lunedì 20 settembre 2021

Il 21 settembre 1967 in Olanda iniziava la Tv a colori, mentre in Italia si discuteva ancora su quale sistema usare

siti web

Il 21 settembre 1967 l’Olanda inaugurava la televisione a colori in un palazzo di Amsterdam chiamato RAI, mentre in Italia ancora si discuteva sul sistema da scegliere tra Pal e Secam in attesa di iniziare, si pensava all’epoca, dopo il 1970

Il 21 settembre 1967, alla Fiera dell’elettronica Firato di Amsterdam, l’Olanda inaugurava la Tv a colori, terzo paese d’Europa dopo Gran Bretagna e Germania Ovest a fare questo storico passaggio. Curiosamente per noi italiani, queste trasmissioni si svolsero dal palazzo dell’associazione chiamata RAI, dove si svolse anche l’Eurofestival del 1970. Niente a che fare, ovviamente, con la radiotelevisione pubblica italiana. L’inizio dei programmi a colori, in Pal, venne dato alle 11.08 dal ministro dell'Economia Leo de Block che per l’occasione, rispondendo ai dubbi di chi pensava che sarebbe stato meglio destinare ad altri scopi la spesa per l’introduzione della Tv a colori, affermò che questa decisione, oltre al principio del libero consumo per cui il consumatore decide come e quanto spendere in base al suo potere d’acquisto, è una parte importante del futuro industriale olandese. In Italia, come vedremo, purtroppo alcune parti politiche pensavano invece che la Tv a colori avrebbe incrementato il consumismo ed era un lusso che gli italiani non si potevano permettere. Una decisione rovinosa che determinò la crisi del settore radiotelevisivo italiano e che ha avuto effetti anche sugli archivi Rai visto che purtroppo molte trasmissioni prodotte a colori anche dalla stessa Rai non si trovano oggi negli archivi della Tv pubblica e vanno cercare in quelli delle Tv estere. La NTS (Nederlandse Televisie Stichting), in italiano “fondazione televisiva olandese” che dal 2 ottobre 1951 aveva iniziato la regolare programmazione televisiva nel paese Orange, aveva fatto pressioni sul governo locale per consentire l’inizio delle trasmissioni a colori, ma inizialmente l’atteggiamento dell’esecutivo rimase attendista a causa dei costi giudicati elevati per il passaggio al colore e c’erano anche dubbi sul fatto che i consumatori olandesi avrebbero acquistato in massa i nuovi televisori a colori. Nel gennaio 1967 arrivò l’approvazione del governo e la NTS potè cominciare le trasmissioni nel mese di settembre. Nel 1973 la Tv a colori arrivò anche nelle Antille Olandesi e dal 1977 anche nel Suriname, mentre nel vicino Belgio si partì dall’1 gennaio 1971, un po’ in ritardo in confronto a molti paesi europei, ma in grande anticipo sull’Italia. A questo proposito va ricordato che in Belgio, come in Italia, era già possibile ricevere i programmi a colori delle emittenti estere, Francia, Germania Ovest e Olanda in particolare, e quindi si decise di adeguarsi ai paesi confinanti come purtroppo non avvenne in Italia nonostante fossero visibili in ampie zone d’Italia i programmi a colori di Svizzera italiana e Capodistria oltre a quelli di Francia e Austria nelle zone di confine. In pochi anni, la diffusione dei televisori a colori in Olanda passò dall’11 % del 1967 al 33% del 1970 per arrivare all’87%. Mentre in Olanda partiva la Tv a colori, negli stessi giorni in Italia, purtroppo, ancora si discuteva sul sistema colore da usare tra Pal e Secam e molti politici erano contrari a questo passaggio fondamentale nell’evoluzione della televisione. Il partito repubblicano era uno dei principali oppositori della Tv a colori e sul Corriere della sera del 21 settembre 1967 leggiamo che "La Voce repubblicana”, quotidiano di partito, ricorda che nel piano quinquennale varato nel 1966 non è prevista l’introduzione della Tv a colori a dopo il 1970. Sulla televisione a colori intervengono alcuni esponenti politici, fra i quali gli onorevoli, Malagodi, Lombardi e La Malfa. Giovanni Malagodi, segretario del Partito Liberale, collegando la realizzazione della televisione a colori col progresso tecnologico, ha detto che non occorre pregiudicare ulteriormente lo sviluppo della nostra industria elettronica, mettendola in condizione di ingiustificata inferiorità, come accadrebbe nel caso in cui la televisione a colori fosse introdotta in Italia con notevole ritardo rispetto agli altri stati europei. L’onorevole Riccardo Lombardi, socialista, è invece d’accordo col piano quinquennale, che rinvia la televisione a colori a dopo il 1970, “in quanto si tratta di un investimento non prioritario”. Dello stesso avviso è l’onorevole Ugo La Malfa, segretario del Partito Repubblicano, il quale ha dichiarato che la programmazione ha per oggetto di arrestare lo sviluppo di certi tipi di consumi individuali per favorire l’estensione di consumi a carattere sociale e collettivo. La discussione sulla Tv a colori in Italia si chiude proprio il 21 settembre 1967 con la dichiarazione del ministro delle telecomunicazioni Giovanni Spagnolli al Senato dove ribadisce il no alla Tv a colori prima del 1970. Questi i due punti specificati dal ministro: il Governo intende rispettare le indicazioni del piano quinquennale che rinvia a dopo il 1970 l’introduzione su scala commerciale della Tv a colori; il Cipe, comitato per la programmazione economica, dovrà decidere però sul sistema da scegliere, in modo da dare una indicazione concreta alle industrie interessate. Sappiamo com’è andata a finire, saremmo stati in ritardo già nel 1971, perdendo, tra l’altro le Olimpiadi di Grenoble e di Città del Messico del 1968, i Mondiali di calcio del Messico del 1970 e quelli di sci in Val Gardena sempre del 1970, interamente prodotti a colori in Pal dalla Rai, ma solo per il resto del mondo, ma siamo riusciti a fare molto peggio visto che in Italia, sugli schermi della Rai, la Tv a colori sarebbe arrivata ufficialmente solo dall’1 febbraio 1977 dopo l’esperimento delle Olimpiadi di Monaco del 1972, con l’alternanza tra Pal e Secam sul Secondo Programma, per tornare sperimentalmente in Pal, scelto dal Governo italiano solo nel 1975 come sistema colore da usare in Italia, dal 17 luglio 1976 in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Montreal. La storia ha dimostrato che sulla Tv a colori aveva ragione Malagodi, ma purtroppo era solo una piccola minoranza, mentre vinse l’oscurantismo di alcune parti politiche causando anche un grave danno all’industria radiotelevisiva italiana ridotta in rovina da questi continui rinvii sul sistema colore da usare per l’Italia. BIBLIOGRAFIA Van morgen start de kleurentelevisie, De Telegraaf, 21 settembre 1967 Kleurentelevisie in Nederland, Het Parool, 21 settembre 1967 Il ministro conferma il “No” alla TV a colori prima del ’70, Corriere della sera, 22 settembre 1967 Dichiarazioni di Spagnolli sulla RAI-TV al Senato. Le trasmissioni a colori dopo il 1970, Corriere della sera, 23 settembre 1967 https://www.spreekbuis.nl/de-eerste-tv-uitzendingen-in-kleur/.

