di "Perle di sport" con lo storico spareggio di qualificazione per i Mondiali di Spagna '82 tra Nuova Zelanda e Cina del 10 gennaio 1982 seguito Memory Doc sul sorteggio dei Mondiali di Spagna '82 con la telecronaca di Bruno Pizzul e Beppe Berti da Madrid, mentre a Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, sono ospiti in studio Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, con Marco Tardelli collegato dagli studi Rai di Torino. A seguire, lo Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 e la puntata 314 di "Perle di sport" con La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982. Nel pomeriggio poi, dalle 16:32, potrete seguire la puntata 499 di "Perle di sport" su Udinese-Inter del 14 settembre 1980 seguita da Inter-Roma e da Memory Doc su 90° minuto del 26 ottobre 1980. Sotto potete leggere la programmazione completa di Rai Sport per martedì 28 luglio 2020.

MARTEDI' 28 LUGLIO 2020
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (7.01-9.03)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (9.05-9.32)
Dedicato a... 60 anni di Sport in Tv (9.33-11.50)
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (11.51-13.57)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (14.00-14.27)
Perle di sport, puntata 166
Gran Premio di Monaco 1979. La Ferrari 312 T4 (14.30-15.28)
Perle di sport, puntata
Mondiali 1978, tutti i gol (15.31-15.59)
90° minuto Serie B, rubrica, replica (16.01-16.31)
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (16.32-17.01)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (17.02-17.46)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (17.47-18.13)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (18.17-19.58)
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (20.01-20.23)
Memory Doc, Sorteggio Mondiali Spagna '82 del 16 gennaio 1982. Telecronisti Bruno Pizzul e Beppe Berti. Dagli studi di Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, ospiti Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, da Torino Marco Tardelli (20.25-21.10)
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (21.13-23.06)
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (23.07-23.36)
Tiro con l'arco: Torneo della ripartenza (23.38-24.08)

MERCOLEDI' 29 LUGLIO 2020
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (24.08-24.37)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (24.38-1.26)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (1.26-1.52)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (1.52-3.32) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (3.32-3.54) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (3.55-5.47) DALLE 5.23 ANCHE SU RAI SPORT CANALE 58
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (5.47-6.16)