venerdì 7 febbraio 2020

Il 7 febbraio 1970 l'inizio dei Mondiali di sci in Val Gardena con la Tv a colori, ma non per l'Italia: sono passati 50 anni

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IL 7 FEBBRAIO 1970 L'INIZIO DEI MONDIALI DI SCI IN VAL GARDENA, CON LA TV A COLORI, MA NON PER L'ITALIA
Il 7 febbraio 1970 partirono i Mondiali di sci in Val Gardena. Sono dunque passati 50 anni da quel giorno, importante anche per la Rai, che produsse interamente a colori per la mondovisione tutto il programma di gare. Purtroppo in Italia si videro solo in bianco e nero per il divieto di molti politici che non volevano la Tv a colori. Vi riproponiamo l'articolo pubblicato su questo blog il 27 gennaio 2015 che riprende l'articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" dove si racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Solo chi poteva ricevere il segnale della televisione della Svizzera italiana o delle Tv dei paesi confinanti come Francia, Austria e Germania Ovest poteva vederlo a colori. Rinnoviamo i nostri ringraziamenti ad Antonio Lari che ci aveva fatto avere l'articolo

ARTICOLO PUBBLICATO SU QUESTO BLOG IL 27 GENNAIO 2015


C'è una pagina gloriosa della storia Rai dimenticata un po' da tutti. Stiamo parlando dei Mondiali di sci che si svolsero in Val Gardena dal 7 al 15 febbraio 1970. In quell'occasione la Rai realizzò un grande sforzo produttivo per garantire la trasmissione a colori in mondovisione pari a quello delle Olimpiadi di Roma del 1960. Basti dire che il centro Rai allestito provvisoriamente per la durata dei Mondiali a Ortisei era terzo in grandezza dopo quelli di Milano e Roma. Purtroppo gli italiani poterono vedere quell'evento solo in bianco e nero a causa dell'assurdo ostracismo di molti uomini politici che pensavano che la Tv a colori fosse un lusso che non potevamo concederci, mentre tutti gli altri paesi evoluti d'Europa già avevano iniziato a trasmettere a colori da qualche anno. Una valutazione che ha provocato la rovina dell'industria radiotelevisiva italiana. Solo nel 1972, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, dal 26 agosto all'11 settembre 1972, venne concesso alla Rai di trasmettere in via sperimentale a colori alternando Pal e Secam, altra assurdità visto che i tecnici Rai erano abituati a lavorare con il Pal come in occasione dei Mondiali in Val Gardena. Poi nuovo stop fino alle Olimpiadi di Montreal del 1976, dal 17 luglio all'1 agosto 1976, sempre in via sperimentale, per passare ufficialmente al colore l'1 febbraio 1977 con dieci anni di ritardo con i paesi europei più evoluti. Da avanguardia l'Italia divenne dunque coda in Europa riguardo alle trasmissioni a colori, facendosi superare anche dalla Spagna, che per qualche anno aveva atteso la decisione dell'Italia tra Pal e Secam per poi scegliere il Pal prima dell'Italia. Ma torniamo ai Mondiali in Val Gardena. Vi abbiamo detto dell'eccezionale sforzo produttivo della Rai per garantire il colore all'Europa e agli Stati Uniti, in particolare alla NBC che trasmetteva l'evento. Purtroppo, a oggi, nel catalogo multimediale Rai non risulta conservato nulla di quelle immagini a colori, solo pochi servizi in bianco e nero realizzati per i telegiornali e per La Domenica Sportiva e poco altro. Noi pensiamo che queste registrazioni siano ancora conservate in qualche stanza, non sappiamo dove, ma speriamo si possano recuperare per far vedere anche agli italiani cosa sapevano fare i tecnici Rai. La testimonianza di questo formidabile sforzo produttivo l'abbiano trovata in questo articolo di Giuseppe Tabasso pubblicato sul numero 3 di marzo 1970 della rivista "La nostra Rai" che ci racconta nei particolari il lavoro della Rai per garantire la Tv a colori fuori dai confini italiani. Va detto che la Tv della Svizzera italiana mandò in onda a colori quell'evento e dunque anche in Italia c'è stato qualcuno che ha potuto vedere a colori quell'evento nelle zone di confine, forse anche a Milano. Ringraziamo Antonio Lari per averci fatto avere l'articolo.