https://www.vpro.nl/lees/gids/2017/vaarwel-grijze-wereld.html.

domenica 29 agosto 2021

"Rivediamoli": è online la nuova sezione del sito sugli archivi della Rsi, c'è anche "Personaggi in fiera" con Mike Bongiorno

siti web

Per noi appassionati della storia della televisione della Svizzera italiana, che guardavamo negli anni '70 quando, a differenza della Rai, trasmetteva a colori ed era, con Capodistria e poi con Montecarlo, un'alternativa ai programmi della Tv pubblica italiana, è una meravigliosa notizia. E' infatti online il nuovo sito degli archivi della Televisione della Svizzera italiana (RSI), come ci ha segnalato l'amico Matteo Fracchia inviandoci il link del forum di Tv-pedia che ne dava notizia, http://www.tv-pedia.com/zapzaptv/viewtopic.php?f=8&t=6902&fbclid=IwAR3LU9aJEe5M5Uuv0pTiV-elt8R7nPcv-yvD0ABxonjwkGMUvVDRbfc1gzA.

La sezione "Rivediamoli" propone trasmissioni, sceneggiati, opere teatrali, ecc. riproposti in forma integrale e sarà alimentato di continuo e, tranne qualche contenuto di sport, tutto è fruibile anche dall'estero, dunque anche dall'Italia, https://www.rsi.ch/archivi/rivediamoli/.

La Rsi lo presenta così: “Rivediamoli” è una macchina del tempo attraverso la quale rivedere trasmissioni, pièce teatrali, fiction e animazioni, presentate in forma integrale. Una selezione di puntate di titoli iconici e chicche da riscoprire, con cui ripercorrere la storia dei programmi e, con essi, quella della nostra televisione". Punto forte, per noi, è in particolare "Personaggi in fiera", primo programma a colori di Mike Bongiorno, con 5 delle 20 puntate, in particolare la prima del 17 gennaio 1975 e quelle del 14 febbraio 1975, 14 marzo 1975, 18 aprile 1975 e 16 maggio 1975 https://www.rsi.ch/archivi/rivediamoli/personaggi-in-fiera/.
Già nel gennaio 2009, in occasione dei 34 anni dalla prima puntata, avevamo parlato di questa trasmissione nel nostro blog http://pinofrisoli.blogspot.com/2009/01/personaggi-in-fiera-primo-quiz-colori.html
e dunque siamo particolarmente lieti di sapere che alcune di queste puntate sono visionabili per intero. Naturalmente, sarebbe molto bello se un giorno potessero essere tutte disponibili.

C'è però anche dell'altro e tra queste meraviglie vi segnaliamo in particolare alcune puntate di "Giochi senza frontiere", la più antica visibile è quella del 30 giugno 1976 da Caslano https://www.rsi.ch/archivi/rivediamoli/giochi-senza-frontiere/,
dello sceneggiato "Il terzo invitato", quattro puntate dal 19 dicembre 1976 al 9 gennaio 1977 che aveva tra gli interpreti anche Mario Carotenuto e che venne trasmesso dal 30 agosto al 20 settembre 1977 anche sulla Rete Uno della Rai https://www.rsi.ch/archivi/rivediamoli/il-terzo-invitato/
e "Let's go - The swinging camera", prima produzione a colori della Tv della Svizzera italiana registrata nel marzo 1967 https://www.rsi.ch/archivi/rivediamoli/let-s-go/.
Anche lo sport merita di essere visto https://www.rsi.ch/archivi/ricerca/?macro=sport
con, tra l'altro, la retrospettiva dello sport 1975 https://www.rsi.ch/archivi/1975-un-anno-di-sport-10139882.html
e quella dei Mondiali di calcio del 1982
https://www.rsi.ch/archivi/Il-Mondiale-del-1982-10157807.html
.

sabato 7 agosto 2021

Il centenario della nascita di Nando Martellini: l'omaggio di Rai Sport

siti web

Nando Martellini, nato il 7 agosto 1921 a Roma, avrebbe compiuto, cento anni oggi, 7 agosto 2021. In occasione della ricorrenza, perciò, parte del palinsesto di Rai Sport + HD (canale 57 del digitale terrestre), in questa giornata sarà dedicato al ricordo di uno dei più famosi giornalisti sportivi italiani, "voce" per tanti anni della Nazionale azzurra di calcio, della quale raccontò il trionfo nel "Mundial" spagnolo del 1982. La sintesi di Italia-Germania Ovest, la partita che l'11 luglio 1982 regalò agli Azzurri il terzo titolo mondiale, sarà uno degli eventi, probabilmente il più noto, che comporranno la programmazione speciale, nella quale troveranno posto altri contributi speciali, come la telecronaca del secondo tempo di Napoli-Juventus del 3 novembre 1985, la partita passata alla storia per uno dei gol più belli di sempre di Diego Armando Maradona, la straordinaria punizione a due in area che fissò l'1-0 e interruppe la striscia di 8 vittorie consecutive della Juve, o un divertente servizio firmato da Ugo Tognazzi, andato in onda il 27 marzo 1967 all'interno della trasmissione "Sprint", su Italia-Portogallo giocata nel pomeriggio, con Nando Martellini che commenta la partita in studio e intervista Eusebio. Alle 21.58, invece, andrà in onda un inedito assoluto, mai andato in onda prima, scovato nelle Teche Rai da Pino Frisoli, il biografo di Martellini curatore della programmazione speciale: nella pagina sportiva del Telegiornale del 10 maggio 1968, Nando Martellini, collegato in diretta dall'aeroporto di Fiumicino, commentò la sintesi di Benfica-Juventus, semifinale di andata della Coppa Campioni, giocata la sera prima a Lisbona, vinta 2-0 dai portoghesi, che per motivi tecnici dovuti all'inadeguatezza delle strutture televisive dell'epoca (i "ponti") tra Lisbona e resto d'Europa, la Rai non potè trasmettere in diretta, e venne proposta, appunto, nel Telegiornale delle 13.30 del giorno dopo.

Di seguito, potete leggere la programmazione speciale di Rai Sport + HD sui 100 anni di Nando Martellini.

