martedì 20 aprile 2021

Storia del calcio: come nel 1973 Ajax e Bayern Monaco pensavano a una Super-Lega europea al posto della Coppa dei Campioni

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Ajax e Bayern Monaco erano le due squadre più forti d'Europa quando, nel marzo 1973, si affrontarono nei quarti di finale di Coppa dei Campioni. Pochi giorni prima i presidenti delle due società, Jaap van Praag dell'Ajax e Wilhelm Neudecker del Bayern Monaco, avevano pensato una riforma della Coppa dei Campioni che avrebbe dovuto portare a una Super-Lega, con un campionato a punti tra le squadre arrivate ai quarti di finale invece della tradizionale formula dell'eliminazione diretta, permettendo di avere più partite e dunque più incassi dalla vendita dei biglietti, anche se non si parlava di diritti televisivi. Ne scrisse sabato 24 febbraio 1973 "La Stampa" di Torino riassumendo quanto riportato dal settimanale tedesco «Sport Illustrierte». Da sottolineare anche i pareri favorevoli di Helenio Herrera e del presidente della Lega calcio spagnola José Luis Pcrzpaya.

La Super-Lega forse cambierà la formula di Coppa Campioni Avremo un campionato d'Europa per club, cioè qualcosa di molto più continuativo - addirittura a carattere settimanale - dell’attuale Coppa dei Campioni? In Germania e in Olanda sono convinti che il traguardo sia raggiungibile soprattutto in questo momento di crisi (come incassi) nella maggior parte dei paesi europei, Italia a parte.
Il settimanale tedesco «Sport Illustrierte» ha svolto in merito una approfondita inchiesta dalla quale stralciamo alcune parti. Quando il 7 marzo nello stadio di Amsterdam, l’Ajax e il Bayern di Monaco s’incontreranno per i quarti di finale di Coppa dei Campioni, i presidenti dei due club, il tedesco e l'olandese Jaap van Praag, s’incontreranno per discutere un piano tattico, avente lo scopo di creare la Lega Europa.
Dice il presidente dell’Ajax: «La Lega Europa si farà, questo è sicuro. Discuteremo intensamente con il signor Neudecker le sue e le mie proposte». Neudecker aveva già suggerito in una lettera aperta apparsa sulle pagine dello «Sport Illustrierte» la trasformazione della Coppa dei Campioni in campionato europeo per club. «Le otto squadre giunti nei quarti di finale della Coppa – scriveva – costituirebbero una Lega e darebbero vita ad un campionato con partite a punti. Ogni squadra dovrebbe giocare due volte contro ogni avversaria. Sotto l’aspetto sportivo e finanziario penso che questa soluzione risulterebbe molto più interessante che l’attuale formula della Coppa Campioni, E siccome la Lega Europa dovrebbe giocare il mercoledì, i vari club sarebbero liberi di partecipare regolarmente ai rispettivi campionati nazionali».
Il presidente dell’Ajax dal canto suo vorrebbe allargare la Lega Europa ulteriormente: «Secondo il mio parere - ha detto - si dovrebbero accettare due o tre società per paese e gli ultimi classificati poi lasciare il posto al nuovo campione nella stagione successiva».
Interrogato in merito, Helenio Herrera ha commentato: «E’ un’idea entusiasmante, mi sembra un progetto ambizioso ma realizzabile»- José Luis Pcrzpaya, presidente della Lega spagnola, ha aggiunto: «Un progetto fantastico. Molte nostre società propugnano da tempo il varo di una simile iniziativa».
Helenio Herrera, del quale non si discute una profonda conoscenza del calcio internazionale, ha così concluso l’intervista: «Quando la maggioranza dei club principali appoggeranno la Lega Europa anche gli altri saranno costretti ad aderirvi. Non vi sarà più posto né per le prevenzioni particolaristiche né per le riserve a livello nazionale. Abbiamo bisogno della Super-Lega. Con essa il calcio europeo riceverà un enorme impulso».