Le immagini che abbiamo visto ripetutamente scorrere sul teleschermo per otto giorni durante i campionati mondiali di sci alpino in Val Gardena, non erano immagini "qualunque", anche se al telespettatore italiano esse non potevano apparire diversamente. Le riprese televisive, infatti, erano realizzate a colori secondo la norma "625 PAL", ma, al momento di essere "istradato" dai vari trasmettitori sul nostro territorio, il segnale video veniva naturalmente privato della "banda" di colore. Questa circostanza - e cioè uno sforzo organizzativo forse secondo soltanto a quello compiuto dalla Rai per le Olimpiadi di Roma del 1960 e affidato, in questa occasione, ad un organismo televisivo che opera in un paese ove la Tv a colori non è stata ancora introdotta - questa circostanza, dicevo, ha rivestito una rilevanza tecnica che merita opportunamente, a manifestazioni concluse, un consuntivo.
E', dunque, già eloquente di per sè il fatto che una rete televisiva in bianco e nero, come l'italiana appunto, sia stata in grado di approntare uno schieramento tecnico in grado di fornire in tutto il mondo segnali e colori di qualità unanimemente giudicata eccellente; se poi si tiene conto delle particolarissime e difficoltose condizioni orografiche ed atmosferiche che hanno fatto da tremendo banco di prova del colore, non si può allora non parlare di autentico successo per i tecnici italiani. (Un successo forse scontato dal loro prestigio internazionale, ma non per questo memo meritato). Dice l'ing. Silvio Battistella, direttore tecnico dei servizi televisivi per i mondiali della Val Gardena: "A prescindere dal fattore freddo, che rimane un nemico anche per le trasmissioni in bianco e nero, per noi che dovevamo lavorare col colore, tra i problemi più grossi c'è stato quello delle condizioni di luce: con tutte le piste regolarmente orientate verso Nord, infatti, c'era continuamente l'imponderabile pericolo di trovarsi controluce e questo avrebbe disturbato non poco la resa-colore. Ci è andata bene, e non nascondo che c'è stato anche un pizzico di fortuna".
Ma andiamo con ordine e diamo soprattutto la parola ai dati che, meglio di qualsiasi altra considerazione, possono da soli dare un'idea di quanto consistente sia stato, sotto il profilo tecnico, l'impegno organizzativo prodotto dalla Rai anche in questa occasione. Il lavoro preparatorio, per esempio, ebbe inizio fin da due anni or sono.
"Per preparare tutto - dice l'ing. Aldo Riccomi, Condirettore Centrale della Direzione Tecnica - abbiamo dovuto muoverci fin dal momento in cui ci venne notificato che l'Italia era stata prescelta per ospitare i Campionati. Ciò nonostante, il tempo è stato il nostro primo, grande nemico. Per esempio, l'edificio in cui avremmo dovuto installare il Centro Rai, e cioè il nuovo municipio di Ortisei, non è stato disponibile prima del mese di novembre. Abbiamo quindi dovuto installare a tempo di record un vero e proprio centro di produzione di controllo, usando per di più materiale da riutilizzare integralmente in altri impianti". Tuttavia il complesso lavoro di accertamento preliminare e di progettazione degli impianti si poi rivelato talmente preciso che in sole due settimane è stato possibile installare in loco tutte le apparecchiature. Vale a dire: oltre 25 mila metri di cavo, buona parte dei quali bloccati sotto la neve lungo i bordi delle 4 piste di gara; 2 studi televisivi, ciascuno con 2 telecamere a colori e 2 vidicon in bianco-nero per cartelli; (i mixer potevano accettare segnali dal telecinema, dai registratori video magnetici e dalle diapositive a colori e permettevano, tra l'altro, l'intarsio ("overlay") con il sistema "Chromakey"). Gli impianti Tv comprendevano poi: una regia finale per le trasmissioni in Eurovisione, con adiacente i posti di coordinamento tecnico e di coordinamento programma; un impianto di registrazione video a colori per un totale di 5 macchine; un impianto di telecinema 16 mm a colori per un totale di 3 macchine; e, infine, una centrale tecnica audio e video a cui facevano capo, per il controllo e lo smistamento, tutti i segnali entranti ed uscenti dal Centro. In quest'ultimo locale si trovavano pure 2 analizzatori di diapositive, 2 rallentatori di immagini e tutti i ponti radio di collegamento, sia con i campi di gara che con la rete permanente Rai. Tra Ortisei e Bolzano (terminale dei collegamenti permanenti) funzionavano quattro fasci di collegamento a microonde di cui due principali e due di riserva, in maniera da permettere nei periodi più intensi di