sabato 17 aprile 2021

Sport e diritti Tv: storia del complicato accordo tra Rai e Lega Calcio dal 1972/73 al 1975/76

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Un accordo difficile tra Rai e Lega Calcio per il calcio in Tv dal 1972/73 al 1975/76. C'erano anche i diritti per l'estero, per la teletrasmissione via satellite a colori delle partite di serie A

I diritti televisivi e radiofonici del calcio sono da sempre oggetto di forti discussioni tra Lega Calcio ed emittenti televisive. Anche nell'epoca del monopolio, quando c'era solo la Rai, era così. Particolarmente dura si rivelò la trattativa per il rinnovo dei diritti dal 1972/73 al 1975/76. Alla scadenza dei diritti, il 30 giugno 1972, non è stata ancora avviata la trattativa tra Rai e Lega Calcio che parte a luglio. Da subito, la distanza tra le due parti è abissale. La Rai, che nell'ultimo contratto pagava 450 milioni di lire a stagione, ne offre 475, mentre la Lega Calcio chiede un miliardo di lire. Il presidente della Lega Calcio, Aldo Stacchi, dichiara infatti: “Forniamo un servizio che vale un miliardo. Prendere o lasciare”. Si schiera dalla sua parte anche Artemio Franchi, presidente della Federcalcio, che con la Rai ha un accordo a parte per tutto il 1972 per la teletrasmissione delle partite della Nazionale italiana: da quanto ho letto sui giornali, mi sembra che la Rai TV si stia appoggiando ad affermazioni un poco demagogiche quando allude al deficit del calcio. Ci dia atto l’ente radiotelevisivo che noi non abbiamo mai alluso ai deficit della Rai Tv che pure gravano sulle spalle di tutti”. Deficit del calcio e deficit della Rai Tv: eravamo nel 1972, ma sembra di sentire gli stessi discorsi di oggi, nel 2021. La prima fase delle trattative si svolge a Roma. Per la Rai sono presenti il vice direttore generale Beretta-Anguissola, il direttore centrale dei servizi giornalistici Gennarini, il responsabile dei servizi sportivi Boriani e il capo dell’ufficio stampa Cresci. La Lega Calcio è rappresentata dai vice presidenti Pianelli e De Palo e dal funzionario Raule. La seconda fase della trattativa si svolge a Milano, ma senza risultati. E’ in atto, siamo sempre nel mese di luglio, a uno scontro fra domanda e offerta del prodotto-calcio. La Lega Calcio ha fissato un prezzo forte della popolarità del calcio che Tv e radio ha un gradimento elevatissimo, mentre la Rai ritiene che 450 milioni sono già più che sufficienti per pagare le trenta mezze partite in onda per ogni giornata di campionato e che tutti gli altri servizi rientrano nel diritto di cronaca e di informazione. La Lega Calcio però non condivide questa impostazione e ritiene che il diritto di informazione e di cronaca si esaurisce nell’ambito della semplice divulgazione di notizie e non comprende le radiocronache, le interviste e le sintesi filmate. “Se non potremo trasmettere le partite di calcio - afferma Cresci - vorrà dire che dedicheremo il nostro tempo al basket e all’atletica leggera. I tifosi del calcio, a quel punto, dovranno apire che la responsabilità di quanto è accaduto è stata soltanto della Lega”. La trattativa riprende, ma si interrompe di nuovo bruscamente il 9 agosto 1972 quando i rappresentanti della Lega Calcio abbandonano il tavolo delle trattative presso la sede Rai di Torino. Sul Corriere della sera, Pianelli, vice presidente della Lega Calcio afferma: “Non sono venuto qui per farmi prendere in giro. Mi sento dire che ho girato le carte in tavola. E’ inconcepibile ed insopportabile. Noi, dal miliardo chiesto inizialmente, siamo scesi sino a 650 milioni. La Rai-Tv, dai 450 milioni iniziali, è arrivata a 490. Non è certo così che si può condurre in porto una trattativa”. Risponde Cresci per la Rai: “Siamo disposti a pagare e speriamo che gli sportivi possano avere lo spettacolo cui tengono tanto. Posso precisare che noi offrivamo alla Lega un contratto biennale: 525 milioni per il primo anno e 615 per il secondo in aggiunta ad un’aliquota compresa fra i 60 ed i 100 milioni annui quale quota parte per la cessione delle telecronache a colori ad una società americana. Sempre il Corriere della sera spiega che i punti di rottura sono tre: oltre a quello economico, la richiesta di garantire il libero e gratuito diritto all’informazione e l’equivoco fra la concessione della trasmissione di un solo tempo e quella di due tempi (della stessa gara o di due gare diverse) nel pomeriggio della domenica. Era stata accantonava invece, fin dalle prime battute, la possibilità di anticipare al sabato una partita per la teletrasmissione in diretta, così come la Lega Calcio aveva dimostrato di non gradire l’offerta dapprima di una trasmissione infrasettimanale (affidata a Giorgio Vecchietti) sulla serie B (“Farebbe aumentare - per Pianelli - il costo e le pretese dei giocatori”) e quella di un grande “rotocalco televisivo” infrasettimanale, serale, della durata di un’ora e mezzo e realizzato in collaborazione con la Lega stessa. Da segnalare inoltre che Rai Tv e Lega Calcio avevano praticamente raggiunto l’accordo con un gruppo statunitense rappresentato dal signor Domenico Lorusso, direttore del periodico nuovaiorchese “Italian Times”, per la teletrasmissioni a colori in Usa, via satellite, delle partite del campionato italiano. Tale accordo porterebbe nelle casse della Lega e della Rai-Tv, una somma compresa fra i 200 e i 300 milioni annui. Intanto parte la nuova stagione calcistica, domenica 25 agosto 1972 con la prima giornata di Coppa Italia, e Tv e radio non ci sono. Niente riprese filmate delle partite e niente collegamenti in diretta alla radio, per cui delle partite di questa giornata non c’è nessuna testimonianza filmata negli archivi televisivi. Solo il 15 settembre 1972 la trattativa tra Rai e Lega Calcio riprende e ovviamente in tutti questi giorni in Tv non è stato possibile proporre nessun filmato delle prime tre giornate di Coppa Italia. L’accordo arriva nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 settembre dopo otto ore di estenuanti e a volte accanite discussioni. Il contratto avrà validità di quattro anni, fino al 30 giugno 1976 e la Rai pagherà complessivamente alla Lega Calcio due miliardi e mezzo così ripartiti: 600 milioni per ciascuno dei primi due anni e 650 milioni per il successivo biennio. Inoltre, per la cessione di telecronache a reti straniere (già ci sono richieste da parte di emittenti televisive nordamericane) la Rai si impegna a versare alla Lega un minimo di 100 milioni per anno e il 50% dei proventi eccedenti tale somma. Il contratto precedente, della durata di due anni, aveva fruttato alla Lega Calcio complessivamente 900 milioni di lire. La Rai pagherà dunque in media 625 milioni l’anno, invece dei 450 previsti dal precedente contratto. La Lega Calcio, da parte sua, concede la trasmissione di un tempo in più, di 90 minuti invece di 45, di telecronaca registrata. Proprio la collocazione di questo tempo in più, dedicato alla serie B, nei programmi della domenica è stato il punto cruciale di questa trattativa. La Lega Calcio aveva posto come condizione che fosse trasmesso nella tarda serata, comportando in tal modo lo spostamento di tradizionali programmi televisivi come il romanzo sceneggiato, oppure avrebbe determinato concomitanze, in ogni caso danneggiando i teleutenti. La soluzione è stata trovata con la divisione delle telecronache sui due canali in orari di piena disponibilità (dalle 18.25 alle 19.55). La prima partita trasmessa con il nuovo accordo è un tempo di Genoa-Perugia, prima giornata di Serie B, domenica 17 settembre su Programma Nazionale, mentre dal 24 settembre, con l’inizio della serie A, la partita di serie B avrà inizio alle 18.25 sul Secondo Programma(in tale trasmissione, durante la stagione, per otto volte nella stagione e per una durata massima di 15 minuti, la Tv potrà inserire filmati di gare di serie A). Alle 19.10, sul Programma Nazionale, un tempo di una partita di serie A preceduta, alle 18.45, da 90° minuto con i primi filmati e commenti alle principali partite di serie A e alle 19.55, sempre sul Nazionale, Telesport con altri filmati e notizie. Alle 22.15, La Domenica Sportiva condotta da Alfredo Pigna. Per la radio, da domenica 24 settembre, sul Tutto il calcio minuto per minuto sul Programma Nazionale in concomitanza con l’inizio dei secondi tempi: gli stadi collegati con lo studio centrale saranno sei invece di cinque come in passato. Domenica sport, sul Secondo Programma, comincerà mezz’ora prima dell’inizio di Tutto il calcio minuto per minuto e continuerà per mezz’ora dopo la fine delle partite. Lunedì sport, come di consueto il mattino alle 8.10 sul Programma Nazionale. Non è stato invece affrontato direttamente il problema del diritto di cronaca, che sarà esaminato e vagliato nei suoi aspetti da una commissione paritetica, della quale faranno parte anche esperti in materia giuridica e rappresentanti del Coni oltre a quelli di Rai e Lega Calcio. Esaminato anche il problema della pubblicità sui campi da gioco. Si cercherà di dare una più razionale sistemazione alle insegne reclamistiche per consentire ai cameramen la più ampia libertà di ripresa per migliorare anche il livello tecnico e spettacolare della telecronaca. Non sono però d’accordo i presidenti della Lega semiprofessionisti Cestani e della Lega dilettanti Grassi, in particolare per la teletrasmissione di un tempo della partita di serie B, che temono una diminuzione del pubblico negli stadi delle serie minori. Per il Corriere d’informazione, al teletifoso questo accordo, considerato che l’ascolto medio di un tempo di serie A è intorno ai 10 milioni di spettatori, costerà due lire a partita del canone Rai, un prezzo decisamente alla portata di tutti. Per dare un’idea del valore di questo accordo, ecco quanto costavano nel 1972 i diritti televisivi degli altri sport più trasmessi in Tv. Per il pugilato, il più trasmesso dopo il calcio, la Rai versava da un milione, un milione e mezzo per i matches del campionato italiano a un massimo di circa 20 milioni per quelli più importanti, per esempio i mondiali di Benvenuti contro Rodriguez e Monzon. Ogni partita di basket trasmessa in video veniva invece a costare alla Rai da un minimo di 500 mila lire a un massimo di un milione. Cifre inferiori erano pagate per riprendere gli avvenimenti di atletica leggera, ippica, automobilismo e motociclismo. All’estero invece il calcio veniva pagato 4 milioni in Francia per un tempo in diretta e 1 milione per un tempo in differita, anche se il calcio non aveva l’importanza che ha per gli italiani, mentre in Inghilterra per i servizi riguardanti il campionato, nel 1971/72 Bbc e Itv avevano pagato in totale 400 milioni di lire, ma la sola ripresa diretta della finale di Coppa d’Inghilterra era costata 100 milioni. In Germania Ovest la Tv pagava alla Federcalcio circa 250 milioni di lire l’anno, ma sono in corso trattative per aumentare tale cifra.

