mercoledì 13 dicembre 2023

Il 13 dicembre 1953 la prima Tv italiana di Mike Bongiorno e della Nazionale di calcio con Italia-Cecoslovacchia: sono passati 70 anni

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Il 13 dicembre 1953 è una data storica per la televisione italiana. E' infatti il giorno dell'esordio nella Tv italiana di Mike Bongiorno e della prima telecronaca di una partita della Nazionale italiana di calcio dopo la trasmissione della diretta di un allenamento del 21 ottobre 1953 dallo stadio San Siro di Milano. Ricordiamo dunque i 70 anni da questa storica giornata televisiva. Per la prima volta anche sul Radiocorriere diventano due le pagine dedicate ai palinsesti televisivi settimanali e per la prima volta sotto al titolo della testata compare la scritta "Settimanale della radio e della televisione". A pagina 14, nella prima due pagine sui palinsesti, troviamo quello di domenica 13 dicemvre 1953 che prevede alle 14.30 "Arrivi e partenze. Brevi interviste con note personalità in arrivo e in partenza". Non ci sono altre indicazioni, non è dunque indicato il nome di Mike Bongiorno. E' lo stesso Mike, il 13 dicembre 1973 in apertura di una puntata di Rischiatutto, a ricordare questo evento per festeggiare i suoi primi 20 anni di televisione. Lo fa dopo le domande preliminari al campione, il napoletano Mario D'Amato che risponde a domande sulla Nazionale di calcio dal 1910 al 1971, prima di presentare i due sfidanti, tutti e due ventenni, gli studenti milanesi Daniele Monti e Marta Fabiani, una scelta forse voluta per festeggiare questa ricorrenza anche se Mike afferma che erano stati i giornalisti presenti in studio a ricordargli questa storica data. Un emozionato Mike conclude così: "Comunque sono stati 20 anni formidabili e io sono lieto di festeggiarli con quella trasmissione che io considero forse tra le più belle che io ho presentato in tutta la mia carriera". Mike Bongiorno ricorderà questa ricorrenza anche per 25 anni nella puntata di "Scommettiamo?" del 14 dicembre 1978, registrata però 24 ore prima come consuetudine all'epoca per i quiz del conduttore italo-americano. "Arrivi e partenze" durava 15 minuti ed era seguita da "L'orchestra delle 15" alle 14.45 e dal "Pomeriggio sportivo" alle 15.15, con la telecronaca diretta da Genova del secondo tempo di Italia-Cecoslovacchia, valida per la Coppa Internazionale, prima partita della Nazionale di calcio trasmessa in diretta dalla Tv italiana. Telecronisti Carlo Bacarelli e Vittorio Veltroni. Per la cronaca, finì 3-0 per gli Azzurri grazie ai gol nel primo tempo di Cervato al 23' e Ricagni al 27' e nel secondo tempo di Pandolfini su rigore al 47'. Alla sera, nella puntata numero 10 della Domenica Sportiva, verrà ritrasmessa una sintesi filmata dell'incontro.  "La Stampa" di domenica 13 dicembre 1953, a pagina 4, scrive così a proposito della trasmissione in Tv di Italia-Cecoslovacchia: "La Televisione ha predisposto i seguenti servizi: cronaca televisiva con trasmissione diretta dal campo del secondo tempo della partita: telecronisti Carlo Bacarelli (nel testo originale c'è scritto per errore Baccarelli invece del corretto Bacarelli) e Vittorio Veltroni. Alla sera, nella rubrica "Domenica sport" verrà ritrasmessa una sintesi filmata dell'incontro. Ovviamente la trasmissione indicata come "Domenica sport" è la puntata numero 10 de "La Domenica Sportiva". Claudio Ansaldo, il giornalista Rai che si occupa di commentare la partita per "La Domenica Sportiva" inizia così a parlare del secondo tempo di Italia-Cecoslovacchia: "Vediamo ora il secondo tempo cinematografato dai nostri operatori da uno schermo televisivo durante la ripresa diretta dell'incontro". Da ricordare che alla fine del 1953 il segnale televisivo era visibile fino alle zone del Lazio a sud di Roma. Nella trasmissione "Dedicato a..." del 16 gennaio 2014 sui 60 anni di storia dello sport in Tv sono state proposte anche alcune di quelle straordinarie immagini che sono conservate negli archivi Rai di Milano. Al lunedì sera, in "Telesport" del 14 dicembre 1953, sono invece proposte le immagini della partita girate in cinepresa, da non confondersi con la ripresa televisiva delle telecamere, di tutta la partita. In realtà però non è nemmeno la prima volta che un evento riguardante la Nazionale di calcio viene proposto in Tv. Infatti mercoledì 21 ottobre 1953 alle 15.45 viene trasmesso dallo stadio San Siro di Milano il secondo tempo di una partita di allenamento della Nazionale tra Squadra Gialla e Squadra Verde, iniziata alle 15.00 e divisa in due tempi di 35 minuti, finito 4-2 per i Gialli con la telecronaca di Nicolò Carosio e Carlo Bacarelli. La giornata televisiva si era aperta alle 11.00 con la Santa Messa per riprendere alle 14.30 con "Arrivi partenze" mentre alle 23.00 "La Domenica Sportiva" chiudeva la serata.

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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venerdì 8 dicembre 2023

"Dribbling" compie 50 anni: l'8 dicembre 1973 sul Secondo Programma Rai in onda la prima trasmissione

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Sabato 8 dicembre 1973 alle 18.30 sul Secondo Programma della Rai va in onda la prima trasmissione di "Dribbling", una delle rubriche storiche della televisione sportiva italiana e della Tv pubblica in particolare. Sono dunque passati 50 anni da quel giorno e grazie alle recensioni pubblicate domenica 9 dicembre dalla Gazzetta dello Sport e da Tuttosport possiamo anche dirvi cosa venne proposto in quel primo numero che purtroppo non risulta conservato negli archivi Rai. Va ricordato che da pochi giorni, da domenica 2 dicembre, l'Italia era entrata nel periodo dell'austerity per cui al sabato e alla domenica non era permessa la circolazione dei mezzi privati sulle strade e la televisione doveva chiudere i programmi alle 22.45, con tolleranza fino alle 23.00, tanto che il Telegiornale della sera, quello più seguito dagli italiani, aveva anticipato l'orario d'inizio dalle 20.30 alle 21.00, un'abitudine rimasta fino a oggi. Domenica 9 dicembre era in programma l'ottava giornata del campionato di Serie A che aveva in programma, tra l'altro, i due derby Torino-Juventus e Lazio-Roma, due degli argomenti trattati dalla nuova trasmissione che però si sarebbe occupata anche degli altri sport. "Dribbling" era curata da Maurizio Barendson e Paolo Valenti, gli stessi che, con Remo Pascucci avevano ideato anche "90° minuto". Conduttore delle prime edizioni era Nando Martellini e nella prima stagione in conclusione di puntata c'era anche una rubrica della posta seguita da Walter Chiari. In Tv, in quel sabato 9 dicembre, i palinsesti televisivi prevedevano tra l'altro alle 13.00 sul Programma Nazionale "Oggi le comiche: risate a valanga" presentate da Renzo Palmer, mentre in prima serata era in programma la terza puntata di "Formula due", varietà con Alighiero Noschese e Loretta Goggi, registrato a colori ma che gli italiani poterono vedere solo in bianco e nero visto che il Governo impediva alla Rai di trasmettere in policromia e adeguarsi alle altre Tv d'Europa a partire dai vicini della Svizzera italiana e di Capodistria. Sabato 9 dicembre non uscirono nemmeno i quotidiani per uno sciopero dei poligrafici, ma domenica 9 dicembre La Gazzetta dello Sport e Tuttosport pubblicarono due articoli di recensione non firmati sulla prima puntata di "Dribbling" che vi proponiamo in chiusura di questo articolo. "Dribbling" andrà in onda fino al 13 marzo 1976. Dalla settimana successiva, in seguito alla riforma Rai, la trasmissione sparisce e diventa semplicemente "Sabato sport", con la cura del solo Maurizio Barendson, mantenendo sempre la stessa collocazione di giorno e orario, rimanendo così anche per tutta la stagione 1976/77. "Dribbling" riparte sabato 15 ottobre 1977 per poi passare dal 7 novembre 1977, al lunedì alle ore 19.05, curata anche da Remo Pascucci, un altro degli inventori di "90° minuto", e torna al sabato nella stagione 1978/79 continuando fino al 9 ottobre 1982. Tra i conduttori, Gianfranco De Laurentiis e Gianni Minà. Una delle caratteristiche di "Dribbling" di quegli anni era quella di potersi permettere dei lunghi servizi di approfondimento, anche di una decina di minuti, che i tempi della Tv di oggi non possono più concedersi. "Dribbling" tornerà in Tv il 26 agosto 1989, sempre al sabato su RaiDue alle 18.55 curato da Beppe Berti e Maurizio Vallone con la conduzione di Gianfranco De Laurentiis e Antonella Clerici. Dalla stagione successiva viene spostata al primo pomeriggio, alle 13.15. In occasione di manifestazioni sportive di rilievo come Mondiali ed Europei, sempre nelle stessa collocazione oraria, vennero proposte edizioni speciali della trasmissione. Dal 16 settembre 2018 è andata in onda la domenica pomeriggio alle 17:00 per tornare all'orario precedente dalla stagione 2019-2020. Dalla stagione 2020-2021 alla stagione 2021-2022 ha cambiato nuovamente orario andando in onda alle 18:25. Dal 16 ottobre 2022 il programma cambia format e orario andando in onda tra le 16:00 e le 18:00 e cambiando titolo in Domenica Dribbling. La prima parte è condotta da Tommaso Mecarozzi e Simona Rolandi, la seconda da Cristina Caruso, la terza e ultima da Paola Ferrari con Adriano Panatta. Non è stata riproposta nella stagione 2023/2024. Ecco i due articoli di recensione della prima trasmissione di "Dribbling" pubblicati da Gazzetta dello Sport e Tuttosport.