traffico "unilaterale", di smistare contemporaneamente due programmi indipendenti (normalmente uno per la Rai e l'altro per un organismo estero). Ed ancora: una sala di riversamento da 1/4" a nastro perforato; un impianto di sviluppo 16 mm con due macchine per lo sviluppo di film a colori ed una macchina per lo sviluppo di film in bianco e nero. "La capacità dei due complessi era rispettivamente di 1800 m/ora per il colore e di 900 m/ora per il bianco e nero; inoltre, esistevano due stampatrici 16 mm, rispettivamente per colore e bianco nero); ed, infine, un complesso di salette di montaggio dei filmati per un totale di 7 moviole. Questo per la Tv. Per la Radio gli impianti comprendevano 11 complessi costituiti ciascuno da uno Studio e da una regia equipaggiata con: 1 amplificatore a 4 ingressi; 1 amplificatore di uscita corredato di un pannello ad incroci 10X10 per lo smistamento delle linee dei campi di gara; 2 magnetofoni; 1 magnetofono a ciclo chiuso per il segnale di identificazione; 1 ascolto in altoparlante e 2 telefoni. Tre degli 11 complessi erano stati equipaggiati anche per un monitor video per eventuali necessità di sincronizzazione dei filmati. Diamo, infine, uno sguardo agli impianti comuni che erano costituiti da: 1 telaio incroci della capacità di 180 linee orizzontali e 210 linee verticali per lo smistamento dei circuiti delle cronache radiofoniche e televisive e dei circuiti telefonici di ascolto e di servizio; 1 centralino manuale collegato a tutti i complessi tecnici, agli uffici ed a tutti i campi, della capacità complessiva di 96 utenti a batteria locale e 96 a batteria centrale; 2 posti Telex ed una telescrivente per il collegamento punto a punto con la Rai a Roma; 1 cabina elettrica in grado di trattare una potenza di circa 400kVA e due gruppi elettrogeni di riserva ciascuno con una potenza di 220 kVA. (In un edificio adiacente erano stati poi realizzati 23 posti di ascolto per i radio-telecronisti che potevano così seguire su dei monitor la ripresa televisiva ed ascoltare in cuffia la radiocronaca o la telecronaca destinata al proprio Paese).
Vediamo ora come erano organizzati i servizi "esterni". Sono stati impiegati per la ripresa cinque pullman, tre dei quali avevano a bordo 4 telecamere a colori, gli altri due, invece, ne avevano a bordo 2. C'era inoltre un mezzo attrezzato con due telecamere industriali a vidicon in bianco e nero per la ripresa dei dati di cronometraggio e del monitore che forniva, concorrente per concorrente, la classifica aggiornata. Le telecamere erano disposte in modo da coprire un tratto di percorso pari a 45", per le gare di slalom gigante e di discesa libera (gare ove le partenze si susseguono ad un intervallo di 1'), mentre per lo slalom speciale, in cui le partenze avvengono solo dopo l'arrivo del concorrente precedente, la copertura della pista era totale. Ogni pista inoltre era coperta nella sua totalità con cineprese in grado di fornire un filmato completo del percorso per la trasmissioni unilaterali. Ogni unità di ripresa era collegata al Centro di Ortisei tramite due fasci in ponti radio mobili a microonde. Su ogni campo di gara erano state costruite 40 cabine di cui 19 destinate ai telecronisti italiani ed esteri e 13 ai radiocronisti. Le "telecabine" erano dotate di monitore video ed una cassetta standard per cronista, con uno o dei microfoni; le "radiocabine" erano equipaggiate con monitore video, microfono e cuffia. Dietro le cabine vi erano poi magnetofoni, amplificatori e telefoni a batteria locale. In totale, dunque, le cabine erano 160 (40 per ognuno dei 4 campi di gara). Gli operatori scaglionati lungo le singole piste erano 7, alcuni dei quali dotati di cineprese superrallentate a 200 fotogrammi il secondo. Ed ecco, infine, un consuntivo: il settore sviluppo e stampa ha lavorato oltre 22 mila metri di pellicola a colori e 9 mila metri in bianco e nero; le trasmissioni in Eurovisione, per i 16 organismi stranieri (oltre l'americana NBC) hanno superato le 17 ore; sono state poi effettuate 32 unilaterali da studio, per un totale di 5 ore e 40 minuti; le trasmissioni via satellite per la NBC hanno totalizzato 3 ore e 57 minuti. Le trasmissioni radiofoniche sono state in tutto 310 di cui 203 verso l'estero e 107 per le reti italiane. Queste cifre, sono eloquenti di per sè. Ricordano un po' quelle delle Olimpiadi di Roma: si è trattato questa volta di "Olimpiadi bianche", anche se per i tecnici italiani la principale caratteristica è stata quella dell'impiego del colore.
Giuseppe Tabasso


