domenica 27 settembre 2020

90° minuto compie 50 anni. Il 27 settembre 1970 la prima trasmissione

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Il 27 settembre 1970, alle 18.00 sul Nazionale, andava in onda il primo numero di "Novantesimo minuto" (all'inizio si scriveva così) introdotto dalle note del brano "Pancho", ancora oggi sigla della trasmissione, firmato da Julius Steffaro e Jack Trombey, pseudonimi del compositore olandese Jan Stoeckart. La trasmissione nasce dopo il grande successo di pubblico del Mondiale messicano. La "Domenica sportiva" non basta più, va in onda la sera tardi e sono tanti gli italiani che non possono restare in piedi fino a quell'ora. Ideato da Paolo Valenti, Maurizio Barendson e Remo Pascucci, diventerà negli anni un appuntamento fisso della domenica pomeriggio. I primi due sono volti noti al grande pubblico: Valenti è stato protagonista nel 1967 di una memorabile radiocronaca del match Benvenuti-Griffith dal Madison Square Garden di New York, tenendo in piedi gli italiani, nonostante la Rai avesse deciso di non mandare l'incontro in diretta Tv per l'orario notturno; Barendson è il caporedattore dello sport al Telegiornale, nel quale compare spesso a commentare i fatti sportivi; Pascucci è il terzo uomo, il braccio che si muove dietro le quinte. Nei primi anni il programma dura non più di dieci-quindici minuti, il tempo di leggere i risultati, fornire la colonna vincente della schedina del Totocalcio e far vedere qualche immagine delle partite giocate a Roma o Milano, uniche sedi dove era possibile realizzare un servizio in breve tempo. Non c'è però nessun lancio della trasmissione da parte della Rai. Nell'edizione del Telegiornale delle 13.30 del 27 settembre 1970 Barendson, che conduceva la pagina sportiva del notiziario, non fa nessuna accenno alla partenza della nuova trasmissione. C'è solo un collegamento in diretta con Mario Guerrini dallo stadio Sant'Elia di Cagliari dove alle 15.00 è in programma la partita con la Sampdoria per la prima giornata di Serie A che, prescelta per la sintesi delle 19.10 sul Programma Nazionale. Infatti era tradizione proporre in occasione della prima giornata di campionato la partita della squadra campione d'Italia. "Novantesimo minuto" apre la programmazione pomeridiana della Rai. Alle 16.00, tra un monoscopio e l'altro, erano andate in onda le fasi conclusive della Parigi-Tours di ciclismo. Alle 18.10 ecco la Tv dei ragazzi con "Magilla Gorilla show" e "Pippi Calzelunghe" che da sole tre settimane, dal 6 settembre, aveva debuttato nella Tv italiana. Alle stessa ora di "Novantesimo minuto", sul Secondo, alle 18.00 è in programma la registrazione della Coppa Intercontinentale di basket della sera prima, vinta dall'Ignis Varese. La prima serata del Nazionale propone alle 21.00 la telecronaca diretta dell'arrivo al Quirinale del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon seguita da "Una serata con Domenico Modugno". Alle 22.40 ecco "La Domenica Sportiva" condotta per la prima volta da Alfredo Pigna, che la condurrà per 4 anni rinnovandone la popolarità. Anno dopo anno, "Novantesimo minuto" aumenta la durata grazie anche alla maggiore disponibilità di immagini, ma soprattutto sale l'interesse. Maurizio Barendson racconta così, in un’intervista rilasciata a "TV Sorrisi e canzoni" nel 1973, l’origine del programma: «“Novantesimo” nacque tre anni fa come una piccola cosa. Valenti ed io, che siamo i presentatori, partimmo da un’idea in un certo senso concorrenziale. Come uomini di televisione, non ci era sfuggita la sproporzione fin troppo evidente sul piano informativo fra radio e Tv rispetto al campionato di calcio e allo sport in genere. E non ci andava giù, a riprova che la concorrenza può essere un ingrediente necessario per una informazione rapida e completa. La radio doveva buona parte del suo orgoglioso rilancio proprio allo sport e specialmente a “Tutto il calcio minuto per minuto”, che è un perfetto