SABATO 7 AGOSTO 2021
Memory Doc Domenica Gol del 16 marzo 1986 (18.04-19.10) PRIMA VISIONE
Memory Doc Sport Tre del 17 gennaio 1982 (19.13-20.16) PRIMA VISIONE
Napoli-Juventus del 3 novembre 1985 (20.18-21.05) PRIMA VISIONE
Italia-Germania Ovest dell'11 luglio 1982, sintesi (21.09-21.57)
Memory Doc Pagina sportiva Telegiornale delle 13.30 del 10 maggio 1968 con sintesi di Benfica-Juventus del 9 maggio 1968, semifinale andata Coppa dei Campioni (21.58-22.17) PRIMA VISIONE
Memory Doc Sprint, "Gol alla Mazzola" del 13 dicembre 1966 (22.19-22.24) PRIMA VISIONE
Memory Doc Sprint, "Per qualche chilo in più" del 14 marzo 1967 (22.27-22.38) PRIMA VISIONE
Memory Doc Sprint, "A Cipro il calcio è così" del 21 marzo 1967 (22.38-22.46) PRIMA VISIONE
Juventus-Roma dell'1 novembre 1981 (22.49-23.35)
Memory Doc Sprint "Speciale Italia-Portogallo" del 27 marzo 1967 (23.37-24.14)

DOMENICA 8 AGOSTO 2021
Memory Doc Pagina sportiva Telegiornale sport notte del 10 giugno 1968 (24.15-24.25)
Memory Doc Domenica Gol del 16 marzo 1986 (1.34-2.36) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Memory Doc Sport Tre del 17 gennaio 1982 (2.36-3.36) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Napoli-Juventus del 3 novembre 1985 (3.37-4.24) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Italia-Germania Ovest dell'11 luglio 1982, sintesi (4.25-5.13) DALLE 5.10 ANCHE SU RAI SPORT CANALE 58
Memory Doc Pagina sportiva Telegiornale delle 13.30 del 10 maggio 1968 con sintesi di Benfica-Juventus del 9 maggio 1968, semifinale andata Coppa dei Campioni (5.13-5.32)
Memory Doc Sprint, "Gol alla Mazzola" del 13 dicembre 1966 (5.32-5.37)
Memory Doc Sprint, "Per qualche chilo in più" del 14 marzo 1967 (5.38-5.49)
Juventus-Roma dell'1 novembre 1981 (5.49-6.36)
Memory Doc Domenica Gol del 16 marzo 1986 (8.34-9.38)
Memory Doc Sport Tre del 17 gennaio 1982 (9.42-10.44)
Napoli-Juventus del 3 novembre 1985 (10.47-11.36)

domenica 9 maggio 2021

Tv Capodistria compie 50 anni: l'1 febbraio 1971 l'inizio delle trasmissioni sperimentali, l'8 maggio delle trasmissioni ufficiali

siti web

Tv Capodistria compie 50 anni. L'8 maggio 1971 partiva infatti il primo notiziario dell'emittente istriana di lingua italiana anche se in realtà già dall'1 febbraio 1971, come scrive il Corriere della sera del 30 aprile 1972 in una pagina interamente dedicata al fenomeno delle Tv straniere ricevibili in Italia: «La televisione di Capodistria (in bianconero e colori) ha compiuto un anno di attività. Il primo giorno di febbraio del 1971 apparve per la prima volta sugli schermi italiani il segnale colorato dell'emittente jugoslava che il 15 febbraio iniziava i suoi primi programmi. Da allora essi si sono via via intensificati fino a raggiungere la media delle tre ore giornaliere, senza contare gli avvenimenti, non soltanto sportivi, che vengono trasmessi in ripresa diretta. Secondo i dati forniti dalla TV di Capodistria sono circa 10.283.000 persone in grado di ricevere questi programmi creati per le minoranze etniche italiane nel territorio jugoslavo, ma estese alle maggioranze in territorio italiano. Il ripetitore è posto sul monte Nanos (m. 1261) ed i programmi vengono captati, spesso senza alcuna antenna particolare data la sua potenza, da circa due milioni di televisori. Lo studio della TV di Capodistria è formato da tre telecamere». L'Italia, come fa notare l'inchiesta del Corriere della sera, nell'aprile 1972 era l'unica grande nazione in Europa a non possedere ancora la Tv a colori. Come sappiamo, ma non era prevedibile allora, per l'inizio delle trasmissioni ufficiali a colori l'Italia dovrà aspettare alcora quasi 5 anni, fino all'1 febbraio 1977, data d'inizio della regolare programmazione a colori sulle reti Rai. La prima telecronaca sportiva di Tv Capodistria risale al 6 marzo 1971, due mesi esatti prima del debutto ufficiale della rete, in occasione di un confronto di hockey su ghiaccio per i mondiali di seconda divisione, Jugoslavia-Austria 3-1. Il telecronista, piazzato davanti a un monitor di 12 pollici, bianco e nero, effetto neve, senza effetti sonori, come racconta Lucio Celletti nel sito Telesciando.it riprendendo anche l'intervista nella pagina YouTube del sito SportinMedia.it, è un giovanissimo Sergio Tavčar, in grande difficoltà per reperire i nomi delle formazioni, ma dotato di passione e di arte di arrangiarsi. Si era ancora nel periodo ufficioso di Capodistria, lo studio televisivo, non era ancora pronto, il commento avveniva da una saletta radiofonica. L'1 marzo 1972, nella pagina della televisione, il Corriere della sera scrive che «Domani sera alle 20.30 la Televisione di Capodistria, la stazione jugoslava che viene ricevuta in numerose zone dell'Italia, trasmetterà, a colori, il film del balletto cinese "Distaccamento rosso", presentato l'anno scorso alla Mostra del cinema di Venezia, ed al quale ha assistito, il 23 febbraio scorso a Pechino, il presidente americano Nixon». Sempre dal Corriere della sera si ha notizia della trasmissione in diretta delle semifinali di Coppa dei Campioni Inter-Celtic del 5 aprile 1972, trasmessa in diretta dalla Rai sul Programma Nazionale con esclusione della Lombardia e in sintesi dalla Tv della Svizzera italiana, e della finale di Coppa dei Campioni Ajax-Inter del 31 maggio 1972, a colori come la Svizzera italiana a differenza della Rai, che la mandò in onda sul Secondo Programma. Tutte informazioni che troviamo nelle pagine sportive del Corriere della sera che dal 2 giugno 1972, nella pagina degli spettacoli, oltre a quelli delle due reti Rai e della Tv della Svizzera italiana, cominciò a proporre anche i programmi di Tv Capodistria. Vi proponiamo ora l'intero paragrafo dedicato a Tv Capodistria pubblicato nel libro "Sport in Tv" (Massimo De Luca e Pino Frisoli per Rai Eri, 2010) dal titolo "Capodistria, la prima Tv tematica sportiva" che seguiva quello dedicato allo sport della Tv della Svizzera italiana. Vi consigliamo anche la lettura dell'articolo di Lucio Celletti del sito Telesciando.it sopra citato al link seguente
https://telesciando.it/capitoli/pettorale-11/?fbclid=IwAR114qrHVtpGvjPxcMyEnQXu5F9OfXnSiqEjNkKTQtH2mwVG0rRzaef7GPA e l'intervista di Simone Salvador a Sergio Tavčar e Roberto Siljan per il sito SportinMedia, visibile su YouTube al link seguente https://www.youtube.com/watch?v=1oa5t2Y6fjk&t=53s.
Un paragrafo sulla storia di Tv Capodistria, che riprende in parte i temi trattati in "Sport in Tv", è presente anche nel libro di Simone Salvador "Decoder. Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia", volume, dedicato all'evoluzione della pay tv sportiva in Italia https://simonesalvador.it/televisione/telecapodistria-50-anni-quasi-prima-pay-tv-sportiva-in-italia?fbclid=IwAR1bu0cVWkBd7hj491__9_vNoG64aDJ0-L8Hjcc-SJX02HAHQqm3sd5ANjs.

