martedì 3 marzo 2026

Storia dell'Ambrogino d'oro del 1982 con Sal Da Vinci

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Il successo di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo del 2026 ci dà l’occasione per parlare dell’Ambrogino d’oro, una rassegna musicale per ragazzi organizzata dal Centro Milanese per lo Sport e la Ricreazione (CMSR) che si è svolta a Milano dal 1964 al 1984 e dal 2006 al 2011 e che nei primi anni ’80 veniva trasmessa in diretta dalla Rete 2 della Rai. Sal Da Vinci partecipò nel 1982 con il brano “Hai fatto buca!” e proprio di questa edizione, la numero 11, ci occuperemo in questo articolo*.
L’Ambrogino d’oro del 1982 si svolse nelle giornate del 6, 7 e 8 dicembre al Palalido di Milano con trasmissione in diretta alle 16.30 il 6 e 7 dicembre e alle 17.20 l’8 dicembre. Dodici le canzoni in gara, cantate da ragazzi di età tra i 9 e i 13 anni, con la conduzione di Lara Saint-Paul e Tony Martucci. Il Radiocorriere numero 49 del 1982 presenta la manifestazione con il titolo “Ambrogino fa rima con Zecchino”. ”L’Ambrogino tende alla ricerca di nuove canzoni per i ragazzi”, dicevano infatti gli organizzatori del programma, “e infatti gli interpreti non possono aver superato il tredicesimo anno di età. Insomma va a coprire una fascia che sta sopra allo Zecchino d’oro ed è indirizzata al pubblico degli adolescenti”. Dodici le canzoni ammesse. Oltre ad “Hai fatto buca!” di Sal Da Vinci, 13 anni all’epoca e figlio del cantante Mario Da Vinci e che già da bambino era abituato a stare in palcoscenico, partecipano Monica Martelli, figlio del compositore Augusto, in coppia con Loris Salzano, tutti e due 12 anni, con “E’ l’amore”, Cristina Zavallone, 9 anni, figlia di Paolo, noto anche come El Pasador, con “Non ti arrabbiare papà”, Massimo Pezzera, 12 anni, con “Marilina”, Gruppo Futura con “Carino”, Stefano Muselli, 10 anni, con “Ho voglia di studiare, però…”, Paola Belloni, 12 anni, con “La magia”, Barbara Tosto, 12 anni, con “Mani in su, testa in giù”, Sarah, 11 anni, con “Ogni bambino è un uomo”, Luca Chinnici, 13 anni, con “Sua Maestà”, Nadia Casata, 12 anni, con “Un segreto”, e il Coro La Mele Verdi, che negli anni seguenti canteranno molte sigle di cartoni animati, con “Spazio 12“.
I brani vengono presentati, sei per volta, nel corso dei due primi giorni e votati dalla platea divisa in settore ragazzi e settore adulti. Il terzo giorno, durante la finale, vengono riproposte tutte le 12 canzoni da cui esce il vincitore dell’Ambrogino 1982. Nella giuria settore adulti sono presenti noti personaggi Sara Simeoni, campionessa di salto in alto, Riccardo Patrese, pilota di Formula Uno, Giuseppe Di Stefano, tenore, Christian De Sica, Paola Pitagora e la nota annunciatrice Rai Mariolina Cannuli. Alla trasmissione intervengono come ospiti comici di primo piano come Beppe Grillo, Gigi e Andrea, Massimo Boldi e Teo Teocoli, Roberto Benigni. A proposito di Boldi e Teocoli, proprio nel 1982/83 conducevano con grande successo al mercoledì sera su Antenna 3 “Non lo sapessi, ma lo so”.
L’Ambrogino d’oro, una preziosa medaglia offerta dal Comune di Milano ai personaggi più importanti in visita alla città, viene consegnato all’interprete della canzone vincente dal Sindaco Carlo Tognoli. Un altro premio, il Cangurino d’oro, è attribuito da un settimanale alla canzone più interessante. L’ingresso al Palalido, gratuito, è invece addobbato con 25 mila garofani proveniente proprio dal comune di Sanremo, sede storica del Festival della canzone italiana.