La pagina completa la trovate al link seguente http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,avanzata/action,viewer/Itemid,3/page,16/articleid,0147_01_1973_0047_0016_4743254/

sabato 17 aprile 2021

Sport e diritti Tv: storia del complicato accordo tra Rai e Lega Calcio dal 1972/73 al 1975/76

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Un accordo difficile tra Rai e Lega Calcio per il calcio in Tv dal 1972/73 al 1975/76. C'erano anche i diritti per l'estero, per la teletrasmissione via satellite a colori delle partite di serie A

I diritti televisivi e radiofonici del calcio sono da sempre oggetto di forti discussioni tra Lega Calcio ed emittenti televisive. Anche nell'epoca del monopolio, quando c'era solo la Rai, era così. Particolarmente dura si rivelò la trattativa per il rinnovo dei diritti dal 1972/73 al 1975/76. Alla scadenza dei diritti, il 30 giugno 1972, non è stata ancora avviata la trattativa tra Rai e Lega Calcio che parte a luglio. Da subito, la distanza tra le due parti è abissale. La Rai, che nell'ultimo contratto pagava 450 milioni di lire a stagione, ne offre 475, mentre la Lega Calcio chiede un miliardo di lire. Il presidente della Lega Calcio, Aldo Stacchi, dichiara infatti: “Forniamo un servizio che vale un miliardo. Prendere o lasciare”. Si schiera dalla sua parte anche Artemio Franchi, presidente della Federcalcio, che con la Rai ha un accordo a parte per tutto il 1972 per la teletrasmissione delle partite della Nazionale italiana: da quanto ho letto sui giornali, mi sembra che la Rai TV si stia appoggiando ad affermazioni un poco demagogiche quando allude al deficit del calcio. Ci dia atto l’ente radiotelevisivo che noi non abbiamo mai alluso ai deficit della Rai Tv che pure gravano sulle spalle di tutti”. Deficit del calcio e deficit della Rai Tv: eravamo nel 1972, ma sembra di sentire gli stessi discorsi di oggi, nel 2021. La prima fase delle trattative si svolge a Roma. Per la Rai sono presenti il vice direttore generale Beretta-Anguissola, il direttore centrale dei servizi giornalistici Gennarini, il responsabile dei servizi sportivi Boriani e il capo dell’ufficio stampa Cresci. La Lega Calcio è rappresentata dai vice presidenti Pianelli e De Palo e dal funzionario Raule. La seconda fase della trattativa si svolge a Milano, ma senza risultati. E’ in atto, siamo sempre nel mese di luglio, a uno scontro fra domanda e offerta del prodotto-calcio. La Lega Calcio ha fissato un prezzo forte della popolarità del calcio che Tv e radio ha un gradimento elevatissimo, mentre la Rai ritiene che 450 milioni sono già più che sufficienti per pagare le trenta mezze partite in onda per ogni giornata di campionato e che tutti gli altri servizi rientrano nel diritto di cronaca e di informazione. La Lega Calcio però non condivide questa impostazione e ritiene che il diritto di informazione e di cronaca si esaurisce nell’ambito della semplice divulgazione di notizie e non comprende le radiocronache, le interviste e le sintesi filmate. “Se non potremo trasmettere le partite di calcio - afferma Cresci - vorrà dire che dedicheremo il nostro tempo al basket e all’atletica leggera. I tifosi del calcio, a quel punto, dovranno apire che la responsabilità di quanto è accaduto è stata soltanto della Lega”. La trattativa riprende, ma si interrompe di nuovo bruscamente il 9 agosto 1972 quando i rappresentanti della Lega Calcio abbandonano il tavolo delle trattative presso la sede Rai di Torino. Sul Corriere della sera, Pianelli, vice presidente della Lega Calcio afferma: “Non sono venuto qui per farmi prendere in giro. Mi sento dire che ho girato le carte in tavola. E’ inconcepibile ed insopportabile. Noi, dal miliardo chiesto inizialmente, siamo scesi sino a 650 milioni. La Rai-Tv, dai 450 milioni iniziali, è arrivata a 490. Non è certo così che si può condurre in porto una trattativa”. Risponde Cresci per la Rai: “Siamo disposti a pagare e speriamo che gli sportivi possano avere lo spettacolo cui tengono tanto. Posso precisare che noi offrivamo alla Lega un contratto biennale: 525 milioni per il primo anno e 615 per il secondo in aggiunta ad un’aliquota compresa fra i 60 ed i 100 milioni annui quale quota parte per la cessione delle telecronache a colori ad una società americana. Sempre il Corriere della sera spiega che i punti di rottura sono tre: oltre a quello economico, la richiesta di garantire il libero e gratuito diritto all’informazione e l’equivoco fra la concessione della trasmissione di un solo tempo e quella di due tempi (della stessa gara o di due gare diverse) nel pomeriggio della domenica. Era stata accantonava invece, fin dalle prime battute, la possibilità di anticipare al sabato una partita per la teletrasmissione in diretta, così come la Lega Calcio aveva dimostrato di non gradire l’offerta dapprima di una trasmissione infrasettimanale (affidata a Giorgio Vecchietti) sulla serie B (“Farebbe aumentare - per Pianelli - il costo e le pretese dei giocatori”) e quella di un grande “rotocalco televisivo” infrasettimanale, serale, della durata di un’ora e mezzo e realizzato in collaborazione con la Lega stessa. Da segnalare inoltre che Rai Tv e Lega Calcio avevano praticamente raggiunto l’accordo con un gruppo statunitense rappresentato dal signor Domenico Lorusso, direttore del periodico nuovaiorchese “Italian Times”, per la teletrasmissioni a colori in Usa, via satellite, delle partite del campionato italiano. Tale accordo porterebbe nelle casse della Lega e della Rai-Tv, una somma compresa fra i 200 e i 300 