esempio di trasmissione-staffetta, mentre la televisione, avendo costruito il suo successo sulla potenza delle immagini, si era un po’addormentata sugli allori da questo punto di vista. Bisognava rompere quindi gli schemi. Da principio fummo visti con diffidenza e incredulità. Forse ci temevano senza dirlo, forse erano davvero convinti che il tentativo sarebbe fallito. Non è stato così. La trasmissione, che era cominciata cautamente come una lettura di risultati, qualche telefoto e un paio di filmati, doveva in breve tempo rivelare le sue vere possibilità, che erano quelle di dare una documentazione, sia pure incompleta in alcuni casi, di tutte le partite di serie A». Particolarmente interessante la considerazione di Barendson su calcio e Tv, spesso accusata di allontanare il pubblico dagli stadi: «C’è anche chi ha pensato e pensa tuttora che innovazioni televisive come questa possano essere alla lunga di danno al calcio. Sarà un caso, ma da quando i programmi della Tv sul campionato e sul resto dell’attività calcistica sono cresciuti, il diagramma che segna l’affluenza del pubblico negli stadi è tornato a salire. La verità è che se una cosa piace (e il calcio, bene o male che sia giocato, piace agli italiani) la Tv non può che assecondare il successo, aumentando la base dei conoscitori, da cui nasce l’esercito dei tifosi». Oltretutto, le statistiche dicono che il pubblico di «90° minuto» è composto al 65 per cento da donne e tutto questo spinge i conduttori a usare un linguaggio comprensivo anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Barendson immagina anche il futuro della trasmissione, che sembra tanto vicino ai programmi di oggi: «L’ambizione è quella di crescere. Pensate a un “Novantesimo” distribuito tutto l’arco della domenica, come tanti piccoli intervalli sportivi (non solo calcistici) tra un programma e l’altro». Nel 1976, con la riforma della Rai, Barendson passa al Tg2 e Valenti resta l’unico conduttore. Inoltre, le sedi regionali vengono gradualmente messe in condizione di andare in diretta, pratica fino ad allora permessa solo alle sedi di Roma, Milano, Torino e Napoli. Fanno così il loro ingresso i corrispondenti esterni: giornalisti delle sedi regionali, ognuno addetto alla squadra della propria città o regione. Nasce quello che sarà chiamato il “teatrino di 90° minuto” e che renderà famosi i tanti inviati. Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano, Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Ferruccio Gard da Verona, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Maurizio Calligaris da Udine, Franco Strippoli da Bari, Emanuele Giacoia da Catanzaro hanno contribuito con tanti altri giornalisti a rendere leggendaria questa trasmissione. Purtroppo negli archivi Rai non risulta conservato niente delle prime sette stagioni di "90° minuto". Se qualcuno dovesse avere delle registrazioni di questi primi anni ci può contattare per consentire alla Rai di avere copie che avrebbero grande valore storico oltre a essere patrimonio di tutti. La prima puntata disponibile negli archivi Rai è quella dell'11 settembre 1977, in occasione della partenza del campionato di Serie A 1977/78, recentemente proposta sui canali Rai Sport. Curiosamente, nella puntata dell'11 settembre 1977, dopo pochi minuti si passa dal colore al bianco e nero, forse per un errore del tecnico che si occupava del controllo delle trasmissioni a colori. E' del 2 ottobre 1977, la prima sigla a colori, nel giorno dell'esordio della seconda edizione di "Domenica in", condotta da Corrado. La prima puntata a colori di "90° minuto" è invece del 6 marzo 1977, giorno nel quale divennero a colori anche "La Domenica Sportiva" e "Domenica sprint", l'unica di queste rubriche sportive in onda quel giorno a risultare conservata negli archivi Rai. La sigla con lo stadio che si riempie ha invece debuttato il 7 ottobre 1979 in occasione della prima puntata di "Domenica in" condotta da Pippo Baudo.

