mercoledì 30 agosto 2023

Il 28 e 29 agosto 1993, con Monza-Padova, Serie B, e Lazio-Foggia, Serie A, in Italia parte la pay-tv nel calcio: sono passati 30 anni

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Il 28 agosto 1993, alle 20:30, con Monza-Padova, anticipo della prima giornata di Serie B, e il 29 agosto 1993, alle 21:00 con Lazio-Foggia, posticipo della prima giornata di Serie A iniziato con mezz'ora di ritardo sul previsto per uno sciopero dei calciatori, comincia in Italia l'era del campionato di calcio in pay-tv, trasmesso da Tele+2. Da quel giorno, sono passati 30 anni, il calcio non sarà più lo stesso, quello delle partite tutte alla stessa ora. Vediamo come si arrivò a quella scelta che suscitò anche molte polemiche, come l'iniziale contrarietà di Coni e Federcalcio, proponendovi il paragrafo "Il campionato va sulla pay-tv" del libro "Sport in Tv", scritto da Pino Frisoli e Massimo De Luca, uscito nel 2010 per Rai Eri. Sono previste 32 partite di serie B il sabato alle 20.30 (ogni incontro è stato valutato 350 milioni di lire per un totale di 11 miliardi e 200 milioni) e 28 partite di A la domenica alle 20.30 (1 miliardo e 200 milioni a gara per complessivi 33 miliardi e 600 milioni), con esclusione delle ultime 6 giornate di campionato. Non ci saranno repliche in chiaro sulla Rai, come si era ipotizzato in un primo tempo.