La Gazzetta dello Sport, domenica 9 dicembre 1973, pagina 10

«Il primo numero di Dribbling»

Sul Secondo programma, alle ore 18.30, è andato in onda ieri il primo numero di «Dribbling» il nuovo settimanale sportivo del Telegiornale a cura di Maurizio Barendson e Paolo Valenti. La trasmissione è condotta in studio da Nando Martellini, mentre Walter Chiari cura una rubrica dedicata alla posta dal titolo «Dribbling risponde».
Il nuovo settimanale, che dura circa un’ora, nonostante il titolo non si occupa soltanto di calcio ma di tutte le discipline sportive, Va in onda in diretta e, oltre all’attualità, presenta collegamenti con avvenimenti in corso e inchieste filmate.
Ieri si è parlato dei derby di Torino e di Roma, del calcio in autobus e sono stati effettuati collegamenti con una piscina romana, dove era in corso una gara per esordienti, e con Bologna per l’incontro Lubiam-Ariccia di pallavolo (la partita era però già terminata). Infine Walter Chiari ha presentato in chiave umoristica il suo ruolo di «postino».


Tuttosport, domenica 9 dicembre 1973, pagina 7

«Dribbling» in tivù a caccia di «linea»

Ieri in tivù «Dribbling», a cura di Maurizio Barendson e Paolo Valenti, una trasmissione del sabato pomeriggio in orario (18.45) che diventa importante perché il sabato adesso è austero, da rintanamento precoce.
Dai tempi lontanissimi di «Sprint» non si registrava questo organico sforzo rotocalchistico sportivo da parte della televisione. Impossibile, e anzi assurdo, dire subito se è riuscito oppure no. Nando Martellini ha fatto da «guida», con pacatezza. In apertura, servizio da Torino sul derby di Torino, coinvolti Fruttero e Lucentini, quelli de «La donna della domenica», caustici ma non troppo, distaccati ma non troppo. Quindi il calcio della domenica senza automobili, visto dalla prospettiva (interessante) dei «minori».
Infine Roma-Lazio filtrata da un po’ di gente, forse troppa. Quindi nuoto da Roma, garette emblematiche. Pallavolo da Bologna e da Ariccia, con collegamenti diretti fuori orario, e Nanni Loy intervistatore caustico di dabbenuomi che passavano di lì.
In chiusura, la posta di Walter Chiari, piena di promesse non appena ci saranno anche le lettere, le domande, e un flash di notizie, disordinato ma ogni tanto attuale e interessante.
La rubrica, che non è ipercalcistica nonostante il titolo, deve formarsi attraverso le esperienze, e quindi anche attraverso le critiche. Sempre sospendendo il giudizio assoluto, diciamo che ci è parsa carente di una ideologia. Forse le nuoce il sabato, giorno troppo vicino agli eventi. Ma, ripetiamo, la «forma» giusta è difficile da trovare, e considerando ciò offriamo, insieme, attesa e simpatia.


Cliccate per vedere la prima sigla dal 1973 al 1976

Ecco il video della sigla di fine anni Settanta, "The Fly" di Maynard Ferguson




BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Dribbling: una trasmissione storica dello sport Rai

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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sabato 2 dicembre 2023

Il 2 dicembre 1973 per la prima volta in onda alle 20.00 l'edizione della sera del Telegiornale Rai: sono passati 50 anni

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Il 2 dicembre 1973 il Telegiornale della sera, in onda sul Programma Nazionale della Rai, va in onda per la prima volta alle ore 20.00. E' una domenica e fino a sabato 1 dicembre 1973 quello che dal 10 settembre 1952 è stato il primo e più importante telegiornale della televisione italiana è andato in onda alle 20.30 con il conseguente inizio alle 21.00 della prima serata televisiva. Questa modifica dell'orario di trasmissione, che si rifletterà anche sulle abitudini del pubblico televisivo italiano, è uno degli effetti dei tanti provvedimenti discussi e approvati durante il Consiglio dei ministri del Governo italiano, presieduto dal democristiano Mariano Rumor, convocato il 22 novembre 1973, che si protrasse fino a tarda notte in seguito alla crisi petrolifera dovuta alla guerra tra i paesi arabi e Israele. Dal 2 dicembre 1973, con l'inizio di quello definito come austerity, venne imposto il divieto di circolazione nei giorni festivi dei mezzi privati, pena pesanti sanzioni amministrative fino a un milione di lire, che obbligò i cittadini, per gli spostamenti domenicali, a ripiegare su trasporto pubblico, bus turistici e sull'uso della bicicletta. Vennero bandite le insegne luminose animate e di grandi dimensioni, il telegiornale della sera del Programma Nazionale della Rai, Tg1 dal 15 marzo 1976 venne definitivamente anticipato alle ore 20.00 mentre le trasmissioni televisive della Rai dovevano terminare alle 22.45, con tolleranza, secondo le necessità del programma, solo fino alle 23.00, mentre cinema e teatri dovevano chiudere alle 22.00. Per la Rai questa è anche l'occasione per lanciare una piccola riforma del palinsesto televisivo. Sono infatti anticipati, oltre al Telegiornale della sera, anche tutti gli altri telegiornali con l'eccezione di quello delle 13.30; nuova fascia di trasmissioni sul Nazionale dalle 14.30 alle 16.00 con programmi di carattere popolare; nuova fascia di trasmissioni sul Secondo canale dalle 18.45 alle 20.30 con programmi di vario interesse (fascia istituita anche per gli altri giorni della settimana), spostamento del Telegiornale sport dal Nazionale (19.45) al Secondo canale (19.50 la domenica, 18.45 gli altri giorni). Una delle novità che emerge da questi nuovi palinsesti è la partenza, da sabato 8 dicembre 1973 alle 18.45 sul Secondo canale, di un nuovo settimanale sportivo dal titolo "Dribbling" realizzato da Maurizio Barendson e Paolo Valenti. Da ricordare, tra i programmi in onda in quel fine settimana, sabato 1 dicembre, nell'ultima giornata con il Telegiornale alle 20.30, la seconda puntata di "Formula due", spettacolo di Amurri e Verde con Alighiero Noschese e Loretta Goggi per la regia di Eros Macchi, registrato a colori, mentre domenica 2 dicembre 1973 sul Nazionale segnaliamo alle 17.45 la nona puntata di Canzonissima '73, con Pippo Baudo e Mita Medici, alle 19.05 la cronaca registrata di un tempo di una partita di Serie A e alle 20.30, prima trasmissione a iniziare con il nuovo orario, la seconda puntata dello sceneggiato "Eleonora", anche questo registrato a colori dalla Rai, con Giulietta Masina per la regia di Silverio Blasi e alle 21.45 La Domenica Sportiva. Sul Secondo, alle 18.40 la sintesi di una partita di Serie B, alle 19.00 il telefilm "Tony e il professore" con Enzo Cerusico e James Whitmore, episodio "La voce di Karen", alle 19.50 il Telegiornale sport e alle 21.00 la quarta puntata dello spettacolo "Il poeta e il contadino" con Cochi e Renato. Segnaliamo inoltre su RaiPlay questa interessante sezione "Quelle domeniche a piedi" che comprende tra l'altro anche il Telegiornale del Secondo programma del 23 novembre 1973 dove viene data notizia delle decisioni del Governo italiano sulle restrizioni a partire dal 2 dicembre 1973. Quelle domeniche a piedi

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Carlo Galimberti, Tv: con la scusa dell'austerità vecchie «pizze» in abbondanza, Corriere della sera, 2 dicembre 1973
Ugo Buzzolan, Tanta Tv alla domenica (ma con poche novità), La Stampa, 2 dicembre 1973

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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giovedì 30 novembre 2023

La televisione italiana a Malta nel 1961

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero dell'11 novembre 2023 due nostri articoli, uno sulle prime trasmissioni sportive del Secondo Programma Rai, la cui programmazione iniziò il 4 novembre 1961, l'altro sulla televisione italiana a Malta nei primi anni '60. In questa pagina vi proponiamo l'articolo sulla televisione italiana a Malta nei primi anni '60

Ecco i link della Newsletter Rai dell'11 novembre 2023.

Newsletter Rai dell'11 novembre 2023
Quindicimila teleschermi accesi

Il servizio televisivo a Malta ha avuto inizio il 29 settembre 1962, ma già da qualche anno nell’isola erano ricevibili i programmi della Rai grazie ai quali anche la lingua italiana era ampiamente diffusa. Anche il Radiocorriere si occupa della popolarità della Tv italiana e dei suoi personaggi a Malta in questo interessante articolo di Pier Giorgio Martellini pubblicato sul numero 46 del Radiocorriere con i programmi televisivi e radiofonici della settimana dal 12 al 18 novembre 1961.

“Studio Uno” arriva anche quaggiù. E le gemelle Kessler hanno anche qui, fra i tranquilli maltesi, una schiera di accesi ammiratori. Basta entrare, la sera del sabato, in qualunque caffè di La Valletta, sempre che si riesca nello slalom fra i tavolini gremiti, per accorgersi di come la televisione italiana abbia qui i suoi più appassionati sostenitori.

Il perché è facile comprenderlo: la TV vince la malinconia, male antico degli isolani. Vince la noia della passeggiata di ogni sera, su quei cinquecento metri di marciapiedi che son sempre gli stessi, della partita a carte, dei discorsi nati soltanto per far passare il tempo. La definizione forse più trita della TV, “una finestra sul mondo”, trova qui la sua più vera ragion d’essere. I 15 mila teleschermi che s’accendono tutte le sere (uno ogni 21 dei 320 mila abitanti di Malta, con una densità pressoché pari a quella italiana), portano a Malta il resto del mondo: la cronaca viva in un paese dove non succede mai nulla o quasi. Quella che per noi è ordinaria amministrazione - l’arrivo di una celebre diva, la visita di uno statista, l’inaugurazione di un’autostrada - assume qui proporzioni più vaste, desta un interesse assai più diffuso. Un esempio recente: il caso dell’ex-ergastolano Salvatore Gallo. In Italia, dopo la prima impressione certamente intensa provocata dalla notizia, l’interesse del pubblico si è andato rapidamente affievolendo. Qui invece la vicenda è stata per settimane al centro di discussioni animate, nei caffè, negli uffici, nelle stesse famiglie, anche quando ormai s’era esaurito il mordente dell’attualità: tanto era stata la curiosità nata intorno alle immagini trasmesse alla TV.