martedì 15 settembre 2020

Il processo del lunedì compie 40 anni. Il 15 settembre 1980 la prima puntata sulla Rete Tre della Rai con grandi ospiti

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Il 15 settembre 1980 alle 22.35 circa, sulla Rete Tre della Rai cominciava, introdotta dalle note della sigla di testa "Allora, avete capito o no!" di Edoardo Bennato, la prima puntata della trasmissione "Il processo del lunedì". Si era appena giocata la prima giornata del campionato di Serie A 1980/81. Argomento della puntata, la riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, tornati a essere tesserabili dalle società italiane dopo un blocco che durava dal 1964, ultima stagione nella quale ai club italiani era permesso tesserare giocatori provenienti da federazioni estere. Nel 1966 infatti, dopo la clamorosa sconfitta dell'Italia contro la Corea del Nord nei Mondiali d'Inghilterra, venne semplicemente prorogato il blocco che durò poi fino al 1980. Ma torniamo alla trasmissione, ideata da Aldo Biscardi, che però compare solo nella sigla di testa, identica a quella di coda. La conduzione è affidata a Enrico Ameri, da anni prima voce alla radio di "Tutto il calcio minuto per minuto" e della Nazionale, affiancato da Novella Calligaris, ex grande campionessa di nuoto. Gli ospiti sono di grandissimo livello. In studio, con il giornalista Gianni Melidoni, c'è Nils Liedholm, allenatore della Roma; a Milano, con Carlo Sassi, sono collegati Sandro Mazzola e Annibale Frossi, giornalista, ex calciatore e tra i protagonisti della vittoria della nazionale italiana alle Olimpiadi di Berlino del 1936; a Torino, con Andrea Boscione, ci sono Giovanni Trapattoni, allenatore della Juventus, e Gianpaolo Ormezzano, inviato speciale della Stampa, che pochi anni dopo lasciò in diretta la trasmissione contestandone la formula troppo urlata; a Napoli, con Italo Kuhne, Ruud Krol, il fuoriclasse olandese appena arrivato a Napoli per firmare l'accordo con la società partenopea. Molto interessanti anche i due servizi di Eugenio Fabiani e di Carlo Nesti sui giocatori stranieri. Carlo Nesti, lo ricordiamo, è stato negli anni lo storico autore delle schede del "Processo del lunedì" fino al 1993 quando Aldo Biscardi è rimasto in Rai. Dunque, una trasmissione, quel primo "Processo del lunedì", completamente diversa da quella che è diventata negli anni e che ha generato tante imitazione in quello che è stato definito "biscardismo". Basti per tutti, la qualità degli ospiti della prima puntata, oggi probabilmente impensabile per qualunque trasmissione sportiva.

lunedì 27 luglio 2020

Brasile-Uruguay, semifinale Mondiali del 17 giugno 1970, a colori con la telecronaca di Nicolò Carosio sui canali Rai Sport

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Appuntamento da non perdere sui canali Rai Sport martedì 28 luglio 2020 per tutti gli appassionati di storia del calcio e della televisione sportiva. Dalle 18.15 è infatti in programma, per la prima volta a colori, la telecronaca integrale di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, l'altra semifinale dei Mondiali di Messico '70. Brasile-Uruguay si giocava allo stadio Jalisco di Guadalajara alle 24:00 italiane della notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno 1970, mentre allo stadio Azteca di Città del Messico erano in campo Italia e Germania Ovest per la partita finita 4-3 e passata alla storia del calcio. A differenza di quanto accade oggi, dove per ragioni televisive è garantita la non contemporaneità di tutte le partite dei Mondiali di calcio, con l'eccezione di quelle decisive per il passaggio al secondo turno della fase finale, in quegli anni anche le semifinali si giocavano alla stessa ora. Così anche le Tv erano obbligate a scegliere quale partita proporre in diretta e ovviamente la Rai scelse quella degli Azzurri. Era dunque Nando Martellini, telecronista di Italia-Germania Ovest, ad aggiornare i telespettatori sul risultato della semifinale di Guadalajara, mentre alla radio c'era la consueta formula di "Tutto il calcio minuto per minuto" con interventi per aggiornare sul risultato direttamente dal campo di Brasile-Uruguay mentre si svolgeva Italia-Germania Ovest. A Guadalajara, come accennato in apertura, per la telecronaca di Brasile-Uruguay c'era Nicolò Carosio, che un po' a sorpresa non era stato designato per la partita dell'Italia, come si pensava per l'alternanza con Nando Martellini nelle telecronache della Nazionale italiana. Sembra che Carosio non avesse preso troppo bene questa decisione dalla quale sarebbe poi nato l'incredibile equivoco della parola "negro" o "negraccio", ovviamente mai pronunciata dal telecronista, contro il guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in Italia-Israele che, come scritto erroneamente per tanti anni, avrebbe portato all'immediato allontanamento di Carosio dalla Rai e di conseguenza al rientro in Italia nel pieno della competizione. Come abbiamo visto non andò così e anzi la telecronaca di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, che all'inizio saluta anche il pubblico del Canton Ticino che poteva seguire a colori la partita sulla Tv della Svizzera italiana, era stata, come di consueto, molto professionale. Gli italiani poterono vederla in differita solo alle 22:00 di giovedì 18 giugno sul Programma Nazionale, comunemente noto come Primo, ovviamente in bianco e nero visto che alla Rai era vietato trasmettere a colori, in parziale concorrenza con "Rischiatutto", in onda sul Secondo dalle 21:15 e proprio nel periodo in cui Giuliana Longari, alla sua settima partecipazione da campionessa, stava portando grande popolarità al quiz di Mike Bongiorno. In anticipo sul pubblico della Rai arrivò la Tv della Svizzera italiana, che propose in differita dalle 13:00 una sintesi a colori delle due semifinali. Nella notte la Tsi aveva trasmesso in diretta a colori Italia-Germania Ovest con la telecronaca di Giuseppe Albertini, che fino ai quarti di finale era stato in servizio anche per la Rai.