BIBLIOGRAFIA Incontro Lega Calcio-Rai Tv, Corriere della sera, 11 luglio 1972 Guerra fra Tv e Lega, Corriere d'informazione, 21 luglio 1972 Braccio di ferro fra la Lega e la Rai. Niente più calcio in Tv e per radio?, Corriere della sera, 22 luglio 1972 Un accordo difficile. Trattative rotte tra calcio e Tv, Corriere della sera, 10 agosto 1972 Continua la lite fra Tv e Lega. Video spento di domenica?, Corriere d'informazione, 10 agosto 1972 Franchi appoggia la Lega contro la Rai-Tv, Corriere della sera, 12 agosto 1972 Il calcio sul video. Le accuse della Rai-Tv. «Alla Lega fanno i furbi», Corriere della sera, 13 agosto 1972 La Coppa Italia parte senza Tv, Corriere della sera, 25 agosto 1972 Domenica. Video senza calcio, Corriere della sera, 25 agosto 1972 Domenica il calcio tornerà sul video, Corriere della sera, 29 agosto 1972 Calcio sul video. Lega e Rai-Tv incontro rinviato, Corriere della sera, 31 agosto 1972 In campionato come nelle coppe cinque le riserve in panchina, Corriere della sera, 8 settembre 1972 Riprendono oggi le trattative fra calcio e Tv, Corriere della sera, 15 settembre 1972 Accordo per il calcio sul video. Costerà 2 lire per teleutente, Corriere d'informazione, 16 settembre 1972 Da domenica più calcio in Tv, Silvano Tauceri, Corriere della sera, 17 settembre 1972 La Juventus propone 5 riserve in panchina. Mezza «A» d'accordo, Corriere della sera, 23 settembre 1972

sabato 10 aprile 2021

Il 10 aprile 1977 per la prima volta alla radio i collegamenti con i primi tempi delle partite del campionato di calcio