mercoledì 5 febbraio 2020

Rischiatutto compie 50 anni: il 5 febbraio 1970 la prima puntata dello storico quiz di Mike Bongiorno

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RISCHIATUTTO COMPIE 50 ANNI
Il 5 febbraio 1970 la prima trasmissione del più bel quiz di Mike Bongiorno. Non cominciò bene, la puntata d'esordio venne annullata per due errori nelle domande e il Corriere della sera scrisse: "Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Invece Rischiatutto divenne uno dei programmi più seguiti nella storia della televisione italiana. Vi raccontiamo cosa accadde nella prima puntata


Giovedì 5 febbraio 1970 alle 21.15 sul Secondo Programma dal Teatro delle Vittorie di Roma va in onda la prima puntata di "Rischiatutto". Mike Bongiorno torna così a condurre in video una trasmissione tutta sua dopo tre anni. L'ultima era infatti stata "Giochi in famiglia" chiusa nel 1967 con risultati non esaltanti. Per Mike Bongiorno cominciò infatti un periodo di crisi e qualche critico lo dava già sul viale del tramonto. Mike invece ha una gran voglia di tornare in video e dopo un viaggio negli Stati Uniti nel 1969 torna in Italia con l'idea giusta, ispirata alla trasmissione "Jeopardy" che però ha una struttura meno elaborata di quello che sarà "Rischiatutto". Carlo Fuscagni capisce subito che l'idea è vincente e riesce a imporla a Giovanni Salvi, che continuava a respingere le richieste di incontro di Mike, ma impone di registrare la prima edizione al Teatro delle Vittorie, costringendo Mike a trasferirsi a Roma, dove aveva condotto solo "Arrivi e partenze" nel 1954. Sulle prime gli autori pensano di chiamarla "A repentaglio!", una traduzione italiana del titolo originale di "Jeopardy" a cui si ispirano. Con il passare dei mesi però, e con il consolidamento della squadra tecnica e artistica, il titolo viene definitivamente cambiato in "Rischiatutto". In pochi giorni arrivano tremila domande di partecipazione, soprattutto tra i giovani e Mike presenta così "Rischiatutto" in una lunga intervista sul Radiocorriere numero 5 del 1970 rilasciata a Donata Gianeri: "Diciamo che il quiz in voga da alcuni anni è il quiz leggero, il quiz varietà rafforzato da uno spettacolo musicale, quindi un quiz imbastardito. Il Rischiatutto nasce col proposito da parte della televisione di riprendere il quiz serio, di cultura generale. Fra l’altro, per le domande finali di questo gioco, i tre concorrenti verranno chiusi nelle cabine. Si assiste quindi anche al grande ritorno della cabina sul video: erano anni che non veniva più usata e se abbiamo deciso di ripristinarla è perché dà un senso di emozione, di suspense. Pensi che bellezza quando chiuderemo questi tipi di contestatori nelle cabine".
Si arriva così alla prima puntata, registrata come d'abitudine al mercoledì sera. Mike ha scelto come coautore Giovanni Vigevano, vincitore di "Giochi in famiglia", mentre come valletta c'è Sabina Ciuffini, 19 anni, nata a Buenos Aires, residente a Roma e matricola all'università. In gara ci sono Giovanni Micheli, esperto di filatelia ed ex campione italiano di parole crociate, il bergamasco Franco Moretti, che risponde a domande sul teatro di prosa, e Silvana Guerriero, che ha scelto la musica leggera. La registrazione non va liscia, e i numerosi intoppi consigliano di declassare la trasmissione presentandola al pubblico come «numero di prova». Una domanda sulla filatelia viene contestata da Micheli nella prima fase del gioco. Gli viene chiesto, tra l'altro: «Nel 1896 viene emesso il primo francobollo commemorativo italiano. Per quale occasione?». Micheli non risponde e Mike legge la risposta degli esperti: in occasione delle nozze Savoia-Petrovic. Poi si scopre invece che il francobollo (che tra l'altro sarebbe stato celebrativo, e non commemorativo) venne preparato, ma non emesso, tanto che in una successiva occasione Micheli ha modo di rispondere che il primo francobollo commemorativo italiano è del 1910; a Moretti, nel gioco del tabellone, viene chiesto di indicare il titolo e l’autore di una poesia risorgimentale fatta ascoltare nell’interpretazione di Alberto Lupo e il concorrente è sicuro si tratti