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

Ci sono però anche altri appuntamenti da non perdere nel palinsesto storico sportivo di Rai Sport di martedì 28 luglio 2020. Alle 20:00, dopo Brasile-Uruguay, è in programma la puntata 579 di "Perle di sport" con lo storico spareggio di qualificazione per i Mondiali di Spagna '82 tra Nuova Zelanda e Cina del 10 gennaio 1982 seguito Memory Doc sul sorteggio dei Mondiali di Spagna '82 con la telecronaca di Bruno Pizzul e Beppe Berti da Madrid, mentre a Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, sono ospiti in studio Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, con Marco Tardelli collegato dagli studi Rai di Torino. A seguire, lo Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 e la puntata 314 di "Perle di sport" con La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982. Nel pomeriggio poi, dalle 16:32, potrete seguire la puntata 499 di "Perle di sport" su Udinese-Inter del 14 settembre 1980 seguita da Inter-Roma e da Memory Doc su 90° minuto del 26 ottobre 1980. Sotto potete leggere la programmazione completa di Rai Sport per martedì 28 luglio 2020.

MARTEDI' 28 LUGLIO 2020
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (7.01-9.03)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (9.05-9.32)
Dedicato a... 60 anni di Sport in Tv (9.33-11.50)
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (11.51-13.57)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (14.00-14.27)
Perle di sport, puntata 166
Gran Premio di Monaco 1979. La Ferrari 312 T4 (14.30-15.28)
Perle di sport, puntata
Mondiali 1978, tutti i gol (15.31-15.59)
90° minuto Serie B, rubrica, replica (16.01-16.31)
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (16.32-17.01)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (17.02-17.46)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (17.47-18.13)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (18.17-19.58)
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (20.01-20.23)
Memory Doc, Sorteggio Mondiali Spagna '82 del 16 gennaio 1982. Telecronisti Bruno Pizzul e Beppe Berti. Dagli studi di Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, ospiti Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, da Torino Marco Tardelli (20.25-21.10)
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (21.13-23.06)
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (23.07-23.36)
Tiro con l'arco: Torneo della ripartenza (23.38-24.08)

MERCOLEDI' 29 LUGLIO 2020
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (24.08-24.37)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (24.38-1.26)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (1.26-1.52)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (1.52-3.32) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (3.32-3.54) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (3.55-5.47) DALLE 5.23 ANCHE SU RAI SPORT CANALE 58
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (5.47-6.16)

sabato 18 luglio 2020

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari esce di scena da Rischiatutto ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana: sono passati 50 anni

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IL 16 LUGLIO 1970 ESCE DI SCENA DA RISCHIATUTTO GIULIANA LONGARI, LA PRIMA GRANDE CAMPIONESSA DEL CELEBRE QUIZ DI MIKE BONGIORNO