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"Tutto il calcio minuto", come noto, è iniziato il 10 gennaio 1960, e si occupava solo dei secondi tempi delle partite. Non c'era nessuna trasmissione che dava in diretta gli aggiornamenti dei primi tempi. Solo dal 10 aprile 1977 è stato possibile dare in diretta anche gli aggiornamenti dei primi tempi, con una settimana di ritardo rispetto alla data inizialmente stabilita del del 3 aprile 1977.
L’annuncio ufficiale viene dato il 29 marzo 1977 a viale Mazzini dal responsabile del “pool” sportivo della radio Gugliemo Moretti, dal capo del servizio stampa Dino Basili e dal capo della redazione sportiva del GR2 Gilberto Evangelisti.
“E’ stata fatta tanta confusione - precisa Moretti - nel tentativo di rivelare in anticipo quello che avevamo in animo di programmare. Si è detto perfino che “Tutto il calcio minuto per minuto” avrebbe anticipato il tradizionale spettacolo in coincidenza degli inizi delle partite sugli otto campi di serie A. Vero niente. Vero invece che da domenica prossima la trasmissione Domenica sport e cioè l’altra trasmissione del giorno festivo in diretta, sulla rete due della radio, subirà sostanziali modifiche. Per una serie di motivi, abbiamo ritenuto necessario anticipare i tempi e articolare un nuovo programma incentrato sull’informazione calcistica e sportiva, senza però ricalcare la formula di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Il motivo di questa novità è dovuto alla necessità di fronteggiare la concorrenza delle radio private “che sono nate e si sono fronteggiate senza chiedere il permesso a nessuno” secondo il parere di Gugliemo Moretti. Dalle ultime rilevazioni “Tutto il calcio minuto per minuto” aveva 1.700.000 ascoltatori con indice di gradimento 82, il più in alto in assoluto per la radio. Secondo i dati raccolti a dicembre 1976 si era però registrata una flessione d’ascolto del 20% che destava preoccupazione, anche se successivamente si sarebbe recuperato il 12%. "Stampa Sera" dell'1 aprile 1977 scrive: «Domenica sono previsti collegamenti per il Giro ciclistico delle Fiandre, per il Gran Premio Lotteria di Agnano di ippica, per la prova mondiale di Formula 1 di Long Beach, per il Gran Premio di motociclismo di Imola e per gli incontri di pallacanestro»
"La Gazzetta Sportiva", versione domenicale della "Gazzetta dello Sport", descrive così la novità dei collegamenti con i campi di calcio a partire dai primi tempi: «In coincidenza con la giornata calcistica imperniata sul derby da scudetto fra Torino e Juventus*, la radio inaugura oggi più lunghi collegamenti con i campi della serie A e B. Anzichè all'inizio del secondo tempo, cioè, le notizie sull'andamento delle partite cominceranno a partire dal 10' di gioco. Il programma di articolerà così: alle ore 15,30 sulla seconda rete inizierà "Domenica sport" che comprenderà collegamenti con tutti i campi della serie A, notizie relative ad altri avvenimenti sportivi e risultati sugli incontri di serie B; alle ore 16,20 sulla prima rete andrà in onda "Tutto il calcio minuto per minuto" secondo la consueta formula; alle ore 17,30, sulla seconda rete, riprenderà "Domenica sport"».
L'accordo con la Lega Calcio però non si trova e così domenica 3 aprile 1977 alla radio la prima parte di "Domenica sport", alle 15.30, c'è, ma senza i collegamenti con i campi di Serie A. Scrive Lanfranco Ponziani sul "Messaggero": «Ai suoi utenti canonici (soggetti, cioè, al pagamento del canone) la Rai-Tv aveva promesso, per domenica, una indimenticabile giornata di sport. Due i piatti forti: i ragguagli via radio anche sui primi tempi delle partite, e poi, a sera, la telecronaca diretta del G.P. di Long Beach. Sulla carta, c'era di che fregarsi le mani, rendendo grazie al possente monopolio di Stato, e ripudiando tutte le lusinghe delle varie emittenti alternative. Invece, tutto si è risolto in un gran pateracchio. A ben vedere, c'è n'è abbastanza per parlare di volgare radiotruffa. E se tutti e due i piatti forti si sono bruciacchiati, la colpa non può proprio essere data al destino cinico e baro. Riepiloghiamo comunque. Ore 15,30, GR2. Tutti mobilitati per le panoramiche in diretta dagli stadi. Sorpresa: all'ultimo momento è saltato l'accordo con la Lega, così gli aggiornamenti possono riguardare solo i derby. Si supplisce con collegamenti-flash palesemente decisi, nella massima parte, per produrre etere fritto. Va bene infatti il radiofinish del Giro delle Fiandre, ma che senso ha raccontare che la Cremonese è in testa al girone A della Serie C, oppure far impapocchiare a De Adamich quattro paroline d'occasione su Enzo Ferrari? Alla fine, i collegamenti risulteranno trentasette».
In settimana, come scrive sempre il Messaggero mercoledì 6 aprile 1977, arriva l'accordo tra Rai e Lega Calcio: «Primi tempi alla radio. La Lega ha autorizzato la Rai a trasmettere in "Domenica sport" le notizie relative ai primi tempi della Serie A calcistica, a partire dal 10 aprile**». L'Unità del 10 aprile 1977 presenta così la giornata sportiva radiofonica: «Giorno di Pasqua "pieno" per gli sportivi che seguono la radio. La prima parte di Domenica sport, in onda su Radio Due dalle 15.30 alle 16.15 ospiterà i collegamenti con tutti gli otto campi di serie A. Gli inviati riferiranno di volta in volta i risultati e le prime note di cronaca. Si alterneranno al microfono anche i cronisti del campo principale della serie B e due della C inseriti nella schedina del Totocalcio. Dallo stadio verranno date informazioni anche sulle altre partite della serie B. Sono previsti inoltre servizi per due importanti eventi ippici (il "Città di Torino" di trotto e la Corsa siepi di Merano), per il motociclismo e per il rugby ai quali si aggiungeranno brevi flash in diretta per avvenimenti e personaggi del mondo dell'atletica leggera, del pugilato, del calcio internazionale, dell'automobilismo, del ciclismo, del tennis, del nuoto, della pallanuoto e della pallacanestro. La trasmissione, al suo secondo numero e presentata dal "pool" sportivo in collaborazione con il GR2 a cura di Gugliemo Moretti con Gilberto Evangelisti e Enrico Ameri, dallo studio centrale Mario Giobbe. La seconda parte di Domenica sport andrà in onda alle 17.30 sempre sulla Rete Due, seguendo lo schema ormai collaudato dei collegamenti con gli spogliatoi degli stadi dove si sono appena conclusi gli incontri di serie A e servizi sulla serie B, sulla serie C e su tutti gli avvenimenti ancora in corso». Dal 10 aprile 1977 anche il GR1 segue in diretta gli avvenimenti sportivi, in concorrenza con "Domenica sport" e in attesa di "Tutto il calcio minuto per minuto" con una trasmissione di sport e musica che vede Massimo De Luca alla conduzione.
Dal 9 settembre 1990, con l'inizio del campionato 1990/91 e per due stagioni, "Tutto il calcio minuto per minuto" va in onda a reti unificate su Radio Uno e Radio Due per tornare solo su Radio Uno dal 6 settembre 1992, inizio del campionato 1992/93, mentre dal 2000/2001 la conduzione passa dallo storico studio di Corso Sempione a Milano a quella del Centro Rai di Saxa Rubra a Roma.

* Nota 1 - A proposito Torino-Juventus del 3 aprile 1977, la partita più importante del campionato 1976/77, si tenta di trasmetterla in diretta per la sola zona di Torino o almeno di proporla per intero in differita invece della trasmissione di un solo tempo, ma la Lega Calcio si oppone a questa soluzione. Infatti il contratto tra Rai e Lega Calcio prevede solo la possibilità di trasmettere un tempo di una partita di Serie A e uno di Serie B. Scrive La Gazzetta dello Sport dell'1 aprile 1977: «Eccezionalmente la clausola prevede che anzichè dare un tempo di B, si possa mandare in onda un pezzo di una partita di A e concludere poi con la Serie B. Però lo spezzone da utilizzare dovrebbe comunque essere diverso da quello già scelto sull'altra rete. La Lega Calcio che è stata interpellata sia pure ufficiosamente ha ribadito che per lei non cambia nulla e partite importanti ne sono sempre capitate e ne capiteranno quindi non è il caso di fare eccezioni». Altri tempi se pensiamo che oggi gli incassi dei diritti televisivi sono la principale fonte di entrate per i club di Serie A. Telecronaca diretta invece negli Stati Uniti e in Venezuela a beneficio dei tanti emigrati italiani.