milioni annui. Intanto parte la nuova stagione calcistica, domenica 25 agosto 1972 con la prima giornata di Coppa Italia, e Tv e radio non ci sono. Niente riprese filmate delle partite e niente collegamenti in diretta alla radio, per cui delle partite di questa giornata non c’è nessuna testimonianza filmata negli archivi televisivi. Solo il 15 settembre 1972 la trattativa tra Rai e Lega Calcio riprende e ovviamente in tutti questi giorni in Tv non è stato possibile proporre nessun filmato delle prime tre giornate di Coppa Italia. L’accordo arriva nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 settembre dopo otto ore di estenuanti e a volte accanite discussioni. Il contratto avrà validità di quattro anni, fino al 30 giugno 1976 e la Rai pagherà complessivamente alla Lega Calcio due miliardi e mezzo così ripartiti: 600 milioni per ciascuno dei primi due anni e 650 milioni per il successivo biennio. Inoltre, per la cessione di telecronache a reti straniere (già ci sono richieste da parte di emittenti televisive nordamericane) la Rai si impegna a versare alla Lega un minimo di 100 milioni per anno e il 50% dei proventi eccedenti tale somma. Il contratto precedente, della durata di due anni, aveva fruttato alla Lega Calcio complessivamente 900 milioni di lire. La Rai pagherà dunque in media 625 milioni l’anno, invece dei 450 previsti dal precedente contratto. La Lega Calcio, da parte sua, concede la trasmissione di un tempo in più, di 90 minuti invece di 45, di telecronaca registrata. Proprio la collocazione di questo tempo in più, dedicato alla serie B, nei programmi della domenica è stato il punto cruciale di questa trattativa. La Lega Calcio aveva posto come condizione che fosse trasmesso nella tarda serata, comportando in tal modo lo spostamento di tradizionali programmi televisivi come il romanzo sceneggiato, oppure avrebbe determinato concomitanze, in ogni caso danneggiando i teleutenti. La soluzione è stata trovata con la divisione delle telecronache sui due canali in orari di piena disponibilità (dalle 18.25 alle 19.55). La prima partita trasmessa con il nuovo accordo è un tempo di Genoa-Perugia, prima giornata di Serie B, domenica 17 settembre su Programma Nazionale, mentre dal 24 settembre, con l’inizio della serie A, la partita di serie B avrà inizio alle 18.25 sul Secondo Programma(in tale trasmissione, durante la stagione, per otto volte nella stagione e per una durata massima di 15 minuti, la Tv potrà inserire filmati di gare di serie A). Alle 19.10, sul Programma Nazionale, un tempo di una partita di serie A preceduta, alle 18.45, da 90° minuto con i primi filmati e commenti alle principali partite di serie A e alle 19.55, sempre sul Nazionale, Telesport con altri filmati e notizie. Alle 22.15, La Domenica Sportiva condotta da Alfredo Pigna. Per la radio, da domenica 24 settembre, sul Tutto il calcio minuto per minuto sul Programma Nazionale in concomitanza con l’inizio dei secondi tempi: gli stadi collegati con lo studio centrale saranno sei invece di cinque come in passato. Domenica sport, sul Secondo Programma, comincerà mezz’ora prima dell’inizio di Tutto il calcio minuto per minuto e continuerà per mezz’ora dopo la fine delle partite. Lunedì sport, come di consueto il mattino alle 8.10 sul Programma Nazionale. Non è stato invece affrontato direttamente il problema del diritto di cronaca, che sarà esaminato e vagliato nei suoi aspetti da una commissione paritetica, della quale faranno parte anche esperti in materia giuridica e rappresentanti del Coni oltre a quelli di Rai e Lega Calcio. Esaminato anche il problema della pubblicità sui campi da gioco. Si cercherà di dare una più razionale sistemazione alle insegne reclamistiche per consentire ai cameramen la più ampia libertà di ripresa per migliorare anche il livello tecnico e spettacolare della telecronaca. Non sono però d’accordo i presidenti della Lega semiprofessionisti Cestani e della Lega dilettanti Grassi, in particolare per la teletrasmissione di un tempo della partita di serie B, che temono una diminuzione del pubblico negli stadi delle serie minori. Per il Corriere d’informazione, al teletifoso questo accordo, considerato che l’ascolto medio di un tempo di serie A è intorno ai 10 milioni di spettatori, costerà due lire a partita del canone Rai, un prezzo decisamente alla portata di tutti. Per dare un’idea del valore di questo accordo, ecco quanto costavano nel 1972 i diritti televisivi degli altri sport più trasmessi in Tv. Per il pugilato, il più trasmesso dopo il calcio, la Rai versava da un milione, un milione e mezzo per i matches del campionato italiano a un massimo di circa 20 milioni per quelli più importanti, per esempio i mondiali di Benvenuti contro Rodriguez e Monzon. Ogni partita di basket trasmessa in video veniva invece a costare alla Rai da un minimo di 500 mila lire a un massimo di un milione. Cifre inferiori erano pagate per riprendere gli avvenimenti di atletica leggera, ippica, automobilismo e motociclismo. All’estero invece il calcio veniva pagato 4 milioni in Francia per un tempo in diretta e 1 milione per un tempo in differita, anche se il calcio non aveva l’importanza che ha per gli italiani, mentre in Inghilterra per i servizi riguardanti il campionato, nel 1971/72 Bbc e Itv avevano pagato in totale 400 milioni di lire, ma la sola ripresa diretta della finale di Coppa d’Inghilterra era costata 100 milioni. In Germania Ovest la Tv pagava alla Federcalcio circa 250 milioni di lire l’anno, ma sono in corso trattative per aumentare tale cifra.