di Piemonte di Giosue Carducci, ma Mike Bongiorno lo interrompe: «Si tratta di Fratelli d’Italia!». In realtà Fratelli d’Italia è il titolo del disco in cui si trova la registrazione, che contiene un pot-pourri di noti componimenti poetici, e i versi in questione sono effettivamente Piemonte di Carducci. Gli argomenti del tabellone sono: Pittura, Risorgimento, Musica leggera, Chi è, Letteratura e Sport. Il cantautore Georges Moustaki è ospite della trasmissione per presentare la sigla finale: Il rischio. Vince la Guerriero, ma dopo una serie di riunioni tra chi voleva considerare regolare la puntata e chi voleva annullarla prevale la seconda e dunque tutti i concorrenti torneranno una settimana dopo, quando sarà gara vera e questa volta a vincere è Micheli che può dunque essere considerato il primo campione di "Rischiatutto". Dopo i problemi della prima trasmissione, Vigevano viene licenziato, come scrive il Corriere d'informazione dell'11 febbraio, sostituito da Paolo Limiti, chiamato in gran fretta da Mike con il quale già lavorava in radio nel quiz «Ferma la musica» in onda sul Secondo Programma Radiofonico.
Il Corriere della sera del 6 febbraio 1970 chiude così l'articolo di commento intitolato "I frammenti", firmato G., alla prima puntata di Rischiatutto: "Per ora risulta impossibile giudicare il quiz, il suo grado di macchinosità e la sua capacità di fornire un ragionevole intrattenimento. Certo l'età d'oro dei quiz è passata per sempre". Un giudizio molto affrettato per quello che è stato il più bel quiz della storia della televisione italiana. Rischiatutto avrà infatti 156 puntate in 5 edizioni. Dalla seconda si passerà al Fiera 2 di Milano, sede storica dei quiz di Mike Bongiorno in Rai, fino al 25 maggio 1974 e alcuni campioni sono ricordati ancora oggi dal pubblico italiano. Ne ricordiamo alcuni come Giuliana Longari, prima grande campionessa che lanciò definitivamente il quiz, dal 7 maggio al 16 luglio 1970; Andrea Fabbricatore, Ernesto Marcello Latini, Marilena Buttafarro, Massimo Inardi, campione delle prime tre edizioni; Maria Luisa Migliari, campionessa della quarta e quinta edizione; Enzo Bottesini, Angelo Cillo, Antonio D'Urso, Domenico Giacomino. Con il passaggio a Milano arriva tra gli autori anche Ludovico Peregrini che diventerà "Signor No" dopo un articolo di Vittorio Notarnicola pubblicato sul Corriere della sera del 20 gennaio 1972 con titolo "Il Signor No". Da ricordare anche la regia di Piero Turchetti, ricordato sempre da Mike con la frase "fiato alle trombe Turchetti" e la sigla testa con l'omino del Rischiatutto disegnata da Sandro Lodolo e musicata da Mario Migliardi, mentre di sigle di coda se ne ebbero quattro: "Il rischio" di Georges Moustaki nelle prime due edizioni (1970-1971), "Amare di meno" di Peppino Di Capri nella terza (1971-72), "Una musica" dei Ricchi e Poveri nella quarta (1972/73) e "Voglio ridere" dei Nomadi nella quinta (1973-74). In occasione della finale del 10 giugno 1972, trasmessa al sabato sul Programma Nazionale dal Teatro dell'Arte di Milano, si calcolò un ascolto di 27 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 88. Per l'occasione, per non perdere pubblico negli stadi, la Lega Calcio fece spostare dal sabato alla domenica tre partite di Coppa Italia: Juventus-Milan, Inter-Torino e Fiorentina-Napoli, validi per la seconda fase del torneo. Numeri straordinari che testimoniano la popolarità raggiunta dalla trasmissione.
"Rischiatutto" verrà riproposto da Fabio Fazio con successo nel 2016, con due puntate su RaiUno il 21 e 22 aprile, una celebrativa e una vera, e nove su RaiTre, dal 27 ottobre al 22 dicembre. A nostro parere è un quiz sempre attuale che manca nella televisione di oggi fatta di tanti "game show" ma dove non c'è un vero gioco con domanda secca e risposta secca e con la gara tra concorrenti, l'innovazione più grande del "Rischiatutto" che è stata poi seguita da Mike Bongiorno anche nei suoi quiz seguenti come "Scommettiamo?" e "Flash" solo per restare agli anni in Rai per quello che per noi è stato il miglior periodo nella carriera di Mike con ascolti sempre superiori ai 20 milioni di spettatori.