** Nota 2 - Il 10 aprile 1977, prima giornata nella quale la Lega Calcio ha permesso alla Rai di collegarsi con i campi di Serie A anche per i primi tempi, è la domenica di Pasqua. Fino alla stagione 1977/78 infatti i campionati di calcio non hanno mai anticipato al sabato la giornata di campionato. Solo dal 1978/79 è entrata in vigore questa abitudine che fa dell'Italia l'unico paese nel quale la domenica di Pasqua non ci sono partite di calcio, a differenza di tutti gli altri campionati del mondo, a partire da quelli più prestigiosi di Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.

BIBLIOGRAFIA
"Il derby trasmesso in Venezuela e Stati Uniti", La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
"Acquista spazio il calcio alla radio", m.g., La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
“La RAI rilancerà le sue trasmissioni sportive per fronteggiare la concorrenza delle radio private”, Franco Melli, Corriere della sera, 30 marzo 1977
"Solo un tempo alla televisione", La Gazzetta dello Sport, 31 marzo 1977
"Nuovi programmi sportivi alla radio", Stampa Sera, 1 aprile 1977
"Alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", La Gazzetta Sportiva, 3 aprile 1977
"Da oggi alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", Corriere della sera, 3 aprile 1977
"Veto della Lega per Domenica sport", Il Messaggero, 4 aprile 1977
"Radioteleinganni. Cronistoria di una domenica balorda", Lanfranco Ponziani, Il Messaggero, 5 aprile 1977
"Primi tempi alla radio", Il Messaggero, 6 aprile 1977
"Il calcio alla radio oggi dalle ore 15.30, La Gazzetta Sportiva, 10 aprile 1977
"Oggi alla radio cronache dal primo al novantesimo", Corriere della sera, 10 aprile 1977
"Sport in Tv", Il Messaggero, 10 aprile 1977
"Note e risultati dei primi 45 minuti di serie A, Domenica sport oggi alla radio", L'Unità, 10 aprile 1977

lunedì 5 aprile 2021

Italia-Israele dell'11 giugno 1970, la partita di Nicolò Carosio, sui canali Rai Sport per la prima volta per intero e a colori

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Grande appuntamento per gli appassionati di storia del calcio lunedì 5 aprile sui canali Rai Sport. Per la prima volta è infatti possibile vedere per intero a colori Italia-Israele dell'11 giugno 1970, la partita passata alla storia per la parola "negraccio" mai detta da Nicolò Carosio al guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in occasione del gol annullato a Riva al 29' del secondo tempo. I fatti sono ormai noti e sono stati raccontati anche in questo blog, nel link seguente http://pinofrisoli.blogspot.com/2016/09/nicolo-carosio-la-verita-definitiva-su.html
oltre che nel libro "Sport in Tv" scritto con Massimo De Luca. Tutto avvenne alla radio, per le frasi di Antonio Ghirelli ed Eugenio Danese nel dopo partita. Carosio, lo ricordiamo nuovamente, non venne cacciato dalla Rai, rimase in Messico dove commentò, come previsto, il quarto di finale Uruguay-Urss da Città del Messico, mentre a Nando Martellini, come da programma per l'alternanza tra i due telecronisti nelle partite dell'Italia, Messico-Italia. Solo prima delle semifinali la Rai comunicò che Italia-Germania Ovest sarebbe toccata ancora a Martellini e Brasile-Uruguay, a Guadalajara, a Carosio, che non gradì questa trasferta visto che si sarebbe aspettato di restare a Città del Messico per l'Italia. Anche la finale Brasile-Italia toccò a Martellini, mentre Carosio si dovette accontentare della finale per il terzo posto Germania Ovest-Uruguay. Venne affidata a Carosio anche la prima partita della Nazionale dopo i Mondiali, l'amichevole Svizzera-Italia del 17 ottobre 1970, a Martellini, la successiva Austria-Italia, a Carosio Italia-Irlanda dell'8 dicembre 1970 per la qualificazione agli Europei. Sempre per la Nazionale Carosio farà anche la telecronaca a colori di Italia-Svezia del 9 ottobre 1971 per gli italiani del Nord America, come ricorda proprio Martellini all'inizio della telecronaca per l'Italia. Carosio, oltre ad alternarsi con Martellini nelle telecronache di Serie A e delle coppe europee, venne anche mandato dalla Rai a Wembley per la finale di Coppa dei Campioni Ajax-Panathinaikos del 2 giugno 1971, trasmessa in differita sul Nazionale il 3 giugno alle 14.00 e la sera dello stesso giorno era in diretta per Leeds-Juventus, finale di ritorno di Coppa delle Fiere trasmessa in diretta alle 20.30 sul Secondo causando lo spostamento di Rischiatutto sul Programma Nazionale, come si chiamava all'epoca l'odierna Rai Uno. Carosio con la Rai finisce il 15 dicembre 1971 con la partita amichevole Lega Belgio-Lega Italia giocata a Charleroi e finita 2-1 per i padroni di casa. Quindi, se non l'avete vista alle 8.00 del mattino, non perdetevi alle 24.15, dopo il Tg sport della notte, l'intera Italia-Israele a colori. Da non perdere anche il resto della programmazione storica dei canali Rai Sport di martedì 6 aprile, con Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978, prima partita della Nazionale dopo i Mondiali di Argentina, e Memory Doc con Mercoledì sport del 15 settembre 1982, Eurogol del 19 ottobre 1978 e 90° minuto del 22 febbraio 1981 e altro ancora come potete leggere di seguito.

PROGRAMMAZIONE STORICA SPORTIVA RAI SPORT
MARTEDI' 6 APRILE 2021
Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978 (8.13-9.55) PRIMA VISIONE
Memory Doc Pagina sportiva Tg1 13.30 del 12 settembre 1982 (9.56-10.01)
Perle di sport, puntata 613
Olimpiadi Monaco 1972, nuoto, 4x100 mista femminile. Americane da record a Monaco (15.57-16.06)
Memory Doc Mercoledì sport del 15 settembre 1982 (18.51-20.19) PRIMA VISIONE
In programma sintesi di Hvidovre-Juventus e Dinamo Tbilisi-Napoli e servizi su Inter-Slovan Bratislava e Università Craiova-Fiorentina
Memory Doc Eurogol del 19 ottobre 1978 (21.22-22.02) PRIMA VISIONE
Memory Doc 90° minuto del 22 febbraio 1981 (22.04-22.24) PRIMA VISIONE
Memory Doc Pagina sportiva Tg2 Stanotte del 16 novembre 1977 (22.24-22.30) EVENTUALE
Giorgio Martino e Giorgio Chinaglia Inghilterra-Italia da Wembley nel dopo partita

MERCOLEDI' 7 APRILE 2021
Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978 (24.16-1.54)
Memory Doc Sportsera del 22 ottobre 1981 (1.54-2.04) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57 PRIMA VISIONE
Memory Doc Domenica Sportiva del 25 giugno 1978 (5.38-6.28)

lunedì 29 marzo 2021

Il 28 marzo 1976, sulla Rete Due, la prima puntata dell'Altra domenica: cosa scrivevano i giornali sulle prime puntate della trasmissione