BIBLIOGRAFIA
Incontro Lega Calcio-Rai Tv, Corriere della sera, 11 luglio 1972
Guerra fra Tv e Lega, Corriere d'informazione, 21 luglio 1972
Braccio di ferro fra la Lega e la Rai. Niente più calcio in Tv e per radio?, Corriere della sera, 22 luglio 1972
Un accordo difficile. Trattative rotte tra calcio e Tv, Corriere della sera, 10 agosto 1972
Continua la lite fra Tv e Lega. Video spento di domenica?, Corriere d'informazione, 10 agosto 1972
Franchi appoggia la Lega contro la Rai-Tv, Corriere della sera, 12 agosto 1972
Il calcio sul video. Le accuse della Rai-Tv. «Alla Lega fanno i furbi», Corriere della sera, 13 agosto 1972
La Coppa Italia parte senza Tv, Corriere della sera, 25 agosto 1972
Domenica. Video senza calcio, Corriere della sera, 25 agosto 1972
Domenica il calcio tornerà sul video, Corriere della sera, 29 agosto 1972
Calcio sul video. Lega e Rai-Tv incontro rinviato, Corriere della sera, 31 agosto 1972
In campionato come nelle coppe cinque le riserve in panchina, Corriere della sera, 8 settembre 1972
Riprendono oggi le trattative fra calcio e Tv, Corriere della sera, 15 settembre 1972
Accordo per il calcio sul video. Costerà 2 lire per teleutente, Corriere d'informazione, 16 settembre 1972
Da domenica più calcio in Tv, Silvano Tauceri, Corriere della sera, 17 settembre 1972
La Juventus propone 5 riserve in panchina. Mezza «A» d'accordo, Corriere della sera, 23 settembre 1972

sabato 10 aprile 2021

Il 10 aprile 1977 per la prima volta alla radio i collegamenti con i primi tempi delle partite del campionato di calcio