La prima puntata di "Rischiatutto" del 5 febbraio 1970 su RaiPlay.

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016
Donata Gianeri, Radiocorriere numero 5, programmi dall'1 al 7 febbraio 1970
Al. Cer., Torna Mike Bongiorno, Corriere della sera, 2 febbraio 1970
Al. Cer., Le grane del Rischiatutto, Corriere della sera, 6 febbraio 1970
G., I "frammenti", Corriere della sera, 6 febbraio 1970
C.G., Clamorose gaffes al quiz di Bongiorno in Tv, Corriere d'informazione, 5 febbraio 1970
C.G., "Ecco i retroscena della gaffe di Mike", Corriere d'informazione, 6 febbraio 1970
"Rischiatutto" licenziato un esperto, Corriere d'informazione, 11 febbraio 1970

Juventus-Milan, 5 febbraio 1950, prima partita di calcio in Tv in Italia: sono passati 70 anni

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Sono passati esattamente 70 anni da quando, il 5 febbraio 1950, venne trasmessa la prima partita di calcio nella storia della Tv italiana, che aveva cominciato la programmazione l'11 settembre del 1949 dopo la breve fase del 1939 interrotta dalla guerra. Si giocava Juventus-Milan, finita con il clamoroso punteggio di 7-1 per i rossoneri. La telecronaca venne effettuata da Carlo Bacarelli, maestro della prima generazione di telecronisti italiani. Ovviamente solo a Torino e dintorni poterono seguire in Tv quel Juventus-Milan visto che solo nel capoluogo piemontese erano installati trasmettitori televisivi e solo dal 12 aprile 1952, con l'inaugurazione degli studi televisivi di Corso Sempione a Milano, la Tv cominciò la sua fase di espansione in tutta Italia. Era anche una delle prime riprese televisive in esterna. "C’era il problema tecnico di prolungare i cavi - racconta Carlo Bacarelli nei libri La Tv per sport e Sport in Tv -, facemmo due esperimenti: la sfilata di Carnevale in piazza Madama con le telecamere montate in alto sulle scale dei pompieri in modo da inquadrare via Po; la ripresa di Juventus-Milan, partita che si giocò in un pomeriggio di nebbia: vedevo figure vaghe, allora commentai guardando il monitor e mi accorsi che l’occhio elettronico è più sensibile di quello umano. Fu una grande scoperta, pose le basi della grammatica televisiva, il telecronista deve raccontare quello che vede sul monitor perché corrisponde a quello che vede il telespettatore. Il Milan vinse 7-1 e Parola, simbolo di fair-play, proprio nel giorno del debutto delle telecamere perse la testa: sferrò un calcione clamoroso a Nordahl che, incontenibile, lo stava facendo impazzire". Da notare anche la presenza in campo, nella Juventus, di Alberto Piccinini, padre di Sandro, per tanti anni apprezzato telecronista di Mediaset.
Nel video della trasmissione "Dedicato a..." sui 60 anni di sport nella Tv italiana, condotta da Auro Bulbarelli su Rai Sport 1 nel gennaio 2014 dove abbiamo avuto l'onore di essere tra gli ospiti con Massimo De Luca, Bruno Pizzul, Maria Teresa Ruta e Luciana Veschi, al minuto 15 Carlo Bacarelli, intervistato nel 1964 da Ugo Zatterin in una trasmissione che celebrava i 10 anni dall'inizio della regolare programmazione televisiva della Rai, racconta questa prima telecronaca di una partita di calcio in Italia.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e5f0a795-1570-4dce-be60-d9557f962831.html.