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Domenica 28 marzo 1976, alle 14.30 sulla Rete Due, viene trasmessa la prima puntata della trasmissione "L'altra domenica" che andrà in onda fino al 27 maggio 1979 oltre a un supplemento proposto nella diretta elettorale del Tg2 del 4 giugno 1979. In questo articolo vi proponiamo tutto quello che non avete letto sui primi mesi di trasmissione dell'"Altra domenica", da "Teledomenica" del 21 marzo 1976, la trasmissione in numero unico proposta sulla Rete 2 nella prima domenica pomeriggio del dopo riforma Rai, una settimana prima dell'inizio dell'Altra domenica, ai primi servizi di sport e spettacolo delle prime settimane, per arrivare a domenica 3 ottobre 1976, con l'inizio di "Domenica in" sulla Rete Uno, ideata per un pubblico più tradizionale in alternativa alla trasmissione di spettacolo e sport di Renzo Arbore e Maurizio Barendson. Cominciamo dunque con domenica 21 marzo 1976, la prima del dopo riforma con la nascita della concorrenza in Rai tra Rete Uno e Rete Due e Tg1 e Tg2. Sulla Rete Uno è Paolo Valenti a condurre nel pomeriggio “Cinque ore con voi”. Scrive il Corriere della sera: "Dalle 15 alle 20 vi saranno collegamenti in diretta con vari sport, alle 17.05 la consueta rubrica 90° minuto con le primizie sulla conclusione delle partite di campionato, alle 19 chi è abituato all’appuntamento con la trasmissione di un tempo di una partita non si vedrà privato di questo svago. C’è da oggi solo una differenza: le partite di serie A e di serie B invece che essere attribuite in maniera fissa ai due canali saranno in alternativa. Una domenica sarà il Nazionale alle 19 ad ospitare la A mentre il Secondo trasmetterà 45 minuti di B alle 18.15. La settimana successiva avverrà il contrario. Alle 21.45, per ora, rimane, come si è detto, La domenica sportiva nella consueta forma. Sul Secondo canale, dalle 15 alle 20, Teledomenica, “pomeriggio al seguito degli avvenimenti sportivi”. Con intonazione simile alle radiofoniche Tutto il calcio minuto per minuto e Musica e sport, le notizie della rete laica saranno coordinate, assieme alle interviste, ai collegamenti volanti, al massimo possibile insomma di pulsante immediatezza ottenibile sulle varie attività sportive, da Maurizio Barendson. Alcune specialità in programma oggi: da Modena, campionato seniores di motociclismo; da Roma incontro di rugby tra la selezione italiana e il Cardiff; da Torino per l’ippica il Gran Premio Costa Azzurra. La seconda parte del TG2, denominato Studio Aperto, alla domenica per gran parte viene dedicata allo sport. Condotta da Guido Oddo, è una sintesi delle partite e dei programmi della giornata. S’intitola Sport 7. Dovrebbe comprendere una moviola alternativa a quella ormai classica del programma concorrente: operatori e commentatori Pizzul e un ex arbitro". Ampio spazio a queste novità televisive della domenica, che prevedono molto sport, viene dato anche dalla Gazzetta dello Sport (il titolo della testata la domenica è La Gazzetta Sportiva) nell'articolo di prima pagina firmato m.g. dal titolo "Oggi in TV sette ore di sport": "Sul TG2 Maurizio Barendson intende partire alla grande a dimostrazione dell'indubbio spirito di emulazione che anima i due settori. Anche sul TG2 l'avvio è per le ore 15 con un taglio da rotocalco "Fatti e cronache dello sport e dello spettacolo" nel corso del quale i telespettatori assisteranno a diverse fasi del gran premio Modena di motociclismo, ad altre dell'incontro di rugby Italia-Cardiff (da Roma), e al premio Costa Azzurra di trotto a Torino, oltre ai risultati delle corse principali da tutti gli ippodromi. Tra una ripresa di sport e l'altra scatteranno le novità preannunciate da Barendson e cioè uno spettacolo "vario" presentato da Renzo Arbore con intervista a Ornella Vanoni, e a Corrado Pani, esperto e tifoso di rugby e con alcune canzoni interpretate da Ray Charles; poi ancora panoramiche sull'attività teatrale più recente: si vedranno alcune scene di "Felicibumta" con Gino Bramieri dal Teatro Sistina di Roma e l'anteprima di un concerto di Roberto Carlos; chiuderà Tognazzi "sportivo" straordinario da Milano con un breve commento al campionato. Alle 18.15 un tempo di una partita di serie B. Ma domenica 28 anche il secondo canale ospiterà un tempo di una partita di serie A. Alle 20 "Sport sette" pilotato da Guido Oddo con alcune fasi in diretta di Sinudyne-Mobilquattro, e una sintesi della giornata. In tutto lo sport occuperà due ore e mezzo sul primo canale (compresa la "Domenica sportiva", 4 ore e quaranta minuti comprensivi anche degli extra) sul TG2. Domenica 28 marzo 1976, oltre al debutto dell'Altra domenica, che apriva anche i programmi della Rete Due visto che solo a partire da lunedì 25 ottobre 1976 il Tg2 avrà la sua edizione delle 13.00, denominata proprio "Tg2 oretredici", sulla Rete Uno alle 17.20 parte "Insieme, facendo finta di niente", condotto da Giancarlo Dettori ed Enza Sampò che vede tra gli autori anche Maurizio Costanzo, trasmissione registrata che si inserisce in palinsesto tra "90° minuto", in onda alle 17.20, e la cronaca registrata di un tempo di una partita di serie B. Va ricordato, a proposito di "90° minuto", che solo dal 13 settembre 1981, inizio dei campionati di Serie A e Serie B della stagione 1981/82, prenderà la collocazione fissa delle 18.30 non più legata all'orario d'inizio delle partite che variava a seconda delle stagioni dalle 14.30 alle 16.00. La prima notizia relativa alla scaletta dell'Altra domenica la troviamo sul Corriere della sera dell'11 aprile 1976 e riguarda proprio lo sport. Il Corriere della sera, nell'articolo "La Tv va negli stadi di Tutto il calcio" scrive infatti: "Dopo aver fatto visita una settimana fa allo studio milanese da dove Roberto Bortoluzzi guida domenicalmente la popolare rubrica radiofonica "Tutto il calcio minuto per minuto", oggi la Tv - nel corso della trasmissione "L'altra domenica", in onda sulla Rete 2 a partire dalle 14.30 - si recherà nelle cabine degli stadi da cui Enrico Ameri e Sandro Ciotti effettuano i consueti collegamenti radiofonici per le due principali partite di calcio della giornata. La Rete 2 offrirà inoltre agli sportivi alcuni collegamenti con la corsa ciclistica Parigi-Roubaix, con Livorno per la seconda prova del mondiale di Ciclocross classe 125 e con l'ippodromo romano delle Capannelle per il premio Parioli di galoppo". Anche nella puntata del 18 aprile 1976, giorno di Pasqua, c'è un altro appuntamento inedito con lo sport. Sempre il Corriere della sera scrive che, dopo aver mostrato ai telespettatori nelle scorse trasmissioni il lavoro di Roberto Bortoluzzi e di Enrico Ameri e Sandro Ciotti impegnati in "Tutto il calcio minuto per minuto", "oggi la Televisione italiana (rete 2) si collegherà due volte con il telecronista Giorgio Martino che trasmetterà in diretta Napoli-Juventus per gli appassionati italiani accorsi al "Madison" di Nuova York. Durante il collegamento sono previsti anche collegamenti dallo stadio nuovaiorchese, di tifosi chiamati a giudicare da lontano il campionato del Napoli e la crisi della Juventus". Solo domenica 3 ottobre 1976, con l'inizio della stagione televisiva 1976/77, troviamo notizie più dettagliate su "L'altra domenica" che si pone in alternativa alla nuova trasmissione della Rete Uno "Domenica in" e fa parlare di rivalità tra i conduttori Corrado e Renzo Arbore. Scrive infatti il "Corriere della sera", nel presentare la nuova edizione della trasmissione della Rete Due: "A giudicare dal programma di questa prima giornata, la rubrica di Arbore-Barendson intende rivolgersi soprattutto a un pubblico di giovani. (...) Elemento di differenziazione di L'altra domenica è anche la presenza, nel programma della Rete 2, di numerose collaboratrici: da Fiorella Gentile per la musica leggera a Irene Bignardi per il cinema e il teatro; da Marina Sbardella per il folk e altri avvenimenti vari (sì, proprio la giornalista volto dello sport di Telemontecarlo negli anni '80 e '90, ndr), a Vanna Brocca, Françoise Rivière, Isabella Rossellini. Tra le due rubriche non sono mancate già dalla vigilia le battute polemiche. "Noi lavoriamo all'insegna della improvvisazione - ha detto Arbore - invece che costringere il pubblico a seguire le cronache in un freddo e asettico studio"; "noi - è sempre Arbore a dirlo - abbiamo voluto evitare di trasformare il nostro pomeriggio in un "contenitore" troppo colmo", con evidente riferimento alle sei ore di maratona proposte da Domenica in. Purtroppo negli archivi Rai niente di tutto questo risulta conservato e per la prima stagione e per quella 1976/77, la prima completa della trasmissione, si trovano solo pochi spezzoni in coda al Tg2 Oretredici non indicati nel catalogo e dunque recuperabili solo grazie all'abilità dei singoli ricercatori. Tra questi, l'inizio della puntata del 28 novembre 1976 utilizzato nello speciale di Rai Storia trasmesso domenica 28 marzo 2021 per celebrare i 45 anni dall'emissione della prima puntata e l'introduzione della puntata del 20 marzo 1977 dove la sigla, a colori a differenza dello studio ancora in bianco e nero, è la stessa di Domenica sprint edizione 1976/77. BIBLIOGRAFIA
Oggi in TV sette ore di sport, m.g., La Gazzetta Sportiva, 21 marzo 1976 Oggi il video monopolizzato dallo sport, M. Pel., Corriere della sera, 21 marzo 1976 La TV va negli stadi di "Tutto il calcio", Corriere della sera, Corriere della sera, 11 aprile 1976 Oggi la tivù darà il microfono ai tifosi italiani di Nuova York, Corriere della sera, 18 aprile 1976 Come le reti tv si dividono la domenica, C.G., Corriere della sera, 3 ottobre 1976