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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IL CAMPIONATO VA SULLA PAY-TV
Il contratto tra Rai e Lega Calcio, un triennale da 108 miliardi di lire complessivi, è in scadenza e dunque si torna al tavolo delle trattative per il rinnovo. Questa volta c’è un nuovo pretendente: Tele+2. La Lega vuole infatti introdurre un posticipo serale da trasmettere in diretta televisiva e quella della trasmissione a pagamento sarebbe la soluzione migliore.
Il 1° luglio 1993 si arriva all’accordo. La Lega stipula due contratti: uno con la Rai per la cessione dei diritti radiofonici in diretta e quelli televisivi di campionato e Coppa Italia in differita per 135 miliardi all’anno, indicizzati, per tre anni; uno con Tele+2 per i diritti pay di 28 posticipi di serie A e di 32 anticipi di B alla cifra di 45 miliardi l’anno. Il presidente della Lega Luciano Nizzola ufficializza così il matrimonio tra il campionato italiano e la Tv a pagamento.
Il progetto pay-tv trova anche un avallo importante, quello del presidente del Coni Mario Pescante: «Non possiamo barricarci dentro le nostre mura senza tener conto dell’evoluzione della società. Noi siamo, prima di tutto, per la regolarità del campionato, ma non penso onestamente che anticipare una partita di B al sabato e giocarne una la domenica sera, in favore del progetto della pay-tv, possa essere dannoso per il calcio e il totocalcio». A questo proposito va detto che solo due mesi prima, sia il Coni, sia il presidente della Federcalcio Antonio Matarrese si erano espressi negativamente. L’intesa con la pay-tv viene trovata sulla cifra di 44 miliardi e 800 milioni, sulla base di un anticipo e di un posticipo settimanale, con esclusione delle ultime sei giornate di campionato: si avranno 32 partite di serie B il sabato alle 20.30 (ogni incontro è stato valutato 350 milioni per un totale di 11 miliardi e 200 milioni) e 28 partite di A la domenica alle 20.30 (1 miliardo e 200 milioni a gara per complessivi 33 miliardi e 600 milioni). Non ci saranno repliche in chiaro sulla Rai, come si era ipotizzato in un primo tempo. Questi i criteri dei posticipi: favorire le prime sette del passato campionato (Milan, Inter, Parma, Juventus, Lazio, Cagliari e Sampdoria), facendole rientrare in un massimo di cinque passaggi Tv e nel contempo accontentare con un minimo di due partite le altre formazioni. Nell’elenco, varato con un mese di anticipo, spiccano quattro derby, nell’ordine Juventus-Torino, Genoa-Sampdoria, Lazio-Roma e Milan-Inter, più le due classicissime Milan-Juventus e Inter-Juventus.
La Rai invece, non esercitando il diritto di veto sulla trattativa Lega-Tele+ per le dirette criptate, pagherà per l’esclusiva del calcio 135 miliardi invece di 180. Nel contratto c’è la clausola che permette di cedere le dirette di Coppa Italia, ma la privazione non sarà totale. Nelle ultime tre stagioni la Coppa Italia (13 dirette) era stata trasmessa dalla Fininvest, ora su 15 incontri alla concorrenza ne vanno 4: una partita dei quarti, due semifinali e una finale. Non ci sarà concorrenza nel pomeriggio domenicale: il blackout di trasmissioni parte da mezz’ora prima dell’inizio delle partite sino alle 22.00. Tale divieto riguarda anche le interviste. La Rai si riserva di vendere alle Tv locali i secondi diritti di campionato (differite dopo le 23.00).
Da questi accordi esce danneggiata la Fininvest. È il prezzo che Silvio Berlusconi deve pagare per il via libera al pacchetto pay-tv. Per l’imprenditore milanese è troppo importante rientrare dagli investimenti fatti in Tele+ e le dirette di campionato costituiscono l’unica possibilità di rilanciare l’emittente. In cambio del mancato veto Rai, la Fininvest ha messo sul piatto gran parte della coppa Italia, le partite interne delle italiane nelle coppe europee e altro ancora.
Dopo qualche giorno, aggiungendo 7 miliardi, Tele+ ottiene anche i diritti per la trasmissione al sabato pomeriggio di un anticipo di serie C per la soddisfazione di Matarrese, che ringrazia la Rai: «Rimane il nostro interlocutore privilegiato», e Nizzola, che sottolinea anche gli ulteriori benefici economici che arriveranno alle società dalla pubblicità statica negli stadi: «Un eventuale calo di tifosi verrà recuperato da un incremento inevitabile della pubblicità statica negli stadi che si verificherà proprio per via della trasmissione in diretta. Non abbiamo fatto ancora proiezioni, ma riteniamo che il valore che si potrà recuperare sarà notevole ed esso andrà a beneficio esclusivo delle società. Dipende da chi ha in gestione la pubblicità negli stadi: in alcuni casi sono i comuni, in altri le stesse concessionarie di pubblicità molto scaltre nel formalizzare i contratti. Il calcio quindi avrà soltanto da guadagnare da questa rivoluzione. Questi tre anni ci consentiranno di prendere in esame i vari aspetti di questo contratto e di studiare ulteriori benefici che il calcio potrà avere dalla televisione».
Non tutti però sono contenti di questo accordo. Giorgio Balzoni, segretario dell’Usigrai (sindacato giornalisti Rai) chiede che «sia rimesso in discussione l’accordo Rai-Lega-Tele+» e annuncia una risposta adeguata delle redazioni Rai se invece sarà ratificato. Se esistono ancora margini per impedire la sua ratifica «vanno utilizzati fino in fondo per rimettere in discussione un accordo che sarebbe devastante per tutti. Chi, per parte della Rai, ha concluso questo contratto dimostra di essere ancora schiavo della filosofia della “pax televisiva” che al servizio pubblico ha fatto solo pagare prezzi e chi ha responsabilità di governo dell’azienda deve trarne tutte le conseguenze… Oggi esiste un soggetto in più in grado di governare questo paese: è la Lega Calcio che, realizzando questo contratto, rende inutili tutte le discussioni sul superamento della Mammì: essa è già superata nei fatti e il legislatore, domani, potrà solo limitarsi a fotografare il nuovo scenario dell’emittenza senza poterlo disegnare… Il monopolio privato ha già costruito il nuovo edificio».
Da Tele+ arriva la risposta dell’amministratore delegato Mario Zanone Poma: «Circa la sottrazione del calcio a un pubblico generalizzato, siamo in presenza di un altro falso: l’anticipo di B e il posticipo di serie A si vanno ad aggiungere al calcio già a disposizione del pubblico televisivo. Quindi senza nulla togliere a quanto già garantito dalla Rai…».
Sabato 28 agosto, alle 20.30, su Tele+2 va in onda Monza-Padova, prima giornata del campionato di serie B, telecronista Silvio Sarta. La serie A comincia domenica 29: alle 21.00, con mezz’ora di ritardo per uno sciopero dei calciatori, ecco Lazio-Foggia, telecronista Massimo Marianella. L’era del campionato in pay-tv è cominciata.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Pino Frisoli, La Tv per sport, Edizioni Tracce, Pescara, 2007
Enrica Speroni, Via libera al calcio in pay-Tv, «La Gazzetta dello Sport», venerdì 2 luglio 1993
Enrica Speroni, Proteste a tutto campo per l’accordo calcio-Tv, «La Gazzetta dello Sport», sabato 3 luglio 1993
Mancini-Canfora, Pay-Tv, c’è posto per tutti, «La Gazzetta dello Sport», domenica 4 luglio 1993
Ruggiero Palombo, La serie C sbarca su Telepiù, «La Gazzetta dello Sport», venerdì 16 luglio 1993
Tiziana Bottazzo, Calcio-Tv: affari d’oro, «La Gazzetta dello Sport», mercoledì 21 luglio 1993
Gabriella Mancini, Quattro derby a pagamento, «La Gazzetta dello Sport», sabato 31 luglio 1993

Ecco l'intervista di Pino Frisoli rilasciata a Sky Sport 24 a Sandro Sabatini e Sara Benci nel 2010 dove si parla di Lazio-Foggia del 29 agosto 1993