domenica 24 luglio 2016

Francia-Italia, finale Europei Under 19, su RaiTre, Rai HD ed Eurosport in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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Francia-Italia, finale degli Europei Under 19 in programma alla Rhein-Neckar-Arena di Sinsheim, stadio dell'Hoffenheim, in Germania, sarà trasmessa in diretta da RaiTre, Rai HD (canale 501 del digitale terrestre) e in pay tv da Eurosport (canale 210 Sky sul satellite e 384 Mediaset Premium sul digitale terrestre), che ha trasmesso tutto il torneo. La partita avrà inizio alle 20.30. Su RaiTre e Rai HD la telecronaca è affidata a Cristiano Piccinelli con Paolo Tramezzani.

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

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mercoledì 20 luglio 2016

Passati 50 anni da Corea del Nord-Italia del 1966, la vera storia della chiusura delle frontiere per i calciatori stranieri

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

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La ricorrenza dei 50 anni esatti da Corea del Nord-Italia 1-0, la sconfitta forse più clamorosa nella storia del calcio italiano, ci dà l'occasione per scrivere la corretta storia della chiusura delle frontiere ai calciatori stranieri. Finora si è sempre detto e scritto che la decisione di vietare l'acquisto di giocatori provenienti da federazione estera era stata presa in conseguenza della sconfitta con la Corea del Nord e la conseguente ed inattesa eliminazione al primo turno dai Mondiali d'Inghilterra del 1966. In realtà non andò così perchè le frontiere erano già chiuse. Infatti il 15 febbraio 1965 il Consiglio Federale, con Giuseppe Pasquale presidente della Figc, aveva già deciso di bloccare le frontiere per i calciatori e gli allenatori stranieri fino al 31 luglio 1966. Una decisione inaspettata che causò l'irritazione del presidente del Torino Orfeo Pianelli che già aveva concluso per circa 100 milioni di lire l'acquisto di Rudolf Brunnenmeier, quotato centravanti-ala del Monaco 1860 e della nazionale della Germania Ovest*. Già nel 1963, su indicazione governativa, erano stati presi dei provvedimenti per diminuire l'acquisto di giocatori stranieri e rafforzare i vivai. Nel 1964 arrivarono da oltre frontiera solo il peruviano Alberto Gallardo, al Cagliari, e il franco-argentino Nestor Combin, alla Juventus, ultimo in assoluto ad arrivare in Italia prima dell'inatteso blocco. Quindi nel dopo Corea venne semplicemente prorogato lo stop, deciso in occasione del Consiglio Federale del 16 settembre 1966, fino al 30 giugno 1971 andando oltre il mandato dello stesso Consiglio Federale, che sarebbe scaduto nel 1968. Unica eccezione a questo blocco sarebbe stata quella dello svedese Roger Magnusson, tesserato dalla Juventus per la Coppa dei Campioni 1967/68. All’epoca infatti le norme Uefa permettevano di avere in squadra un giocatore utilizzabile solo nelle coppe. Questa regola venne abolita dall'Uefa proprio alla fine della stagione 1967/68 e la Juve dovette prestare Magnusson al Marsiglia dove divenne uno dei giocatori più apprezzati del campionato francese. La speranza era quella di riprenderlo in occasione della riapertura delle frontiere con il connazionale Thomas Nordahl, figlio del grande Gunnar, ma purtroppo per vedere nuovi giocatori stranieri in Italia si dovrà aspettare fino al 1980. Un piccolo spiraglio si aprì solo per la stagione 1973/74 quando venne permesso l'arrivo di giocatori nati in Italia e di passaporto italiano ma tesserati inizialmente per formazioni straniere. Per gli allenatori invece si riaprì nella stagione 1969/70, ma arrivò solo l'argentino Luis Carniglia, esonerato dopo sei giornate. In realtà la Juve avrebbe voluto ingaggiare l'inglese Malcom Allison dal Manchester City che però rifiutò quando ormai l'accordo sembrava trovato. Anche il Torino aveva pensato a un allenatore d'Oltremanica, Don Revie del Leeds, ma anche in questo caso non se ne fece nulla. Solo nel 1984/85, con l'ingaggio dello svedese Sven Goran Eriksson da parte della Roma, si riaprirono, non senza polemiche, le frontiere anche per gli allenatori stranieri che inizialmente potevano avere solo la qualifica di direttore tecnico con l'obbligo di affiancare un allenatore italiano di prima categoria.
In tema di stranieri vi ricordiamo l'articolo sullo svizzero Claudio Sulser, oggi capo della commissione disciplinare della Fifa, che il 3 gennaio 1980 fece una partita di prova con il Genoa che a Marassi affrontò in amichevole il Varese
SULSER STRANIERO DEL GENOA PER UN GIORNO
e quello sulla mancata riapertura delle frontiere nel 1976 quando la Juve arrivò a un passo dall'ingaggio di Cruijff con altri club italiani che già si erano mossi sul mercato in cerca di stranieri da ingaggiare
CRUIJFF, QUANDO NEL 1976 LA JUVENTUS ARRIVO' A UN PASSO DAL SUO INGAGGIO

* Il presidente del Torino Orfeo Pianelli era invece stato tra gli oppositori della riapertura delle frontiere nel 1976 ritenendo che questa decisione avrebbe rafforzato la concorrenza ai danni del suo Torino che in quegli anni contendeva alla Juventus lo Scudetto.

IN CASO DI RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DI QUESTO ARTICOLO SI PREGA DI CITARE COME FONTE IL BLOG DI PINO FRISOLI

BIBLIOGRAFIA
"Fino al 31 luglio 1966 vietato l'arrivo di giocatori e di tecnici dall'estero. La Figc blocca l'importazione di calciatori stranieri. Proteste del Torino che ha comprato Brunnenmeier", La Stampa, 16 febbraio 1965, pagina 8
"Blocco dei giocatori stranieri fino al 1971. Pasquale assumerà la guida della Nazionale", La Stampa, 17 settembre 1966, pagina 9

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

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domenica 17 luglio 2016

Olimpiadi di Montreal, 17 luglio 1976: 40 anni di programmi Rai a colori

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

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Il 17 luglio è una data storica per la Tv italiana. Sono passati infatti esattamente 40 anni da quando la Rai finalmente iniziò definitivamente a trasmettere a colori in occasione dell'apertura delle Olimpiadi di Montreal. Già nel 1972 infatti, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, la Rai aveva trasmesso sperimentalmente a colori sul Secondo Programma alternando Pal e Secam. Tutto questo dal 26 agosto all'11 settembre 1972, già in ritardo sui più importanti paesi europei che già da anni avevano cominciato a trasmettere a colori. Purtroppo, a fine Olimpiadi di Monaco a causa dell'opposizione di alcune forze politiche contrarie alla Tv a colori considerata un bene voluttuario, la Rai bloccò le trasmissioni a colori. Per la cronaca, in prima fila nell'opposizione alla Tv a colori c'erano Ugo La Malfa, segretario del Pri, la sinistra Dc, Psdi, Psi, Pci e i sindacati. Questa opposizione danneggiò gravemente l'industria televisiva italiana e portò la Rai da avanguardia europea nella sperimentazione della Tv a colori a paese di coda, facendosi superare anche dalla Spagna, che per qualche anno aveva atteso la decisione dell'Italia tra Pal e Secam per poi secegliere il Pal prima dell'Italia. Nessuno, nel settembre 1972, avrebbe forse immaginato che ci sarebbero voluti altri 4 anni, il passaggio da una Olimpiade estiva all'altra, per rivedere la Tv a colori sulle reti Rai. In realtà la Tv a colori in Italia era già visibile in alcune parti d'Italia grazie alle Tv della Svizzera italiana (a colori già dal 1968) e di Capodistria (a colori sin dall'inizio delle trasmissioni nel 1971) e poi anche di Montecarlo (da agosto 1974 inizialmente in Secam). Nel 1975, finalmente, il Governo scelse il Pal, come ovvio visto che la Rai aveva sempre usato questo sistema per la produzione destinata all'Eurovisione. Basti pensare, per fare un esempio, che la Rai produsse per intero a colori in Pal i Mondiali di sci in Val Gardena dal 7 al 15 febbraio 1970 ricevendo grandi elogi per la qualità del segnale televisivo a colori. Per la Rai si trattò di uno sforzo organizzativo per la mondovisione forse secondo solo a quello delle Olimpiadi di Roma del 1960. Cliccando in questo link potete leggere un resoconto completo sulla produzione Rai a colori dei Mondiali di sci della Val Gardena
Mondiali sci Val Gardena 1970: Rai a colori, ma non per l'Italia.
Il 5 luglio 1976, in occasione della presentazione della programmazione olimpica, la Rai annuncia che la programmazione olimpica sarebbe stata tutta a colori, dal 17 luglio all'1 agosto, ma solo in fase sperimentale visto che l'inizio delle trasmissioni ufficiali era stato previsto per l'8 agosto, come previsto dalla legge di riforma della Rai-Tv e dalla convenzione tra la stessa Rai e lo Stato. Complessivamente erano state previste 137 ore di teletrasmissioni per un totale giornaliero di oltre nove ore con collegamenti fino alle 2 di notte e anche oltre per contrastare la concorrenza delle Tv straniere. Va ricordato che Adone Carapezzi, in chiusura della Domenica Sportiva dell'11 luglio 1976, nell'annunciare la programmazione a colori della Rai elogiò il colore della Rai ritenendolo migliore di quello delle Tv estere. In realtà dopo la chiusura delle Olimpiadi dell'1 agosto i programmi a colori vennero nuovamente sospesi e solo nella mattina di sabato 7 agosto il ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, con una comunicazione speciale al direttore della Rai-Tv, permette la ripresa di "esperimenti provvisori" di Tv a colori, con la raccomandazione che in questo periodo sperimentale, che sarebbe continuato fino a quando il Cipe non avrebbe deciso la data ufficiale, le trasmissioni sarebbero state limitate a programmi culturali, giornalistici ed educativi. Dei vari settori, il più pronto a cogliere l'occasione sarebbe stato Massimo Fichera, direttore della Rete Due, che autorizzò la trasmissione a colori da Wimbledon della terza giornata di Gran Bretagna-Italia di Coppa Davis che vide la vittoria di Panatta e compagni*. Per aspettare l'inizio ufficiale delle trasmissioni a colori sulle reti Rai bisognerà però aspettare fino all'1 febbraio 1977. Il 17 luglio 1976 resta però una data storica per la Tv italiana, con il colore per i telespettatori tutto sarebbe cambiato.

* Negli archivi Rai purtroppo a oggi non risultano conservate le telecronache originali di Gran Bretagna-Italia di Coppa Davis. Per cui, se qualcuno dovesse avere delle registrazioni televisive è pregato di rivolgersi alle Teche Rai attraverso questa meritevole iniziativa che vogliamo sottolineare dal titolo "FUORI IL NASTRO!"

BIBLIOGRAFIA
De Luca Massimo, Frisoli Pino, "Sport in Tv", Rai Eri, Roma 2010

* IN CASO DI RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DI QUESTO ARTICOLO SI PREGA DI CITARE COME FONTI IL BLOG DI PINO FRISOLI E IL LIBRO "SPORT IN TV" DI MASSIMO DE LUCA E PINO FRISOLI, RAI ERI, ROMA 2010

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giovedì 14 luglio 2016

Radiotelevisione Svizzera Italiana: gli ascolti del primo semestre 2016

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

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Cresce il pubblico televisivo della RSI, Radiotelevisione della Svizzera italiana, nel primo semestre del 2016. In aumento anche gli utenti di web e social network. Sotto potete leggere il comunicato stampa della RSI.

RSI: CRESCE IL PUBBLICO TV, FORTE AUMENTO DI WEB E SOCIAL NETWORK

È sempre più folto il pubblico dei canali TV della RSI. Nel primo semestre del 2016 nella Svizzera italiana 42'300 persone, 600 in più rispetto all’anno precedente, hanno guardato LA 1 e LA 2 nel prime time. E questo nonostante la diminuzione del consumo televisivo totale. Nella fascia di maggiore ascolto quasi 4 spettatori su 10 hanno guardato LA 1 e LA 2, che hanno toccato nel loro insieme uno share del 38,3% (+1%), mentre sulle 24 ore l’indice si è assestato sul 30,6% (+0,8%). Un risultato particolarmente significativo anche perché quest’anno otto nuovi canali italofoni si sono aggiunti alla già cospicua offerta a disposizione del pubblico della nostra regione, portando il numero dei concorrenti esteri alla cifra record di 57 canali TV in italiano.
La partita Svizzera-Francia è stata la trasmissione più seguita, con 94'000 spettatori (senza contare le migliaia di tifosi davanti ai maxischermi e nei locali pubblici). Ottimi risultati (82'300 spettatori) anche per la puntata di Via col venti dell’11 aprile, con Aldo Giovanni e Giacomo e i Frontaliers, e per la lunga diretta dell’inaugurazione di Alptransit, con 30'000 persone davanti al teleschermo fin dal mattino per ben sei ore.
Il Telegiornale, seguito in media nell’edizione principale da 54'400 persone, e il Quotidiano (50'600) si confermano a loro volta appuntamenti irrinunciabili per il pubblico della Svizzera italiana.
L’offerta multimediale RSI vive una stagione di forte crescita, sospinta dalla sempre più diffusa abitudine al consumo di programmi su telefonini, tablet e computer: gli utenti unici (in media oltre 400'000 al mese) sono cresciuti del 32,6% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, e le visite complessive addirittura del 55%, con una media mensile di quasi 2 milioni di visite. Da segnalare infine l’impennata delle interazioni sulle pagine Facebook della RSI, che sono salite del 56% rispetto al semestre precedente arrivando a un milione. Un’ulteriore conferma che l’intensità del rapporto diretto fra la RSI e il suo pubblico cresce sempre più.


Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

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martedì 12 luglio 2016

Euro 2016 sulle reti Rai: grande successo di numeri, qualità e innovazione

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

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Grande successo di numeri, qualità e innovazione per Euro 2016 sulle reti Rai. Sotto potete leggere il comunicato stampa della Rai.

EURO 2016: UN GRANDE SUCCESSO DI NUMERI, QUALITA’ E INNOVAZIONE

Un grande successo. Per ascolti, qualità, nuova offerta digital, presenza sui social network, nuova tecnologia in ultra Hd. Rai ha coperto Euro2016 con uno sforzo senza precedenti che oltre al prodotto televisivo ha per la prima volta coinvolto in maniera organica tutti i device e le piattaforme multimediali. I numeri finali testimoniano in maniera inequivocabile una scommessa vinta sotto tutti i punti di vista.
“L’obiettivo che ci proponevamo di raccontare questi europei come un grande romanzo popolare usando anche una tecnologia web di grande qualità e in grado di arrivare ad un pubblico più ampio possibile è stato raggiunto" ha detto il Direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. "Lo sport è un elemento fondamentale di aggregazione e Rai ha saputo svolgere il suo dovere di servizio pubblico proponendo contenuti di assoluto livello sia qualitativo che in termini di innovazione e pervasività, come dimostrano i risultati dell’area digital, il cui straordinario debutto ci rende orgogliosi anche in vista delle prossime Olimpiadi, altro evento che seguiremo a 360 gradi. Complimenti a tutti quelli che hanno lavorato su questo progetto – ha continuato il Direttore generale - rendendolo un deciso e tangibile passo avanti nella direzione giusta, un percorso in cui lavoro di squadra, contenuti, cura, qualità, tecnologia devono correre compatti verso l’obiettivo di un’azienda che sia al tempo stesso sempre più popolare e contemporanea”.

Tv e Radio
La Rai ha coperto l’evento con una offerta assai ampia, oltre 200 ore tra telecronache, tg sportivi e programmi dedicati all’evento, destinata a tutti i tipi di pubblico: alle telecronache delle partite su Rai1 ha affiancato su Rai4 il racconto ironico della Gialappa’s band molto apprezzato dai più giovani, l’intrattenimento di contorno de Il Grande Match pensato per una fruizione familiare, oltre alle rubriche quotidiane di aggiornamento come Il caffè degli europei su Rai2 e I giorni di Parigi su Rai3. Senza dimenticare l’ampia proposta di Radio Rai che ha assicurato la copertura da tutti i campi di gioco, con rubriche, approfondimenti per oltre 190 ore di dirette radiofoniche.
Le partite degli europei hanno registrato, sommando Rai1 e Rai4, una media complessiva di 8.446.000 ascoltatori con il 37,6% di share.
La finale di ieri sera ha registrato una media di 10.847.000 ascoltatori con il 49,1% di share risultando la partita degli europei senza la nazionale italiana più seguita di tutto l’evento.
La partita più vista invece è stata Italia-Germania andata in onda sabato 2 luglio con 16.562.000 ascoltatori e il 66,4% di share, sempre solo sui canali Rai, con un picco di 17.8 milioni di spettatori e 74% di share al momento dei rigori. Al secondo posto la prima partita degli azzurri Italia-Belgio con 16.247.000 ascoltatori e il 55,2% di share.
L’incontro più seguito con il commento della Gialappa’s band su Rai 4 è stato Italia-Spagna in onda lunedì 27 giugno alle 18:00 quando Rai 4 ha registrato 951.000 di ascolto medio e il 4,3% di share.
Il Grande Match, il programma condotto da Flavio Insinna andato in onda dopo le partite su Rai 1, ha registrato una media complessiva del 15,3% di share con 1.646.000 ascoltatori: la puntata del 13 giugno, dopo Italia-Belgio ha registrato il record di ascoltatori, 3.286.000, con il 25,9% di share.
Grande successo anche per l’interattività creata appositamente per le smart tv con il tasto blu del telecomando con cui è stato possibile durante la diretta delle partite seguire statistiche del match e highlights.
Digital e Social
L’app RaiEuro2016 con cui potevano essere seguite partite in diretta, higlights degli incontri, informazioni su squadre e giocatori è stata scaricata da quasi 700 mila utenti. Un clamoroso successo che ha permesso tra l’altro di scrivere il record nella storia del web in Italia per un evento live: la partita Italia- Svezia di venerdì 17 giugno alle 15 è stata la più vista online con oltre 1 milione 140 mila browser unici collegati sulle piattaforme Rai e quasi 1 milione 800 mila di media views.
Per la prima volta Rai è scesa inoltre in campo per raccontare un evento sportivo sui social con una vera e propria squadra di account composta da RaiSport, Rai1, RaiRadio1, Rai4, RaiTv e RaiOfficialNews. L’hashtag #RaiEuro2016 è stato per gli utenti un vero e proprio pass per poter aprire le porte dei luoghi simbolo del calcio: gli stadi, gli spogliatoi, gli allenamenti.
Le partite degli Europei sui canali Rai hanno generato complessivamente 1.550.000 tweet con una media di 57.300 tweet a partita e un picco di 360.000 tweet in occasione di Italia-Germania. Su Twitter Italia-Germania è stato l’evento sportivo più commentato a partire da settembre 2014 (inizio rilevazione Nielsen Social Tv).
Con i numeri di ieri, i tweet relativi ai programmi RAI legati agli Europei hanno raggiunto la cifra di 1,9 Milioni per oltre 178.000 autori unici attivi.
#Raidireeuropei è stato l’hashtag più utilizzato tra quelli lanciati dai Broadcaster con quasi 60 mila Tweet.
Dal 10 giugno al 10 luglio 2016 le pagine Facebook di Rai Sport, Rai 1, Rai 4 e RaiRadio1 hanno registrato 600 mila interazioni da parte di 440 mila utenti unici e una crescita di 48.314 fan complessivi pari al +7% in soli 30 giorni (fonte Sprout Social).
Per la prima volta nella storia della Rai, su Facebook sono stati prodotti più di mille minuti di video Live in diretta dai campi da gioco, dalle trasferte della Nazionale, dalle piazze delle città francesi e dall'Auditorium del Foro Italico: questi live hanno totalizzato oltre 2,5 milioni di visualizzazioni. Dai diversi profili coinvolti sono stati inoltre prodotti più di 500 video Vod per un totale di quasi 2 milioni di visualizzazioni.
Per la prima volta Rai è arrivata anche su Snapchat con le Live Stories di RaiSport e gli esclusivi snap degli insider a bordo campo: 345 contributi con una media di 350/400 accessi ciascuno.
Gli europei sono stati anche l’occasione per inaugurare due profili Instagram quello di RaiSport e quello di Rai1 che dal 10 giugno ha superato i 20 mila follower.
Leadership tecnologica
In occasione di Euro2016, in collaborazione con RaiWay ed Eutelsat, Rai ha trasmesso in diretta sette partite in formato Tv 4k/Ultra Hd attraverso la piattaforma satellitare gratuita Tivùsat.
Le dirette 4K da satellite hanno riguardato l’intera fase finale di Euro 2016: si è cominciato il 30 giugno alle ore 21 con il primo match dei quarti di finale; a seguire, l’1, il 2 e il 3 luglio, gli altri tre incontri dei quarti; il 6 e il 7 luglio è stata la volta delle due partite delle semifinali e ieri la finale.
L’iniziativa s’iscrive nella strategia di Rai per l’incremento della qualità video che certifica la leadership tecnologica del servizio pubblico e che consentirà di offrire nel prossimo agosto tutta la programmazione olimpica in Hd.


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Euro 2016 alla Radiotelevisione della Svizzera italiana: successo quantitativo e di immagine

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Grande successo quantitativo e di immagine per Euro 2016 sulla Radiotelevisione della Svizzera italiana. Sotto potete leggere il comunicato stampa della RSI.

GLI EUROPEI DI CALCIO ALLA RSI: UN SUCCESSO QUANTITATIVO E DI IMMAGINE
Al termine delle 51 partite integralmente trasmesse in diretta televisiva e in streaming, il bilancio conclusivo di Euro 2016 è per la RSI estremamente positivo.
La quota di mercato media è stata del 41.9%: in altre parole, 4 persone su 10 erano sintonizzate, nella sola Svizzera italiana, su LA 2, con punte nettamente superiori per le tre partite della Nazionale svizzera, che hanno sempre superato il 60% e, in un caso (Svizzera-Polonia del 25 giugno), il 70%.
Espresso in cifre assolute, Svizzera-Francia del 19 giugno ha convogliato su LA 2 95'300 persone nella sola Svizzera italiana, senza dimenticare quanti hanno seguito l’incontro nelle piazze e nei ritrovi pubblici.
Online e Social
Quanto al web, la sezione http://www.rsi.ch/sport/euro-2016 del sito http://www.rsi.ch ha registrato – tra il 10 giugno e il 10 luglio – 523’000 visite, con picchi giornalieri che hanno superato le 42'000 mila.
Su Facebook le visualizzazioni video totali di durata superiore ai 10 secondi sono state 4'200'000, i like ai video quasi mezzo milione e i commenti 39'000. Complessivamente le interazioni (like, commenti e condivisioni) hanno raggiunto la cifra di 637’000. Il video più seguito, L’ultimo ruggito del vichingo, un omaggio alla squadra e ai tifosi islandesi, è stato visto da oltre 5 milioni di persone uniche portando un prodotto RSI nel mondo intero. Tra l’inizio e la fine del torneo la pagina Sport RSI su Facebook ha raddoppiato i propri accessi.
Questo è Servizio pubblico
L’operazione Euro 2016 RSI ha avuto anche importanti e positivi riscontri in termini di qualità giornalistica e di immagine: la Berner Zeitung del 24 giugno ha definito il lavoro di cronisti e inviati “esemplare: il miglior biglietto da visita per il Servizio pubblico”.
La copertura televisiva (completa e in chiaro) e l’offerta online (sito, RSI+ e APP) è stata completata da quella radiofonica (con la diretta di tutte le partite della Svizzera), dai servizi negli spazi del Radiogiornale e del Telegiornale, dagli approfondimenti giornalistici, ma anche da tre appuntamenti televisivi direttamente legati a Euro 2016: il magazine Parole rossocrociate, il talk Euro Notte e una serie speciale del gioco Cash: tutti indistintamente hanno avuto ottimi riscontri di pubblico.


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lunedì 11 luglio 2016

Per Portogallo-Francia 10 milioni 12 mila su RaiUno, 834 mila su Rai 4 con la Gialappa' Band, 1 milione 951 mila su Sky

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

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Portogallo-Francia, finale degli Europei di Francia trasmessa domenica 10 luglio 2016 alle 21.00, è stato l'evento televisivo più seguito della giornata. La partita è stata seguita su RaiUno da un totale di 10,012 milioni di spettatori con il 45,31% di share, media che si è alzata con i tempi supplementari. Il primo tempo regolamentare è stato infatti seguito da una media di 10,031 milioni e 45,56%, il secondo da 9,857 milioni e 42,59% per un totale di 10,2 milioni di spettatori con il 49,14% di share. Nei tempi supplementari lo share è arrivato fino al 57,1% alle 23.31, con 11,169 milioni di spettatori mentre i portoghesi festeggiavano dopo il fischio di chiusura. Alle 23.38, dopo il gol di Eder, l'ascolto ha toccato quota 10,8 milioni di spettatori con il 46,1% di share. Il pre partita su RaiUno ha ottenuto 6.841.000 telespettatori con il 36,95%, mentre "Il Grande Match" ha ottenuto nel pomeriggio 958.000 spettatori con il il 9,34% e dopo la finale 1.472.000 telespettatori con il 22,56%.
Portogallo-Francia ha ottenuto un ascolto inferiore se confrontato con la finale di Euro 2012, Italia-Spagna, arrivata a 18 milioni e 910 mila spettatori con il 68,72% di share su RaiUno e 3,560 milioni e 12,94% su Rai Sport 1 (per complessivi 22.470.336 di ascolti e 81,66% di share in chiaro). Aveva ottenuto di più anche la finale di Euro 2008, Spagna-Germania, vinta dagli iberici, che aveva ottenuto 12,3 milioni e il 58,24% di share. Va però ricordato che nel 2008 e 2012 Sky non trasmetteva gli Europei. Gli ascolti di Portogallo-Francia sono stati comunque migliori della seconda semifinale Germania-Francia che aveva ottenuto 9 milioni 22 mila spettatori e uno share del 40,29% su RaiUno e 727 mila e il 3,25 su Rai 4 per un totale di 9 milioni 749 mila e uno share del 43,54%.
Molto bene Portogallo-Francia anche su Rai 4 dove il commento della Gialappa's Band è stato seguito da 834 mila spettatori per il 3,8%.
Su Sky la finale Portogallo-Francia la finale è stata trasmessa da Sky Sport 1 HD, Sky Supercalcio HD, Sky Calcio 1 HD e Sky Sport Mix HD per un totale di 1.951.736 spettatori medi, con l'8,83% di share e 3.072.890 spettatori unici, terzo assoluto nella graduatoria degli ascolti della giornata e migliore risultato di ascolto per un match degli Europei su Sky senza l'Italia in campo. Da segnalare anche il doppio appuntamento con "Sky Euro Show", condotto da Ilaria D’Amico: il pre partita, dalle 20, è stato seguito in media da 438.508 spettatori medi e 1.700.289 spettatori unici, mentre il post partita, dalle 23.35 circa, ha raccolto davanti alla Tv 702.597 spettatori medi, con il 6,75% di share e 2.046.458 spettatori unici.

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sabato 9 luglio 2016

Portogallo-Francia, finale Europei 2016, su Rai, Sky, La 2 e Ard in diretta

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Portogallo-Francia, finale degli Europei in programma domenica 10 luglio 2016 alle 21.00 a Saint-Denis, sarà trasmessa in diretta da RaiUno, Rai HD (canale 501 del digitale terrestre) e, con la telecronaca della Gialappa's Band, su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre) e RadioDue. In pay tv sarà trasmessa su Sky Sport 1 HD, Sky Supercalcio HD e Sky Sport Mix HD (canali 201, 206 e 106). Portogallo-Francia sarà trasmessa in diretta anche su RSI La 2, seconda rete della Tv della Svizzera italiana, e sulla Ard, prima rete della Tv pubblica tedesca, visibile in chiaro sui satelliti Hot Bird (13° Est) e Astra (19.2° Est). Portogallo-Francia sarà replicata all'1.25 di notte su RaiUno e alle 8.00 del mattino di lunedì 11 luglio 2016 su Rai Sport 1 (canale 57 del digitale terrestre).

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