BIBLIOGRAFIA
Pino Frisoli, La Tv sport, Edizioni Tracce, 2007
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, 2010

sabato 1 febbraio 2020

Coppa Italia: calendario televisivo delle semifinali in diretta su RaiUno

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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La Lega di Serie A ha ufficializzato date e orari delle semifinali di Coppa Italia che si giocheranno, per l'andata mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio 2020 e per il ritorno mercoledì 4 e giovedì 5 marzo 2020. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta su RaiUno alle 20.45. La finale è in calendario il 13 maggio 2020 allo stadio Olimpico di Roma. La squadra vincitrice della Coppa Italia avrà diritto a partecipare direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.
Per chi volesse seguire le partite su PC ci sarà la diretta streaming sul sito di Raisport o sul sito Rai.tv. Su smartphone e tablet invece lo streaming è garantito dall'applicazione RaiPlay, scaricabile gratuitamente dal market. Al termine di ogni partita, ampio post gara su Rai Sport + HD.
Sotto potete leggere il calendario televisivo delle semifinali su RaiUno.

ANDATA
MERCOLEDI' 12 FEBBRAIO 2020
- Ore 20.45 Inter-Napoli RAIUNO
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Thomas Villa (panchina Inter) e Alessandro Antinelli (panchina Napoli)
Prepartita dalle 19.35 e postpartita dalle 23 su Rai Sport + HD
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Franco Lauro, Bruno Gentili, Guglielmo Stendardo e Tiziano Pieri

GIOVEDI' 13 FEBBRAIO 2020
- Ore 20.45 Milan-Juventus RAIUNO
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Andrea Riscassi (panchina Milan) e Aurelio Capaldi (panchina Juventus)
Prepartita dalle 19.50 e postpartita dalle 23 su Rai Sport + HD
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Franco Lauro, Marco Civoli, Guglielmo Stendardo e Tiziano Pieri

RITORNO
MERCOLEDI' 4 MARZO 2020
- Ore 20.45 Juventus-Milan RAIUNO
GIOVEDI' 5 MARZO 2020
- Ore 20.45 Napoli-Inter RAIUNO

NEL LIBRO "SPORT IN TV", DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI, SI PARLA ANCHE DELLA STORIA DELLA NAZIONALE IN TV. VOLETE SAPERE TUTTO SULLA STORIA DELLA TV SPORTIVA? QUESTO E TANTO ALTRO SU "SPORT IN TV". NON PERDETELO!

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La presentazione di Massimo De Luca del libro "Sport in Tv" fatta con Alessandra De Stefano su Rai Sport 2



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Ecco il sommario del libro "Sport in Tv". Il nome tra parentesi significa che il paragrafo è stato scritto da Massimo De Luca.