Ecco la programmazione televisiva della Rete 2 del pomeriggio nelle giornate del 6, 7 e 8 dicembre 1982
Lunedì 6 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
14.00-16.00 Tandem. Due ore in diretta dallo Studio 7 di Roma condotte da Enza Sampò
Contiene Paroliamo 1a parte, Doraemon, Paroliamo 2a parte, Quiz condotto da Fabrizio Frizzi
16.00 Dse Leggere il teatro
16.30 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 1a parte
17.30 Tg2 Flash
17.35 Dal Parlamento
17.40 Stereo. Settimanale di informazione musicale
18.25 Spaziolibero: I programmi dell'accesso
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

Martedì 7 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
14.00-16.00 Tandem. Due ore in diretta dallo Studio 7 di Roma condotte da Enza Sampò
Contiene Videogames 1a parte presenta Fabrizio Frizzi, Doraemon, Videogames 2a parte, E' troppo strano. Spettacolo di curiosità
16.00 Dse Follow me
16.30 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 2a parte
17.30 Tg2 Flash
17.35 Dal Parlamento
17.40 Set: Incontri con il cinema. A cura di Claudio G. Fava
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

Mercoledì 8 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
10.00 Bayanihan. Balletto nazionale delle Filippine
10.25 Sci, Coppa del Mondo, Val d'Isere, slalom gigante femminile, 1a manche
11.25 L'intrepido Giannino. Lungometraggio a cartoni animati
12.30 Meridiana. Lezione in cucina di Luigi Veronelli e Maria Maddalena Yon con la collaborazione di Agostino Rossi
13.00 Tg2 Oretredici
13.30 Sci, Coppa del Mondo, Val d'Isere, slalom gigante femminile 2a manche
14.00-14.25 Tandem, 1a parte. In diretta dallo Studio 7 di Roma. Condotto da Enza Sampò
Ospiti i calciatori della Lazio Bruno Giordano e Lionello Manfredonia
14.25 Calcio, Roma-Colonia, ritorno Ottavi di finale Coppa Uefa
16.15-17.15 Tandem, 2a parte. In diretta dallo Studio 7 di Roma. Condotto da Enza Sampò
17.15 Tg2 Flash
17.20 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 3a e ultima parte
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

* A proposito della giornata dell’8 dicembre, da ricordare che sulla Rete 2 nel pomeriggio alle 14.30 era andata in onda la diretta di Roma-Colonia, ritorno degli ottavi di finale di Coppa Uefa, finita con un memorabile 2-0 grazie ai gol nel secondo tempo di Iorio al 55’ e di Falcao all’88 grazie ai quali la Roma si qualificò per i quarti dopo lo 0-1 dell’andata. La diretta della partita era stata preceduta dalla prima parte di “Tandem”, trasmissione pomeridiana per ragazzi condotta da Enza Sampò, che in quella giornata aveva come ospiti i giocatori della Lazio Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, come riporta in prima pagina La Gazzetta dello Sport dell’8 dicembre 1982 nello spazio dedicato alla programmazione televisiva sportiva.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Carlo Bressan, “Ambrogino fa rima con Zecchino”, Radiocorriere Tv numero 49, programmi dal 5 all’11 dicembre 1982 G.L. Pa., “Dolci segreti, jeans e un po’ di cipria al microfono dell’Ambrogino d’oro, Corriere della sera, 10 dicembre 1982

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giovedì 12 febbraio 2026

Il 12 febbraio 1976 la prima Tv sulla Rai del cartone animato "Il Conte di Montecristo": sono passati 50 anni

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Il 12 febbraio 1976 alle 19.00 sul Secondo Programma della Rai viene trasmesso il primo episodio del cartone animato "Il Conte di Montecristo"2, con titolo "Un diabolico inganno". Sono dunque passati 50 anni dalla prima e unica emissione in Italia di questo cartone animato, 17 episodi in onda ogni giovedì alle 19.00 fino al 3 giugno 1976. La Rai, che ha prodotto la serie con Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, risulta essere l'unico possessore dell'intera serie, anche se due episodi devono essere restaurati per il pessimo stato in cui sono stati finora conservati. E' dal 2010 che ce ne occupiamo in questo blog, con vari articoli, questo al link di seguito è il primo che abbiamo pubblicato

Il conte di Montecristo, cartone animato del 1976, ecco la sigla

e continuiamo ad auspicare che finalmente l'intera serie possa essere riproposta, per la prima volta dopo 50 anni, almeno su RaiPlay. Nel 2024 su YouTube sono stati pubblicati alcuni episodi a colori in inglese che sembra siano stati trasmessi nel 1991 dalla Tv pubblica irlandese. Da queste emissioni si evidenzia nella sigla di coda la presenza del logo Rai dell'epoca a provare l'importanza dell'impegno produttivo della Rai in questa serie. Di seguito vi proponiamo quanto avevamo scritto su questo blog nel 2022 dopo l'uscita dell'articolo sulla Newsletter Rai.