Chi si lamenta qualche volta sono gli sportivi, a Malta numerosissimi: non bisogna dimenticare che la miglior squadra calcistica locale, l’Hibernian, ha partecipato anche quest’anno alla Coppa Europea dei Campioni. Interessano le vicende del campionato italiano, gli incontri della Nazionale azzurra: Juventus, Inter, Milan e Roma sono squadre popolarissime; e i ragazzi, quando giocano a palla nei cortili o per le strade, s’ingegnano di imitare le finte di Suarez, il «tunnel» di Sivori, i «colpi di testa» di Charles. I tifosi dunque, un po’ egoisti come quelli di tutto il mondo, vorrebbero più calcio, in genere più sport.

Il maggior entusiasmo tuttavia i maltesi lo mostrano per opere liriche, la prosa e il varietà. Nell’anteguerra, l’opera era qui molto seguita: periodicamente si trasferivano a Malta compagnie italiane anche di un certo livello, e il loro arrivo era un avvenimento. Se ne parlava per mesi prima e dopo, si discuteva a lungo di quel tal sovrano bravissimo nella Traviata o di una memorabile personificazione di Figaro. Durante la guerra, il teatro di La Valletta venne distrutto in un bombardamento e ancora non è stato ricostruito. Ecco perché un’edizione televisiva del Barbiere richiama l’attenzione dei maltesi, dei più anziani in specie, nostalgicamente legati alla tradizione del bel canto.

Anche gli spettacoli di prosa sono a Malta una rarità, limitata alle poche esibizioni fornite, a mesi di distanza, da compagnie inglesi o italiane: sicché il venerdì televisivo consacrato al teatro è per molti una specie di immancabile appuntamento. Diceva un nostro conoscente, da anni residente a La Valletta, che la recente serie di atti unici interpretati da Tino Buazzelli ha richiamato davanti al video un pubblico davvero considerevole.
Ma le più accanite “tifose” del video sono forse le donne. La TV popola di immagini i loro tranquilli pomeriggi, portando in casa con le rubriche specializzate, non soltanto le notizie di moda (in un paese dove le sfilate, le presentazioni di modelli, sono rarissime) ma anche dibattiti sui problemi della donna e del bambino, consigli utili per la cucina e per le mille attività della massaia. È tipico il caso di “Personalità”, una trasmissione che ha destato l’entusiasmo delle signore maltesi. Inoltre, le rubriche pomeridiane tengono quieti i ragazzi per un paio d’ore, il che, sotto ogni latitudine, non è poco.

Quali siano le conseguenze di questo generalizzato interesse dei maltesi per la televisione italiana non è difficile intuirlo: la nostra lingua, ufficialmente non più insegnata nelle nostre scuole dal 1934, e sostituita dall’inglese e dal dialetto locale, un linguaggio di origine semitica, è tornata prepotentemente alla ribalta. Fino a ieri era conosciuta ed usata soltanto dagli anziani, memori di una tradizione locale tipicamente latina; oggi invece, stimolati dalla curiosità per la televisione, la studiano anche i giovanissimi. Un’altra conseguenza è di carattere commerciale: “Carosello”, “Tic-Tac”, “Gong” hanno diffuso a Malta i prodotti italiani, richiestissimi in ogni settore malgrado i dazi alquanto elevati.

Questo singolare fenomeno non poteva non richiamare l’attenzione delle autorità maltesi; sicché ottenuta ormai l’indipendenza (la decisione è recentissima, risale alla fine di ottobre) si è deciso di venire incontro alle aspirazioni… televisive della popolazione. Verrà istituita a La Valletta un’autonoma stazione trasmittente (ne esiste già una radiofonica, la cui attività è attualmente è piuttosto ridotta). A tale scopo è stato creato un ente, la “Malta Broadcasting Authority”: si prevede che le prime trasmissioni potranno andare in onda verso la fine del 1962. Il materiale sarà in gran parte fornito dalla BBC, ma verranno allestiti programmi anche in lingua maltese.

In chiusura, a proposito dei rapporti tra Tv italiana e isola di Malta, ricordiamo un curioso episodio che si svolse il 16 settembre 1987 in occasione della partita di calcio Valletta-Juventus, andata del primo turno di Coppa Uefa. La Rai, che aveva prodotto la ripresa televisiva, aveva infatti previsto la diretta sulla Rete Due dalle 14.15, ma con esclusione della Sicilia per impedire la visione della partita nell’isola di Malta.


Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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Il 4 novembre 1961 parte ufficialmente il Secondo Canale Rai, il 9 novembre 1961 la prima trasmissione sportiva

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero dell'11 novembre 2023 due nostri articoli, uno sulle prime trasmissioni sportive del Secondo Programma Rai, la cui programmazione iniziò il 4 novembre 1961, l'altro sulla televisione italiana a Malta nei primi anni '60. In questa pagina vi proponiamo l'articolo sulle prime trasmissioni sportive del Secondo Canale Rai

Ecco i link della Newsletter Rai dell'11 novembre 2023.

Newsletter Rai dell'11 novembre 2023
Il Secondo Canale e lo sport

Il 4 novembre 1961 alle 21.05, con l’annuncio di Aba Cercato, inizia la regolare programmazione televisiva del Secondo Programma televisivo della Rai, che si poneva come alternativa al Programma Nazionale, come in quegli anni era chiamata l'attuale RaiUno. Gli impianti trasmittenti della seconda rete televisiva, inizialmente 10, già dal 17 settembre 1961 nei giorni feriali irradiavano il monoscopio dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 e un programma filmato dalle 18 alle 19.30 circa. Con l’entrata in funzione di altri 4 ripetitori, che avrebbero portato il numero dei trasmettitori pronti a quota 14, anche nell’ultima settimana, nelle giornate di lunedì 30, martedì 31, mercoledì 1, giovedì 2 e venerdì 3 novembre, la programmazione del Secondo Programma sarebbe stata la stessa in attesa dell’inaugurazione ufficiale di sabato 4 novembre 1961. I rimanenti impianti della seconda rete, previsti dalla Convenzione tra il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e la Rai, come riportano i Radiocorriere dell’epoca, sarebbero stati gradualmente attivati nel minor tempo possibile e comunque non oltre il 30 dicembre 1962.

Carlo Bacarelli (primo telecronista della Tv italiana, che ricordiamo tra l'altro per la telecronaca di Juventus-Milan del 5 febbraio 1950 e per avere dato il nome alla "Domenica Sportiva") in un articolo per il Radiocorriere, “Sul Secondo Programma Tv molto più sport”, informa i lettori che sul nuovo canale ci sarà più sport a partire dalla trasmissione integrale di una partita di Serie A la domenica e di una nuova rubrica sportiva al giovedì.

“Molte delle tappe dell'affermazione della Televisione in Italia sono legate allo sport. Risalendo nel tempo, basterà pensare ai campionati mondiali di calcio in Svizzera del ’54, che per la prima volta polarizzarono l’interesse di un vastissimo pubblico verso l’allora neonata TV, acquisendole d’un colpo centinaia di migliaia di nuovi abbonati; o alla serie degli innumerevoli incontri di pugilato che culminarono nel memorabile match Loi-Ferrer; o ai Giochi olimpici d’inverno di Cortina del ’56… Seguirono sul video, con frequenza sempre più serrata, altri avvenimenti di altissima levatura agonistica e di grande richiamo, fino a giungere al clamoroso successo delle Olimpiadi di Roma.
I telespettatori hanno sempre riconosciuto con l’intuito sicuro che il pubblico possiede, l’innata telegenia dello sport; e sin dall’inizio dell’esercizio televisivo, hanno apprezzato (e talvolta reclamato con insistenza) le programmazioni agonistiche. Confortata da questo apprezzamento la Direzione della Rai non ha mai interrotto i suoi sforzi per assicurare alla massa ognora crescente degli spettatori sportivi, gli avvenimenti agonistici più significativi e di maggior richiamo: e tra questi non poteva mancare, naturalmente, il calcio.
Furono così raggiunti gli accordi con la Federazione e la Lega nazionale per le riprese differite e filmate delle partite di Campionato e di quelle internazionali, queste ultime riguardanti oltre agli «azzurri» anche le principali équipes straniere. I sondaggi effettuati per saggiare le reazioni del pubblico confermarono ancora una volta la validità dell’iniziativa e, in particolare, sottolinearono il gradimento delle «differite» di Campionato; di quegli incontri cioè che, registrati - video e audio - su nastro magnetico, vengono ristrasmessi nello stesso pomeriggio della domenica, poco dopo lo svolgimento.
Queste esperienze di trasposizione sul video degli sport (dai più popolari come calcio, ciclismo e pugilato ai meno noti ma altrettanto avvincenti come hockey su ghiaccio, ginnastica, pattinaggio e salto con sci) sono risultate addirittura preziose per i responsabili del Secondo Programma, che dovevano trovare la giusta composizione di uno spettacolo-mosaico da offrire sui teleschermi, come allettante alternativa di scelta all’ormai collaudato e tradizionale Programma Nazionale. Esperienze preziose che hanno fatto accogliere con tutti gli onori, trionfalmente staremmo per dire, lo spettacolo sportivo nelle programmazioni del Secondo, dove lo sport apparirà pertanto frequentemente, sia in ripresa diretta che differita e filmata.
Alla domenica, ad esempio, lo svolgimento delle principali manifestazioni agonistiche avrà il suo riflesso televisivo sul Secondo in diverse sedi; nel Telegiornale, con una trattazione particolare che differenzierà la «pagina» sportiva da quelle analoghe del Telegiornale del Nazionale; alle 22.15 circa con la trasmissione di una registrazione su nastro magnetico di una intera partita di Campionato (o di un solo tempo, a seconda della validità dell’incontro, dal punto di vista prettamente spettacolare); infine, a chiusura dei programmi della serata, con la replica della ormai nota «Domenica Sportiva», qualora la trasmissione di tale rubrica sul Nazionale sia già avvenuta; in tal modo lo sportivo che avesse sino ad allora seguito i programmi del Secondo non dovrebbe rammaricarsi di aver perduto l’appuntamento sul Nazionale con la consueta rassegna filmata dei principali avvenimenti agonistici della giornata.
Un altro appuntamento fisso per i tifosi, il Secondo Programma lo prenderà per il giovedì sera alle 22.15, ora in cui tutte le settimane andrà in onda una trasmissione dedicata a riprese dirette o a dibattiti o a inchieste filmate, sempre di avvincente attualità agonistica.
Inoltre, quando la cronaca sportiva porterà alla ribalta incontri di notevole interesse ed aventi caratteristiche di svolgimento adatte alla programmazione del Secondo, gli sportivi avranno modo di seguire tali riunioni sui loro teleschermi. Anche in questo settore, cioè, il pubblico sarà messo in grado di scegliere tra le offerte dei due programmi contemporanei.
Infine, per ciò che riguarda la tradizionale «pagina» sportiva del Telegiornale, l’ora dell’edizione sul Secondo (alle 22 circa) permetterà di integrare la documentazione degli avvenimenti agonistici inserita nelle tre edizioni del Telegiornale del Nazionale, con riprese filmate e notizie maturate tra le edizioni della sera e della notte”.