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari cede dopo dieci settimane in titolo di campionessa di Rischiatutto a Giuliana Boirivant ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana. La signora Longari entra in scena nella puntata del 7 maggio 1970 e quel giorno, dopo tre mesi di tentativi, Rischiatutto trova finalmente il «personaggio» che gli autori della trasmissione stavano cercando. Nata a Popoli, nel pescarese, romana d’adozione, Maria Giuliana Toro svolge il curioso mestiere di «trovarobe» per il cinema. Elegante, di bella presenza, è sposata a un giocatore di rugby e si presenta al pubblico con il cognome del marito, come Giuliana Longari. L’argomento di sua elezione è la storia romana, e sconfigge il campione uscente Ascanio Di Gregorio e Loredana Gea, studentessa torinese di diciannove anni esperta di zoologia. Non vince molto, poco più di mezzo milione, ma piace subito a pubblico e critica per la sua simpatia e per l’allegro distacco con cui gioca. In studio, in quello che oggi sembra un ideale passaggio di consegne, è presente Maria Luisa Garoppo, la prosperosa bellezza di Casale Monferrato che nel 1956 era stata campionessa di «Lascia… o raddoppia?». Gli argomenti del tabellone sono: Targhe internazionali, Favole, Spagna, Sport, Omero e Musica leggera. Comincia così la gara della signora Longari che di settimana in settimana diventa sempre più popolare contribuendo anche al successo di Rischiatutto. A giugno siamo nel pieno dei Mondiali di calcio del Messico, ma gli italiani seguono con interesse anche il quiz di Mike Bongiorno che ormai raduna davanti al video 18 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 80. E' il 18 giugno 1970, a neanche 24 ore di distanza dalla storica Italia-Germania Ovest 4-3 che ha tenuto in piedi gli italiani, che un Mike Bongiorno visibilmente raggiante a fine trasmissione si lascia andare esclamando «formidabile! incredibile!» a proposito dei risultati della campionessa di Popoli. La marcia inarrestabile di Giuliana Longari prosegue nelle puntate successive. Dolce e affabile, la campionessa vince con prestazioni in crescendo che sembrano studiate da un accorto regista. Parte svagata, gettando Mike nella costernazione, poi è attenta nel puntare sui «rischi» e chiude inappuntabile in cabina. Mike la chiama «fenomeno» ripetendo più volte la definizione. Nella puntata del 25 giugno 1970 ottiene l'ottava vittoria e supera quota 10 milioni. Sembra invincibile al punto che, in occasione della 10ma vittoria consecutiva, nella trasmissione del 9 luglio 1970, la stampa la paragona al ciclista belga Eddy Merckx, che per la sua fame di vittorie è chiamato «il cannibale».
Una settimana più tardi si presenta come sfidante un’altra Giuliana, la professoressa Boirivant, giovane insegnante di lettere: Longari è costretta sin dall’inizio a inseguirla e a giocare anche qualche «Rischio». Lo fa quando sceglie sul tabellone «Cantanti in prosa» da 40.000 lire. La campionessa decide di rischiare 140.000 lire. Viene proposto un divertente sketch con Adriano Celentano e Ornella Vanoni: Mike chiede da quale spettacolo televisivo è tratto il filmato e Longari risponde: «Io ci provo». Mike: «Eh, io ci provo... a dare la risposta...», Longari: «Io ci provo!», Mike: «Ah, il titolo, scusi avevo frainteso, pensavo che lei ci volesse provare, comunque la risposta era Partitissima». Il pubblico ride, la gara prosegue e Longari riduce il suo svantaggio dalla Boirivant che si trova a 450.000 lire. La campionessa sceglie «Sport» da 30.000 ed ecco un altro Rischio. L’occasione è buona per passare in testa e la Longari punta 220.000 lire. È questo il momento in cui sul tabellone compaiono tre categorie di pesi del pugilato: gallo, leggeri e welter. Domanda di Mike: «Chi sono gli attuali detentori dei titoli mondiali di pugilato di queste categorie?». Longari non risponde e Mike pronuncia quello «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» che diverrà famoso seppure storpiato dalla vulgata. Si chiude con Boirivant in testa a 460.000 lire e Longari a 220.000 lire: quest’ultima riesce comunque a raddoppiare e cade in piedi uscendo di scena con classe, superata solo da una concorrente che ha risposto a qualche domanda in più. Nei due mesi e mezzo in cui è campionessa, Giuliana Longari conosce la notorietà suscitando ammirazione per lo stile e la prontezza nel rispondere alle domande. È però anche stanca al punto che da un po’ di tempo ha in animo di ritirarsi non riuscendo più a sopportare gli sforzi richiesti per essere sempre preparata. Rimane in carica per dieci puntate, nel pieno dei Mondiali di calcio in Messico, portando a casa un totale di 13 milioni di lire netti, la più alta vincita fino ad allora nella storia della televisione italiana, e proprio grazie a lei il Rischiatutto si impone definitivamente nelle preferenze del pubblico televisivo. In chiusura di puntata Mike tributa un bellissimo omaggio alla signora Longari attribuendole il merito del crescente successo della trasmissione e baciandola in fronte. Finita l’avventura del Rischiatutto, Giuliana Longari diventa conduttrice di un garbato programma dal taglio giornalistico il cui titolo è ispirato proprio al Rischiatutto, «Il... rischianiente», nel 1971. Poco dopo, nel 1971-72, prende parte con lo stesso Mike a «Voci nuove», una manifestazione che gira l’Italia alla ricerca di talenti. La cercano in tanti, sembra che anche Federico Fellini la voglia per la parte di Gradisca in Amarcord, ma non se ne fa nulla. Torna in televisione nel maggio 1972, quando un’incomprensione su una domanda a proposito della riforma costituzionale di Diocleziano le preclude l’accesso alla super-finale. In seguito lavora fino alla pensione alle Teche Rai dove, dopo la separazione dal marito, torna a utilizzare il cognome di nascita diventando anche a vantaggio di una riguadagnata riservatezza, Maria Giuliana Toro.
Giuliana Longari è entrata nella leggenda anche per quella frase “Ahi ahi ahi signora Longari, mi è caduta sull'uccello!” che, come ampiamente dimostrato, non è stata mai pronunciata da Mike Bongiorno. Proprio nella puntata del 16 luglio 1970 Mike, come abbiamo visto, esclama invece «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» in occasione di un errore della Longari nella risposta a una delle domande in tabellone.
Di seguito ecco il video della frase pronunciata da Mike verso la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Mike Bongiorno presenta la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Discorso della signora Longari dopo essere stata eliminata, con bacio finale di Mike Bongiorno