Il tesoro del Conte
Negli archivi della Rai si nascondono tesori ancora tutti da scoprire e che hanno dietro delle storie che meritano di essere raccontate. In questa puntata vi racconterò di un cartone animato tratto da un grande classico della letteratura mondiale: "Il conte di Montecristo".

È una serie composta da 17 episodi, in onda ogni giovedì alle 19.00 sul Secondo Programma dal 12 febbraio al 3 giugno 1976, quindi trasmessi ancora in bianco e nero e prodotti, come riporta il Radiocorriere dell'epoca, da Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, in coproduzione proprio con la Rai e distribuita dalla Itc, la Incorporated Television Company, con la quale la Tv italiana, negli stessi anni, aveva coprodotto anche la prima serie del telefilm “Spazio 1999”. Presenza fissa nel cast, oltre al Conte di Montecristo, i due amici fidati Jacopo e Rico, sempre pronti a correre in suo aiuto.

La prima puntata, “Un diabolico inganno”, va in onda dopo il Telegiornale Sport e lo spazio pubblicitario Gong ed è seguita, alle 19.20, da un documentario prodotto dalla Tv pubblica spagnola “L’uomo e la terra: l’isola dei pellicani”. Sul Programma Nazionale è in onda invece una puntata di “Sapere” seguita da “Cronache italiane”. Non era infatti ancora entrata in vigore la riforma Rai che avrebbe portato, dal 15 marzo 1976, alla distinzione tra reti e testate giornalistiche, Rete Uno e Rete Due e Tg1 e Tg2. Il pubblico televisivo non aveva ancora molte alternative, le Tv libere stavano muovendo i primi passi e chi poteva, oltre alla Rai, aveva a disposizione solo Svizzera, Capodistria, Montecarlo e la francese Antenne 2. Non c’era dunque molta possibilità di scelta per i telespettatori per cui si può ipotizzare che “Il Conte di Montecristo” abbia avuto un seguito molto ampio e anche per questo è ancora più strano che questo cartone animato sia stato dimenticato per tanti anni.

Il Radiocorriere, nel presentare il cartone animato, scrive che il titolo riprende quello del Conte di Montecristo di Dumas, ma non si tratta della trasposizione del romanzo in cartone animato. "John Halas e Joy Batchelor, i due disegnatori, preso spunto dai personaggi dello scrittore francese e dall'epoca delle loro imprese, hanno poi lavorato, con assoluta libertà di fantasia, costruendo le varie avventure sullo sfondo di vari Paesi e inventando trame che variano dal classico cappa e spada allo spionaggio di tipo 007". L'attività della Halas & Batchelor, il cui film più noto è "La fattoria degli animali", tratto dal romanzo di George Orwell, è apprezzata dai critici soprattutto perché, come scriveva Gianni Rondolino, docente di Storia del Cinema all'Università di Torino, orientata "verso una modernizzazione del segno grafico, un recupero nell'ambito dello spettacolo popolare delle ricerche estetiche e stilistiche di gran parte del cinema d'animazione e contemporaneo". Un bel colpo per la Rai dell'epoca avere dunque contribuito alla produzione di questa serie di cartoni animati.