La prima trasmissione sportiva del Secondo Programma va in onda giovedì 9 novembre 1961 alle 22.25, “Giovedì sport. Riprese dirette e inchieste di attualità”. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la serata sarà dedicata al match di pugilato tra Nino Benvenuti e Jesse Jones in programma al Palazzetto dello Sport di Roma, mentre domenica 12 aprile 1961, alle 22.35, è in programma la cronaca registrata di un avvenimento agonistico, come riportato dal Radiocorriere, mentre La Gazzetta dello Sport del 12 novembre 1961 specifica che si tratta della “cronaca registrata di una partita del campionato di calcio Serie A”, seguita dalla replica della “Domenica Sportiva”, trasmessa alle 22.30 sul Programma Nazionale. Da allora, la Seconda rete televisiva della Rai è stata fondamentale per la programmazione sportiva della Rai anche per la proposta delle rubriche sportive, a partire dalla rubrica “Sprint” negli anni ’60 per passare poi alle trasmissioni sportive del Tg2 come Domenica sprint, Eurogol, Dribbling, Diretta Sport, Sportsera. Anche la finale dei Mondiali di calcio di Spagna, Italia-Germania Ovest l’11 luglio 1982, evento più seguito nella storia della televisione italiana, è andata in onda sull’allora Rete Due, questo perché fino ai primi anni ’90 per il grande sport c’era alternanza nelle trasmissioni sulle prime due reti della Rai.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Prove tecniche sulla seconda rete televisiva, Radiocorriere dal numero 38 al 43 del 1961
2° Programma Tv. Pronti per il 4 novembre tutti i 14 trasmettitori, Radiocorriere numero 44, programmi dal 29 ottobre al 4 novembre 1961
U. Bz, Il 2° Canale si è iniziato con un nobile spettacolo, La Stampa, 5 novembre 1961
2° Programma Tv. In funzione dal 4 novembre i primi 14 trasmettitori, Radiocorriere numero 45, programmi dal 5 all’11 novembre 1961
Oggi in Tv, La Gazzetta dello Sport, 9 novembre 1961
Oggi in Tv, La Gazzetta dello Sport, 12 novembre 1961
Carlo Bacarelli, Sul Secondo Programma Tv. Molto più sport, Radiocorriere numero 46, programmi dal 12 al 18 novembre 1961

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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martedì 31 ottobre 2023

Nel 1953 i primi quiz della Tv italiana: ecco quali con i nomi dei primi vincitori da casa

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 27 ottobre 2023 un nostro articolo sulle origini dei uiz nella Tv italiana che già nel 1953 era uno dei generi preferiti dai primi telespettatori italiani che potevano anche vincere dei premi giocando da casa.

Ecco i link della Newsletter Rai del 27 ottobre 2023.

Newsletter Rai del 27 ottobre 2023
C'era (c'è…) una volta il quiz

Nel 1953 la Rai non ha ancora iniziato la regolare programmazione, ma la televisione è già molto attiva nelle zone raggiunte dal segnale, in particolare nel Nord Ovest e nel centro Italia, nella fascia tirrenica. C’erano telegiornali, varietà, quiz, programmi per ragazzi, dirette sportive e anche un servizio speciale sulle elezioni politiche del 7 e 8 giugno 1953. E a proposito di quiz, il primo nella storia della televisione italiana va in onda martedì 9 giugno 1953 alle 21.15: si tratta di Tutti contro quattro, seguito il 4 luglio da Attenti al fiasco che, dopo la pausa estiva della programmazione televisiva, ripartita l’1 settembre, riprende sabato 5 alle 21.45. Sabato 11 luglio alle 21.15 parte invece Facciamo la spia!, un programma di indovinelli con premi in palio, in onda anche mercoledì 15 luglio 1953, nell’ultimo giorno di programmazione televisiva prima della pausa estiva, alle 21.30, indicato sul Radiocorriere come varietà musicale per la regia di Mario Landi. Sul Radiocorriere numero 41 Attenti al fiasco è così descritto: “È una rubrica già simpaticamente nota ai telespettatori: si tratta di un programma di quiz visivi che ha saputo fin dalla prima trasmissione accattivarsi la simpatia di un numeroso pubblico, interessato dal suo contenuto enigmistico e divertito al tempo stesso dalla felice vena umoristica con la quale gli indovinelli vengono presentati da uno dei più noti e brillanti scrittori italiani: Dino Falconi. I quiz vengono rivolti ad un «panel» di quattro persone presenti alla trasmissione: un indovinello viene invece rivolto al pubblico lontano". Il nome del vincitore del premio messo a disposizione del pubblico a casa viene pubblicato sul Radiocorriere numero 40 con i programmi della settimana dal 4 al 10 ottobre. Si tratta del signor Emanuele Avalis, residente a Torino, vincitore di una cucina a gas con forno elettrico per avere risposto correttamente all'indovinello proposto dalla puntata del 5 settembre 1953. Abbiamo da poco festeggiato, dunque, i 70 anni dalla nomina del primo spettatore italiano vincitore di un premio grazie a un gioco televisivo. In questo numero del Radiocorriere, a pagina 14, si legge anche, a proposito di Attenti al fiasco: “Il 19 settembre è stato trasmesso dagli Studi di Milano, per la seconda volta in questo mese, lo spettacolo televisivo Attenti al fiasco, presentato da Dino Falconi. Attenti al fiasco è una trasmissione Tv a premi nel corso della quale viene proposto un indovinello ai telespettatori, i quali partecipano al sorteggio dei vistosi premi, inviando la soluzione a: Attenti al fiasco - Radiotelevisione Italiana, via Arsenale 21 - Torino”. Nel numero 41 del Radiocorriere c’è il vincitore della puntata del 19 settembre 1953, il signor Luigi Martini di Novi Ligure (Alessandria), che si aggiudica una Turbolavatrice Incar. Attenti al fiasco va in onda ancora per sei puntate, il 3 ottobre 1953 e martedì 27 ottobre alle 21.20, sabato 14 e 28 novembre alle 21.30, sabato 12 dicembre alle 21.45 e sabato 9 gennaio alle 21.20. Dopo due settimane riparte invece, venerdì 16 ottobre alle 21.30, con replica domenica 18 ottobre alle 21.45, Facciamo la spia!, presentata come rivista a premi allestita da Lyda Ripandelli e con la partecipazione tra gli altri di Nuccia Bongiovanni, Gino Bramieri, Febo Conti, Mimmo Craig, Giovanna Mainardi, Sandra Mondaini, Nuto Navarrini, Elio Pandolfi, Ermanno Roveri, Erica Sandri, Antonella Steni, orchestra diretta da Giampiero Boneschi. Scrive il Radiocorriere numero 41, nel presentare la trasmissione: “Uno strano individuo, piuttosto sciocco e pavido, si trova coinvolto suo malgrado in una organizzazione di spionaggio ed ogni quindici giorni deve scoprire una parola d’ordine ricavandola dal materiale che periodicamente gli viene inviato dai suoi compagni d’avventura, e che davanti ai suoi occhi si trasforma di volta in volta in una serie di sketches, scenette, numeri di canto e di ballo, eccetera”. Ne nasce quindi un’autentica rivista a quiz alla cui soluzione il pubblico dei telespettatori è naturalmente invitato a partecipare, concorrendo così all’estrazione di vistosi premi. La trasmissione si varrà della partecipazione della “Compagnia di rivista della Tv”. La seconda puntata viene trasmessa martedì 3 novembre alle 21.20, la terza giovedì 26 novembre alle 21.05, la quarta giovedì 17 dicembre alle 21.15. Sul numero 2 del Radiocorriere del 1954, in un articolo di presentazione delle nuove trasmissioni, riguardo ai due programmi si legge: “Con Facciamo la spia (scritto senza punto esclamativo, ndr) si è già felicemente realizzato l’abbinamento dell’umorismo e dell’enigmistica, mentre nel campo delle trasmissioni puramente a quiz l’ormai popolare Attenti al fiasco si accinge a cedere il passo ad una teletrasmissione dello stesso genere che farà sue in partenza le esperienza di quello”. Dal 23 gennaio al 24 luglio 1954 va in onda per 10 puntate, solitamente ogni due settimane poi con una lunga pausa prima di quella conclusiva, Per favore dica lei, programma di quiz e indovinelli, dal Teatro dell’Arte al Parco di Milano, lo stesso dove nel 1972 e 1974 si terranno le finali del Rischiatutto di Mike Bongiorno. Prima vincitrice del premio per il pubblico a casa, “un mobile bar” come scrive il Radiocorriere, è la signora Alda Maresi di Cernobbio (Como). La soluzione del quiz era “materassaio”, mentre in quella del 20 febbraio 1954 il vincitore è il signor Emilio Romanini di Roma che si aggiudica “una valigia in foca con necessario da viaggio”, mentre “Il Metronotte - La Guardia notturna” era la soluzione dell’indovinello proposto al pubblico televisivo. Il quiz televisivo, come abbiamo potuto vedere, si propone da subito come uno dei generi televisivi preferiti dagli spettatori, un genere tuttora amatissimo. Il quiz, insomma, non ha età. Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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domenica 22 ottobre 2023

Il 21 ottobre 1953 la Nazionale italiana in Tv per la prima volta con l'esordio di Nicolò Carosio da telecronista di calcio: 70 anni di Nazionale calcistica in Tv

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 20 ottobre 2023 un nostro articolo per ricordare i 70 anni dalla prima diretta televisiva della Nazionale sulla Tv italiana e della prima telecronaca di calcio di Nicolò Carosio che commentò la partita con Carlo Bacarelli. Anche il sito delle Teche Rai ha meritoriamente ricordato questo evento. Di questo storico evento ne avevamo scritto per primi il 21 ottobre 2019 in occasione dei 66 anni sempre su questo blog al link di seguito Il 21 ottobre 1953 la prima diretta televisiva di un evento della Nazionale italiana di calcio, ma è giusto ricordarlo adesso in occasione del 70mo anniversario.