CAPODISTRIA, LA PRIMA TV TEMATICA SPORTIVA
L’alternativa alla Svizzera, dicevamo, è la Tv di Capodistria. Le trasmissioni sperimentali cominciano il 1° febbraio 1971 nell’ambito del Programma sperimentale di Tv Lubiana sul canale 27 del monte Nanos e solo pochi mesi più tardi, l’8 maggio, hanno inizio le trasmissioni regolari diffuse a colori, sempre con il sistema Pal. Tre ore di programma al giorno compreso il telegiornale “Notiziario” prodotto integralmente a Capodistria. La programmazione a colori e un palinsesto fatto di informazione, film, sport e programmi musicali sono gli ingredienti giusti per una rapida espansione dell’emittente su gran parte del territorio italiano che ha anche un buon riscontro sul piano commerciale e pubblicitario Nel decennio 1975-1985, la Tv di Capodistria, in coincidenza con il ritiro della Tv svizzera dal suolo italiano, diventa la terza emittente televisiva più seguita in Italia. Lo sport, dicevamo, è uno degli ingredienti principali. Già nel febbraio 1972 vanno in onda a colori le Olimpiadi invernali di Sapporo, mentre il sabato pomeriggio c’è l’anticipo televisivo del campionato jugoslavo, commentato da Bruno Petrali. Così, ecco il derby di Belgrado tra Crvena Zvezda (la Stella Rossa, ma loro la chiamano così) e il Partizan, ma anche il Sarajevo e la Dinamo Zagabria. Poi c’è il basket, di altissimo livello, visto che gli jugoslavi sono considerati gli americani d’Europa, con le telecronache di Sergio Tavcˇar. Da ricordare, per gli altri sport, i commenti di Sandro Vidrih e Ferdi Vidmar. Anche su Capodistria, come sulla Tv svizzera, il mercoledì è giorno di grande calcio. Quando non ci sono squadre jugoslave, arriva puntuale un grande match di Coppa dei Campioni. Qualche volta, sempre a colori, c’è anche la Nazionale italiana, (Italia-Germania Ovest, 26 febbraio 1974, Italia-Polonia, 19 aprile 1975, questa anche sulla Tv svizzera), o la Supercoppa Europea (Milan-Ajax 1-0, 9 gennaio 1974, Ajax-Milan 6-0, 16 gennaio 1974, in questo caso senza diretta Rai). E mercoledì 8 maggio, per vedere in diretta e a colori una squadra italiana, il Milan impegnato nella finale di Coppa delle Coppe a Rotterdam contro i tedeschi orientali del Magdeburgo, bisogna guardare Capodistria o la Svizzera. Nonostante sia impegnata una squadra del nostro Paese in una finale europea, la Rai trasmette infatti solo una sintesi registrata alle 21.45. La Tv di Stato preferisce mandare in onda, alle 20.40, “Tribuna del referendum”. Quattro giorni dopo c’è il referendum sul divorzio e la politica ha la precedenza sul calcio. Anche per il grande pugilato bisogna andare sulle reti estere. I grandi match si svolgono in orario notturno e la Rai, come da tradizione, manca la diretta per non turbare il sonno degli italiani. Così Clay-Frazier (New York, 28 gennaio 1974), Foreman-Norton (Caracas, 26 marzo 1974), Clay-Foreman (Kinshasa, 30 ottobre 1974) e ancora Clay-Frazier (Manila, 30 settembre 1975) sono visibili solo su Svizzera e Capodistria. Nel 1983 l’emittente istriana stipula un accordo di collaborazione con la Rai e la programmazione sportiva ha sempre un ruolo di primo piano. Molto gradita dal pubblico, durante i Mondiali di calcio del 1986 in Messico, è la rubrica “Dentro il Mundial”, condotta da Gianni Cerqueti con il commento tecnico di Ilario Castagner e collegamenti telefonici con i quotidiani sportivi italiani. Nel 1987, a conclusione dell’intesa con la Rai, Capodistria si accorda con la Fininvest di Silvio Berlusconi per la diffusione del segnale e l’acquisizione pubblicitaria che fa di Capodistria la prima Tv tematica sportiva italiana. Approfittando del fatto che l’emittente fa parte del circuito dell’Eurovisione, Capodistria ha infatti accesso alle telecronache di tutti i più importanti avvenimenti sportivi internazionali. Nel 1988, in occasione delle Olimpiadi estive di Seul, diventa un canale dedicato solo a questo evento, con i telecronisti Fininvest che si aggiungono a quelli locali allenandosi in pratica a usare la diretta ancora vietata alle reti di Berlusconi. Sono le prove generali di quella che sarebbe diventata Tele+2, che dall’inizio degli anni Novanta sostituisce nelle frequenze Capodistria, che così torna ad essere confinata in un ambito locale, visibile solo nelle zone di confine con la Slovenia. Il 1o settembre 2006 Capodistria ottiene una frequenza sul satellite Hot Bird e torna così visibile a tutti gli italiani, anche se quasi tutto lo sport è criptato per problemi di diritti. Si possono però seguire i notiziari sportivi, il magazine “Zona sport” e la Lega adriatica di basket, che riunisce le squadre della ex Jugoslavia. Tra i telecronisti ci sono ancora Sergio Tavcar e Ferdi Vidmar, mentre il calcio è affidato a Roberto Siljan. Il 20 maggio 2008 la Tv istriana è costretta a lasciare provvisoriamente il satellite per dare spazio al Terzo Canale della Tv pubblica slovena. Dal 3 agosto 2009 Capodistria, che continua la sua programmazione sulle frequenze terrestri delle zone di confine tra Italia e Slovenia, riprende a trasmettere contemporaneamente sul satellite.