Dal 3 giugno 1976 però, giorno della trasmissione dell'ultima puntata, non ci sono più state repliche in Italia e, a quanto sembra, anche all'estero. Anche nel Regno Unito era stato trasmesso a colori nel 1975 dalla Itv, la rete privata britannica concorrente della Bbc, e da allora mai più proposto tanto da essere molto ricercato anche dagli appassionati d'Oltremanica. Non esistono infatti nemmeno in rete frammenti di questo cartone animato, ma solo una registrazione della musica della sigla fatta in maniera amatoriale da un appassionato britannico. Nell'archivio Rai sono conservati tutti e 17 gli episodi, dimenticati nei magazzini per oltre 40 anni al punto che due di questi, il nono episodio "La leggenda di Hernandez" e il decimo "La sconfitta di Dumklot", non è stato possibile digitalizzarli a causa del pessimo stato di conservazione. Da segnalare, come curiosità, che in due delle registrazioni in pellicola dei telegiornali, dell’8 aprile e del 13 maggio 1976, sono presenti gli annunci integrali di Maria Grazia Picchetti, trasmessi in coda al Tg2 Flash, del 9° e del 14° episodio del Conte di Montecristo, di cui non vengono citati i titoli, “La leggenda di Hernandez” e “La galleria dei falsari”.

Per il doppiaggio, la voce italiana del Conte di Montecristo era di Giulio Cesare Pirarba come è possibile leggere nei titoli di coda, ma ci sono altre voci di rilievo, tra le quali quella di Nino Dal Fabbro. Degna di nota anche la musica della sigla di testa e di coda che chi ha visto questo cartone animato non può avere dimenticato, scritta da Waine Bickerton e Tony Waddington, due musicisti molto noti negli anni ’70 nel Regno Unito (a questo link è possibile ascoltare la versione originale). Proprio la Tv pubblica italiana risulta essere l'unico possessore dell'intera serie poiché Halas & Bachelor non ha conservato copie del Conte di Montecristo e anche il British Film Institute, l'archivio nazionale della cinematografia britannica, ha solo una puntata a colori non ancora digitalizzata, la 4^, "Fortress of invention", titolo italiano "Il castello delle invenzioni".

La Rai ha dunque in mano, unica al mondo, un tesoro dal valore potenzialmente immenso che aspetta solo di essere valorizzato, non solo per la storia della televisione italiana ma anche del cinema di animazione mondiale. Speriamo che questo possa avvenire in tempi brevi visto che questo cartone animato attende da 46 anni di tornare a mostrarsi al pubblico e sono personalmente convinto che possa piacere anche ai giovani di oggi e non solo da chi ha avuto la possibilità di vederlo nel 1976.

Questi i titoli dei 17 episodi del Conte di Montecristo e la data di trasmissione, l'unica, in Italia:

1. Un diabolico inganno, 12 febbraio 1976
2. Il marchese folle, 19 febbraio 1976
3. La maledizione di Magdapoor, 26 febbraio 1976
4. Il castello delle invenzioni, 4 marzo 1976
5. L'isola assediata, 11 marzo 1976
6. Caccia all’eredità, 18 marzo 1976
7. Un'infame calunnia, 25 marzo 1976
8. La caverna degli schiavi, 1 aprile 1976
9. La leggenda di Hernandez, 8 aprile 1976
10. La sconfitta di Dumklot, 15 aprile 1976
11. Il dinamitardo, 22 aprile 1976
12. Un grande truffatore, 29 aprile 1976
13. L'orchidea nera, 6 maggio 1976
14. La galleria dei falsari, 13 maggio 1976
15. Le magie della musica, 20 maggio 1976
16. La sete del potere, 27 maggio 1976
17. Distruggete la torre di Pisa!, 3 giugno 1976


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martedì 2 dicembre 2025

L'1 dicembre 1985 l'esordio del Telebeam, evoluzione della moviola e antenato del Var, su RaiDue: sono passati 40 anni

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L'1 dicembre 1985, nella trasmissione "Gol Flash" condotta da Gianfranco De Laurentiis, c'è l'esordio del Telebeam, evoluzione tecnologica della moviola calcistica che può essere considerato un antenato del Var e del fuorigioco semiautomaticoo. Ricordiamo a 40 anni da quel giorno questo momento storico per la storia della televisione sportiva italiana riproponendo quanto avevamo scritto su questo blog e anche per la Newsletter Rai della settimana dall'11 al 17 marzo 2023.