Ecco i link della Newsletter Rai del 20 ottobre 2023.

Newsletter Rai del 20 ottobre 2023
70 anni di Azzurro

Ecco il link della pagina delle Teche Rai che ricorda questo importante anniversario storico televisivo per la Nazionale di calcio e per la televisione italiana.

21 ottobre 1953: la Nazionale di calcio in Tv per la prima volta

Compie 70 anni il rapporto tra la Nazionale italiana di calcio e la televisione italiana e con la Rai in particolare. Mercoledì 21 ottobre 1953, alle 15.45, la Rai mandava in onda in diretta televisiva dallo stadio San Siro di Milano il secondo tempo di una partita di allenamento della Nazionale, divisa in due tempi di 35 minuti, tra Squadra Gialla e Squadra Verde, finita 4-2 per i gialli, con la telecronaca di Nicolò Carosio e Carlo Bacarelli. Fu la prima volta in assoluto che la televisione italiana proponeva un evento riguardante la Nazionale italiana di calcio in quella che oggi chiameremmo Diretta Azzurra. Dopo questo allenamento, la Nazionale italiana tornò in campo domenica 13 dicembre 1953, pochi minuti dopo l'esordio nella Tv italiana di Mike Bongiorno in Arrivi e partenze, a Genova per Italia-Cecoslovacchia, valida per la Coppa Internazionale e la Rai mandò in onda dalle 15.45 il secondo tempo in diretta televisiva con la telecronaca di Carlo Bacarelli e Vittorio Veltroni, che saranno telecronisti dell'Italia anche ai Mondiali di Svizzera del 1954. Italia-Cecoslovacchia del 13 dicembre 1953 è dunque la prima partita della Nazionale italiana trasmessa in televisione, ma non è il primo evento riguardante la Nazionale italiana a essere proposto in diretta televisiva in Italia. Torniamo a quel 21 ottobre 1953: proprio nello stesso orario della diretta televisiva Rai dell'allenamento della Nazionale, in Inghilterra la Bbc, che già dal 1936 aveva iniziato un regolare servizio televisivo, interrotto solo nel 1939 per la Seconda Guerra Mondiale e ripreso nel 1946, proponeva in diretta televisiva da Wembley, con la telecronaca di Kenneth Wolstenholme, la partita tra Inghilterra e Resto d'Europa che finirà con uno spettacolare 4-4 e un Giampiero Boniperti autore di due gol. Nicolò Carosio, ormai un veterano delle radiocronache, raccontò invece la sua prima esperienza da telecronista di calcio nella rubrica Al microfono Carosio su Il Calcio e il Ciclismo Illustrato. Va detto per correttezza storica, prima di proporvi un lungo estratto del suo racconto, che Carosio scrive: “per primi in Italia, affiancati dal valoroso collega Carlo Bacarelli, fummo telecronisti d’una partita di calcio”, mentre la prima telecronaca di calcio in Italia è stata quella di Juventus-Milan 1-7 del 5 febbraio 1950 commentata proprio da Carlo Bacarelli. Non è dunque, questo allenamento della Nazionale, la prima telecronaca di calcio in assoluto in Italia, ma l'esordio di Nicolò Carosio nel ruolo di telecronista. "Una nuova sensazione nella nostra vita, è stata quella provata mercoledì scorso quando per primi in Italia, affiancati dal valoroso collega Carlo Bacarelli fummo telecronisti d’una partita di calcio, e, per l’esattezza, dell’allenamento degli Azzurri avvenuto a S. Siro. Sensazione strana, sottile e deliziosa, come l’orma che lascia nel cuore un dolce, innocente sogno (…) Dalla radio alla televisione, il passo non è lungo. La distanza è poca, e si tratta per usar metafora, di un semplice passaggio da una stanza all’altra. Nella prima ci sono comodità e conforti, nella seconda anche. La sostanziale differenza fra le due, è quella propria dell'ambiente di soggiorno, rispetto a quella del salotto. Nel primo puoi concedere licenze per te e per gli altri, nel secondo deve sussistere un’etichetta, devono far spicco stile e compostezza. La radio porta nell’etere solo la voce, la psiche e la personalità di chi l’avvicina, la televisione vi aggiunge il contorno fisico, l’espressione degli occhi, che parlano dell’anima e che sempre dicono tutto (...) Proprio con queste considerazioni che ci martellavano in capo, ci avvicinammo quasi inconsciamente mercoledì al microfono per la nostra prima telecronaca diretta. Avevamo una preparazione generica, ma fidammo nella passata esperienza e nei consigli del già esperto Bacarelli. “Bisogna guardare nel quadro televisivo”, diceva il collega, “e poi parlare, come in una qualunque radiocronaca, senza troppi dettagli perché tutto già si vede. E’ meglio abbondare in commenti e fare qualche nome”. Il regista Coccorese, in collaborazione con i suoi bravi tecnici, dette il via ed improvvisamente, anziché l’ampio e verde rettangolo di gioco, vedemmo una serie di fotogrammi, come fossimo dinanzi ad uno schermo cinematografico. Dopo qualche esitazione, per le figure un po’ incerte alla vista, dopo aver constatato che il mondo appariva ora diverso ai nostri occhi, riuscimmo a discernere, a manipolare per il microfono i nostri giocatori di sempre. Ad un tratto ci accorgemmo però che stavamo abbondando in descrizioni superflue essendo la scena del campo già rivelata ai telespettatori dai teleschermi, ed allora riducemmo, tagliammo, stemmo come necessario anche in silenzio. Poi, quasi d’incanto, non sentimmo più il continuo affanno che dà il microfono quando è da solo, non fummo presi dall’ansia di dire e ripetere per quanti ascoltano e non vedono. In quell’istante, vedevamo noi, ma vedevano contemporaneamente tutti. Bisognava essere precisi, composti, puliti, vorremmo dire, proprio come quando si passa in salotto dalla stanza di soggiorno. Ed improvvisamente, dopo un rapido sguardo al passato, sentimmo con infinita dolcezza d’aver vinto anche noi finalmente una battaglia che ci aveva impegnati in passato con tanti sforzi, con gioie, ma anche amarezze e delusioni. Erano infatti queste ultime che scomparivano con la nostra prima attività alla televisione e che potevamo finalmente dire ai molti increduli che il nostro lavoro, anche quando non v’era possibilità di immediato e diretto controllo, si era sempre svolto all’ombra della più rigida fedeltà e correttezza. Confessiamo che ad un tratto ci sentimmo tanto commossi da voler abbandonare il posto di lavoro. Per fortuna ci sostituì il bravo Bacarelli, e poi riprendemmo ancora, attorniati da una folla appassionata ed attenta, tutta presa dall’eccezionale novità della giornata (…)". Il tabellino di Gialli-Verdi 4-2 (primo tempo 1-1) Marcatori: Mariani (Verdi) al 23', Lorenzi (Gialli) al 28' del primo tempo; Brighenti (Gialli) al 5', Cadè II (Verdi) al 17', Motta (Gialli) al 27', Olivieri (Gialli) al 31' del secondo tempo Sul Radiocorriere numero 52, con i programmi televisivi e radiofonici dal 27 dicembre 1953 al 2 gennaio 1954, in un articolo di presentazione della televisione, che dal 3 gennaio 1954 avrebbe cominciato la regolare programmazione televisiva, c'è anche questa foto dove sono bene in vista due cameramen impegnati a San Siro nelle riprese televisive di questo allenamento della Nazionale italiana di calcio.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Pino Frisoli, Il 21 ottobre 1953 la prima diretta televisiva di un evento della Nazionale italiana di calcio

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

La Domenica Sportiva ha compiuto 70 anni: l'11 ottobre 1953 la puntata numero 1, su RaiPlay un'antologia della storia della trasmissione

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 13 ottobre 2023 un nostro articolo sui 70 anni della Domenica Sportiva, in particolare sulla puntata numero 1 in onda l'11 ottobre 1953. Vi ricordiamo inoltre che su RaiPlay è possibile vedere un'antologia con titolo "70 anni in 70 minuti" con tante immagini inedite della più longeva trasmissione della Tv italiana ancora in attività. Anche sul settimanale "Tv Sorrisi e canzoni" è stato pubblicato un nostro articolo sui 70 anni della Domenica Sportiva. Ecco i link della Newsletter Rai del 13 ottobre 2023.

Newsletter Rai del 13 ottobre 2023
Buon Compleanno, DS!

Ecco il link per vedere su RaiPlay l'antologia sulla Domenica Sportiva "70 anni in 70 minuti" che trovate anche in chiusura dell'articolo pubblicato sulla Newsletter Rai che trovate di seguito.

La Domenica Sportiva: 70 anni in 70 minuti

"Ed ora La Domenica Sportiva. Risultati e commenti sui principali avvenimenti della giornata a cura della redazione attualità e telegiornale". Veniva annunciata così, l’11 ottobre 1953, la puntata numero 1 della Domenica Sportiva, la trasmissione giornalistica più longeva ancora in attività nella televisione italiana. La Rai non aveva ancora iniziato la regolare programmazione, ma la televisione era già molto attiva nelle zone raggiunte dal segnale, in particolare nel Nord Ovest e nel centro Italia nella fascia tirrenica. C’erano telegiornali, varietà, quiz, programmi per ragazzi e lo sport aveva già un ruolo molto importante. A maggio erano stato trasmessi partenza e arrivo del Giro d’Italia di ciclismo e a settembre da Monza erano state trasmesse in diretta alcune fasi del Gran Premio Motociclistico delle Nazioni e del Gran Premio d’Italia di Formula Uno. Arriviamo così all’11 ottobre quando alle 23:15, in terza serata, dopo il programma di musica leggera Settenote e dopo il film Maria Malibran, inizia la puntata numero 1 della Domenica Sportiva. L’idea del titolo è di Carlo Bacarelli, primo telecronista della Tv italiana, che lo sceglie per differenziarlo dalla trasmissione “Domenica Sport”. Negli archivi Rai sono conservati i tre servizi trasmessi in questo primo numero: in quegli anni infatti le tecnologie televisive non permettevano la registrazione di tutte le trasmissioni che andavano in onda in diretta. Di quella puntata sono così arrivati a noi solo i tre servizi filmati in pellicola, tutti senza audio perché venivano commentati durante la trasmissione. Per il calcio, gli highlights di Inter-Fiorentina 2-1, per la quinta giornata del campionato di Serie A, poi l’atletica leggera con la 50 km di Abbiategrasso valida per il campionato italiano di marcia su strada che vede la vittoria di Pino Dordoni, già noto grazie all'oro conquistato l'anno prima nelle Olimpiadi di Helsinki. Il terzo servizio è sul ciclismo, con la cronaca della Tre Valli Varesine, ultimo appuntamento del Campionato Italiano di ciclismo su strada, con il successo di Nino Defilippis. Grazie alle scalette originali della trasmissione, conservate nella sede Rai di Milano, è possibile però anche avere i particolari sulla parte in studio della trasmissione che appare molto simile alla formula attuale. C’erano infatti numerosi giornalisti in studio a commentare i fatti della giornata. La scaletta originale riporta i nomi di Emilio De Martino, Nino Oppio, Nicolò Carosio, Gian Piero Ginepro, Carlo Bacarelli, Fausto Rosati, Claudio Ansaldo, Adriano De Zan, Aldo Assetta e Aldo De Martino, mentre gli ospiti in studio sono Peppino Bigogno, l’allenatore dell’Udinese che nel pomeriggio aveva giocato a Novara, e il marciatore Pino Dordoni presente anche in uno dei tre servizi. La regia del numero 1 della Domenica Sportiva è firmata da Luigi Coccorese, con assistente Maria Lodovica Cerrato. Da quel giorno La Domenica Sportiva diventa un appuntamento fisso per gli appassionati di sport, e il 3 gennaio 1954, quando la Rai inizia la regolare programmazione televisiva, La Domenica Sportiva è già arrivata alla puntata numero 13. Nei primi anni, la trasmissione è un notiziario nel quale il giornalista fornisce le notizie che giungono dagli inviati per telefono: le pellicole con le immagini dei gol devono arrivare a Milano e Roma, così dalle varie sedi di partite il giornalista corre con la pellicola verso una delle due città, dove viene sviluppata, visionata e sono scelti i gol e le fasi più belle. I servizi vengono portati in uno dei due centri in automobile, qualche volta con il treno, nei casi più urgenti con l’aereo. Per fare arrivare il materiale in tempo, in certi casi, viene noleggiato un aereo per il trasporto a Milano dei filmati di manifestazioni sportive che non possono essere trascurate. Si compiono vere e proprie prodezze evolutive per lasciar cadere la preziosa scatola metallica al Vigorelli o allo stadio di San Siro: è l’unico metodo per poter trasmettere sul video qualche spezzone del Giro o del Tour o di partite giocate a Palermo, Napoli e Bari. Quando i tempi sono troppo stretti i gol mancanti vanno in onda il lunedì su Telesport, alle ore 20. Il 28 febbraio 1965, con l’arrivo di Enzo Tortora alla conduzione, La Domenica Sportiva si rinnova e assume un aspetto più spettacolare abbandonando gli iniziali schemi informativi. Tortora trasforma quella che era una sobria rubrica di filmati rigorosamente letti dagli speaker in uno dei primi e più gradevoli salotti televisivi italiani, precorrendo tempi e mode. Pensiamo per esempio alla moviola, introdotta già nella prima puntata della sua conduzione, che negli anni diventerà uno dei momenti più attesi della trasmissione. Per il colore bisognerà però attendere fino al 6 marzo 1977 che porterà anche una nuova sigla, Disco Bass, scelta anche per questa edizione della Domenica Sportiva. Una formula che continua con successo ancora oggi negli anni della concorrenza televisiva e delle pay-tv. Per chi volesse avventurarsi in un viaggio di “70 anni in 70 minuti” Rai Teche ha pubblicato su RaiPlay, un racconto antologico dei passaggi più significativi del programma riproponendo alcuni episodi passati alla storia e alcune immagini probabilmente mai più riviste da allora: il link è La Domenica Sportiva: 70 anni in 70 minuti.

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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mercoledì 30 agosto 2023

Il 28 e 29 agosto 1993, con Monza-Padova, Serie B, e Lazio-Foggia, Serie A, in Italia parte la pay-tv nel calcio: sono passati 30 anni

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Il 28 agosto 1993, alle 20:30, con Monza-Padova, anticipo della prima giornata di Serie B, e il 29 agosto 1993, alle 21:00 con Lazio-Foggia, posticipo della prima giornata di Serie A iniziato con mezz'ora di ritardo sul previsto per uno sciopero dei calciatori, comincia in Italia l'era del campionato di calcio in pay-tv, trasmesso da Tele+2. Da quel giorno, sono passati 30 anni, il calcio non sarà più lo stesso, quello delle partite tutte alla stessa ora. Vediamo come si arrivò a quella scelta che suscitò anche molte polemiche, come l'iniziale contrarietà di Coni e Federcalcio, proponendovi il paragrafo "Il campionato va sulla pay-tv" del libro "Sport in Tv", scritto da Pino Frisoli e Massimo De Luca, uscito nel 2010 per Rai Eri. Sono previste 32 partite di serie B il sabato alle 20.30 (ogni incontro è stato valutato 350 milioni di lire per un totale di 11 miliardi e 200 milioni) e 28 partite di A la domenica alle 20.30 (1 miliardo e 200 milioni a gara per complessivi 33 miliardi e 600 milioni), con esclusione delle ultime 6 giornate di campionato. Non ci saranno repliche in chiaro sulla Rai, come si era ipotizzato in un primo tempo.

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

IL CAMPIONATO VA SULLA PAY-TV
Il contratto tra Rai e Lega Calcio, un triennale da 108 miliardi di lire complessivi, è in scadenza e dunque si torna al tavolo delle trattative per il rinnovo. Questa volta c’è un nuovo pretendente: Tele+2. La Lega vuole infatti introdurre un posticipo serale da trasmettere in diretta televisiva e quella della trasmissione a pagamento sarebbe la soluzione migliore.
Il 1° luglio 1993 si arriva all’accordo. La Lega stipula due contratti: uno con la Rai per la cessione dei diritti radiofonici in diretta e quelli televisivi di campionato e Coppa Italia in differita per 135 miliardi all’anno, indicizzati, per tre anni; uno con Tele+2 per i diritti pay di 28 posticipi di serie A e di 32 anticipi di B alla cifra di 45 miliardi l’anno. Il presidente della Lega Luciano Nizzola ufficializza così il matrimonio tra il campionato italiano e la Tv a pagamento.
Il progetto pay-tv trova anche un avallo importante, quello del presidente del Coni Mario Pescante: «Non possiamo barricarci dentro le nostre mura senza tener conto dell’evoluzione della società. Noi siamo, prima di tutto, per la regolarità del campionato, ma non penso onestamente che anticipare una partita di B al sabato e giocarne una la domenica sera, in favore del progetto della pay-tv, possa essere dannoso per il calcio e il totocalcio». A questo proposito va detto che solo due mesi prima, sia il Coni, sia il presidente della Federcalcio Antonio Matarrese si erano espressi negativamente. L’intesa con la pay-tv viene trovata sulla cifra di 44 miliardi e 800 milioni, sulla base di un anticipo e di un posticipo settimanale, con esclusione delle ultime sei giornate di campionato: si avranno 32 partite di serie B il sabato alle 20.30 (ogni incontro è stato valutato 350 milioni per un totale di 11 miliardi e 200 milioni) e 28 partite di A la domenica alle 20.30 (1 miliardo e 200 milioni a gara per complessivi 33 miliardi e 600 milioni). Non ci saranno repliche in chiaro sulla Rai, come si era ipotizzato in un primo tempo. Questi i criteri dei posticipi: favorire le prime sette del passato campionato (Milan, Inter, Parma, Juventus, Lazio, Cagliari e Sampdoria), facendole rientrare in un massimo di cinque passaggi Tv e nel contempo accontentare con un minimo di due partite le altre formazioni. Nell’elenco, varato con un mese di anticipo, spiccano quattro derby, nell’ordine Juventus-Torino, Genoa-Sampdoria, Lazio-Roma e Milan-Inter, più le due classicissime Milan-Juventus e Inter-Juventus.
La Rai invece, non esercitando il diritto di veto sulla trattativa Lega-Tele+ per le dirette criptate, pagherà per l’esclusiva del calcio 135 miliardi invece di 180. Nel contratto c’è la clausola che permette di cedere le dirette di Coppa Italia, ma la privazione non sarà totale. Nelle ultime tre stagioni la Coppa Italia (13 dirette) era stata trasmessa dalla Fininvest, ora su 15 incontri alla concorrenza ne vanno 4: una partita dei quarti, due semifinali e una finale. Non ci sarà concorrenza nel pomeriggio domenicale: il blackout di trasmissioni parte da mezz’ora prima dell’inizio delle partite sino alle 22.00. Tale divieto riguarda anche le interviste. La Rai si riserva di vendere alle Tv locali i secondi diritti di campionato (differite dopo le 23.00).
Da questi accordi esce danneggiata la Fininvest. È il prezzo che Silvio Berlusconi deve pagare per il via libera al pacchetto pay-tv. Per l’imprenditore milanese è troppo importante rientrare dagli investimenti fatti in Tele+ e le dirette di campionato costituiscono l’unica possibilità di rilanciare l’emittente. In cambio del mancato veto Rai, la Fininvest ha messo sul piatto gran parte della coppa Italia, le partite interne delle italiane nelle coppe europee e altro ancora.
Dopo qualche giorno, aggiungendo 7 miliardi, Tele+ ottiene anche i diritti per la trasmissione al sabato pomeriggio di un anticipo di serie C per la soddisfazione di Matarrese, che ringrazia la Rai: «Rimane il nostro interlocutore privilegiato», e Nizzola, che sottolinea anche gli ulteriori benefici economici che arriveranno alle società dalla pubblicità statica negli stadi: «Un eventuale calo di tifosi verrà recuperato da un incremento inevitabile della pubblicità statica negli stadi che si verificherà proprio per via della trasmissione in diretta. Non abbiamo fatto ancora proiezioni, ma riteniamo che il valore che si potrà recuperare sarà notevole ed esso andrà a beneficio esclusivo delle società. Dipende da chi ha in gestione la pubblicità negli stadi: in alcuni casi sono i comuni, in altri le stesse concessionarie di pubblicità molto scaltre nel formalizzare i contratti. Il calcio quindi avrà soltanto da guadagnare da questa rivoluzione. Questi tre anni ci consentiranno di prendere in esame i vari aspetti di questo contratto e di studiare ulteriori benefici che il calcio potrà avere dalla televisione».
Non tutti però sono contenti di questo accordo. Giorgio Balzoni, segretario dell’Usigrai (sindacato giornalisti Rai) chiede che «sia rimesso in discussione l’accordo Rai-Lega-Tele+» e annuncia una risposta adeguata delle redazioni Rai se invece sarà ratificato. Se esistono ancora margini per impedire la sua ratifica «vanno utilizzati fino in fondo per rimettere in discussione un accordo che sarebbe devastante per tutti. Chi, per parte della Rai, ha concluso questo contratto dimostra di essere ancora schiavo della filosofia della “pax televisiva” che al servizio pubblico ha fatto solo pagare prezzi e chi ha responsabilità di governo dell’azienda deve trarne tutte le conseguenze… Oggi esiste un soggetto in più in grado di governare questo paese: è la Lega Calcio che, realizzando questo contratto, rende inutili tutte le discussioni sul superamento della Mammì: essa è già superata nei fatti e il legislatore, domani, potrà solo limitarsi a fotografare il nuovo scenario dell’emittenza senza poterlo disegnare… Il monopolio privato ha già costruito il nuovo edificio».
Da Tele+ arriva la risposta dell’amministratore delegato Mario Zanone Poma: «Circa la sottrazione del calcio a un pubblico generalizzato, siamo in presenza di un altro falso: l’anticipo di B e il posticipo di serie A si vanno ad aggiungere al calcio già a disposizione del pubblico televisivo. Quindi senza nulla togliere a quanto già garantito dalla Rai…».
Sabato 28 agosto, alle 20.30, su Tele+2 va in onda Monza-Padova, prima giornata del campionato di serie B, telecronista Silvio Sarta. La serie A comincia domenica 29: alle 21.00, con mezz’ora di ritardo per uno sciopero dei calciatori, ecco Lazio-Foggia, telecronista Massimo Marianella. L’era del campionato in pay-tv è cominciata.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Pino Frisoli, La Tv per sport, Edizioni Tracce, Pescara, 2007
Enrica Speroni, Via libera al calcio in pay-Tv, «La Gazzetta dello Sport», venerdì 2 luglio 1993
Enrica Speroni, Proteste a tutto campo per l’accordo calcio-Tv, «La Gazzetta dello Sport», sabato 3 luglio 1993
Mancini-Canfora, Pay-Tv, c’è posto per tutti, «La Gazzetta dello Sport», domenica 4 luglio 1993
Ruggiero Palombo, La serie C sbarca su Telepiù, «La Gazzetta dello Sport», venerdì 16 luglio 1993
Tiziana Bottazzo, Calcio-Tv: affari d’oro, «La Gazzetta dello Sport», mercoledì 21 luglio 1993
Gabriella Mancini, Quattro derby a pagamento, «La Gazzetta dello Sport», sabato 31 luglio 1993

Ecco l'intervista di Pino Frisoli rilasciata a Sky Sport 24 a Sandro Sabatini e Sara Benci nel 2010 dove si parla di Lazio-Foggia del 29 agosto 1993


sabato 10 giugno 2023

Clamoroso al Cibali: ecco il nome del giornalista Rai che commentò per la radio Catania-Inter del 4 giugno 1961 e non era Sandro Ciotti

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 9 giugno 2023 un nostro articolo dove parliamo della frase "Clamoroso al Cibali" che secondo la leggenda sarebbe stata pronunciata da Sandro Ciotti in un Catania-Inter 2-0 del 4 giugno 1961. In realtà non andò così, non c'era stata nessuna radiocronaca di questa partita e Sandro Ciotti non era presente all'incontro, seguito per la Rai da Mario Vannini che la commentò in serata alla radio in "Domenica sport". Eccovi tutta la storia con i link della Newsletter Rai del 9 giugno 2023.

Newsletter Rai del 9 giugno 2023
Clamoroso al Cibali

“Clamoroso al Cibali” è una delle frasi più utilizzate nella storia del calcio come simbolo di un risultato sorprendente. Ancora oggi c’è chi continua a sostenere che questa locuzione sia stata pronunciata da Sandro Ciotti in un Catania-Inter del 4 giugno 1961, finita 2-0 per i siciliani, risultato che permise alla Juventus di vincere il suo 12° Scudetto. In realtà non è andata così anche perché “Tutto il calcio minuto per minuto” non era previsto nelle ultime quattro giornate di campionato, per garantire la regolarità del torneo, e veniva trasmessa solo la radiocronaca di una partita tra due formazioni che non avevano più nella da chiedere, in termini di classifica, al campionato.

La formazione torinese arrivava infatti all’ultimo turno di campionato con due punti di vantaggio sui nerazzurri e aveva appena ottenuto la sentenza favorevole della Caf in merito al ricorso presentato dall’Inter che aveva disposto di ripetere la partita del 16 aprile giocata al Comunale di Torino. Alla Juventus sarebbe bastato dunque un pareggio per conquistare il suo 12° Scudetto. L’Inter, che affrontava al Cibali un Catania che aveva disputato un eccellente campionato, venne però sconfitta a sorpresa 2-0 dai padroni di casa. Quello di Catania poteva dunque essere considerato il secondo campo della giornata per importanza ma, come dicevamo, nelle ultime quattro giornate di campionato era in programma solo la radiocronaca del secondo tempo di una partita e solo dopo la sua conclusione venivano dati i risultati degli altri campi. La famosa frase “Clamoroso al Cibali” non può per questo essere stata pronunciata in una radiocronaca che non c’è ma stata e inoltre Sandro Ciotti non era ancora uno dei radiocronisti di punta della Rai. Ci siamo però chiesti chi poteva essere presente per la Rai al Cibali e grazie alle registrazioni dell’epoca possiamo svelare il suo nome, che è quello di Mario Vannini, cronista della sede siciliana della Rai. Abbiamo infatti controllato sul Radiocorriere numero 23 del 1961 il palinsesto sportivo della radio che il 4 giugno prevedeva queste trasmissioni:

Programma Nazionale
13:00 XLIV Giro d’Italia. Notizie sulla tappa Firenze-Modena
14:00 XLIV Giro d’Italia. Passaggio dell’Abetone. Radiocronaca di Nando Martellini e Sergio Zavoli
Secondo Programma
16:00 XLIV Giro d’Italia. Fase finale e arrivo della tappa del Giro d’Italia Firenze-Modena. Radiocronaca di Nando Martellini, Sergio Zavoli e Paolo Valenti
Programma Nazionale
17:00 Radiocronaca del secondo tempo di una partita di Serie A
Secondo Programma
17:00 Musica e sport. Nel corso del programma: Ippica, dall’Ippodromo di San Siro in Milano, “Gran Premio d’Italia”, radiocronaca di Alberto Giubilo
Programma Nazionale
19:30 La giornata sportiva, un programma di risultati, cronache, commenti e interviste a cura di Eugenio Danese e Guglielmo Moretti
19:50 XLIV Giro d’Italia. Servizio speciale di Paolo Valenti
Secondo Programma
22:40 Domenica sport. Echi e commenti della giornata sportiva a cura di Nando Martellini, Sergio Zavoli e Piero Pasini
Programma Nazionale
23:15 Questo campionato di calcio, commento di Eugenio Danese

Di questi programmi solo “Domenica sport”, che abbiamo ascoltato per intero, risulta conservato. La puntata del 4 giugno 1961, condotta da Piero Pasini, si è occupata prima del Giro d’Italia, con un servizio di Severo Boschi dal traguardo di Modena, poi di calcio con i commenti sulle partite della 34esima giornata di Serie A che si aprono con Juventus-Bari, commentata da Paolo Bertoldi seguita da Catania-Inter che Piero Pasini introduce così: “Emozionante e sconvolgente finale del campionato di calcio. Il Catania, leale e combattivo come sempre, ha dominato un’Inter che era stata distrutta psicologicamente dal verdetto della Caf. Il servizio di Mario Vannini”. Il giornalista apre così: “2-0 ma poteva essere anche 3 o 4 a 0 e nessuno dei presenti al Cibali si sarebbe meravigliato”. Mario Vannini intervista anche il giocatore Amilcare Ferretti e l’allenatore del Catania Carmelo Di Bella. La frase “Clamoroso al Cibali” non viene mai usata in tutto il servizio. Piero Pasini riprende quindi la linea per lanciare il commento di Eveno Visioli su Milan-Lanerossi Vicenza 0-0, quindi ecco Gino Palumbo per Padova-Napoli 1-1, Mario Giacomini, con interviste, per Udinese-Atalanta 2-1, Ennio Viero per Lazio-Lecco 0-1 e, per la Serie B commento e interviste di Angelo Campanella per Foggia-Palermo 2-3. In chiusura ecco il tennis con Rino Bertolotti che “ci telefona questo servizio” per Belgio-Italia di Coppa Davis.

Come abbiamo visto Sandro Ciotti non c’è, non era ancora un affermato radiocronista sportivo.

In una trasmissione di Rai 3 del 2011 “Figu. Album di persone notevoli” si sente Sandro Ciotti dire: “Attenzione! Clamoroso al Cibali! Catania in gol con Milan. Catania uno, Inter zero, a voi la linea”, riferendosi però non alla partita del 1961, quella sempre citata, ma ad una della stagione 1962/63, precisamente del 30 settembre 1962, in cui segnò per i siciliani Luigi Milan. Una registrazione che però non sembra nemmeno autentica anche perché negli archivi Rai non risulta conservata la puntata di “Tutto il calcio minuto per minuto” di quel giorno. È giusto ricordare che negli anni scorsi già Roberto Pelucchi nel suo libro Le voci della domenica - Storia romantica di 90 anni di sport alla radio (prefazione di Massimo De Luca) aveva smontato questa leggenda. “Oggi, non c’è prova che quelle tre parole, entrate nell’immaginario collettivo e nel lessico sportivo per indicare un risultato fuori dalla logica, le abbia effettivamente pronunciate Ciotti. E che le abbia pronunciate il 4 giugno 1961 in occasione di Catania-Inter 2-0, come è stato raccontato”, aveva affermato in una intervista al sito Ilfattoquotidiano.it.

