domenica 9 maggio 2021

Tv Capodistria compie 50 anni: l'1 febbraio 1971 l'inizio delle trasmissioni sperimentali, l'8 maggio delle trasmissioni ufficiali

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Tv Capodistria compie 50 anni. L'8 maggio 1971 partiva infatti il primo notiziario dell'emittente istriana di lingua italiana anche se in realtà già dall'1 febbraio 1971, come scrive il Corriere della sera del 30 aprile 1972 in una pagina interamente dedicata al fenomeno delle Tv straniere ricevibili in Italia: «La televisione di Capodistria (in bianconero e colori) ha compiuto un anno di attività. Il primo giorno di febbraio del 1971 apparve per la prima volta sugli schermi italiani il segnale colorato dell'emittente jugoslava che il 15 febbraio iniziava i suoi primi programmi. Da allora essi si sono via via intensificati fino a raggiungere la media delle tre ore giornaliere, senza contare gli avvenimenti, non soltanto sportivi, che vengono trasmessi in ripresa diretta. Secondo i dati forniti dalla TV di Capodistria sono circa 10.283.000 persone in grado di ricevere questi programmi creati per le minoranze etniche italiane nel territorio jugoslavo, ma estese alle maggioranze in territorio italiano. Il ripetitore è posto sul monte Nanos (m. 1261) ed i programmi vengono captati, spesso senza alcuna antenna particolare data la sua potenza, da circa due milioni di televisori. Lo studio della TV di Capodistria è formato da tre telecamere». L'Italia, come fa notare l'inchiesta del Corriere della sera, nell'aprile 1972 era l'unica grande nazione in Europa a non possedere ancora la Tv a colori. Come sappiamo, ma non era prevedibile allora, per l'inizio delle trasmissioni ufficiali a colori l'Italia dovrà aspettare alcora quasi 5 anni, fino all'1 febbraio 1977, data d'inizio della regolare programmazione a colori sulle reti Rai. La prima telecronaca sportiva di Tv Capodistria risale al 6 marzo 1971, due mesi esatti prima del debutto ufficiale della rete, in occasione di un confronto di hockey su ghiaccio per i mondiali di seconda divisione, Jugoslavia-Austria 3-1. Il telecronista, piazzato davanti a un monitor di 12 pollici, bianco e nero, effetto neve, senza effetti sonori, come racconta Lucio Celletti nel sito Telesciando.it riprendendo anche l'intervista nella pagina YouTube del sito SportinMedia.it, è un giovanissimo Sergio Tavčar, in grande difficoltà per reperire i nomi delle formazioni, ma dotato di passione e di arte di arrangiarsi. Si era ancora nel periodo ufficioso di Capodistria, lo studio televisivo, non era ancora pronto, il commento avveniva da una saletta radiofonica. L'1 marzo 1972, nella pagina della televisione, il Corriere della sera scrive che «Domani sera alle 20.30 la Televisione di Capodistria, la stazione jugoslava che viene ricevuta in numerose zone dell'Italia, trasmetterà, a colori, il film del balletto cinese "Distaccamento rosso", presentato l'anno scorso alla Mostra del cinema di Venezia, ed al quale ha assistito, il 23 febbraio scorso a Pechino, il presidente americano Nixon». Sempre dal Corriere della sera si ha notizia della trasmissione in diretta delle semifinali di Coppa dei Campioni Inter-Celtic del 5 aprile 1972, trasmessa in diretta dalla Rai sul Programma Nazionale con esclusione della Lombardia e in sintesi dalla Tv della Svizzera italiana, e della finale di Coppa dei Campioni Ajax-Inter del 31 maggio 1972, a colori come la Svizzera italiana a differenza della Rai, che la mandò in onda sul Secondo Programma. Tutte informazioni che troviamo nelle pagine sportive del Corriere della sera che dal 2 giugno 1972, nella pagina degli spettacoli, oltre a quelli delle due reti Rai e della Tv della Svizzera italiana, cominciò a proporre anche i programmi di Tv Capodistria. Vi proponiamo ora l'intero paragrafo dedicato a Tv Capodistria pubblicato nel libro "Sport in Tv" (Massimo De Luca e Pino Frisoli per Rai Eri, 2010) dal titolo "Capodistria, la prima Tv tematica sportiva" che seguiva quello dedicato allo sport della Tv della Svizzera italiana. Vi consigliamo anche la lettura dell'articolo di Lucio Celletti del sito Telesciando.it sopra citato al link seguente
https://telesciando.it/capitoli/pettorale-11/?fbclid=IwAR114qrHVtpGvjPxcMyEnQXu5F9OfXnSiqEjNkKTQtH2mwVG0rRzaef7GPA e l'intervista di Simone Salvador a Sergio Tavčar e Roberto Siljan per il sito SportinMedia, visibile su YouTube al link seguente https://www.youtube.com/watch?v=1oa5t2Y6fjk&t=53s.
Un paragrafo sulla storia di Tv Capodistria, che riprende in parte i temi trattati in "Sport in Tv", è presente anche nel libro di Simone Salvador "Decoder. Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia", volume, dedicato all'evoluzione della pay tv sportiva in Italia https://simonesalvador.it/televisione/telecapodistria-50-anni-quasi-prima-pay-tv-sportiva-in-italia?fbclid=IwAR1bu0cVWkBd7hj491__9_vNoG64aDJ0-L8Hjcc-SJX02HAHQqm3sd5ANjs.

CAPODISTRIA, LA PRIMA TV TEMATICA SPORTIVA
L’alternativa alla Svizzera, dicevamo, è la Tv di Capodistria. Le trasmissioni sperimentali cominciano il 1° febbraio 1971 nell’ambito del Programma sperimentale di Tv Lubiana sul canale 27 del monte Nanos e solo pochi mesi più tardi, l’8 maggio, hanno inizio le trasmissioni regolari diffuse a colori, sempre con il sistema Pal. Tre ore di programma al giorno compreso il telegiornale “Notiziario” prodotto integralmente a Capodistria. La programmazione a colori e un palinsesto fatto di informazione, film, sport e programmi musicali sono gli ingredienti giusti per una rapida espansione dell’emittente su gran parte del territorio italiano che ha anche un buon riscontro sul piano commerciale e pubblicitario Nel decennio 1975-1985, la Tv di Capodistria, in coincidenza con il ritiro della Tv svizzera dal suolo italiano, diventa la terza emittente televisiva più seguita in Italia. Lo sport, dicevamo, è uno degli ingredienti principali. Già nel febbraio 1972 vanno in onda a colori le Olimpiadi invernali di Sapporo, mentre il sabato pomeriggio c’è l’anticipo televisivo del campionato jugoslavo, commentato da Bruno Petrali. Così, ecco il derby di Belgrado tra Crvena Zvezda (la Stella Rossa, ma loro la chiamano così) e il Partizan, ma anche il Sarajevo e la Dinamo Zagabria. Poi c’è il basket, di altissimo livello, visto che gli jugoslavi sono considerati gli americani d’Europa, con le telecronache di Sergio Tavcˇar. Da ricordare, per gli altri sport, i commenti di Sandro Vidrih e Ferdi Vidmar. Anche su Capodistria, come sulla Tv svizzera, il mercoledì è giorno di grande calcio. Quando non ci sono squadre jugoslave, arriva puntuale un grande match di Coppa dei Campioni. Qualche volta, sempre a colori, c’è anche la Nazionale italiana, (Italia-Germania Ovest, 26 febbraio 1974, Italia-Polonia, 19 aprile 1975, questa anche sulla Tv svizzera), o la Supercoppa Europea (Milan-Ajax 1-0, 9 gennaio 1974, Ajax-Milan 6-0, 16 gennaio 1974, in questo caso senza diretta Rai). E mercoledì 8 maggio, per vedere in diretta e a colori una squadra italiana, il Milan impegnato nella finale di Coppa delle Coppe a Rotterdam contro i tedeschi orientali del Magdeburgo, bisogna guardare Capodistria o la Svizzera. Nonostante sia impegnata una squadra del nostro Paese in una finale europea, la Rai trasmette infatti solo una sintesi registrata alle 21.45. La Tv di Stato preferisce mandare in onda, alle 20.40, “Tribuna del referendum”. Quattro giorni dopo c’è il referendum sul divorzio e la politica ha la precedenza sul calcio. Anche per il grande pugilato bisogna andare sulle reti estere. I grandi match si svolgono in orario notturno e la Rai, come da tradizione, manca la diretta per non turbare il sonno degli italiani. Così Clay-Frazier (New York, 28 gennaio 1974), Foreman-Norton (Caracas, 26 marzo 1974), Clay-Foreman (Kinshasa, 30 ottobre 1974) e ancora Clay-Frazier (Manila, 30 settembre 1975) sono visibili solo su Svizzera e Capodistria. Nel 1983 l’emittente istriana stipula un accordo di collaborazione con la Rai e la programmazione sportiva ha sempre un ruolo di primo piano. Molto gradita dal pubblico, durante i Mondiali di calcio del 1986 in Messico, è la rubrica “Dentro il Mundial”, condotta da Gianni Cerqueti con il commento tecnico di Ilario Castagner e collegamenti telefonici con i quotidiani sportivi italiani. Nel 1987, a conclusione dell’intesa con la Rai, Capodistria si accorda con la Fininvest di Silvio Berlusconi per la diffusione del segnale e l’acquisizione pubblicitaria che fa di Capodistria la prima Tv tematica sportiva italiana. Approfittando del fatto che l’emittente fa parte del circuito dell’Eurovisione, Capodistria ha infatti accesso alle telecronache di tutti i più importanti avvenimenti sportivi internazionali. Nel 1988, in occasione delle Olimpiadi estive di Seul, diventa un canale dedicato solo a questo evento, con i telecronisti Fininvest che si aggiungono a quelli locali allenandosi in pratica a usare la diretta ancora vietata alle reti di Berlusconi. Sono le prove generali di quella che sarebbe diventata Tele+2, che dall’inizio degli anni Novanta sostituisce nelle frequenze Capodistria, che così torna ad essere confinata in un ambito locale, visibile solo nelle zone di confine con la Slovenia. Il 1o settembre 2006 Capodistria ottiene una frequenza sul satellite Hot Bird e torna così visibile a tutti gli italiani, anche se quasi tutto lo sport è criptato per problemi di diritti. Si possono però seguire i notiziari sportivi, il magazine “Zona sport” e la Lega adriatica di basket, che riunisce le squadre della ex Jugoslavia. Tra i telecronisti ci sono ancora Sergio Tavcar e Ferdi Vidmar, mentre il calcio è affidato a Roberto Siljan. Il 20 maggio 2008 la Tv istriana è costretta a lasciare provvisoriamente il satellite per dare spazio al Terzo Canale della Tv pubblica slovena. Dal 3 agosto 2009 Capodistria, che continua la sua programmazione sulle frequenze terrestri delle zone di confine tra Italia e Slovenia, riprende a trasmettere contemporaneamente sul satellite.


BIBLIOGRAFIA
L'Italia presa d'assalto dalle Tv d'oltre confine, Corriere della sera, 30 aprile 1972