domenica 31 gennaio 2021

Il 29 novembre 1969 la prima diretta televisiva del campionato inglese in Svezia, Danimarca e Norvegia

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La Premier League è oggi il campionato di calcio più seguito in diretta nelle Tv di tutto il mondo, ma fino ai primi anni '80 di immagini del calcio inglese in Tv se ne vedevano poche, così come degli altri campionati esteri. L'unica eccezione era la finale di Coppa d'Inghilterra, trasmessa in Eurovisione. Nel 1968, il 18 maggio, la finale tra West Bromwich Albion ed Everton, finita 1-0 per il WBA dopo i supplementari, è stata anche la prima partita di calcio trasmessa a colori in Eurovisione. La diretta televisiva settimanale di una partita del campionato inglese divenne però consuetudine in Svezia, Danimarca e Norvegia a partire da sabato 29 novembre 1969 sulle reti pubbliche SVT, DR e NRK. Tutto cominciò quel pomeriggio con Wolverhampton-Sunderland, valido per la 22a giornata della First Division, la massima divisione inglese diventata dal 1992 Premier League, finito 1-0 per i padroni di casa grazie a un gol di Hugh Curran. Nella prima stagione vennero proposte in diretta 11 partite, fino al 28 marzo 1970 con Swindon-Watford di Second Division, finita anche questa 1-0 per la squadra di casa. La trasmissione in diretta televisiva del calcio inglese non riguardava infatti tutta la stagione, ma solo la fase in cui i campionati scandinavi erano fermi per la pausa invernale, quindi da fine novembre e fine marzo-inizio aprile, per non danneggiare la presenza del pubblico negli stadi. Fin dall'inizio queste dirette erano trasmesse a colori in Svezia e Danimarca, mentre in Norvegia dovettero attendere fino al 1971 per vedere il calcio inglese a colori. In Svezia e Danimarca infatti già dal 1967 le emittenti televisive trasmettevano sperimentalmente a colori e dall'1 aprile 1970 ebbero ufficialmente inizio i programmi a colori in Danimarca e Svezia, mentre in Norvegia la fase sperimentale inizio a fine 1970 per iniziare ufficialmente l'1 gennaio 1975, sempre in ampio anticipo nei confronti dell'Italia che con la Rai iniziò la regolare programmazione a colori solo dall'1 febbraio 1977. L'idea di trasmettere in diretta una partita di calcio inglese a settimana in Tv venne al giornalista sportivo svedese Lars-Gunnar Björklund, che lavorava a Goteborg per la radio e la Tv pubblica, durante un viaggio in Inghilterra nel 1967 per realizzare un programma sulla caccia alla volpe. Björklund, in seguito all'annullamento della battuta di caccia, per passare il tempo andò a seguire la partita Tottenham-Chelsea e in tribuna gli venne l'idea di proporre una partita di calcio inglese a settimana nel periodo in cui il calcio in Svezia era fermo. Propose l'idea anche ai colleghi di Danimarca e Norvegia che acquistarono insieme i diritti televisivi per 1500 dollari a partita coinvolgendo anche le società di scommesse dei tre paesi che inserivano settimanalmente nei propri concorsi pronostici partite di calcio inglese. In Svezia, nel 1986/87, provarono a proporre anche la Bundesliga in diretta, ma l'esperimento ebbe durata breve perchè gli appassionati preferivano il calcio inglese. Queste trasmissioni settimanali, proposte dai canali pubblici dei tre paesi scandinavi e intitolate "Tipsextra" in Svezia, "Tipskamp" in Danimarca e "Tippekampen" in Norvegia, durarono fino al 18 marzo 1995 in Svezia e fino all'8 aprile 1995 in Danimarca e Norvegia con la diretta di Nottingham Forest-West Ham 1-1.