L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni

Il "nonno" del Var, articolo pubblicato sulla Newsletter Rai

Il "nonno" del Var L'1 dicembre 1985 si gioca la dodicesima giornata di Serie A, che vede in programma anche il derby Milan-Inter: e proprio questa partita offrirà l'occasione per lanciare il Telebeam, evoluzione tecnologica della moviola calcistica che può essere considerato un antenato del Var e del fuorigioco semiautomatico. Come scrive "La Gazzetta dello Sport", è la grande novità di una nuova trasmissione sportiva del pomeriggio domenicale di Rai 2, “Studio-Stadio” condotta da Gianfranco De Laurentiis, anche se in realtà l'esordio avviene alle 18:40 in "Gol Flash" (nel 1985 si scrive così, staccato, mentre nei primi anni veniva indicata come "Golflash", tutto attaccato), la trasmissione della redazione sportiva del Tg2 che propone tutti i gol della giornata di Serie A, condotta sempre da Gianfranco De Laurentiis.

Il "Telebeam", come spiega sempre la “Gazzetta”, è “un nuovo strumento elettronico dove viene applicato il computer alla moviola. Quest'ultima, a volte, per la posizione centrale della telecamera rispetto a tutto il terreno di gioco, fornisce un'immagine appiattita, (e quindi distorta) della reale posizione dei giocatori in campo, specie in occasione dei fuorigioco. Il computer, applicato alla moviola, permette di raddrizzare le immagini televisive, appiattite per la posizione centrale della telecamera, dando una visione non falsata della prospettiva, correggendo l’angolazione della telecamera (al centro del campo) rispetto alla zona (intorno al limite delle aree) nella quale solitamente si verificano le infrazioni di fuorigioco”.

In particolare, il nuovo strumento permise di mostrare come la posizione di Altobelli in occasione del pareggio nerazzurro durante Milan-Inter, finito 2-2, fosse regolare, dando così ragione all’arbitro Agnolin. L'ex arbitro Concetto Lo Bello, nel frattempo diventato onorevole, applaude all’introduzione del Telebeam: “È un sistema attendibilissimo, perfetto direi, per verificare la giustezza delle decisioni arbitrali sul fuorigioco. E gli stessi direttori di gara hanno interesse a che il loro operato venga esaminato da tutti con la maggior possibilità di verità, nel male o nel bene. Nel primo caso perché evidenziando un errore si ridona umanità ad un ruolo (quello dell'arbitro) che viene, a torto, presunto infallibile; dall'altro perché confermando la giusta valutazione data in campo smorza sul nascere ogni polemica, agendo anche come deterrente per alcune possibili manifestazioni, che sono più le decisioni corrette che non quelle sbagliate in occasione dei fuorigioco. Questo “Telebeam” non farà altro che accrescere la credibilità della classe arbitrale italiana. E di conseguenza di tutto il calcio e lo sport. Inoltre, con questo nuovo tipo di controllo, gli arbitri avranno una motivazione psicologica in più per accrescere la precisione dei loro interventi, per fare del proprio meglio in un settore che, per i sempre maggiori interessi economici, chiede di essere governato con assoluta precisione, per offrire quelle garanzie cui tutte le componenti del calcio italiano hanno diritto”.

Già a poche settimane dall'esordio, poi, domenica 9 febbraio 1986, il Telebeam sarà usato anche per analizzare il celebre caso del gol di Turone annullato in Juventus-Roma del 10 maggio 1981. Il computer giudicherà regolare quel gol suscitando le ire della società bianconera, che riteneva chiusa la questione e che per qualche mese impedirà ai propri tesserati di essere ospiti nelle trasmissioni Rai.

Nel novembre 1987 sarà sempre il Telebeam a provare che il salto in lungo di Giovanni Evangelisti ai Mondiali di atletica di Roma era inferiore alla misura di 8 metri e 38 centimetri che aveva permesso all’azzurro di conquistare la medaglia di bronzo, e anche in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 la Rai ne farà ampio uso nelle proprie trasmissioni.

Insomma, un appuntamento fisso della domenica che andava ad aggiungersi alla tradizionale moviola della Domenica Sportiva che, lo ricordiamo, aveva esordito nella puntata del 28 febbraio 1965 in occasione dell'esordio di Enzo Tortora alla conduzione, e del moviolone del “Processo del lunedì” di Aldo Biscardi su Rai 3. Ogni rete Rai, in pratica, aveva la sua specifica moviola.

BIBLIOGRAFIA
Anche la novità Telebeam dice sì ad Altobelli, La Gazzetta dello Sport, 2 dicembre 1985
De Luca Massimo, Frisoli Pino, Sport in Tv, Rai Eri, Roma 2010
Tv e sport. Forza Roma da via Teulada, Gianni Romeo, La Stampa, 13 febbraio 1986
Pino Frisoli, L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni


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sabato 29 novembre 2025

Primo festival musicale trasmesso a colori via satellite, Canzoni per l'Europa nel 1969, con la produzione Rai per la Tv della Svizzera italiana

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Il 3 maggio 1969, un sabato, alle 21.00 sul Programma Nazionale va in onda in Eurovisione dal Teatro Kursaal di Lugano, “Canzoni per l’Europa”,  condotto da Enzo Tortora e Mascia Cantoni per la regia di Marco Blaser. E’ il primo festival musicale trasmesso a colori via satellite, per il Brasile, grazie a Intelsat 3 e agli impianti di Telespazio nella piana del Fucino. Alla manifestazione partecipano per l’Italia, tra i big, Mina, Al Bano,  Marisa Sannia e Bobby Solo, che presenta in anteprima la sua nuova canzone per l’estate, “Domenica d’agosto”, oltre a cantanti di notorietà  internazionale come Chico Buarque de Hollanda, gli Aphrodite’s Child, Françoise Hardy e tanti altri. Quella trasmessa dalla Rai, ovviamente in bianco e nero, è una selezione delle tre serate trasmesse in diretta a colori dalla Tv della Svizzera italiana giovedì 17 e venerdì 18, alle 20.40, e sabato 19 aprile, alle 22.00, sempre in diretta. Per fare ciò, come scrive il Radiocorriere numero 17 del 1969, “si è dovuto ricorrere ai tecnici e alle telecamere della Rai giunti espressamente da Roma. Cioè, la televisione italiana che attende l’autorizzazione a trasmettere a colori, è - di fatto - già in condizioni di farlo «per conto terzi». La televisione svizzera, invece, - che dal 1° ottobre scorso trasmette settimanalmente 5-6 ore di programmi a colori -, non è attrezzata per realizzare spettacoli che non siano filmati, come era appunto il caso di Canzoni per l’Europa”.  Purtroppo questa trasmissione non risulta conservata negli archivi Rai e a quanto sembra nemmeno in quelli della Tv della Svizzera italiana. Abbiamo  però una conferma di quanto importante è stata la collaborazione tra Rai e Tsi tra gli anni ’60 e ’70 e noi da sempre auspichiamo che si possa tornare a una piena collaborazione a partire dalla condivisione degli archivi.La Rai a fine anni ’60 era dunque al passo con i più importanti enti televisivi europei per la produzione a colori, ma purtroppo come sappiamo i vari governi italiani che si sono succeduti tra la seconda metà degli anni ’60 e la  prima metà dei ’70 hanno impedito alla Rai e di conseguenza al pubblico italiano di essere alla pari con quasi tutti i paesi europei e la Rai, da paese di testa nella sperimentazione e produzione di programmi a colori si è ritrovata tra gli ultimi paesi a introdurre la Tv a colori visto che in Europa solo Portogallo, Grecia, Albania, Turchia e Romania sono arrivati dopo di noi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Il primo festival via satellite", Radiocorriere numero 17, programmi dal 27 aprile al 3 maggio 1969, pagina 40, 41 e 42

Cliccate per leggere il Radiocorriere numero 17, programmi dal 27 aprile al 3 maggio 1969



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Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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mercoledì 22 ottobre 2025

Ecco la vera storia della moviola di Inter-Milan del 22 ottobre 1967, presentata da Enzo Tortora e Nando Martellini

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Inter-Milan del 22 ottobre 1967 è passato alla storia del calcio italiano per il contestato gol dell'1-1 di Rivera, erroneamente considerato come l'episodio che portò alla nascita della moviola nella Domenica Sportiva, che invece era stata introdotta da Enzo Tortora nella puntata del 28 febbraio 1965. In realtà nella Domenica Sportiva la moviola, commentata da Enzo Tortora, non riuscì a dare risposte esolo al lunedì sera nella trasmissione  "Sprint" Nando Martellini, non Carlo Sassi, ritenuto erroneamente l'inventore della moviola della Domenica Sportiva per questo episodio come per anni èstato fatto credere, propose un nuovo filmato. La moviola, lo ricordiamo, diventerà una presenza fissa nella Domenica Sportiva a partire dalla stagione 1969/70, commentata in alternanza da Bruno Pizzul e Carlo Sassi che diventerà l'unico uomo della moviola della Domenica Sportiva solo a partire dalla puntata del 21 marzo 1976, la prima curata dalla redazione del Tg1 in seguito alla riforma dei telegiornali Rai che vide la nascita del Tg2, testata alla quale aderì Bruno Pizzul lasciando così al solo Carlo Sassi la gestione della moviola. Ecco come siamo arrivati a queste conclusioni su come è stata proposta in Tv la moviola di Inter-Milan del 22 ottobre 1967.