Clicca per leggere tutta la verita sulla gaffe, mai detta, di Mike Bongiorno al Rischiatutto

La puntata di "Rischiatutto" del 16 luglio 1970 su RaiPlay

Prima di concludere è doveroso ringraziare Giuseppe Pastore per l'ottimo articolo pubblicato sul sito Tg24.sky.it, che trovate di seguito, che ci ha ricordato questo anniversario e ci ha dato l'idea per scrivere questo articolo. Vi segnaliamo anche il post sulla sua pagina Twitter con una serie di interessanti curiosità su Rischiatutto.

"50 anni fa Rischiatutto, la gaffe “dell'uccello” che Mike non fece mai", di Giuseppe Pastore

Il post di Twitter su Rischiatutto di Giuseppe Pastore, @gippu1

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016

mercoledì 17 giugno 2020

Napoli-Juventus, finale Coppa Italia, su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
.

PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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Napoli-Juventus, finale di Coppa Italia in programma mercoledì 17 giugno 2020allo stadio Olimpico di Roma, sarà trasmessa in diretta da RaiUno. La partita avrà inizio alle 21:00 e sarà preceduta su Rai Sport + HD, dalle 19:30, da un ampio prepartita, con interviste e analisi delle due finaliste. Dalle 20:35, subito dopo il Tg1, la linea passerà a RaiUno per la diretta della partita e per l’immediato post, che proseguirà, quindi, ancora su Rai Sport + HD dalle 23:15 in avanti. Su Raiplay, invece, sia sul web sia attraverso l’app, sarà possibile seguire l’intera diretta, dalle 19:30 in poi, mentre sul canale 210 della piattaforma Tivùsat (Rai 4K), il match sarà visibile in 4K.
La telecronaca sarà di Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro, con interventi a bordocampo e interviste di Alessandro Antinelli e Aurelio Capaldi. In studio, a Saxa Rubra, con Paola Ferrari, i campioni del mondo Paolo Rossi e Luca Toni, insieme a Gianni Cerqueti e Tiziano Pieri, al Var, mentre Dario Di Gennaro analizzerà la partita dal punto di vista tattico alla lavagna virtuale. Nella postazione esterna allo stadio Olimpico, infine, Enrico Varriale e il Ct della Nazionale femminile, Milena Bertolini.