BIBLIOGRAFIA
L'Italia presa d'assalto dalle Tv d'oltre confine, Corriere della sera, 30 aprile 1972

martedì 20 aprile 2021

Storia del calcio: come nel 1973 Ajax e Bayern Monaco pensavano a una Super-Lega europea al posto della Coppa dei Campioni

siti web

Ajax e Bayern Monaco erano le due squadre più forti d'Europa quando, nel marzo 1973, si affrontarono nei quarti di finale di Coppa dei Campioni. Pochi giorni prima i presidenti delle due società, Jaap van Praag dell'Ajax e Wilhelm Neudecker del Bayern Monaco, avevano pensato una riforma della Coppa dei Campioni che avrebbe dovuto portare a una Super-Lega, con un campionato a punti tra le squadre arrivate ai quarti di finale invece della tradizionale formula dell'eliminazione diretta, permettendo di avere più partite e dunque più incassi dalla vendita dei biglietti, anche se non si parlava di diritti televisivi. Ne scrisse sabato 24 febbraio 1973 "La Stampa" di Torino riassumendo quanto riportato dal settimanale tedesco «Sport Illustrierte». Da sottolineare anche i pareri favorevoli di Helenio Herrera e del presidente della Lega calcio spagnola José Luis Pcrzpaya.

La Super-Lega forse cambierà la formula di Coppa Campioni Avremo un campionato d'Europa per club, cioè qualcosa di molto più continuativo - addirittura a carattere settimanale - dell’attuale Coppa dei Campioni? In Germania e in Olanda sono convinti che il traguardo sia raggiungibile soprattutto in questo momento di crisi (come incassi) nella maggior parte dei paesi europei, Italia a parte.
Il settimanale tedesco «Sport Illustrierte» ha svolto in merito una approfondita inchiesta dalla quale stralciamo alcune parti. Quando il 7 marzo nello stadio di Amsterdam, l’Ajax e il Bayern di Monaco s’incontreranno per i quarti di finale di Coppa dei Campioni, i presidenti dei due club, il tedesco e l'olandese Jaap van Praag, s’incontreranno per discutere un piano tattico, avente lo scopo di creare la Lega Europa.
Dice il presidente dell’Ajax: «La Lega Europa si farà, questo è sicuro. Discuteremo intensamente con il signor Neudecker le sue e le mie proposte». Neudecker aveva già suggerito in una lettera aperta apparsa sulle pagine dello «Sport Illustrierte» la trasformazione della Coppa dei Campioni in campionato europeo per club. «Le otto squadre giunti nei quarti di finale della Coppa – scriveva – costituirebbero una Lega e darebbero vita ad un campionato con partite a punti. Ogni squadra dovrebbe giocare due volte contro ogni avversaria. Sotto l’aspetto sportivo e finanziario penso che questa soluzione risulterebbe molto più interessante che l’attuale formula della Coppa Campioni, E siccome la Lega Europa dovrebbe giocare il mercoledì, i vari club sarebbero liberi di partecipare regolarmente ai rispettivi campionati nazionali».
Il presidente dell’Ajax dal canto suo vorrebbe allargare la Lega Europa ulteriormente: «Secondo il mio parere - ha detto - si dovrebbero accettare due o tre società per paese e gli ultimi classificati poi lasciare il posto al nuovo campione nella stagione successiva».
Interrogato in merito, Helenio Herrera ha commentato: «E’ un’idea entusiasmante, mi sembra un progetto ambizioso ma realizzabile»- José Luis Pcrzpaya, presidente della Lega spagnola, ha aggiunto: «Un progetto fantastico. Molte nostre società propugnano da tempo il varo di una simile iniziativa».
Helenio Herrera, del quale non si discute una profonda conoscenza del calcio internazionale, ha così concluso l’intervista: «Quando la maggioranza dei club principali appoggeranno la Lega Europa anche gli altri saranno costretti ad aderirvi. Non vi sarà più posto né per le prevenzioni particolaristiche né per le riserve a livello nazionale. Abbiamo bisogno della Super-Lega. Con essa il calcio europeo riceverà un enorme impulso».


La pagina completa la trovate al link seguente http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,avanzata/action,viewer/Itemid,3/page,16/articleid,0147_01_1973_0047_0016_4743254/

sabato 17 aprile 2021

Sport e diritti Tv: storia del complicato accordo tra Rai e Lega Calcio dal 1972/73 al 1975/76

siti web

Un accordo difficile tra Rai e Lega Calcio per il calcio in Tv dal 1972/73 al 1975/76. C'erano anche i diritti per l'estero, per la teletrasmissione via satellite a colori delle partite di serie A