Per anni si è scritto erroneamente che prima volta della moviola alla Domenica Sportiva è stata in occasione dell'episodio di Inter-Milan del 22 ottobre 1967 quando l'arbitro D'Agostini convalidò il gol di Rivera dell'1-1 con il dubbio che il pallone non avesse superato per intero la linea di porta. In realtà, come abbiamo scritto negli anni scorsi anche in questo blog, a portare la moviola nella Domenica Sportiva è stato Enzo Tortora nella sua prima conduzione della trasmissione, nella puntata del 28 febbraio 1965, commentando curiosamente proprio un gol di Rivera in Milan-Messina per esaltarne la qualità, mentre la prima grande discussione è del 22 gennaio 1967 quando l'arbitro De Marchi non si accorse che il pallone calciato dallo juventino De Paoli in Lazio-Juventus aveva in realtà superato per intero la linea di porta. La moviola della Domenica Sportiva era dunque realtà già prima del 22 ottobre 1967. Grazie all'articolo pubblicato sul quotidiano "Il Messaggero" del 25 ottobre 1967, "Giro d'orizzonte" firmato R.G., abbiamo potuto ricostruire come venne discusso nelle trasmissioni sportive della Rai l'episodio del gol di Rivera,ì, con Enzo Tortora a occuparsi della moviola, mentre Carlo Sassi non apparve in video e probabilmente, come anche nelle altre occasioni a partire dal famoso Lazio-Juventus del 22 gennaio 1967, si era limitato ad aiutare il conduttore in fase di montaggio. Scrive infatti il quotidiano romano:
"Moviola a riposo.
Il gol del Milan non era gol, come era facile capire dal sorriso divertito di Rivera nella riunione domenicale orchestrata dal Tortora. Questa volta il Tortora non ha potuto far vedere alla massa - come sarebbe stato desiderabile dopo il can-can fatto in modo parziale per il gol di De Paoli della scorsa stagione - l'episodio della moviola.
La illustrazione della fase attraverso il rallentamento è stata giustamente riservata a Sprint: che può dare così ragguagli vivi il giorno dopo, in  sede di commento... distaccato. Ci sta bene.
Gli arbitri possono sbagliare, ma poichè debbono decidere al momento sono riscattati da ogni errore. Ci sta bene. E ci sta bene anche che il Tortora,  d'ora in poi, gli venga o no ordinato, non adoperi più la moviola la domenica sera".
Anche La Gazzetta dello Sport del 24 ottobre 1967, in un articolo di commento al campionato non firmato, a pagina 4 scrive in proposito: "Uno spezzone filmato che La Domenica Sportiva non ha mostrato per cederlo a Sprint, dimostra che il pallone non era entrato completamente, quindi non era gol". La puntata di "Sprint" del 24 ottobre 1967, che è stata anche digitalizzata dalla Rai ma dei cui meravigliosi contenuti non se era accorto nessuno  finora, si apre infatti con tutta la sequenza al rallentatore del discusso gol di Rivera, con un commento musicale, e al rientro negli studi di Milano la conduzione del dibattito è affidata ad Ugo Zatterin che ne discute negli studi Rai di Milano con gli ospiti Angelo Moratti, presidente dell'Inter,  Franco Carraro, presidente del Milan, e Nereo Rocco, allenatore del Milan. In conclusione la parola passa a Nando Martellini, che riesamina alla  moviola con un nuovo filmato l'episodio del gol di Rivera per concludere che "la palla ha colpito la traversa ed è rimbalzata verso il basso, cioè non ha colpito la parte interna della rete".
Quindi, come potete vedere, alla Domenica Sportiva non accadde nulla di più di quanto avvenne nella puntata del 22 gennaio 1967, sempre con Enzo  Tortora alla moviola, e l'episodio venne approfondito al lunedì a "Sprint" da Ugo Zatterin e Nando Martellini, non da Carlo Sassi che forse poteva  avere aiutato solo in sede di montaggio i colleghi giornalisti, ma non apparendo in video come è stato fatto credere finora dando credito a quella che appare come una fake news, come si dice adesso. La verità storica è dunque un'altra e nonostante l'assenza delle registrazioni di quanto accadde in  studio nella Domenica Sportiva, siamo forse riusciti a trovarla grazie alla consultazione degli archivi storici dei quotidiani. Piccola curiosità,  nella puntata di "Sprint" c'è anche un servizio sui giovani emergenti del tennis italiano con una intervista a un diciassettenne Adriano Panatta, forse alla sua prima intervista televisiva in assoluto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Giro d'orizzonte", Il Messaggero, 25 ottobre 1967
"Campionato nazionale e vecchie polemiche", La Gazzetta dello Sport, 24 ottobre 1967



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La Domenica Sportiva Story

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La Domenica Sportiva: 70 anni in 70 minuti

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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domenica 12 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre su Rai 2 "70 anni in 70 minuti", la storia della Domenica Sportiva

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Domenica 12 ottobre su Rai 2 alle 23.35, dopo "La Domenica Sportiva", va in onda "70 in 70 minuti", lo speciale curato da Pino Frisoli per Rai Sport e da Giancarlo Biondi per Rai Teche sui 70 anni della più antica trasmissione della Tv italiana in attività, in onda con la puntata numero 1 l'11 ottobre 1953. Per chi non l'ha vista su RaiPlay o vuole rivederla è un'occasine per fare un viaggio nella storia dello sport e della televisione italiana.

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sabato 11 ottobre 2025

L'11 ottobre 1975 il Giro di Lombardia era la prima produzione televisiva a colori della Rai di una gara di ciclismo: sono passati 50 anni

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L'11 ottobre 1975 si corre la 69a edizione del Giro di Lombardia. Per la Rai è un giorno molto importante perchè per la prima volta l'emittente pubblica italiana produce a colori una gara di ciclismo, ma solo per l'Eurovisione, che già proponeva a colori dal 1970 i Mondiali di ciclismo e dall'11 luglio 1971 il Tour de France, in occasione della 13a tappa, la cronometro di Albi. Il pubblico italiano non potrà vedere questo Giro di Lombardia a colori, in diretta dalle 15.00 sul Programma Nazionale, se non dagli schermi della Tv della Svizzera italiana e della francese Antenne 2 nelle zone servite dal segnale delle due emittenti estere. La Rai infatti, che proprio nel 1975 aveva scelto di usare il Pal come sistema colore, non era ancora stata autorizzata a riprendere la programmazione a colori dopo l'esperimento dell'Olimpiade di Monaco del 1972 dove si alternarono Pal e Secam. Negli archivi Rai la registrazione della gara non risulta conservata e gli highlights a colori della corsa sono stati da noi ritrovati negli archivi della prima rete pubblica tedesca, Ard-Wdr, e proposti per la prima volta dopo 50 anni nella trasmissione Radiocorsa su Rai Sport e dalla TgR Trentino commentate da Francesco Moser che vinse proprio quel giorno il suo primo Giro di Lombardia.

Ecco cosa aveva scritto La Gazzetta dello Sport del 10 ottobre 1975 sulla prima produzione a colori di una gara di ciclismo da parte della Rai.

Per l'estero
Il Giro di Lombardia a colori in Tv
Nel corso della discussione seguita alla presentazione del sondaggio di opinione realizzato dall'ACCPI sulla popolarità del ciclismo in Italia, il responsabile dei servizi sportivi della TV, Nino Greco, dopo aver precisato che la TV ha dedicato 71 riprese di un tempo di una partita di calcio contro 66 mezz'ore dedicate a corse ciclistiche, ha anticipato la notizia che per la prima volta una corsa ciclistica sarà teletrasmessa a colori dall'Italia, naturalmente soltanto per le reti televisive straniere. Il privilegio spetterà domani al Giro di Lombardia e gli sportivi italiani in grado di riceverle potranno seguire la trasmissione sulla TV svizzera o francese.




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