venerdì 12 giugno 2020

Coppa Italia: programma televisivo delle semifinali di ritorno su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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Questo il calendario televisivo delle semifinali di ritorno di Coppa Italia che saranno trasmesse in diretta su RaiUno venerdì 12 e sabato 13 giugno. La finale è in programma mercoledì 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma sempre in diretta su RaiUno dalle 21:00.

VENERDI' 12 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Juventus-Milan (andata 1-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Aurelio Capaldi (panchina Juventus) e Andrea Riscassi (panchina Milan)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Simona Rolandi, Enrico Varriale, Gianfranco Teotino, Paolo Rossi, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro.
Dallo studio allo Juventus Stadium - Torino: Luca De Capitani, Domenico Marocchino

SABATO 13 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Napoli-Inter (andata 0-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Alessandro Antinelli (panchina Napoli) e Thomas Villa (panchina Inter)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Tardelli, Eraldo Pecci, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro
Dallo studio al San Paolo - Napoli: Amedeo Goria, Andrea Agostinelli, Prof. Roberto Parrella


martedì 24 marzo 2020

Quando Mina, nel 1970, venne a fare la valletta alla Tv della Svizzera italiana

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Il 25 marzo 2020 Mina ha compiuto 80 anni. In questi giorni si è detto e scritto di tutto su una delle più grandi artiste della storia della musica italiana, noi vogliamo farlo ricordando un episodio poco conosciuto che riguarda la storia della televisione. Mina partecipò infatti nel ruolo di valletta al telequiz "Il calderone", gioco a premi in onda sulla televisione della Svizzera italiana ogni lunedì alle 20.40 dal 5 ottobre 1970 al 22 febbraio 1971. La trasmissione, come si può notare dai palinsesti televisivi dell'epoca, durava circa 35 minuti e oggi sarebbe dunque considerato un programma da "access prime time". "Il calderone" è stato anche la prima trasmissione di giochi e varietà prodotta a colori dalla televisione della Svizzera italiana e dunque anche per questo ha un ruolo molto importante nella storia televisiva dell'emittente pubblica ticinese. Purtroppo però, almeno per quanto ne sappiamo, niente è stato conservato della trasmissione, è rimasta solo qualche foto a testimoniare questo curioso ruolo di Mina. In quel periodo infatti, sembra che per poter risparmiare sull'acquisto della pellicola lo stesso nastro venisse utilizzato per registrare più trasmissioni. Si dice che all'epoca proprio Mina, già residente a Lugano, potrebbe avere registrato almeno alcune puntate della trasmissione, ma di questo non abbiamo nessuna conferma e dunque non sappiamo se potrebbe davvero essere stato così.
L'1 ottobre 1970 era stato consegnato alla Tsi il Centro mobile per le riprese a colori dallo studio di Lugano e così, lunedì 5 ottobre, poteva partire la prima trasmissione a colori, presentata da Paolo Limiti, all'epoca autore tra l'altro di "Rischiatutto", il popolare quiz di Mike Bongiorno, uno dei più grandi successi nella storia della televisione italiana. Sui palinsesti televisivi viene indicato come "Il calderone. Battaglia musicale a premi presentata da Paoli Limiti". "Radiotivù", organo ufficiale della radio e della televisione della Svizzera italiana, presenta così la prima puntata del 5 ottobre 1970:
"Lunedì sera alle 20.40 Paolo Limiti, il noto autore di quiz debutterà come presentatore nell'atteso primo numero della trasmissione di indovinelli musicali "Il Calderone". L'autore della più importante trasmissione ricreativa della RAI "Il Rischiatutto" che ogni giovedì ha riunito davanti ai televisori del secondo canale italiano più di 17 milioni di spettatori passa dalla scrivania dell'autore al video. "Mi tremano le gambe" - ci ha detto durante le prime prove - "Finora ho sempre controllato i presentatori delle trasmissioni che ho ideato sia per la televisione che per la radio "anche "Ferma la musica è sua" ed ora sta per scoccare la mia ora X. Pippo Baudo e Mike Bongiorno saranno quindi fra gli spettatori pronti alla amichevole vendetta. Non lo nego, ho paura. Se l'avessi saputo non avrei posto la mia candidatura... Spero nella clemenza del pubblico e nell'aiuto della valletta".
Paolo Limiti dovrebbe infatti essere affiancato da una assistente d'eccezione, pronta a dare un colpo di mano all'amico che ha lanciato su Roma il suo spiritoso SOS. Un gesto che simpaticamente ricorda il titolo di una sua canzone "Bugiardo e incosciente". Con 500 franchi ognuno, affonteranno le insidie del calderone, realizzato a colori, i due primi concorrenti: Enrica Gobbi di Giubiasco e Viviana Krozcinsky di Cassarate.
Collaborano alla trasmissione Mario Robbiani e il suo complesso. Ospite d'onore sarà Sergio Endrigo".