I diritti televisivi e radiofonici del calcio sono da sempre oggetto di forti discussioni tra Lega Calcio ed emittenti televisive. Anche nell'epoca del monopolio, quando c'era solo la Rai, era così. Particolarmente dura si rivelò la trattativa per il rinnovo dei diritti dal 1972/73 al 1975/76. Alla scadenza dei diritti, il 30 giugno 1972, non è stata ancora avviata la trattativa tra Rai e Lega Calcio che parte a luglio. Da subito, la distanza tra le due parti è abissale. La Rai, che nell'ultimo contratto pagava 450 milioni di lire a stagione, ne offre 475, mentre la Lega Calcio chiede un miliardo di lire. Il presidente della Lega Calcio, Aldo Stacchi, dichiara infatti: “Forniamo un servizio che vale un miliardo. Prendere o lasciare”. Si schiera dalla sua parte anche Artemio Franchi, presidente della Federcalcio, che con la Rai ha un accordo a parte per tutto il 1972 per la teletrasmissione delle partite della Nazionale italiana: da quanto ho letto sui giornali, mi sembra che la Rai TV si stia appoggiando ad affermazioni un poco demagogiche quando allude al deficit del calcio. Ci dia atto l’ente radiotelevisivo che noi non abbiamo mai alluso ai deficit della Rai Tv che pure gravano sulle spalle di tutti”. Deficit del calcio e deficit della Rai Tv: eravamo nel 1972, ma sembra di sentire gli stessi discorsi di oggi, nel 2021. La prima fase delle trattative si svolge a Roma. Per la Rai sono presenti il vice direttore generale Beretta-Anguissola, il direttore centrale dei servizi giornalistici Gennarini, il responsabile dei servizi sportivi Boriani e il capo dell’ufficio stampa Cresci. La Lega Calcio è rappresentata dai vice presidenti Pianelli e De Palo e dal funzionario Raule. La seconda fase della trattativa si svolge a Milano, ma senza risultati. E’ in atto, siamo sempre nel mese di luglio, a uno scontro fra domanda e offerta del prodotto-calcio. La Lega Calcio ha fissato un prezzo forte della popolarità del calcio che Tv e radio ha un gradimento elevatissimo, mentre la Rai ritiene che 450 milioni sono già più che sufficienti per pagare le trenta mezze partite in onda per ogni giornata di campionato e che tutti gli altri servizi rientrano nel diritto di cronaca e di informazione. La Lega Calcio però non condivide questa impostazione e ritiene che il diritto di informazione e di cronaca si esaurisce nell’ambito della semplice divulgazione di notizie e non comprende le radiocronache, le interviste e le sintesi filmate. “Se non potremo trasmettere le partite di calcio - afferma Cresci - vorrà dire che dedicheremo il nostro tempo al basket e all’atletica leggera. I tifosi del calcio, a quel punto, dovranno apire che la responsabilità di quanto è accaduto è stata soltanto della Lega”. La trattativa riprende, ma si interrompe di nuovo bruscamente il 9 agosto 1972 quando i rappresentanti della Lega Calcio abbandonano il tavolo delle trattative presso la sede Rai di Torino. Sul Corriere della sera, Pianelli, vice presidente della Lega Calcio afferma: “Non sono venuto qui per farmi prendere in giro. Mi sento dire che ho girato le carte in tavola. E’ inconcepibile ed insopportabile. Noi, dal miliardo chiesto inizialmente, siamo scesi sino a 650 milioni. La Rai-Tv, dai 450 milioni iniziali, è arrivata a 490. Non è certo così che si può condurre in porto una trattativa”. Risponde Cresci per la Rai: “Siamo disposti a pagare e speriamo che gli sportivi possano avere lo spettacolo cui tengono tanto. Posso precisare che noi offrivamo alla Lega un contratto biennale: 525 milioni per il primo anno e 615 per il secondo in aggiunta ad un’aliquota compresa fra i 60 ed i 100 milioni annui quale quota parte per la cessione delle telecronache a colori ad una società americana. Sempre il Corriere della sera spiega che i punti di rottura sono tre: oltre a quello economico, la richiesta di garantire il libero e gratuito diritto all’informazione e l’equivoco fra la concessione della trasmissione di un solo tempo e quella di due tempi (della stessa gara o di due gare diverse) nel pomeriggio della domenica. Era stata accantonava invece, fin dalle prime battute, la possibilità di anticipare al sabato una partita per la teletrasmissione in diretta, così come la Lega Calcio aveva dimostrato di non gradire l’offerta dapprima di una trasmissione infrasettimanale (affidata a Giorgio Vecchietti) sulla serie B (“Farebbe aumentare - per Pianelli - il costo e le pretese dei giocatori”) e quella di un grande “rotocalco televisivo” infrasettimanale, serale, della durata di un’ora e mezzo e realizzato in collaborazione con la Lega stessa. Da segnalare inoltre che Rai Tv e Lega Calcio avevano praticamente raggiunto l’accordo con un gruppo statunitense rappresentato dal signor Domenico Lorusso, direttore del periodico nuovaiorchese “Italian Times”, per la teletrasmissioni a colori in Usa, via satellite, delle partite del campionato italiano. Tale accordo porterebbe nelle casse della Lega e della Rai-Tv, una somma compresa fra i 200 e i 300 milioni annui. Intanto parte la nuova stagione calcistica, domenica 25 agosto 1972 con la prima giornata di Coppa Italia, e Tv e radio non ci sono. Niente riprese filmate delle partite e niente collegamenti in diretta alla radio, per cui delle partite di questa giornata non c’è nessuna testimonianza filmata negli archivi televisivi. Solo il 15 settembre 1972 la trattativa tra Rai e Lega Calcio riprende e ovviamente in tutti questi giorni in Tv non è stato possibile proporre nessun filmato delle prime tre giornate di Coppa Italia. L’accordo arriva nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 settembre dopo otto ore di estenuanti e a volte accanite discussioni. Il contratto avrà validità di quattro anni, fino al 30 giugno 1976 e la Rai pagherà complessivamente alla Lega Calcio due miliardi e mezzo così ripartiti: 600 milioni per ciascuno dei primi due anni e 650 milioni per il successivo biennio. Inoltre, per la cessione di telecronache a reti straniere (già ci sono richieste da parte di emittenti televisive nordamericane) la Rai si impegna a versare alla Lega un minimo di 100 milioni per anno e il 50% dei proventi eccedenti tale somma. Il contratto precedente, della durata di due anni, aveva fruttato alla Lega Calcio complessivamente 900 milioni di lire. La Rai pagherà dunque in media 625 milioni l’anno, invece dei 450 previsti dal precedente contratto. La Lega Calcio, da parte sua, concede la trasmissione di un tempo in più, di 90 minuti invece di 45, di telecronaca registrata. Proprio la collocazione di questo tempo in più, dedicato alla serie B, nei programmi della domenica è stato il punto cruciale di questa trattativa. La Lega Calcio aveva posto come condizione che fosse trasmesso nella tarda serata, comportando in tal modo lo spostamento di tradizionali programmi televisivi come il romanzo sceneggiato, oppure avrebbe determinato concomitanze, in ogni caso danneggiando i teleutenti. La soluzione è stata trovata con la divisione delle telecronache sui due canali in orari di piena disponibilità (dalle 18.25 alle 19.55). La prima partita trasmessa con il nuovo accordo è un tempo di Genoa-Perugia, prima giornata di Serie B, domenica 17 settembre su Programma Nazionale, mentre dal 24 settembre, con l’inizio della serie A, la partita di serie B avrà inizio alle 18.25 sul Secondo Programma(in tale trasmissione, durante la stagione, per otto volte nella stagione e per una durata massima di 15 minuti, la Tv potrà inserire filmati di gare di serie A). Alle 19.10, sul Programma Nazionale, un tempo di una partita di serie A preceduta, alle 18.45, da 90° minuto con i primi filmati e commenti alle principali partite di serie A e alle 19.55, sempre sul Nazionale, Telesport con altri filmati e notizie. Alle 22.15, La Domenica Sportiva condotta da Alfredo Pigna. Per la radio, da domenica 24 settembre, sul Tutto il calcio minuto per minuto sul Programma Nazionale in concomitanza con l’inizio dei secondi tempi: gli stadi collegati con lo studio centrale saranno sei invece di cinque come in passato. Domenica sport, sul Secondo Programma, comincerà mezz’ora prima dell’inizio di Tutto il calcio minuto per minuto e continuerà per mezz’ora dopo la fine delle partite. Lunedì sport, come di consueto il mattino alle 8.10 sul Programma Nazionale. Non è stato invece affrontato direttamente il problema del diritto di cronaca, che sarà esaminato e vagliato nei suoi aspetti da una commissione paritetica, della quale faranno parte anche esperti in materia giuridica e rappresentanti del Coni oltre a quelli di Rai e Lega Calcio. Esaminato anche il problema della pubblicità sui campi da gioco. Si cercherà di dare una più razionale sistemazione alle insegne reclamistiche per consentire ai cameramen la più ampia libertà di ripresa per migliorare anche il livello tecnico e spettacolare della telecronaca. Non sono però d’accordo i presidenti della Lega semiprofessionisti Cestani e della Lega dilettanti Grassi, in particolare per la teletrasmissione di un tempo della partita di serie B, che temono una diminuzione del pubblico negli stadi delle serie minori. Per il Corriere d’informazione, al teletifoso questo accordo, considerato che l’ascolto medio di un tempo di serie A è intorno ai 10 milioni di spettatori, costerà due lire a partita del canone Rai, un prezzo decisamente alla portata di tutti. Per dare un’idea del valore di questo accordo, ecco quanto costavano nel 1972 i diritti televisivi degli altri sport più trasmessi in Tv. Per il pugilato, il più trasmesso dopo il calcio, la Rai versava da un milione, un milione e mezzo per i matches del campionato italiano a un massimo di circa 20 milioni per quelli più importanti, per esempio i mondiali di Benvenuti contro Rodriguez e Monzon. Ogni partita di basket trasmessa in video veniva invece a costare alla Rai da un minimo di 500 mila lire a un massimo di un milione. Cifre inferiori erano pagate per riprendere gli avvenimenti di atletica leggera, ippica, automobilismo e motociclismo. All’estero invece il calcio veniva pagato 4 milioni in Francia per un tempo in diretta e 1 milione per un tempo in differita, anche se il calcio non aveva l’importanza che ha per gli italiani, mentre in Inghilterra per i servizi riguardanti il campionato, nel 1971/72 Bbc e Itv avevano pagato in totale 400 milioni di lire, ma la sola ripresa diretta della finale di Coppa d’Inghilterra era costata 100 milioni. In Germania Ovest la Tv pagava alla Federcalcio circa 250 milioni di lire l’anno, ma sono in corso trattative per aumentare tale cifra.