Prefazione (Massimo De Luca)
Introduzione

Gli anni del bianco e nero

Prima della televisione
Gli inizi
Il Bologna, prima squadra di calcio italiana ospite in Tv
Carosio, nascita di una leggenda (Massimo De Luca)
Juventus-Milan, la prima partita in Tv
Telecronisti: dai Maestri agli urlatori (Massimo De Luca)
Nasce "La Domenica Sportiva"
Le mille vite della "Domenica Sportiva" (Massimo De Luca)
Italia-Cecoslovacchia, l'Eurovisione e i Mondiali
Calcio in Tv, prime polemiche
Milano-Sanremo, ultimi 300 metri in diretta
Gronchi in ritardo a Monza
I primi anticipi televisivi
Cortina e la caduta di Caroli
Italia-Brasile, la Tv sportiva entra nei cinema
Il Tour de France finalmente in eurovisione
Norrkoeping-Fiorentina, prima diretta Rai di coppe europee
La sintesi della domenica e la nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto"
L'Olimpiade di Roma
Il "Processo alla tappa"
Il "Processo alla tappa": un'epopea firmata Zavoli (Massimo De Luca)
Finalmente la mondovisione
Lazio-Juventus, la prima polemica della moviola
Italia-Cipro, arriva il replay
Italia-Bulgaria, il primo sciopero "azzurro" della Rai
Benvenuti-Rodriguez, una diretta molto costosa
Carosio e il guardalinee etiope
La vera storia di Carosio e del guardalinee etiope (Massimo De Luca)
Arriva "90° minuto"

Dal colore alla fine del monopolio

Arriva il colore, ma solo all'estero
Inter-Borussia Moenchengladbach, ci guadagna anche il Bologna
Babelis, la Tv del Rimini
Monaco '72, l'illusione del colore
La partita a telecamere fisse
La Tv svizzera italiana, prima alternativa alla Rai
Capodistria, la prima Tv tematica sportiva
Telemontecarlo, da "Puntosport" a "Galagoal"
Il ministro Togni vieta i Mondiali a colori
Il maxischermo del Palalido
Majorca e le prime imprecazioni in diretta Tv
La domenica del silenzio e la telecronaca quasi muta
"Tutto il calcio minuto per minuto" approda in Tv
Montreal 1976, torna il colore
Italia-Inghilterra e la diretta negata
Vietato giocare di notte in novembre (Massimo De Luca)
Finale Coppa Davis, il no alla telecronaca del Tg2
Coppa Davis 1976, un'emozione rovinata (Massimo De Luca)
Genoa-Torino, anche il campionato è a colori
"Diretta sport", i gol nell'intervallo
"Eurogol", rassegna dei gol delle coppe europee
Perletto, l'uomo che vinse due volte
La replica di Italia-Germania Ovest 4-3 lancia la Rete Tre
Lo sport delle Tv locali
Arriva "Il processo del lunedì"
Inter-Real Madrid, niente diretta per rispetto del pubblico pagante

Molte Tv, molto sport

Mundialito in Uruguay: fine del monopolio Rai
Assalto ai diritti del campionato
Il Mundialito di Berlusconi e la censura Rai
Canale 5 prende i diritti delle coppe e ci prova con l'Olimpiade
Italia-Germania Ovest 3-1, record assoluto di telespettatori
"Tuttocoppe minuto per minuto" arriva in Tv
Coppa Intercontinentale, diretta solo in Lombardia
"Tutto il calcio minuto per minuto", la Tv entra in studio
Il debito del calcio verso la radio (Massimo De Luca)
Real Madrid-Napoli tra Berlusconi, Odeon e Rai
Tomba irrompe a Sanremo
Jugoslavia-Italia, la prima telecronaca muta
Milan-Steaua, la Rai salva la diretta dallo sciopero
Con la Gialappa's Band si ride del calcio
Anche Berlusconi ha la diretta
Scozia-Italia tra Rai e Tele+
Il Giro d'Italia lascia la Rai
"Operazione Entebbe". Nasce il Giro d'Italia 1 (Massimo De Luca)
Il campionato va sulla pay Tv
"Quelli che il calcio...", da Fazio alla Ventura
Ungheria-Italia, la Nazionale solo su Canale 5
Arriva anche la pay-per-view
La Rai si riprende la Serie A
Mediaset e il campionato: incontrarsi e dirsi addio (Massimo De Luca)
La Serie A sulla Tv svizzera italiana, ma solo per due partite
Mondiali e Olimpiadi tra Rai e Sky

NON PERDETE IL LIBRO "SPORT IN TV. STORIA E STORIE DALLE ORIGINI A OGGI". UNA APPASSIONANTE STORIA DELLO SPORT IN TV DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA. UN GRANDE SUCCESSO DI CRITICA E DI PUBBLICO PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI TV E SPORT.