sabato 17 aprile 2021

Sport e diritti Tv: storia del complicato accordo tra Rai e Lega Calcio dal 1972/73 al 1975/76

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Un accordo difficile tra Rai e Lega Calcio per il calcio in Tv dal 1972/73 al 1975/76. C'erano anche i diritti per l'estero, per la teletrasmissione via satellite a colori delle partite di serie A

I diritti televisivi e radiofonici del calcio sono da sempre oggetto di forti discussioni tra Lega Calcio ed emittenti televisive. Anche nell'epoca del monopolio, quando c'era solo la Rai, era così. Particolarmente dura si rivelò la trattativa per il rinnovo dei diritti dal 1972/73 al 1975/76. Alla scadenza dei diritti, il 30 giugno 1972, non è stata ancora avviata la trattativa tra Rai e Lega Calcio che parte a luglio. Da subito, la distanza tra le due parti è abissale. La Rai, che nell'ultimo contratto pagava 450 milioni di lire a stagione, ne offre 475, mentre la Lega Calcio chiede un miliardo di lire. Il presidente della Lega Calcio, Aldo Stacchi, dichiara infatti: “Forniamo un servizio che vale un miliardo. Prendere o lasciare”. Si schiera dalla sua parte anche Artemio Franchi, presidente della Federcalcio, che con la Rai ha un accordo a parte per tutto il 1972 per la teletrasmissione delle partite della Nazionale italiana: da quanto ho letto sui giornali, mi sembra che la Rai TV si stia appoggiando ad affermazioni un poco demagogiche quando allude al deficit del calcio. Ci dia atto l’ente radiotelevisivo che noi non abbiamo mai alluso ai deficit della Rai Tv che pure gravano sulle spalle di tutti”. Deficit del calcio e deficit della Rai Tv: eravamo nel 1972, ma sembra di sentire gli stessi discorsi di oggi, nel 2021. La prima fase delle trattative si svolge a Roma. Per la Rai sono presenti il vice direttore generale Beretta-Anguissola, il direttore centrale dei servizi giornalistici Gennarini, il responsabile dei servizi sportivi Boriani e il capo dell’ufficio stampa Cresci. La Lega Calcio è rappresentata dai vice presidenti Pianelli e De Palo e dal funzionario Raule. La seconda fase della trattativa si svolge a Milano, ma senza risultati. E’ in atto, siamo sempre nel mese di luglio, a uno scontro fra domanda e offerta del prodotto-calcio. La Lega Calcio ha fissato un prezzo forte della popolarità del calcio che Tv e radio ha un gradimento elevatissimo, mentre la Rai ritiene che 450 milioni sono già più che sufficienti per pagare le trenta mezze partite in onda per ogni giornata di campionato e che tutti gli altri servizi rientrano nel diritto di cronaca e di informazione. La Lega Calcio però non condivide questa impostazione e ritiene che il diritto di informazione e di cronaca si esaurisce nell’ambito della semplice divulgazione di notizie e non comprende le radiocronache, le interviste e le sintesi filmate. “Se non potremo trasmettere le partite di calcio - afferma Cresci - vorrà dire che dedicheremo il nostro tempo al basket e all’atletica leggera. I tifosi del calcio, a quel punto, dovranno apire che la responsabilità di quanto è accaduto è stata soltanto della Lega”. La trattativa riprende, ma si interrompe di nuovo bruscamente il 9 agosto 1972 quando i rappresentanti della Lega Calcio abbandonano il tavolo delle trattative presso la sede Rai di Torino. Sul Corriere della sera, Pianelli, vice presidente della Lega Calcio afferma: “Non sono venuto qui per farmi prendere in giro. Mi sento dire che ho girato le carte in tavola. E’ inconcepibile ed insopportabile. Noi, dal miliardo chiesto inizialmente, siamo scesi sino a 650 milioni. La Rai-Tv, dai 450 milioni iniziali, è arrivata a 490. Non è certo così che si può condurre in porto una trattativa”. Risponde Cresci per la Rai: “Siamo disposti a pagare e speriamo che gli sportivi possano avere lo spettacolo cui tengono tanto. Posso precisare che noi offrivamo alla Lega un contratto biennale: 525 milioni per il primo anno e 615 per il secondo in aggiunta ad un’aliquota compresa fra i 60 ed i 100 milioni annui quale quota parte per la cessione delle telecronache a colori ad una società americana. Sempre il Corriere della sera spiega che i punti di rottura sono tre: oltre a quello economico, la richiesta di garantire il libero e gratuito diritto all’informazione e l’equivoco fra la concessione della trasmissione di un solo tempo e quella di due tempi (della stessa gara o di due gare diverse) nel pomeriggio della domenica. Era stata accantonava invece, fin dalle prime battute, la possibilità di anticipare al sabato una partita per la teletrasmissione in diretta, così come la Lega Calcio aveva dimostrato di non gradire l’offerta dapprima di una trasmissione infrasettimanale (affidata a Giorgio Vecchietti) sulla serie B (“Farebbe aumentare - per Pianelli - il costo e le pretese dei giocatori”) e quella di un grande “rotocalco televisivo” infrasettimanale, serale, della durata di un’ora e mezzo e realizzato in collaborazione con la Lega stessa. Da segnalare inoltre che Rai Tv e Lega Calcio avevano praticamente raggiunto l’accordo con un gruppo statunitense rappresentato dal signor Domenico Lorusso, direttore del periodico nuovaiorchese “Italian Times”, per la teletrasmissioni a colori in Usa, via satellite, delle partite del campionato italiano. Tale accordo porterebbe nelle casse della Lega e della Rai-Tv, una somma compresa fra i 200 e i 300 milioni annui. Intanto parte la nuova stagione calcistica, domenica 25 agosto 1972 con la prima giornata di Coppa Italia, e Tv e radio non ci sono. Niente riprese filmate delle partite e niente collegamenti in diretta alla radio, per cui delle partite di questa giornata non c’è nessuna testimonianza filmata negli archivi televisivi. Solo il 15 settembre 1972 la trattativa tra Rai e Lega Calcio riprende e ovviamente in tutti questi giorni in Tv non è stato possibile proporre nessun filmato delle prime tre giornate di Coppa Italia. L’accordo arriva nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 settembre dopo otto ore di estenuanti e a volte accanite discussioni. Il contratto avrà validità di quattro anni, fino al 30 giugno 1976 e la Rai pagherà complessivamente alla Lega Calcio due miliardi e mezzo così ripartiti: 600 milioni per ciascuno dei primi due anni e 650 milioni per il successivo biennio. Inoltre, per la cessione di telecronache a reti straniere (già ci sono richieste da parte di emittenti televisive nordamericane) la Rai si impegna a versare alla Lega un minimo di 100 milioni per anno e il 50% dei proventi eccedenti tale somma. Il contratto precedente, della durata di due anni, aveva fruttato alla Lega Calcio complessivamente 900 milioni di lire. La Rai pagherà dunque in media 625 milioni l’anno, invece dei 450 previsti dal precedente contratto. La Lega Calcio, da parte sua, concede la trasmissione di un tempo in più, di 90 minuti invece di 45, di telecronaca registrata. Proprio la collocazione di questo tempo in più, dedicato alla serie B, nei programmi della domenica è stato il punto cruciale di questa trattativa. La Lega Calcio aveva posto come condizione che fosse trasmesso nella tarda serata, comportando in tal modo lo spostamento di tradizionali programmi televisivi come il romanzo sceneggiato, oppure avrebbe determinato concomitanze, in ogni caso danneggiando i teleutenti. La soluzione è stata trovata con la divisione delle telecronache sui due canali in orari di piena disponibilità (dalle 18.25 alle 19.55). La prima partita trasmessa con il nuovo accordo è un tempo di Genoa-Perugia, prima giornata di Serie B, domenica 17 settembre su Programma Nazionale, mentre dal 24 settembre, con l’inizio della serie A, la partita di serie B avrà inizio alle 18.25 sul Secondo Programma(in tale trasmissione, durante la stagione, per otto volte nella stagione e per una durata massima di 15 minuti, la Tv potrà inserire filmati di gare di serie A). Alle 19.10, sul Programma Nazionale, un tempo di una partita di serie A preceduta, alle 18.45, da 90° minuto con i primi filmati e commenti alle principali partite di serie A e alle 19.55, sempre sul Nazionale, Telesport con altri filmati e notizie. Alle 22.15, La Domenica Sportiva condotta da Alfredo Pigna. Per la radio, da domenica 24 settembre, sul Tutto il calcio minuto per minuto sul Programma Nazionale in concomitanza con l’inizio dei secondi tempi: gli stadi collegati con lo studio centrale saranno sei invece di cinque come in passato. Domenica sport, sul Secondo Programma, comincerà mezz’ora prima dell’inizio di Tutto il calcio minuto per minuto e continuerà per mezz’ora dopo la fine delle partite. Lunedì sport, come di consueto il mattino alle 8.10 sul Programma Nazionale. Non è stato invece affrontato direttamente il problema del diritto di cronaca, che sarà esaminato e vagliato nei suoi aspetti da una commissione paritetica, della quale faranno parte anche esperti in materia giuridica e rappresentanti del Coni oltre a quelli di Rai e Lega Calcio. Esaminato anche il problema della pubblicità sui campi da gioco. Si cercherà di dare una più razionale sistemazione alle insegne reclamistiche per consentire ai cameramen la più ampia libertà di ripresa per migliorare anche il livello tecnico e spettacolare della telecronaca. Non sono però d’accordo i presidenti della Lega semiprofessionisti Cestani e della Lega dilettanti Grassi, in particolare per la teletrasmissione di un tempo della partita di serie B, che temono una diminuzione del pubblico negli stadi delle serie minori. Per il Corriere d’informazione, al teletifoso questo accordo, considerato che l’ascolto medio di un tempo di serie A è intorno ai 10 milioni di spettatori, costerà due lire a partita del canone Rai, un prezzo decisamente alla portata di tutti. Per dare un’idea del valore di questo accordo, ecco quanto costavano nel 1972 i diritti televisivi degli altri sport più trasmessi in Tv. Per il pugilato, il più trasmesso dopo il calcio, la Rai versava da un milione, un milione e mezzo per i matches del campionato italiano a un massimo di circa 20 milioni per quelli più importanti, per esempio i mondiali di Benvenuti contro Rodriguez e Monzon. Ogni partita di basket trasmessa in video veniva invece a costare alla Rai da un minimo di 500 mila lire a un massimo di un milione. Cifre inferiori erano pagate per riprendere gli avvenimenti di atletica leggera, ippica, automobilismo e motociclismo. All’estero invece il calcio veniva pagato 4 milioni in Francia per un tempo in diretta e 1 milione per un tempo in differita, anche se il calcio non aveva l’importanza che ha per gli italiani, mentre in Inghilterra per i servizi riguardanti il campionato, nel 1971/72 Bbc e Itv avevano pagato in totale 400 milioni di lire, ma la sola ripresa diretta della finale di Coppa d’Inghilterra era costata 100 milioni. In Germania Ovest la Tv pagava alla Federcalcio circa 250 milioni di lire l’anno, ma sono in corso trattative per aumentare tale cifra.

BIBLIOGRAFIA Incontro Lega Calcio-Rai Tv, Corriere della sera, 11 luglio 1972 Guerra fra Tv e Lega, Corriere d'informazione, 21 luglio 1972 Braccio di ferro fra la Lega e la Rai. Niente più calcio in Tv e per radio?, Corriere della sera, 22 luglio 1972 Un accordo difficile. Trattative rotte tra calcio e Tv, Corriere della sera, 10 agosto 1972 Continua la lite fra Tv e Lega. Video spento di domenica?, Corriere d'informazione, 10 agosto 1972 Franchi appoggia la Lega contro la Rai-Tv, Corriere della sera, 12 agosto 1972 Il calcio sul video. Le accuse della Rai-Tv. «Alla Lega fanno i furbi», Corriere della sera, 13 agosto 1972 La Coppa Italia parte senza Tv, Corriere della sera, 25 agosto 1972 Domenica. Video senza calcio, Corriere della sera, 25 agosto 1972 Domenica il calcio tornerà sul video, Corriere della sera, 29 agosto 1972 Calcio sul video. Lega e Rai-Tv incontro rinviato, Corriere della sera, 31 agosto 1972 In campionato come nelle coppe cinque le riserve in panchina, Corriere della sera, 8 settembre 1972 Riprendono oggi le trattative fra calcio e Tv, Corriere della sera, 15 settembre 1972 Accordo per il calcio sul video. Costerà 2 lire per teleutente, Corriere d'informazione, 16 settembre 1972 Da domenica più calcio in Tv, Silvano Tauceri, Corriere della sera, 17 settembre 1972 La Juventus propone 5 riserve in panchina. Mezza «A» d'accordo, Corriere della sera, 23 settembre 1972

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