BIBLIOGRAFIA Incontro Lega Calcio-Rai Tv, Corriere della sera, 11 luglio 1972
Guerra fra Tv e Lega, Corriere d'informazione, 21 luglio 1972
Braccio di ferro fra la Lega e la Rai. Niente più calcio in Tv e per radio?, Corriere della sera, 22 luglio 1972
Un accordo difficile. Trattative rotte tra calcio e Tv, Corriere della sera, 10 agosto 1972
Continua la lite fra Tv e Lega. Video spento di domenica?, Corriere d'informazione, 10 agosto 1972
Franchi appoggia la Lega contro la Rai-Tv, Corriere della sera, 12 agosto 1972
Il calcio sul video. Le accuse della Rai-Tv. «Alla Lega fanno i furbi», Corriere della sera, 13 agosto 1972
La Coppa Italia parte senza Tv, Corriere della sera, 25 agosto 1972
Domenica. Video senza calcio, Corriere della sera, 25 agosto 1972
Domenica il calcio tornerà sul video, Corriere della sera, 29 agosto 1972
Calcio sul video. Lega e Rai-Tv incontro rinviato, Corriere della sera, 31 agosto 1972
In campionato come nelle coppe cinque le riserve in panchina, Corriere della sera, 8 settembre 1972
Riprendono oggi le trattative fra calcio e Tv, Corriere della sera, 15 settembre 1972
Accordo per il calcio sul video. Costerà 2 lire per teleutente, Corriere d'informazione, 16 settembre 1972
Da domenica più calcio in Tv, Silvano Tauceri, Corriere della sera, 17 settembre 1972
La Juventus propone 5 riserve in panchina. Mezza «A» d'accordo, Corriere della sera, 23 settembre 1972

sabato 10 aprile 2021

Il 10 aprile 1977 per la prima volta alla radio i collegamenti con i primi tempi delle partite del campionato di calcio

siti web

"Tutto il calcio minuto", come noto, è iniziato il 10 gennaio 1960, e si occupava solo dei secondi tempi delle partite. Non c'era nessuna trasmissione che dava in diretta gli aggiornamenti dei primi tempi. Solo dal 10 aprile 1977 è stato possibile dare in diretta anche gli aggiornamenti dei primi tempi, con una settimana di ritardo rispetto alla data inizialmente stabilita del del 3 aprile 1977.
L’annuncio ufficiale viene dato il 29 marzo 1977 a viale Mazzini dal responsabile del “pool” sportivo della radio Gugliemo Moretti, dal capo del servizio stampa Dino Basili e dal capo della redazione sportiva del GR2 Gilberto Evangelisti.
“E’ stata fatta tanta confusione - precisa Moretti - nel tentativo di rivelare in anticipo quello che avevamo in animo di programmare. Si è detto perfino che “Tutto il calcio minuto per minuto” avrebbe anticipato il tradizionale spettacolo in coincidenza degli inizi delle partite sugli otto campi di serie A. Vero niente. Vero invece che da domenica prossima la trasmissione Domenica sport e cioè l’altra trasmissione del giorno festivo in diretta, sulla rete due della radio, subirà sostanziali modifiche. Per una serie di motivi, abbiamo ritenuto necessario anticipare i tempi e articolare un nuovo programma incentrato sull’informazione calcistica e sportiva, senza però ricalcare la formula di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Il motivo di questa novità è dovuto alla necessità di fronteggiare la concorrenza delle radio private “che sono nate e si sono fronteggiate senza chiedere il permesso a nessuno” secondo il parere di Gugliemo Moretti. Dalle ultime rilevazioni “Tutto il calcio minuto per minuto” aveva 1.700.000 ascoltatori con indice di gradimento 82, il più in alto in assoluto per la radio. Secondo i dati raccolti a dicembre 1976 si era però registrata una flessione d’ascolto del 20% che destava preoccupazione, anche se successivamente si sarebbe recuperato il 12%. "Stampa Sera" dell'1 aprile 1977 scrive: «Domenica sono previsti collegamenti per il Giro ciclistico delle Fiandre, per il Gran Premio Lotteria di Agnano di ippica, per la prova mondiale di Formula 1 di Long Beach, per il Gran Premio di motociclismo di Imola e per gli incontri di pallacanestro»
"La Gazzetta Sportiva", versione domenicale della "Gazzetta dello Sport", descrive così la novità dei collegamenti con i campi di calcio a partire dai primi tempi: «In coincidenza con la giornata calcistica imperniata sul derby da scudetto fra Torino e Juventus*, la radio inaugura oggi più lunghi collegamenti con i campi della serie A e B. Anzichè all'inizio del secondo tempo, cioè, le notizie sull'andamento delle partite cominceranno a partire dal 10' di gioco. Il programma di articolerà così: alle ore 15,30 sulla seconda rete inizierà "Domenica sport" che comprenderà collegamenti con tutti i campi della serie A, notizie relative ad altri avvenimenti sportivi e risultati sugli incontri di serie B; alle ore 16,20 sulla prima rete andrà in onda "Tutto il calcio minuto per minuto" secondo la consueta formula; alle ore 17,30, sulla seconda rete, riprenderà "Domenica sport"».
L'accordo con la Lega Calcio però non si trova e così domenica 3 aprile 1977 alla radio la prima parte di "Domenica sport", alle 15.30, c'è, ma senza i collegamenti con i campi di Serie A. Scrive Lanfranco Ponziani sul "Messaggero": «Ai suoi utenti canonici (soggetti, cioè, al pagamento del canone) la Rai-Tv aveva promesso, per domenica, una indimenticabile giornata di sport. Due i piatti forti: i ragguagli via radio anche sui primi tempi delle partite, e poi, a sera, la telecronaca diretta del G.P. di Long Beach. Sulla carta, c'era di che fregarsi le mani, rendendo grazie al possente monopolio di Stato, e ripudiando tutte le lusinghe delle varie emittenti alternative. Invece, tutto si è risolto in un gran pateracchio. A ben vedere, c'è n'è abbastanza per parlare di volgare radiotruffa. E se tutti e due i piatti forti si sono bruciacchiati, la colpa non può proprio essere data al destino cinico e baro. Riepiloghiamo comunque. Ore 15,30, GR2. Tutti mobilitati per le panoramiche in diretta dagli stadi. Sorpresa: all'ultimo momento è saltato l'accordo con la Lega, così gli aggiornamenti possono riguardare solo i derby. Si supplisce con collegamenti-flash palesemente decisi, nella massima parte, per produrre etere fritto. Va bene infatti il radiofinish del Giro delle Fiandre, ma che senso ha raccontare che la Cremonese è in testa al girone A della Serie C, oppure far impapocchiare a De Adamich quattro paroline d'occasione su Enzo Ferrari? Alla fine, i collegamenti risulteranno trentasette».
In settimana, come scrive sempre il Messaggero mercoledì 6 aprile 1977, arriva l'accordo tra Rai e Lega Calcio: «Primi tempi alla radio. La Lega ha autorizzato la Rai a trasmettere in "Domenica sport" le notizie relative ai primi tempi della Serie A calcistica, a partire dal 10 aprile**». L'Unità del 10 aprile 1977 presenta così la giornata sportiva radiofonica: «Giorno di Pasqua "pieno" per gli sportivi che seguono la radio. La prima parte di Domenica sport, in onda su Radio Due dalle 15.30 alle 16.15 ospiterà i collegamenti con tutti gli otto campi di serie A. Gli inviati riferiranno di volta in volta i risultati e le prime note di cronaca. Si alterneranno al microfono anche i cronisti del campo principale della serie B e due della C inseriti nella schedina del Totocalcio. Dallo stadio verranno date informazioni anche sulle altre partite della serie B. Sono previsti inoltre servizi per due importanti eventi ippici (il "Città di Torino" di trotto e la Corsa siepi di Merano), per il motociclismo e per il rugby ai quali si aggiungeranno brevi flash in diretta per avvenimenti e personaggi del mondo dell'atletica leggera, del pugilato, del calcio internazionale, dell'automobilismo, del ciclismo, del tennis, del nuoto, della pallanuoto e della pallacanestro. La trasmissione, al suo secondo numero e presentata dal "pool" sportivo in collaborazione con il GR2 a cura di Gugliemo Moretti con Gilberto Evangelisti e Enrico Ameri, dallo studio centrale Mario Giobbe. La seconda parte di Domenica sport andrà in onda alle 17.30 sempre sulla Rete Due, seguendo lo schema ormai collaudato dei collegamenti con gli spogliatoi degli stadi dove si sono appena conclusi gli incontri di serie A e servizi sulla serie B, sulla serie C e su tutti gli avvenimenti ancora in corso». Dal 10 aprile 1977 anche il GR1 segue in diretta gli avvenimenti sportivi, in concorrenza con "Domenica sport" e in attesa di "Tutto il calcio minuto per minuto" con una trasmissione di sport e musica che vede Massimo De Luca alla conduzione.
Dal 9 settembre 1990, con l'inizio del campionato 1990/91 e per due stagioni, "Tutto il calcio minuto per minuto" va in onda a reti unificate su Radio Uno e Radio Due per tornare solo su Radio Uno dal 6 settembre 1992, inizio del campionato 1992/93, mentre dal 2000/2001 la conduzione passa dallo storico studio di Corso Sempione a Milano a quella del Centro Rai di Saxa Rubra a Roma.