Volevamo però scoprire anche chi era presente per la Rai a quella partita e cosa poteva avere detto. Come abbiamo ascoltato nella trasmissione di commento serale “Domenica sport” Mario Vannini non pronuncia mai quel “Clamoroso al Cibali”. Mario Vannini, giornalista di origine toscana come si può notare dal suo accento, ma per tanti anni in forza alla sede siciliana della Rai, è stato anche occasionalmente uno dei volti di “90° minuto”, come nella puntata del 4 gennaio 1981 per Palermo-Sampdoria, e autore nei primi anni ’80 di alcuni servizi per “La Domenica Sportiva” e per “Domenica sprint”.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/19/clamoroso-al-cibali-la-frase-cult-di-sandro-ciotti-non-e-mai-stata-pronunciata-ne-dal-radiocronista-rai-ne-da-altri/5570829/



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"Tutto il calcio" in Tv

C'era una volta "Sport 7", 24 marzo 2023
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C'era una volta "Sport 7"

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L'Inter oscurata, 12 maggio 2023
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L'Inter oscurata

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I segreti di un archivista, 6 maggio 2022
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I segreti di un archivista, da Newsletter Rai del 6 maggio 2022

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Storia della Tv a colori in Italia, 15 ottobre 2022
Newsletter Rai del 15 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (5)

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

martedì 23 maggio 2023

Inter-Real Madrid del 22 aprile 1981 e la diretta negata, dalla Newsletter Rai del 12 maggio 2023

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 12 maggio 2023 un nostro articolo dove ricordiamo un Inter-Real Madrid del 22 aprile 1981, semifinale di ritorno di Coppa dei Campioni, che la Rai mandò in diretta sulla Rete Uno con l'esclusione della regione Lombardia per decisione del presidente dell'Inter Ivanoe Fraizzoli anche se lo stadio di San Siro era esaurito per cui l'incasso era garantito. Per gli appassionati lombardi la consolazione della diretta dell'altra semifinale di Coppa dei Campioni, Bayern Monaco-Liverpool, in programma su Telemontecarlo alle 19.55, mentre Svizzera e Capodistria proposero alle 22.15 una sintesi del mercoledì internazionale. Per vedere la partita di Milano si dovette invece aspettare il giovedì sera alle 19.30 su Telenova. Eccovi tutta la storia con i link della Newsletter Rai del 12 maggio 2023.

Newsletter Rai del 12 maggio 2023
L'Inter oscurata

Oggi i diritti televisivi sono determinanti per il mondo del calcio. Fino ai primi anni ’90, prima dell’arrivo delle pay tv, non è stato così, con le società di calcio che temevano che la Tv potesse togliere pubblico dagli stadi. vPer questo, le uniche occasioni per vedere delle dirette di calcio in televisione erano doute alle partite di coppa, a quelle della Nazionale o a qualche recupero di campionato. Se però si giocava nella città di residenza, quasi sempre arrivava immancabile l’esclusione dalla trasmissione della zona della partita, o addirittura dell’intera regione*. A Milano si poteva aggirare l’ostacolo se l’antenna condominiale era orientata verso il ripetitore piacentino di Monte Penice o, per quanti fossero dotati di un secondo televisore, spostando l’antenna direzionale, ma non tutti potevano permettersi questa mossa. Bisognava dunque sperare nel tutto esaurito che avrebbe permesso di evitare l’esclusione. Qualche volta però non è andata così.

Mercoledì 22 aprile 1981 l’Inter affronta a San Siro il Real Madrid nel ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni. La squadra di Bersellini deve rimontare lo 0-2 del Santiago Bernabeu e l’attesa è grandissima. Già da qualche giorno è annunciato il tutto esaurito per un incasso di oltre 800 milioni di lire e ci vorrebbe un altro stadio per accontentare la richiesta di biglietti. La diretta televisiva di Inter-Real Madrid è in programma alle 20:45 sulla Rete Uno della Rai. Le immagini della partita potranno essere seguite in diretta anche in Corea del Sud, Messico, Venezuela, Stati Uniti, Austria, Olanda oltre a tutte le regioni italiane meno una: la Lombardia. Fino all’ultimo si spera in un ripensamento del presidente dell’Inter, Ivanoe Fraizzoli, che però è irremovibile: niente diretta per rispetto del pubblico pagante. La decisione di Fraizzoli è accolta con un coro di proteste e alle redazioni dei giornali arrivano le telefonate degli appassionati che protestano per la mancata diretta nonostante l’esaurito di San Siro fosse stato annunciato da una settimana. La conferma arriva anche dalla Rai: “La società nerazzurra ha voluto mantenere fede alla parola data al suo pubblico al momento della messa in vendita dei biglietti”.

Agli appassionati lombardi non resta che consolarsi con la diretta dell’altra semifinale di Coppa dei Campioni, Bayern Monaco-Liverpool, in programma su Telemontecarlo alle 19.55, mentre Svizzera e Capodistria propongono alle 22.15 una sintesi del mercoledì internazionale. Per vedere la partita di Milano bisogna invece aspettare il giovedì sera alle 19.30 su Telenova. I tifosi esclusi dalla diretta Tv non possono nemmeno consolarsi con il risultato dell’incontro: l’1-0 finale non basta all’Inter che viene dunque eliminata. Per evitare il ripetersi di un simile episodio, il Corriere della Sera lancia un’idea: “Noi proponiamo che d’ora in poi, allorché una società di calcio si prepara ad ospitare una partita di interesse vasto, e quindi televisivo, si comporti così: al momento in cui mette in vendita i biglietti per lo stadio ponga una riserva pubblica e ufficiale sul proprio “sì” o il proprio “no” alla telecronaca, in dipendenza dell’esito della prevendita dei biglietti: la riserva sarà sciolta 48 ore prima dell’incontro affinché esistano i tempi stretti ma necessari per informare il pubblico della decisione. Il pubblico si regolerà di conseguenza. In tal modo si eviteranno forse i malintesi e soprattutto i paradossi che hanno preceduto Inter-Real Madrid: per salvare giustamente i diritti di 78 mila spettatori paganti si è scontentata, con un “esaurito” di S. Siro assicurato da dieci giorni, una regione che ha 9 milioni di abitanti”.

La situazione si ripete qualche mese dopo, il 4 novembre 1981. Alle 13 si gioca Dinamo-Bucarest-Inter, ritorno del secondo turno di Coppa Uefa. Finisce 3-2 per i rumeni dopo i supplementari con la diretta sulla Rete Due, ma viene esclusa la zona di Milano perché alle 14.30 si gioca a San Siro Milan-Haladas, 3-0, per la Mitropa Cup.

Riguardo alla Nazionale, l'ultima volta che è stata esclusa una città dalla diretta è stato il 13 novembre 1982 in occasione di Italia-Cecoslovacchia, partita di qualificazione agli Europei di Francia, finita 2-2, giocata a Milano. Ci furono molte polemiche e da allora si decise che a tutti doveva essere data la possibilità di vedere la Nazionale in diretta Tv. Per l'Italia poteva capitare anche che venisse escluso solo il primo tempo, come il 15 marzo 1980 quando a Milano si giocò l'amichevole Italia-Uruguay, finita 1-0 per gli Azzurri.

L'ultima esclusione in assoluto di una città dalla visione televisiva di una partita è stata, ancora una volta Milano, in occasione di un Inter-Sampdoria valido per il ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia, finita 1-1 e giocata il 27 gennaio 1994.

Da allora nessuna città è stata più esclusa dalla trasmissione di una partita di calcio. Questa clausola è stata però ripresa con l'introduzione della pay-per-view per il campionato. Nel primo anno, nella stagione 1996/97, ai tifosi residenti nella città della squadra per la quale intendevano abbonarsi alla pay-per-view era infatti possibile farlo solo se fosse stato venduto almeno l'80 per cento degli abbonamenti allo stadio o se, per la singola partita, ci fosse stato il tutto esaurito. Regole che sono poi state subito cancellate. Da allora la Tv, anzi la pay-tv, ha preso il sopravvento decidendo, almeno per la Serie A, calendari e orari di inizio delle partite.

* Ecco un esempio di mercoledì di coppa con un’italiana in casa e una in trasferta: il 21 marzo 1973 si gioca a Budapest l’incontro Ujpest-Juventus valido per il ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni. La partita inizia alle 17.30 ma per vederla in tv gli sportivi devono aspettare le 19 del giorno successivo. Alla telecronaca diretta si è infatti opposto il Milan, che alle 21.15, dunque due ore dopo la fine della sfida della Juventus, affronta a San Siro lo Spartak Mosca per il ritorno dei quarti di Coppa delle Coppe. I dirigenti rossoneri ritengono infatti che dopo aver visto la partita in TV parte dei suoi tifosi avrebbe disertato in serata San Siro. Cfr. «Corriere della Sera», martedì 20 marzo 1973.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
«Corriere della Sera», Non resta che andare in Corea, mercoledì 22 aprile 1981
«Corriere della Sera», Coro di proteste a Milano per la mancata «diretta» Tv, giovedì 23 aprile 1981
«Corriere della Sera», A proposito del calcio e della Tv, venerdì 24 aprile 1981
Inter-Real Madrid e la diretta negata, http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/07/inter-real-madrid-no-alla-diretta-per.html
De Luca Massimo, Frisoli Pino, Sport in Tv, Rai Eri, Roma 2010

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Newsletter Rai del 17 settembre 2022
Tutti i colori della Rai

Storia della Tv a colori in Italia, seconda puntata, 24 settembre 2022 Newsletter Rai del 24 settembre 2022
Tutti i colori della Rai (2)

Storia della Tv a colori in Italia, terza puntata, 1 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (3)

Storia della Tv a colori in Italia, quarta puntata, 8 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'8 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (4)

Storia della Tv a colori in Italia, 15 ottobre 2022
Newsletter Rai del 15 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (5)

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799