BIBLIOGRAFIA
Commentatori televisivi in Svezia del calcio inglese nella stagione 1969/70

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tipsextra" sulla Tv svedese

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tippekampen" sulla Tv norvegese

L'elenco delle partite di calcio inglese trasmesse dalla Tv norvegese in "Tippekampen"

Il palinsesto del 29 novembre 1969 della Tv danese con la prima diretta, alle 14:50 a colori, di "Tipskamp: Engelsk fodbold"

Un particolare ringraziamento va a Davide Rota per la segnalazione del sito con i palinsesti storici della Tv danese.

giovedì 24 dicembre 2020

Il 4 dicembre 1980 la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz di Mike Bongiorno in Rai: sono passati 40 anni

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Giovedì 4 dicembre 1980 alle 20:40 sulla Rete Uno va in onda la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz condotto in Rai da Mike Bongiorno. Si parte con una settimana di ritardo rispetto al previsto, a causa del tragico terremoto che aveva colpito domenica 23 novembre l'Irpinia. Mike Bongiorno già da qualche anno si divideva tra la Rai e Telemilano 58, dove già conduceva la domenica dal 12 gennaio 1980 "I sogni nel cassetto" e poi, diventata Canale 5, dal 5 ottobre 1981 "Bis" alle 12.00. E' un gioco, "Flash", al quale Mike teneva molto e che avrebbe voluto lanciare da tempo, ma la decisione della Rai di affidargli nel 1979 una nuova edizione di "Lascia o raddoppia?" lo costrinse a rinviare la partenza di questo nuovo quiz, dove è possibile vincere fino a 20 milioni a puntata che potranno essere conquistati dal più bravo a risolvere tre tipi di quiz. Il primo è basato sull'attualità, con i concorrenti che dovranno rispondere a domande sui fatti della settimana riportati dai quotidiani. Il secondo fa riferimenti ai sondaggi di opinione. La Rai ha commissionato alla Doxa una serie di inchieste su "chi è e cosa pensa l'italiano medio" e i concorrenti dovranno avvicinarsi il più possibile, con le loro risposte, ai risultati di questi sondaggi composti ciascuno di sei argomenti (a ogni argomento corrisponde un punteggio e chi commette tre errori perde il turno). L'ultima gara, quella che deve laureare il campione, è a scelta: o ci si affida alla propria abilità, accettando di rispondere a una serie di domande culturali oppure, affidandosi alla fortuna, si devono scoprire delle caselle su un enorme tabellone e comporre nel più breve tempo possibile la parola "Flash" (in alternativa si può accettare di totalizzare un 21 con la somma dei numeri della fortuna). E' questo il momento più carico di emozione. Il concorrente che ha totalizzato infatti il maggior numero di punti, se nell'ultima prova supera tutti gli ostacoli, raddoppia la vincita di partenza mentre se non ce la fa torna in gara con gli altri concorrenti fino a quel momento sconfitti e tutti devono rispondere alle "domande del secolo". Chi vince è il campione. Una trasmissione che promette colpi di scena a non finire. Per la prima volta, inoltre, Mike Bongiorno non è accompagnato da una valletta. I concorrenti della prima puntata sono Mario De Maria, 23 anni, piemontese di Cavour, tifoso del Milan che si presenta sulla carriera di Gianni Rivera; Franco Iacoe di Grimaldi (Cosenza), che sa tutto sulla Juventus, Gabriella Giovannini Vattovani di Trieste, esperta di cinema musicale americano. A vincere è il primo, che si aggiudica quasi 10 milioni. "Flash" va in onda per due edizioni fino al 3 giugno 1982. In occasione delle finali, dal 13 maggio 1982, viene trasmesso anche al sabato giorno nel quale Mike è in onda anche su Canale 5 dalle 20.00 alle 20.30 con "Superbis", versione vip del gioco che Mike conduceva al mattino alle 12.00 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dal 5 ottobre 1981. Il programma ottenne una media di 18.200.000 spettatori nella prima stagione e 20.300.000 nella seconda. Dopo la conclusione di "Flash", Mike Bongiorno lasciò definitivamente la Rai per passare in esclusiva a Canale 5 dove, dal 23 dicembre 1982, avrebbe condotto "Superflash", versione aggiornata del suo ultimo quiz in Rai. "Flash" è stato il secondo quiz condotto in diretta da Mike Bongiorno in Rai, dopo la nuova edizione di "Lascia o raddoppia?", mentre erano registrati al mercoledì "Rischiatutto" e "Scommettiamo?". Purtroppo, negli archivi Rai di Milano non risultano conservate copie master della trasmissione, a differenza di "Rischiatutto" e "Scommettiamo?", ma solo copie da emesso negli archivi Rai del Salario di Roma. "Flash", lo ricordiamo, era prodotto negli studi della Fiera di Milano come gli altri quiz di Mike Bongiorno in Rai con l'eccezione della prima edizione di "Rischiatutto" in onda dal Teatro delle Vittorie di Roma. A proposito del doppio impegno di Mike Bongiorno con "Flash" in Rai e "I sogni nel cassetto" su Canale 5, ecco cosa scrisse sul numero del 4 dicembre 1980 Ugo Buzzolan, critico televisivo del quotidiano "La Stampa".

“E ora si fronteggiano due quiz di Bongiorno”, Ugo Buzzolan”, La Stampa, 4 dicembre 1980
Stasera con il quiz Flash ritorna Mike Bongiorno. Una volta, per un avvenimento del genere, si dava fiato alle trombe. Oggi non è più il caso. E non è più il caso non solo per le circostanze (è pensabile oggi il grido «Allegria! Allegria!» abituale nelle trasmissioni di Bongiorno?); ma anche per un altro motivo, che si tratta semplicemente della rentrée di un presentatore nella tv di Stato, di un presentatore che però non è mai scomparso dal video e che anzi è sempre stato, in questa assenza dalla Rai, una colonna delle tv private. Bongiorno è sempre rimasto lì, sul teleschermo, bastava premere di domenica il tasto di Canale 5 e compariva — e compare tuttora — nel quiz I sogni nel cassetto dove puntualmente ripete le sue esclamazioni preferite («Ahi, ahi, ahi, cosa mi ha fatto? Ma che bella sommetta ha perso»), interroga vecchi militari col pennacchio e scova il competente di scarafaggi africani o il cervellone che sa a memoria il campionato di calcio di serie B stagione 1947-1948 con formazioni, risultati, reti, nome e cognome e data di nascita dei marcatori. Questa contemporanea attività su due fronti opposti e nemici, questa presenza di due Mike Bongiorno uno al giovedì (Rai) e l'altro di domenica (Canale 5) è abbastanza singolare. E' un grosso successo di Bongiorno, un successo che premia la sua abilità, la sua astuzia, la sua solida professionalità, la sua ammirevole costanza di fare e di dire da venticinque anni (il debutto di «Lascia o raddoppia» è del 26 novembre 1955) sempre le stesse cose tradizionali avendo capito che queste cose piacciono, e piaceranno per chissà quanto tempo ancora, ad una vasta platea. E un successo di Mike ed è insieme una sconfitta della Rai. Perché sconfitta? Perché la Rai aveva lasciato andar via Bongiorno sicura di non averne più bisogno; e Bongiorno è passato alle private, e questa pareva che fosse, logicamente, dopo anni, la sede più adatta per i suoi quiz: una operazione che rientrava, fra l'altro, nella tendenza delle televisioni private ad imitare la Rai, ad appropriarsi dei suoi modelli più vecchi e collaudati. Ma adesso che cosa succede? E' la Rai che si adegua al modello delle private, che dimostra di temere la loro concorrenza sul piano della trasmissione «popolare», che recupera Mike Bongiorno, e che pur di riaverlo è disposta, come un'amante appassionata, a dividerlo non troppo dignitosamente con le avversarie. Comunque su Flash non esistono dubbi di sorta: le previsioni sono per alti indici di ascolto ed è un'indicazione, questa, che i vertici della Rai tengono sempre in enorme considerazione. Ho provato a leggere il regolamento, ad afferrare il meccanismo, ma non ci sono riuscito: è in ogni caso un quiz che si dovrebbe basare non tanto sul nozionismo quanto sulla cronaca, sulla lettura dei giornali, sull'attualità e ciò rappresenterebbe un passo in avanti, un qualcosa di meglio. In teoria non dovrebbero sfilare i «mostri» che sanno tutto sulla tauromachia e sulla numismatica, bensì essere quasi normali che ogni mattina hanno per le mani un quotidiano e seguono i telegiornali, e si interessano a quello che accade attorno a loro, sulla porta di casa e nel mondo. Però non dobbiamo pensare al quiz tanto nuovo o (per carità) «rivoluzionario». Flash sarà esattamente il figlio o il fratello o il nipote di «Lascia o raddoppia?», di «Scommettiamo», di «Rischiatutto». Già il particolare che sia stato annunciato e precisato che dall'attualità sarà esclusa la politica (come si faccia, non si capisce) dice chiaramente in quale ambito intenda navigare il programma. Tutto, al fondo, sarà come prima, come una volta. Ci saranno le prove di intuito e di prontezza, gli intermezzi comici, ci saranno i milioni guadagnati rapidamente; e soprattutto a garantire la continuità e la conservazione ci sarà lui. Mike Bongiorno, che dirà le sue battute fisse, che farà le sue gaffes vere o preparate, che manovrerà i concorrenti con affettuoso paternalismo, sempre trionfante, sempre uguale, una specie di monumento vivente del quiz in attesa che la Rai gli eriga un busto imperituro di bronzo nel palazzo di viale Mazzini.


BIBLIOGRAFIA
«Flash», pronti via,(con Mike senza valletta), Corriere d'Informazione, 4 dicembre 1980
E ora Mike ha fatto «Flash»!, Corriere d'Informazione, 5 dicembre 1980

mercoledì 2 dicembre 2020

L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni

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L'1 dicembre 1985 si gioca la 12a giornata di Serie A, che vede in programma anche Milan-Inter. Proprio questa partita offrirà l'occasione per lanciare il Telebeam. Come scrive "La Gazzetta dello Sport", è la grande novità di una nuova trasmissione sportiva del pomeriggio domenicale di RaiDue, “Studio-Stadio” condotta da Gianfranco De Laurentiis, anche se in realtà l'esordio avviene alle 18:40 in "Gol Flash" (nel 1985 si scrive così, staccato, mentre nei primi anni veniva indicata come "Golflash", tutto attaccato) la trasmissione della redazione sportiva del Tg2 che propone tutti i gol della giornata di Serie A condotta sempre da Gianfranco De Laurentiis. Il "Telebeam", come spiega sempre "La Gazzetta dello Sport", è un nuovo strumento elettronico che applica il computer alla moviola. Quest'ultima, a volte, per la posizione centrale della telecamera rispetto a tutto il terreno di gioco, fornisce un'immagine appiattita, (e quindi distorta) della reale posizione dei giocatori in campo, specie in occasione dei fuorigioco. Il computer, applicato alla moviola, permette di raddrizzare le immagini televisive, appiattite per la posizione centrale della telecamera, dando una visione non falsata della prospettiva, correggendo l’angolazione della telecamera (al centro del campo) rispetto alla zona (intorno al limite delle aree) nella quale solitamente si verificano le infrazioni di fuorigioco. In particolare, il nuovo strumento permette di mostrare come la posizione di Altobelli in occasione del pareggio nerazzurro durante Milan-Inter, finito 2-2, sia regolare, dando così ragione all’arbitro Agnolin. L'ex arbitro Concetto Lo Bello, nel frattempo diventato onorevole, applaude all’introduzione del Telebeam: «È un sistema attendibilissimo, perfetto direi, per verificare la giustezza delle decisioni arbitrali sul fuorigioco. E gli stessi direttori di gara hanno interesse a che il loro operato venga esaminato da tutti con la maggior possibilità di verità, nel male o nel bene. Nel primo caso perchè evidenziando un errore si ridona umanità ad un ruolo (quello dell'arbitro) che viene, a torto, presunto infallibile; dall'altro perchè confermando la giusta valutazione data in campo smorza sul nascere ogni polemica, agendo anche come deterrente per alcune possibili manifestazioni, che sono più le decisioni corrette che non quelle sbagliate in occasione dei fuorigioco. Questo “Telebeam” non farà altro che accrescere la credibilità della classe arbitrale italiana. E di conseguenza di tutto il calcio e lo sport. Inoltre, con questo nuovo tipo di controllo, gli arbitri avranno una motivazione psicologica in più per accresce la precisione dei loro interventi, per fare del proprio meglio in un settore che, per i sempre maggiori interessi economici, chiede di essere governato con assoluta precisione, per offrire quelle garanzie cui tutte le componenti del calcio italiano hanno diritto». Potremmo definire il Telebeam una sorta di antenato del Var, anche se naturalmente ancora lontano dalla perfezione tecnologica che ha permesso di utilizzare questo strumento per risolvere i casi più controversi. Già a poche settimane dall'esordio, domenica 9 febbraio 1986, il Telebeam sarà usato anche per analizzare il celebre caso del gol di Turone annullato in Juventus-Roma del 10 maggio 1981. Il computer giudicherà regolare quel gol suscitando le ire della società bianconera, che riteneva chiusa la questione e che per qualche mese impedirà ai propri tesserati di essere ospiti nelle trasmissioni Rai. Nel novembre 1987 sarà sempre il Telebeam a provare che il salto in lungo di Giovanni Evangelisti nei Mondiali di atletica di Roma era inferiore alla misura di 8 metri e 38 centimetri che aveva portato alla medaglia di bronzo. Anche in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 la Rai ne farà ampio uso nelle proprie trasmissioni. Insomma, un appuntamento fisso della domenica che andava ad aggiungersi alla tradizionale moviola della Domenica Sportiva che, lo ricordiamo, aveva esordito nella puntata del 28 febbraio 1965 in occasione dell'esordio di Enzo Tortora alla conduzione, e del moviolone del Processo del lunedì di Aldo Biscardi sulla RaiTre. Ogni rete Rai aveva dunque la sua specifica moviola.

BIBLIOGRAFIA
"Anche la novità Telebeam dice sì ad Altobelli", La Gazzetta dello Sport, 2 dicembre 1985
De Luca Massimo, Frisoli Pino, "Sport in Tv", Rai Eri, Roma 2010
"Tv e sport. Forza Roma da via Teulada", Gianni Romeo, La Stampa, 13 febbraio 1986