L'articolo di "Radiotivù" non dice il nome dell'assistente d'eccezione, che è proprio Mina. E' il Corriere della sera di martedì 13 ottobre 1970, dopo la seconda puntata, a dare la notizia in un breve articolo dal titolo "Mina valletta televisiva" con una foto di Paolo Limiti e Mina in studio. Va ricordato che la televisione della Svizzera italiana era visibile a Milano e in gran parte della Lombardia e dunque molti lettori avevano la possibilità di seguire la trasmissione. Scrive il quotidiano milanese:
"Mina si diverte a fare la valletta in un telequiz. Avviene nel "Calderone" un gioco a premi trasmesso il lunedì dalla televisione della Svizzera italiana e presentato da Paolo Limiti, lo stesso che organizza "Il rischiatutto" di Mike Bongiorno. Nel "Calderone" Mina, che si presenta come la signora Crocco, porta le buste delle domande, segna i punti, svolge lo stesso compito di Sabina Ciuffini nella trasmissione presentata da Mike Bongiorno. "Perchè fa la valletta?" le ha chiesto davanti alle telecamere Limiti. "Perchè ho l'occasione di conoscere tanti cantanti", ha risposto Mina.
Joyce Pataccini, produttrice del programma, nel 2010, per i 70 anni di Mina, rilasciò un'intervista al sito tio.ch dove raccontò come si era riusciti a convincere Mina a partecipare alla trasmissione come valletta.
"Mina è sempre stata una donna dotata di grande ironia, e soprattutto con un forte senso dell'amicizia. Fu proprio per amicizia che decise di venire a fare la valletta in RSI. Quell'anno decisi di chiamare Paolo Limiti per presentare un gioco a quiz. Limiti era un paroliere molto noto, e in quegli anni aveva scritto per Mina delle canzoni bellissime. Fu per amicizia nei suoi confronti che Mina decise di venire a fare la valletta. E per lo più muta. Non prese nemmeno una lira. Forse solo un cesto di fiori. Questo dimostra la sua grandezza umana".
Come avvenne la lavorazione?
"Era autunno. Mina registrò alcune puntate. Avevamo affittato dal Municipio di Lugano gli spazi di Villa Florida, che oggi non esiste più e al suo posto c'è un giardino. Lì si trovava il carro colore, dato che la trasmissione era a colori. Mina portava le buste a Paolo Limiti. Diceva pochissime battute. Ricordo anche che registrò alcune canzoni".

L'intervista completa la trovate al link seguente
https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi.

Sotto potete vedere la foto pubblicata sul Corriere della sera del 13 ottobre 1970 di Paolo Limiti e Mina.



BIBLIOGRAFIA
Radiotivù, programmi dal 4 al 10 ottobre 1970, palinsesto del 5 ottobre 1970, pagina 17
"Mina valletta televisiva", Corriere della sera, 13 ottobre 1970, pagina 13
Sal Feo, "L'intervista: Quella volta che venne gratis a fare la valletta in TSI", https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi