lunedì 27 luglio 2020

Brasile-Uruguay, semifinale Mondiali del 17 giugno 1970, a colori con la telecronaca di Nicolò Carosio sui canali Rai Sport

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Appuntamento da non perdere sui canali Rai Sport martedì 28 luglio 2020 per tutti gli appassionati di storia del calcio e della televisione sportiva. Dalle 18.15 è infatti in programma, per la prima volta a colori, la telecronaca integrale di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, l'altra semifinale dei Mondiali di Messico '70. Brasile-Uruguay si giocava allo stadio Jalisco di Guadalajara alle 24:00 italiane della notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno 1970, mentre allo stadio Azteca di Città del Messico erano in campo Italia e Germania Ovest per la partita finita 4-3 e passata alla storia del calcio. A differenza di quanto accade oggi, dove per ragioni televisive è garantita la non contemporaneità di tutte le partite dei Mondiali di calcio, con l'eccezione di quelle decisive per il passaggio al secondo turno della fase finale, in quegli anni anche le semifinali si giocavano alla stessa ora. Così anche le Tv erano obbligate a scegliere quale partita proporre in diretta e ovviamente la Rai scelse quella degli Azzurri. Era dunque Nando Martellini, telecronista di Italia-Germania Ovest, ad aggiornare i telespettatori sul risultato della semifinale di Guadalajara, mentre alla radio c'era la consueta formula di "Tutto il calcio minuto per minuto" con interventi per aggiornare sul risultato direttamente dal campo di Brasile-Uruguay mentre si svolgeva Italia-Germania Ovest. A Guadalajara, come accennato in apertura, per la telecronaca di Brasile-Uruguay c'era Nicolò Carosio, che un po' a sorpresa non era stato designato per la partita dell'Italia, come si pensava per l'alternanza con Nando Martellini nelle telecronache della Nazionale italiana. Sembra che Carosio non avesse preso troppo bene questa decisione dalla quale sarebbe poi nato l'incredibile equivoco della parola "negro" o "negraccio", ovviamente mai pronunciata dal telecronista, contro il guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in Italia-Israele che, come scritto erroneamente per tanti anni, avrebbe portato all'immediato allontanamento di Carosio dalla Rai e di conseguenza al rientro in Italia nel pieno della competizione. Come abbiamo visto non andò così e anzi la telecronaca di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, che all'inizio saluta anche il pubblico del Canton Ticino che poteva seguire a colori la partita sulla Tv della Svizzera italiana, era stata, come di consueto, molto professionale. Gli italiani poterono vederla in differita solo alle 22:00 di giovedì 18 giugno sul Programma Nazionale, comunemente noto come Primo, ovviamente in bianco e nero visto che alla Rai era vietato trasmettere a colori, in parziale concorrenza con "Rischiatutto", in onda sul Secondo dalle 21:15 e proprio nel periodo in cui Giuliana Longari, alla sua settima partecipazione da campionessa, stava portando grande popolarità al quiz di Mike Bongiorno. In anticipo sul pubblico della Rai arrivò la Tv della Svizzera italiana, che propose in differita dalle 13:00 una sintesi a colori delle due semifinali. Nella notte la Tsi aveva trasmesso in diretta a colori Italia-Germania Ovest con la telecronaca di Giuseppe Albertini, che fino ai quarti di finale era stato in servizio anche per la Rai.

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

Ci sono però anche altri appuntamenti da non perdere nel palinsesto storico sportivo di Rai Sport di martedì 28 luglio 2020. Alle 20:00, dopo Brasile-Uruguay, è in programma la puntata 579 di "Perle di sport" con lo storico spareggio di qualificazione per i Mondiali di Spagna '82 tra Nuova Zelanda e Cina del 10 gennaio 1982 seguito Memory Doc sul sorteggio dei Mondiali di Spagna '82 con la telecronaca di Bruno Pizzul e Beppe Berti da Madrid, mentre a Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, sono ospiti in studio Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, con Marco Tardelli collegato dagli studi Rai di Torino. A seguire, lo Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 e la puntata 314 di "Perle di sport" con La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982. Nel pomeriggio poi, dalle 16:32, potrete seguire la puntata 499 di "Perle di sport" su Udinese-Inter del 14 settembre 1980 seguita da Inter-Roma e da Memory Doc su 90° minuto del 26 ottobre 1980. Sotto potete leggere la programmazione completa di Rai Sport per martedì 28 luglio 2020.

MARTEDI' 28 LUGLIO 2020
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (7.01-9.03)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (9.05-9.32)
Dedicato a... 60 anni di Sport in Tv (9.33-11.50)
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (11.51-13.57)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (14.00-14.27)
Perle di sport, puntata 166
Gran Premio di Monaco 1979. La Ferrari 312 T4 (14.30-15.28)
Perle di sport, puntata
Mondiali 1978, tutti i gol (15.31-15.59)
90° minuto Serie B, rubrica, replica (16.01-16.31)
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (16.32-17.01)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (17.02-17.46)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (17.47-18.13)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (18.17-19.58)
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (20.01-20.23)
Memory Doc, Sorteggio Mondiali Spagna '82 del 16 gennaio 1982. Telecronisti Bruno Pizzul e Beppe Berti. Dagli studi di Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, ospiti Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, da Torino Marco Tardelli (20.25-21.10)
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (21.13-23.06)
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (23.07-23.36)
Tiro con l'arco: Torneo della ripartenza (23.38-24.08)

MERCOLEDI' 29 LUGLIO 2020
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (24.08-24.37)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (24.38-1.26)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (1.26-1.52)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (1.52-3.32) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (3.32-3.54) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (3.55-5.47) DALLE 5.23 ANCHE SU RAI SPORT CANALE 58
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (5.47-6.16)

sabato 18 luglio 2020

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari esce di scena da Rischiatutto ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana: sono passati 50 anni

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IL 16 LUGLIO 1970 ESCE DI SCENA DA RISCHIATUTTO GIULIANA LONGARI, LA PRIMA GRANDE CAMPIONESSA DEL CELEBRE QUIZ DI MIKE BONGIORNO

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari cede dopo dieci settimane in titolo di campionessa di Rischiatutto a Giuliana Boirivant ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana. La signora Longari entra in scena nella puntata del 7 maggio 1970 e quel giorno, dopo tre mesi di tentativi, Rischiatutto trova finalmente il «personaggio» che gli autori della trasmissione stavano cercando. Nata a Popoli, nel pescarese, romana d’adozione, Maria Giuliana Toro svolge il curioso mestiere di «trovarobe» per il cinema. Elegante, di bella presenza, è sposata a un giocatore di rugby e si presenta al pubblico con il cognome del marito, come Giuliana Longari. L’argomento di sua elezione è la storia romana, e sconfigge il campione uscente Ascanio Di Gregorio e Loredana Gea, studentessa torinese di diciannove anni esperta di zoologia. Non vince molto, poco più di mezzo milione, ma piace subito a pubblico e critica per la sua simpatia e per l’allegro distacco con cui gioca. In studio, in quello che oggi sembra un ideale passaggio di consegne, è presente Maria Luisa Garoppo, la prosperosa bellezza di Casale Monferrato che nel 1956 era stata campionessa di «Lascia… o raddoppia?». Gli argomenti del tabellone sono: Targhe internazionali, Favole, Spagna, Sport, Omero e Musica leggera. Comincia così la gara della signora Longari che di settimana in settimana diventa sempre più popolare contribuendo anche al successo di Rischiatutto. A giugno siamo nel pieno dei Mondiali di calcio del Messico, ma gli italiani seguono con interesse anche il quiz di Mike Bongiorno che ormai raduna davanti al video 18 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 80. E' il 18 giugno 1970, a neanche 24 ore di distanza dalla storica Italia-Germania Ovest 4-3 che ha tenuto in piedi gli italiani, che un Mike Bongiorno visibilmente raggiante a fine trasmissione si lascia andare esclamando «formidabile! incredibile!» a proposito dei risultati della campionessa di Popoli. La marcia inarrestabile di Giuliana Longari prosegue nelle puntate successive. Dolce e affabile, la campionessa vince con prestazioni in crescendo che sembrano studiate da un accorto regista. Parte svagata, gettando Mike nella costernazione, poi è attenta nel puntare sui «rischi» e chiude inappuntabile in cabina. Mike la chiama «fenomeno» ripetendo più volte la definizione. Nella puntata del 25 giugno 1970 ottiene l'ottava vittoria e supera quota 10 milioni. Sembra invincibile al punto che, in occasione della 10ma vittoria consecutiva, nella trasmissione del 9 luglio 1970, la stampa la paragona al ciclista belga Eddy Merckx, che per la sua fame di vittorie è chiamato «il cannibale».
Una settimana più tardi si presenta come sfidante un’altra Giuliana, la professoressa Boirivant, giovane insegnante di lettere: Longari è costretta sin dall’inizio a inseguirla e a giocare anche qualche «Rischio». Lo fa quando sceglie sul tabellone «Cantanti in prosa» da 40.000 lire. La campionessa decide di rischiare 140.000 lire. Viene proposto un divertente sketch con Adriano Celentano e Ornella Vanoni: Mike chiede da quale spettacolo televisivo è tratto il filmato e Longari risponde: «Io ci provo». Mike: «Eh, io ci provo... a dare la risposta...», Longari: «Io ci provo!», Mike: «Ah, il titolo, scusi avevo frainteso, pensavo che lei ci volesse provare, comunque la risposta era Partitissima». Il pubblico ride, la gara prosegue e Longari riduce il suo svantaggio dalla Boirivant che si trova a 450.000 lire. La campionessa sceglie «Sport» da 30.000 ed ecco un altro Rischio. L’occasione è buona per passare in testa e la Longari punta 220.000 lire. È questo il momento in cui sul tabellone compaiono tre categorie di pesi del pugilato: gallo, leggeri e welter. Domanda di Mike: «Chi sono gli attuali detentori dei titoli mondiali di pugilato di queste categorie?». Longari non risponde e Mike pronuncia quello «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» che diverrà famoso seppure storpiato dalla vulgata. Si chiude con Boirivant in testa a 460.000 lire e Longari a 220.000 lire: quest’ultima riesce comunque a raddoppiare e cade in piedi uscendo di scena con classe, superata solo da una concorrente che ha risposto a qualche domanda in più. Nei due mesi e mezzo in cui è campionessa, Giuliana Longari conosce la notorietà suscitando ammirazione per lo stile e la prontezza nel rispondere alle domande. È però anche stanca al punto che da un po’ di tempo ha in animo di ritirarsi non riuscendo più a sopportare gli sforzi richiesti per essere sempre preparata. Rimane in carica per dieci puntate, nel pieno dei Mondiali di calcio in Messico, portando a casa un totale di 13 milioni di lire netti, la più alta vincita fino ad allora nella storia della televisione italiana, e proprio grazie a lei il Rischiatutto si impone definitivamente nelle preferenze del pubblico televisivo. In chiusura di puntata Mike tributa un bellissimo omaggio alla signora Longari attribuendole il merito del crescente successo della trasmissione e baciandola in fronte. Finita l’avventura del Rischiatutto, Giuliana Longari diventa conduttrice di un garbato programma dal taglio giornalistico il cui titolo è ispirato proprio al Rischiatutto, «Il... rischianiente», nel 1971. Poco dopo, nel 1971-72, prende parte con lo stesso Mike a «Voci nuove», una manifestazione che gira l’Italia alla ricerca di talenti. La cercano in tanti, sembra che anche Federico Fellini la voglia per la parte di Gradisca in Amarcord, ma non se ne fa nulla. Torna in televisione nel maggio 1972, quando un’incomprensione su una domanda a proposito della riforma costituzionale di Diocleziano le preclude l’accesso alla super-finale. In seguito lavora fino alla pensione alle Teche Rai dove, dopo la separazione dal marito, torna a utilizzare il cognome di nascita diventando anche a vantaggio di una riguadagnata riservatezza, Maria Giuliana Toro.
Giuliana Longari è entrata nella leggenda anche per quella frase “Ahi ahi ahi signora Longari, mi è caduta sull'uccello!” che, come ampiamente dimostrato, non è stata mai pronunciata da Mike Bongiorno. Proprio nella puntata del 16 luglio 1970 Mike, come abbiamo visto, esclama invece «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» in occasione di un errore della Longari nella risposta a una delle domande in tabellone.
Di seguito ecco il video della frase pronunciata da Mike verso la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Mike Bongiorno presenta la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Discorso della signora Longari dopo essere stata eliminata, con bacio finale di Mike Bongiorno