* Nota 1 - A proposito Torino-Juventus del 3 aprile 1977, la partita più importante del campionato 1976/77, si tenta di trasmetterla in diretta per la sola zona di Torino o almeno di proporla per intero in differita invece della trasmissione di un solo tempo, ma la Lega Calcio si oppone a questa soluzione. Infatti il contratto tra Rai e Lega Calcio prevede solo la possibilità di trasmettere un tempo di una partita di Serie A e uno di Serie B. Scrive La Gazzetta dello Sport dell'1 aprile 1977: «Eccezionalmente la clausola prevede che anzichè dare un tempo di B, si possa mandare in onda un pezzo di una partita di A e concludere poi con la Serie B. Però lo spezzone da utilizzare dovrebbe comunque essere diverso da quello già scelto sull'altra rete. La Lega Calcio che è stata interpellata sia pure ufficiosamente ha ribadito che per lei non cambia nulla e partite importanti ne sono sempre capitate e ne capiteranno quindi non è il caso di fare eccezioni». Altri tempi se pensiamo che oggi gli incassi dei diritti televisivi sono la principale fonte di entrate per i club di Serie A. Telecronaca diretta invece negli Stati Uniti e in Venezuela a beneficio dei tanti emigrati italiani.

** Nota 2 - Il 10 aprile 1977, prima giornata nella quale la Lega Calcio ha permesso alla Rai di collegarsi con i campi di Serie A anche per i primi tempi, è la domenica di Pasqua. Fino alla stagione 1977/78 infatti i campionati di calcio non hanno mai anticipato al sabato la giornata di campionato. Solo dal 1978/79 è entrata in vigore questa abitudine che fa dell'Italia l'unico paese nel quale la domenica di Pasqua non ci sono partite di calcio, a differenza di tutti gli altri campionati del mondo, a partire da quelli più prestigiosi di Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.

BIBLIOGRAFIA
"Il derby trasmesso in Venezuela e Stati Uniti", La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
"Acquista spazio il calcio alla radio", m.g., La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
“La RAI rilancerà le sue trasmissioni sportive per fronteggiare la concorrenza delle radio private”, Franco Melli, Corriere della sera, 30 marzo 1977
"Solo un tempo alla televisione", La Gazzetta dello Sport, 31 marzo 1977
"Nuovi programmi sportivi alla radio", Stampa Sera, 1 aprile 1977
"Alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", La Gazzetta Sportiva, 3 aprile 1977
"Da oggi alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", Corriere della sera, 3 aprile 1977
"Veto della Lega per Domenica sport", Il Messaggero, 4 aprile 1977
"Radioteleinganni. Cronistoria di una domenica balorda", Lanfranco Ponziani, Il Messaggero, 5 aprile 1977
"Primi tempi alla radio", Il Messaggero, 6 aprile 1977
"Il calcio alla radio oggi dalle ore 15.30, La Gazzetta Sportiva, 10 aprile 1977
"Oggi alla radio cronache dal primo al novantesimo", Corriere della sera, 10 aprile 1977
"Sport in Tv", Il Messaggero, 10 aprile 1977
"Note e risultati dei primi 45 minuti di serie A, Domenica sport oggi alla radio", L'Unità, 10 aprile 1977