Clicca per leggere tutta la verita sulla gaffe, mai detta, di Mike Bongiorno al Rischiatutto

La puntata di "Rischiatutto" del 16 luglio 1970 su RaiPlay

Prima di concludere è doveroso ringraziare Giuseppe Pastore per l'ottimo articolo pubblicato sul sito Tg24.sky.it, che trovate di seguito, che ci ha ricordato questo anniversario e ci ha dato l'idea per scrivere questo articolo. Vi segnaliamo anche il post sulla sua pagina Twitter con una serie di interessanti curiosità su Rischiatutto.

"50 anni fa Rischiatutto, la gaffe “dell'uccello” che Mike non fece mai", di Giuseppe Pastore

Il post di Twitter su Rischiatutto di Giuseppe Pastore, @gippu1

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016

mercoledì 17 giugno 2020

Napoli-Juventus, finale Coppa Italia, su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
.

PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
.


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Napoli-Juventus, finale di Coppa Italia in programma mercoledì 17 giugno 2020allo stadio Olimpico di Roma, sarà trasmessa in diretta da RaiUno. La partita avrà inizio alle 21:00 e sarà preceduta su Rai Sport + HD, dalle 19:30, da un ampio prepartita, con interviste e analisi delle due finaliste. Dalle 20:35, subito dopo il Tg1, la linea passerà a RaiUno per la diretta della partita e per l’immediato post, che proseguirà, quindi, ancora su Rai Sport + HD dalle 23:15 in avanti. Su Raiplay, invece, sia sul web sia attraverso l’app, sarà possibile seguire l’intera diretta, dalle 19:30 in poi, mentre sul canale 210 della piattaforma Tivùsat (Rai 4K), il match sarà visibile in 4K.
La telecronaca sarà di Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro, con interventi a bordocampo e interviste di Alessandro Antinelli e Aurelio Capaldi. In studio, a Saxa Rubra, con Paola Ferrari, i campioni del mondo Paolo Rossi e Luca Toni, insieme a Gianni Cerqueti e Tiziano Pieri, al Var, mentre Dario Di Gennaro analizzerà la partita dal punto di vista tattico alla lavagna virtuale. Nella postazione esterna allo stadio Olimpico, infine, Enrico Varriale e il Ct della Nazionale femminile, Milena Bertolini.




venerdì 12 giugno 2020

Coppa Italia: programma televisivo delle semifinali di ritorno su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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Questo il calendario televisivo delle semifinali di ritorno di Coppa Italia che saranno trasmesse in diretta su RaiUno venerdì 12 e sabato 13 giugno. La finale è in programma mercoledì 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma sempre in diretta su RaiUno dalle 21:00.

VENERDI' 12 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Juventus-Milan (andata 1-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Aurelio Capaldi (panchina Juventus) e Andrea Riscassi (panchina Milan)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Simona Rolandi, Enrico Varriale, Gianfranco Teotino, Paolo Rossi, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro.
Dallo studio allo Juventus Stadium - Torino: Luca De Capitani, Domenico Marocchino

SABATO 13 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Napoli-Inter (andata 0-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Alessandro Antinelli (panchina Napoli) e Thomas Villa (panchina Inter)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Tardelli, Eraldo Pecci, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro
Dallo studio al San Paolo - Napoli: Amedeo Goria, Andrea Agostinelli, Prof. Roberto Parrella


martedì 24 marzo 2020

Quando Mina, nel 1970, venne a fare la valletta alla Tv della Svizzera italiana

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Il 25 marzo 2020 Mina ha compiuto 80 anni. In questi giorni si è detto e scritto di tutto su una delle più grandi artiste della storia della musica italiana, noi vogliamo farlo ricordando un episodio poco conosciuto che riguarda la storia della televisione. Mina partecipò infatti nel ruolo di valletta al telequiz "Il calderone", gioco a premi in onda sulla televisione della Svizzera italiana ogni lunedì alle 20.40 dal 5 ottobre 1970 al 22 febbraio 1971. La trasmissione, come si può notare dai palinsesti televisivi dell'epoca, durava circa 35 minuti e oggi sarebbe dunque considerato un programma da "access prime time". "Il calderone" è stato anche la prima trasmissione di giochi e varietà prodotta a colori dalla televisione della Svizzera italiana e dunque anche per questo ha un ruolo molto importante nella storia televisiva dell'emittente pubblica ticinese. Purtroppo però, almeno per quanto ne sappiamo, niente è stato conservato della trasmissione, è rimasta solo qualche foto a testimoniare questo curioso ruolo di Mina. In quel periodo infatti, sembra che per poter risparmiare sull'acquisto della pellicola lo stesso nastro venisse utilizzato per registrare più trasmissioni. Si dice che all'epoca proprio Mina, già residente a Lugano, potrebbe avere registrato almeno alcune puntate della trasmissione, ma di questo non abbiamo nessuna conferma e dunque non sappiamo se potrebbe davvero essere stato così.
L'1 ottobre 1970 era stato consegnato alla Tsi il Centro mobile per le riprese a colori dallo studio di Lugano e così, lunedì 5 ottobre, poteva partire la prima trasmissione a colori, presentata da Paolo Limiti, all'epoca autore tra l'altro di "Rischiatutto", il popolare quiz di Mike Bongiorno, uno dei più grandi successi nella storia della televisione italiana. Sui palinsesti televisivi viene indicato come "Il calderone. Battaglia musicale a premi presentata da Paoli Limiti". "Radiotivù", organo ufficiale della radio e della televisione della Svizzera italiana, presenta così la prima puntata del 5 ottobre 1970:
"Lunedì sera alle 20.40 Paolo Limiti, il noto autore di quiz debutterà come presentatore nell'atteso primo numero della trasmissione di indovinelli musicali "Il Calderone". L'autore della più importante trasmissione ricreativa della RAI "Il Rischiatutto" che ogni giovedì ha riunito davanti ai televisori del secondo canale italiano più di 17 milioni di spettatori passa dalla scrivania dell'autore al video. "Mi tremano le gambe" - ci ha detto durante le prime prove - "Finora ho sempre controllato i presentatori delle trasmissioni che ho ideato sia per la televisione che per la radio "anche "Ferma la musica è sua" ed ora sta per scoccare la mia ora X. Pippo Baudo e Mike Bongiorno saranno quindi fra gli spettatori pronti alla amichevole vendetta. Non lo nego, ho paura. Se l'avessi saputo non avrei posto la mia candidatura... Spero nella clemenza del pubblico e nell'aiuto della valletta".
Paolo Limiti dovrebbe infatti essere affiancato da una assistente d'eccezione, pronta a dare un colpo di mano all'amico che ha lanciato su Roma il suo spiritoso SOS. Un gesto che simpaticamente ricorda il titolo di una sua canzone "Bugiardo e incosciente". Con 500 franchi ognuno, affonteranno le insidie del calderone, realizzato a colori, i due primi concorrenti: Enrica Gobbi di Giubiasco e Viviana Krozcinsky di Cassarate.
Collaborano alla trasmissione Mario Robbiani e il suo complesso. Ospite d'onore sarà Sergio Endrigo".

L'articolo di "Radiotivù" non dice il nome dell'assistente d'eccezione, che è proprio Mina. E' il Corriere della sera di martedì 13 ottobre 1970, dopo la seconda puntata, a dare la notizia in un breve articolo dal titolo "Mina valletta televisiva" con una foto di Paolo Limiti e Mina in studio. Va ricordato che la televisione della Svizzera italiana era visibile a Milano e in gran parte della Lombardia e dunque molti lettori avevano la possibilità di seguire la trasmissione. Scrive il quotidiano milanese:
"Mina si diverte a fare la valletta in un telequiz. Avviene nel "Calderone" un gioco a premi trasmesso il lunedì dalla televisione della Svizzera italiana e presentato da Paolo Limiti, lo stesso che organizza "Il rischiatutto" di Mike Bongiorno. Nel "Calderone" Mina, che si presenta come la signora Crocco, porta le buste delle domande, segna i punti, svolge lo stesso compito di Sabina Ciuffini nella trasmissione presentata da Mike Bongiorno. "Perchè fa la valletta?" le ha chiesto davanti alle telecamere Limiti. "Perchè ho l'occasione di conoscere tanti cantanti", ha risposto Mina.
Joyce Pataccini, produttrice del programma, nel 2010, per i 70 anni di Mina, rilasciò un'intervista al sito tio.ch dove raccontò come si era riusciti a convincere Mina a partecipare alla trasmissione come valletta.
"Mina è sempre stata una donna dotata di grande ironia, e soprattutto con un forte senso dell'amicizia. Fu proprio per amicizia che decise di venire a fare la valletta in RSI. Quell'anno decisi di chiamare Paolo Limiti per presentare un gioco a quiz. Limiti era un paroliere molto noto, e in quegli anni aveva scritto per Mina delle canzoni bellissime. Fu per amicizia nei suoi confronti che Mina decise di venire a fare la valletta. E per lo più muta. Non prese nemmeno una lira. Forse solo un cesto di fiori. Questo dimostra la sua grandezza umana".
Come avvenne la lavorazione?
"Era autunno. Mina registrò alcune puntate. Avevamo affittato dal Municipio di Lugano gli spazi di Villa Florida, che oggi non esiste più e al suo posto c'è un giardino. Lì si trovava il carro colore, dato che la trasmissione era a colori. Mina portava le buste a Paolo Limiti. Diceva pochissime battute. Ricordo anche che registrò alcune canzoni".

L'intervista completa la trovate al link seguente
https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi.

Sotto potete vedere la foto pubblicata sul Corriere della sera del 13 ottobre 1970 di Paolo Limiti e Mina.



BIBLIOGRAFIA
Radiotivù, programmi dal 4 al 10 ottobre 1970, palinsesto del 5 ottobre 1970, pagina 17
"Mina valletta televisiva", Corriere della sera, 13 ottobre 1970, pagina 13
Sal Feo, "L'intervista: Quella volta che venne gratis a fare la valletta in TSI", https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi

venerdì 7 febbraio 2020

Il 7 febbraio 1970 l'inizio dei Mondiali di sci in Val Gardena con la Tv a colori, ma non per l'Italia: sono passati 50 anni

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IL 7 FEBBRAIO 1970 L'INIZIO DEI MONDIALI DI SCI IN VAL GARDENA, CON LA TV A COLORI, MA NON PER L'ITALIA
Il 7 febbraio 1970 partirono i Mondiali di sci in Val Gardena. Sono dunque passati 50 anni da quel giorno, importante anche per la Rai, che produsse interamente a colori per la mondovisione tutto il programma di gare. Purtroppo in Italia si videro solo in bianco e nero per il divieto di molti politici che non volevano la Tv a colori. Vi riproponiamo l'articolo pubblicato su questo blog il 27 gennaio 2015 che riprende l'articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" dove si racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Solo chi poteva ricevere il segnale della televisione della Svizzera italiana o delle Tv dei paesi confinanti come Francia, Austria e Germania Ovest poteva vederlo a colori. Rinnoviamo i nostri ringraziamenti ad Antonio Lari che ci aveva fatto avere l'articolo

ARTICOLO PUBBLICATO SU QUESTO BLOG IL 27 GENNAIO 2015


C'è una pagina gloriosa della storia Rai dimenticata un po' da tutti. Stiamo parlando dei Mondiali di sci che si svolsero in Val Gardena dal 7 al 15 febbraio 1970. In quell'occasione la Rai realizzò un grande sforzo produttivo per garantire la trasmissione a colori in mondovisione pari a quello delle Olimpiadi di Roma del 1960. Basti dire che il centro Rai allestito provvisoriamente per la durata dei Mondiali a Ortisei era terzo in grandezza dopo quelli di Milano e Roma. Purtroppo gli italiani poterono vedere quell'evento solo in bianco e nero a causa dell'assurdo ostracismo di molti uomini politici che pensavano che la Tv a colori fosse un lusso che non potevamo concederci, mentre tutti gli altri paesi evoluti d'Europa già avevano iniziato a trasmettere a colori da qualche anno. Una valutazione che ha provocato la rovina dell'industria radiotelevisiva italiana. Solo nel 1972, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, dal 26 agosto all'11 settembre 1972, venne concesso alla Rai di trasmettere in via sperimentale a colori alternando Pal e Secam, altra assurdità visto che i tecnici Rai erano abituati a lavorare con il Pal come in occasione dei Mondiali in Val Gardena. Poi nuovo stop fino alle Olimpiadi di Montreal del 1976, dal 17 luglio all'1 agosto 1976, sempre in via sperimentale, per passare ufficialmente al colore l'1 febbraio 1977 con dieci anni di ritardo con i paesi europei più evoluti. Da avanguardia l'Italia divenne dunque coda in Europa riguardo alle trasmissioni a colori, facendosi superare anche dalla Spagna, che per qualche anno aveva atteso la decisione dell'Italia tra Pal e Secam per poi scegliere il Pal prima dell'Italia. Ma torniamo ai Mondiali in Val Gardena. Vi abbiamo detto dell'eccezionale sforzo produttivo della Rai per garantire il colore all'Europa e agli Stati Uniti, in particolare alla NBC che trasmetteva l'evento. Purtroppo, a oggi, nel catalogo multimediale Rai non risulta conservato nulla di quelle immagini a colori, solo pochi servizi in bianco e nero realizzati per i telegiornali e per La Domenica Sportiva e poco altro. Noi pensiamo che queste registrazioni siano ancora conservate in qualche stanza, non sappiamo dove, ma speriamo si possano recuperare per far vedere anche agli italiani cosa sapevano fare i tecnici Rai. La testimonianza di questo formidabile sforzo produttivo l'abbiano trovata in questo articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" che ci racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Va detto che la Tv della Svizzera italiana mandò in onda a colori quell'evento e dunque anche in Italia c'è stato qualcuno che ha potuto vedere a colori quell'evento nelle zone di confine, forse anche a Milano. Ringraziamo Antonio Lari per averci fatto avere l'articolo.

Le immagini che abbiamo visto ripetutamente scorrere sul teleschermo per otto giorni durante i campionati mondiali di sci alpino in Val Gardena, non erano immagini "qualunque", anche se al telespettatore italiano esse non potevano apparire diversamente. Le riprese televisive, infatti, erano realizzate a colori secondo la norma "625 PAL", ma, al momento di essere "istradato" dai vari trasmettitori sul nostro territorio, il segnale video veniva naturalmente privato della "banda" di colore. Questa circostanza - e cioè uno sforzo organizzativo forse secondo soltanto a quello compiuto dalla Rai per le Olimpiadi di Roma del 1960 e affidato, in questa occasione, ad un organismo televisivo che opera in un paese ove la Tv a colori non è stata ancora introdotta - questa circostanza, dicevo, ha rivestito una rilevanza tecnica che merita opportunamente, a manifestazioni concluse, un consuntivo.
E', dunque, già eloquente di per sè il fatto che una rete televisiva in bianco e nero, come l'italiana appunto, sia stata in grado di approntare uno schieramento tecnico in grado di fornire in tutto il mondo segnali e colori di qualità unanimemente giudicata eccellente; se poi si tiene conto delle particolarissime e difficoltose condizioni orografiche ed atmosferiche che hanno fatto da tremendo banco di prova del colore, non si può allora non parlare di autentico successo per i tecnici italiani. (Un successo forse scontato dal loro prestigio internazionale, ma non per questo memo meritato). Dice l'ing. Silvio Battistella, direttore tecnico dei servizi televisivi per i mondiali della Val Gardena: "A prescindere dal fattore freddo, che rimane un nemico anche per le trasmissioni in bianco e nero, per noi che dovevamo lavorare col colore, tra i problemi più grossi c'è stato quello delle condizioni di luce: con tutte le piste regolarmente orientate verso Nord, infatti, c'era continuamente l'imponderabile pericolo di trovarsi controluce e questo avrebbe disturbato non poco la resa-colore. Ci è andata bene, e non nascondo che c'è stato anche un pizzico di fortuna".
Ma andiamo con ordine e diamo soprattutto la parola ai dati che, meglio di qualsiasi altra considerazione, possono da soli dare un'idea di quanto consistente sia stato, sotto il profilo tecnico, l'impegno organizzativo prodotto dalla Rai anche in questa occasione. Il lavoro preparatorio, per esempio, ebbe inizio fin da due anni or sono.
"Per preparare tutto - dice l'ing. Aldo Riccomi, Condirettore Centrale della Direzione Tecnica - abbiamo dovuto muoverci fin dal momento in cui ci venne notificato che l'Italia era stata prescelta per ospitare i Campionati. Ciò nonostante, il tempo è stato il nostro primo, grande nemico. Per esempio, l'edificio in cui avremmo dovuto installare il Centro Rai, e cioè il nuovo municipio di Ortisei, non è stato disponibile prima del mese di novembre. Abbiamo quindi dovuto installare a tempo di record un vero e proprio centro di produzione di controllo, usando per di più materiale da riutilizzare integralmente in altri impianti". Tuttavia il complesso lavoro di accertamento preliminare e di progettazione degli impianti si poi rivelato talmente preciso che in sole due settimane è stato possibile installare in loco tutte le apparecchiature. Vale a dire: oltre 25 mila metri di cavo, buona parte dei quali bloccati sotto la neve lungo i bordi delle 4 piste di gara; 2 studi televisivi, ciascuno con 2 telecamere a colori e 2 vidicon in bianco-nero per cartelli; (i mixer potevano accettare segnali dal telecinema, dai registratori video magnetici e dalle diapositive a colori e permettevano, tra l'altro, l'intarsio ("overlay") con il sistema "Chromakey"). Gli impianti Tv comprendevano poi: una regia finale per le trasmissioni in Eurovisione, con adiacente i posti di coordinamento tecnico e di coordinamento programma; un impianto di registrazione video a colori per un totale di 5 macchine; un impianto di telecinema 16 mm a colori per un totale di 3 macchine; e, infine, una centrale tecnica audio e video a cui facevano capo, per il controllo e lo smistamento, tutti i segnali entranti ed uscenti dal Centro. In quest'ultimo locale si trovavano pure 2 analizzatori di diapositive, 2 rallentatori di immagini e tutti i ponti radio di collegamento, sia con i campi di gara che con la rete permanente Rai. Tra Ortisei e Bolzano (terminale dei collegamenti permanenti) funzionavano quattro fasci di collegamento a microonde di cui due principali e due di riserva, in maniera da permettere nei periodi più intensi di traffico "unilaterale", di smistare contemporaneamente due programmi indipendenti (normalmente uno per la Rai e l'altro per un organismo estero). Ed ancora: una sala di riversamento da 1/4" a nastro perforato; un impianto di sviluppo 16 mm con due macchine per lo sviluppo di film a colori ed una macchina per lo sviluppo di film in bianco e nero. "La capacità dei due complessi era rispettivamente di 1800 m/ora per il colore e di 900 m/ora per il bianco e nero; inoltre, esistevano due stampatrici 16 mm, rispettivamente per colore e bianco nero); ed, infine, un complesso di salette di montaggio dei filmati per un totale di 7 moviole. Questo per la Tv. Per la Radio gli impianti comprendevano 11 complessi costituiti ciascuno da uno Studio e da una regia equipaggiata con: 1 amplificatore a 4 ingressi; 1 amplificatore di uscita corredato di un pannello ad incroci 10X10 per lo smistamento delle linee dei campi di gara; 2 magnetofoni; 1 magnetofono a ciclo chiuso per il segnale di identificazione; 1 ascolto in altoparlante e 2 telefoni. Tre degli 11 complessi erano stati equipaggiati anche per un monitor video per eventuali necessità di sincronizzazione dei filmati. Diamo, infine, uno sguardo agli impianti comuni che erano costituiti da: 1 telaio incroci della capacità di 180 linee orizzontali e 210 linee verticali per lo smistamento dei circuiti delle cronache radiofoniche e televisive e dei circuiti telefonici di ascolto e di servizio; 1 centralino manuale collegato a tutti i complessi tecnici, agli uffici ed a tutti i campi, della capacità complessiva di 96 utenti a batteria locale e 96 a batteria centrale; 2 posti Telex ed una telescrivente per il collegamento punto a punto con la Rai a Roma; 1 cabina elettrica in grado di trattare una potenza di circa 400kVA e due gruppi elettrogeni di riserva ciascuno con una potenza di 220 kVA. (In un edificio adiacente erano stati poi realizzati 23 posti di ascolto per i radio-telecronisti che potevano così seguire su dei monitor la ripresa televisiva ed ascoltare in cuffia la radiocronaca o la telecronaca destinata al proprio Paese).
Vediamo ora come erano organizzati i servizi "esterni". Sono stati impiegati per la ripresa cinque pullman, tre dei quali avevano a bordo 4 telecamere a colori, gli altri due, invece, ne avevano a bordo 2. C'era inoltre un mezzo attrezzato con due telecamere industriali a vidicon in bianco e nero per la ripresa dei dati di cronometraggio e del monitore che forniva, concorrente per concorrente, la classifica aggiornata. Le telecamere erano disposte in modo da coprire un tratto di percorso pari a 45", per le gare di slalom gigante e di discesa libera (gare ove le partenze si susseguono ad un intervallo di 1'), mentre per lo slalom speciale, in cui le partenze avvengono solo dopo l'arrivo del concorrente precedente, la copertura della pista era totale. Ogni pista inoltre era coperta nella sua totalità con cineprese in grado di fornire un filmato completo del percorso per la trasmissioni unilaterali. Ogni unità di ripresa era collegata al Centro di Ortisei tramite due fasci in ponti radio mobili a microonde. Su ogni campo di gara erano state costruite 40 cabine di cui 19 destinate ai telecronisti italiani ed esteri e 13 ai radiocronisti. Le "telecabine" erano dotate di monitore video ed una cassetta standard per cronista, con uno o dei microfoni; le "radiocabine" erano equipaggiate con monitore video, microfono e cuffia. Dietro le cabine vi erano poi magnetofoni, amplificatori e telefoni a batteria locale. In totale, dunque, le cabine erano 160 (40 per ognuno dei 4 campi di gara). Gli operatori scaglionati lungo le singole piste erano 7, alcuni dei quali dotati di cineprese superrallentate a 200 fotogrammi il secondo. Ed ecco, infine, un consuntivo: il settore sviluppo e stampa ha lavorato oltre 22 mila metri di pellicola a colori e 9 mila metri in bianco e nero; le trasmissioni in Eurovisione, per i 16 organismi stranieri (oltre l'americana NBC) hanno superato le 17 ore; sono state poi effettuate 32 unilaterali da studio, per un totale di 5 ore e 40 minuti; le trasmissioni via satellite per la NBC hanno totalizzato 3 ore e 57 minuti. Le trasmissioni radiofoniche sono state in tutto 310 di cui 203 verso l'estero e 107 per le reti italiane. Queste cifre, sono eloquenti di per sè. Ricordano un po' quelle delle Olimpiadi di Roma: si è trattato questa volta di "Olimpiadi bianche", anche se per i tecnici italiani la principale caratteristica è stata quella dell'impiego del colore.
Giuseppe Tabasso


mercoledì 5 febbraio 2020

Rischiatutto compie 50 anni: il 5 febbraio 1970 la prima puntata dello storico quiz di Mike Bongiorno

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RISCHIATUTTO COMPIE 50 ANNI
Il 5 febbraio 1970 la prima trasmissione del più bel quiz di Mike Bongiorno. Non cominciò bene, la puntata d'esordio venne annullata per due errori nelle domande e il Corriere della sera scrisse: "Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Invece Rischiatutto divenne uno dei programmi più seguiti nella storia della televisione italiana. Vi raccontiamo cosa accadde nella prima puntata


Giovedì 5 febbraio 1970 alle 21.15 sul Secondo Programma dal Teatro delle Vittorie di Roma va in onda la prima puntata di "Rischiatutto". Mike Bongiorno torna così a condurre in video una trasmissione tutta sua dopo tre anni. L'ultima era infatti stata "Giochi in famiglia" chiusa nel 1967 con risultati non esaltanti. Per Mike Bongiorno cominciò infatti un periodo di crisi e qualche critico lo dava già sul viale del tramonto. Mike invece ha una gran voglia di tornare in video e dopo un viaggio negli Stati Uniti nel 1969 torna in Italia con l'idea giusta, ispirata alla trasmissione "Jeopardy" che però ha una struttura meno elaborata di quello che sarà "Rischiatutto". Carlo Fuscagni capisce subito che l'idea è vincente e riesce a imporla a Giovanni Salvi, che continuava a respingere le richieste di incontro di Mike, ma impone di registrare la prima edizione al Teatro delle Vittorie, costringendo Mike a trasferirsi a Roma, dove aveva condotto solo "Arrivi e partenze" nel 1954. Sulle prime gli autori pensano di chiamarla "A repentaglio!", una traduzione italiana del titolo originale di "Jeopardy" a cui si ispirano. Con il passare dei mesi però, e con il consolidamento della squadra tecnica e artistica, il titolo viene definitivamente cambiato in "Rischiatutto". In pochi giorni arrivano tremila domande di partecipazione, soprattutto tra i giovani e Mike presenta così "Rischiatutto" in una lunga intervista sul Radiocorriere numero 5 del 1970 rilasciata a Donata Gianeri: "Diciamo che il quiz in voga da alcuni anni è il quiz leggero, il quiz varietà rafforzato da uno spettacolo musicale, quindi un quiz imbastardito. Il Rischiatutto nasce col proposito da parte della televisione di riprendere il quiz serio, di cultura generale. Fra l’altro, per le domande finali di questo gioco, i tre concorrenti verranno chiusi nelle cabine. Si assiste quindi anche al grande ritorno della cabina sul video: erano anni che non veniva più usata e se abbiamo deciso di ripristinarla è perché dà un senso di emozione, di suspense. Pensi che bellezza quando chiuderemo questi tipi di contestatori nelle cabine".
Si arriva così alla prima puntata, registrata come d'abitudine al mercoledì sera. Mike ha scelto come coautore Giovanni Vigevano, vincitore di "Giochi in famiglia", mentre come valletta c'è Sabina Ciuffini, 19 anni, nata a Buenos Aires, residente a Roma e matricola all'università. In gara ci sono Giovanni Micheli, esperto di filatelia ed ex campione italiano di parole crociate, il bergamasco Franco Moretti, che risponde a domande sul teatro di prosa, e Silvana Guerriero, che ha scelto la musica leggera. La registrazione non va liscia, e i numerosi intoppi consigliano di declassare la trasmissione presentandola al pubblico come «numero di prova». Una domanda sulla filatelia viene contestata da Micheli nella prima fase del gioco. Gli viene chiesto, tra l'altro: «Nel 1896 viene emesso il primo francobollo commemorativo italiano. Per quale occasione?». Micheli non risponde e Mike legge la risposta degli esperti: in occasione delle nozze Savoia-Petrovic. Poi si scopre invece che il francobollo (che tra l'altro sarebbe stato celebrativo, e non commemorativo) venne preparato, ma non emesso, tanto che in una successiva occasione Micheli ha modo di rispondere che il primo francobollo commemorativo italiano è del 1910; a Moretti, nel gioco del tabellone, viene chiesto di indicare il titolo e l’autore di una poesia risorgimentale fatta ascoltare nell’interpretazione di Alberto Lupo e il concorrente è sicuro si tratti di Piemonte di Giosue Carducci, ma Mike Bongiorno lo interrompe: «Si tratta di Fratelli d’Italia!». In realtà Fratelli d’Italia è il titolo del disco in cui si trova la registrazione, che contiene un pot-pourri di noti componimenti poetici, e i versi in questione sono effettivamente Piemonte di Carducci. Gli argomenti del tabellone sono: Pittura, Risorgimento, Musica leggera, Chi è, Letteratura e Sport. Il cantautore Georges Moustaki è ospite della trasmissione per presentare la sigla finale: Il rischio. Vince la Guerriero, ma dopo una serie di riunioni tra chi voleva considerare regolare la puntata e chi voleva annullarla prevale la seconda e dunque tutti i concorrenti torneranno una settimana dopo, quando sarà gara vera e questa volta a vincere è Micheli che può dunque essere considerato il primo campione di "Rischiatutto". Dopo i problemi della prima trasmissione, Vigevano viene licenziato, come scrive il Corriere d'informazione dell'11 febbraio, sostituito da Paolo Limiti, chiamato in gran fretta da Mike con il quale già lavorava in radio nel quiz «Ferma la musica» in onda sul Secondo Programma Radiofonico.
Il Corriere della sera del 6 febbraio 1970 chiude così l'articolo di commento intitolato "I frammenti", firmato G., alla prima puntata di Rischiatutto: "Per ora risulta impossibile giudicare il quiz, il suo grado di macchinosità e la sua capacità di fornire un ragionevole intrattenimento. Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Un giudizio molto affrettato per quello che è stato il più bel quiz della storia della televisione italiana. Rischiatutto avrà infatti 156 puntate in 5 edizioni. Dalla seconda si passerà al Fiera 2 di Milano, sede storica dei quiz di Mike Bongiorno in Rai, fino al 25 maggio 1974 e alcuni campioni sono ricordati ancora oggi dal pubblico italiano. Ne ricordiamo alcuni come Giuliana Longari, prima grande campionessa che lanciò definitivamente il quiz, dal 7 maggio al 16 luglio 1970; Andrea Fabbricatore, Ernesto Marcello Latini, Marilena Buttafarro, Massimo Inardi, campione delle prime tre edizioni; Maria Luisa Migliari, campionessa della quarta e quinta edizione; Enzo Bottesini, Angelo Cillo, Antonio D'Urso, Domenico Giacomino. Con il passaggio a Milano arriva tra gli autori anche Ludovico Peregrini che diventerà "Signor No" dopo un articolo di Vittorio Notarnicola pubblicato sul Corriere della sera del 20 gennaio 1972 con titolo "Il Signor No". Da ricordare anche la regia di Piero Turchetti, ricordato sempre da Mike con la frase "fiato alle trombe Turchetti" e la sigla testa con l'omino del Rischiatutto disegnata da Sandro Lodolo e musicata da Mario Migliardi, mentre di sigle di coda se ne ebbero quattro: "Il rischio" di Georges Moustaki nelle prime due edizioni (1970-1971), "Amare di meno" di Peppino Di Capri nella terza (1971-72), "Una musica" dei Ricchi e Poveri nella quarta (1972/73) e "Voglio ridere" dei Nomadi nella quinta (1973-74). In occasione della finale del 10 giugno 1972, trasmessa al sabato sul Programma Nazionale dal Teatro dell'Arte di Milano, si calcolò un ascolto di 27 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 88. Per l'occasione, per non perdere pubblico negli stadi, la Lega Calcio fece spostare dal sabato alla domenica tre partite di Coppa Italia: Juventus-Milan, Inter-Torino e Fiorentina-Napoli, validi per la seconda fase del torneo. Numeri straordinari che testimoniano la popolarità raggiunta dalla trasmissione.
"Rischiatutto" verrà riproposto da Fabio Fazio con successo nel 2016, con due puntate su RaiUno il 21 e 22 aprile, una celebrativa e una vera, e nove su RaiTre, dal 27 ottobre al 22 dicembre. A nostro parere è un quiz sempre attuale che manca nella televisione di oggi fatta di tanti "game show" ma dove non c'è un vero gioco con domanda secca e risposta secca e con la gara tra concorrenti, l'innovazione più grande del "Rischiatutto" che è stata poi seguita da Mike Bongiorno anche nei suoi quiz seguenti come "Scommettiamo?" e "Flash" solo per restare agli anni in Rai per quello che per noi è stato il miglior periodo nella carriera di Mike con ascolti sempre superiori ai 20 milioni di spettatori.

La prima puntata di "Rischiatutto" del 5 febbraio 1970 su RaiPlay.

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016
Donata Gianeri, Radiocorriere numero 5, programmi dall'1 al 7 febbraio 1970
Al. Cer., Torna Mike Bongiorno, Corriere della sera, 2 febbraio 1970
Al. Cer., Le grane del Rischiatutto, Corriere della sera, 6 febbraio 1970
G., I "frammenti", Corriere della sera, 6 febbraio 1970
C.G., Clamorose gaffes al quiz di Bongiorno in Tv, Corriere d'informazione, 5 febbraio 1970
C.G., "Ecco i retroscena della gaffe di Mike", Corriere d'informazione, 6 febbraio 1970
"Rischiatutto" licenziato un esperto, Corriere d'informazione, 11 febbraio 1970

Juventus-Milan, 5 febbraio 1950, prima partita di calcio in Tv in Italia: sono passati 70 anni

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Sono passati esattamente 70 anni da quando, il 5 febbraio 1950, venne trasmessa la prima partita di calcio nella storia della Tv italiana, che aveva cominciato la programmazione l'11 settembre del 1949 dopo la breve fase del 1939 interrotta dalla guerra. Si giocava Juventus-Milan, finita con il clamoroso punteggio di 7-1 per i rossoneri. La telecronaca venne effettuata da Carlo Bacarelli, maestro della prima generazione di telecronisti italiani. Ovviamente solo a Torino e dintorni poterono seguire in Tv quel Juventus-Milan visto che solo nel capoluogo piemontese erano installati trasmettitori televisivi e solo dal 12 aprile 1952, con l'inaugurazione degli studi televisivi di Corso Sempione a Milano, la Tv cominciò la sua fase di espansione in tutta Italia. Era anche una delle prime riprese televisive in esterna. "C’era il problema tecnico di prolungare i cavi - racconta Carlo Bacarelli nei libri La Tv per sport e Sport in Tv -, facemmo due esperimenti: la sfilata di Carnevale in piazza Madama con le telecamere montate in alto sulle scale dei pompieri in modo da inquadrare via Po; la ripresa di Juventus-Milan, partita che si giocò in un pomeriggio di nebbia: vedevo figure vaghe, allora commentai guardando il monitor e mi accorsi che l’occhio elettronico è più sensibile di quello umano. Fu una grande scoperta, pose le basi della grammatica televisiva, il telecronista deve raccontare quello che vede sul monitor perché corrisponde a quello che vede il telespettatore. Il Milan vinse 7-1 e Parola, simbolo di fair-play, proprio nel giorno del debutto delle telecamere perse la testa: sferrò un calcione clamoroso a Nordahl che, incontenibile, lo stava facendo impazzire". Da notare anche la presenza in campo, nella Juventus, di Alberto Piccinini, padre di Sandro, per tanti anni apprezzato telecronista di Mediaset.
Nel video della trasmissione "Dedicato a..." sui 60 anni di sport nella Tv italiana, condotta da Auro Bulbarelli su Rai Sport 1 nel gennaio 2014 dove abbiamo avuto l'onore di essere tra gli ospiti con Massimo De Luca, Bruno Pizzul, Maria Teresa Ruta e Luciana Veschi, al minuto 15 Carlo Bacarelli, intervistato nel 1964 da Ugo Zatterin in una trasmissione che celebrava i 10 anni dall'inizio della regolare programmazione televisiva della Rai, racconta questa prima telecronaca di una partita di calcio in Italia.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e5f0a795-1570-4dce-be60-d9557f962831.html.

BIBLIOGRAFIA
Pino Frisoli, La Tv sport, Edizioni Tracce, 2007
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, 2010