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"Tutto il calcio minuto", come noto, è iniziato il 10 gennaio 1960, e si occupava solo dei secondi tempi delle partite. Non c'era nessuna trasmissione che dava in diretta gli aggiornamenti dei primi tempi. Solo dal 10 aprile 1977 è stato possibile dare in diretta anche gli aggiornamenti dei primi tempi, con una settimana di ritardo rispetto alla data inizialmente stabilita del del 3 aprile 1977.
L’annuncio ufficiale viene dato il 29 marzo 1977 a viale Mazzini dal responsabile del “pool” sportivo della radio Gugliemo Moretti, dal capo del servizio stampa Dino Basili e dal capo della redazione sportiva del GR2 Gilberto Evangelisti.
“E’ stata fatta tanta confusione - precisa Moretti - nel tentativo di rivelare in anticipo quello che avevamo in animo di programmare. Si è detto perfino che “Tutto il calcio minuto per minuto” avrebbe anticipato il tradizionale spettacolo in coincidenza degli inizi delle partite sugli otto campi di serie A. Vero niente. Vero invece che da domenica prossima la trasmissione Domenica sport e cioè l’altra trasmissione del giorno festivo in diretta, sulla rete due della radio, subirà sostanziali modifiche. Per una serie di motivi, abbiamo ritenuto necessario anticipare i tempi e articolare un nuovo programma incentrato sull’informazione calcistica e sportiva, senza però ricalcare la formula di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Il motivo di questa novità è dovuto alla necessità di fronteggiare la concorrenza delle radio private “che sono nate e si sono fronteggiate senza chiedere il permesso a nessuno” secondo il parere di Gugliemo Moretti. Dalle ultime rilevazioni “Tutto il calcio minuto per minuto” aveva 1.700.000 ascoltatori con indice di gradimento 82, il più in alto in assoluto per la radio. Secondo i dati raccolti a dicembre 1976 si era però registrata una flessione d’ascolto del 20% che destava preoccupazione, anche se successivamente si sarebbe recuperato il 12%. "Stampa Sera" dell'1 aprile 1977 scrive: «Domenica sono previsti collegamenti per il Giro ciclistico delle Fiandre, per il Gran Premio Lotteria di Agnano di ippica, per la prova mondiale di Formula 1 di Long Beach, per il Gran Premio di motociclismo di Imola e per gli incontri di pallacanestro»
"La Gazzetta Sportiva", versione domenicale della "Gazzetta dello Sport", descrive così la novità dei collegamenti con i campi di calcio a partire dai primi tempi: «In coincidenza con la giornata calcistica imperniata sul derby da scudetto fra Torino e Juventus*, la radio inaugura oggi più lunghi collegamenti con i campi della serie A e B. Anzichè all'inizio del secondo tempo, cioè, le notizie sull'andamento delle partite cominceranno a partire dal 10' di gioco. Il programma di articolerà così: alle ore 15,30 sulla seconda rete inizierà "Domenica sport" che comprenderà collegamenti con tutti i campi della serie A, notizie relative ad altri avvenimenti sportivi e risultati sugli incontri di serie B; alle ore 16,20 sulla prima rete andrà in onda "Tutto il calcio minuto per minuto" secondo la consueta formula; alle ore 17,30, sulla seconda rete, riprenderà "Domenica sport"».
L'accordo con la Lega Calcio però non si trova e così domenica 3 aprile 1977 alla radio la prima parte di "Domenica sport", alle 15.30, c'è, ma senza i collegamenti con i campi di Serie A. Scrive Lanfranco Ponziani sul "Messaggero": «Ai suoi utenti canonici (soggetti, cioè, al pagamento del canone) la Rai-Tv aveva promesso, per domenica, una indimenticabile giornata di sport. Due i piatti forti: i ragguagli via radio anche sui primi tempi delle partite, e poi, a sera, la telecronaca diretta del G.P. di Long Beach. Sulla carta, c'era di che fregarsi le mani, rendendo grazie al possente monopolio di Stato, e ripudiando tutte le lusinghe delle varie emittenti alternative. Invece, tutto si è risolto in un gran pateracchio. A ben vedere, c'è n'è abbastanza per parlare di volgare radiotruffa. E se tutti e due i piatti forti si sono bruciacchiati, la colpa non può proprio essere data al destino cinico e baro. Riepiloghiamo comunque. Ore 15,30, GR2. Tutti mobilitati per le panoramiche in diretta dagli stadi. Sorpresa: all'ultimo momento è saltato l'accordo con la Lega, così gli aggiornamenti possono riguardare solo i derby. Si supplisce con collegamenti-flash palesemente decisi, nella massima parte, per produrre etere fritto. Va bene infatti il radiofinish del Giro delle Fiandre, ma che senso ha raccontare che la Cremonese è in testa al girone A della Serie C, oppure far impapocchiare a De Adamich quattro paroline d'occasione su Enzo Ferrari? Alla fine, i collegamenti risulteranno trentasette».
In settimana, come scrive sempre il Messaggero mercoledì 6 aprile 1977, arriva l'accordo tra Rai e Lega Calcio: «Primi tempi alla radio. La Lega ha autorizzato la Rai a trasmettere in "Domenica sport" le notizie relative ai primi tempi della Serie A calcistica, a partire dal 10 aprile**». L'Unità del 10 aprile 1977 presenta così la giornata sportiva radiofonica: «Giorno di Pasqua "pieno" per gli sportivi che seguono la radio. La prima parte di Domenica sport, in onda su Radio Due dalle 15.30 alle 16.15 ospiterà i collegamenti con tutti gli otto campi di serie A. Gli inviati riferiranno di volta in volta i risultati e le prime note di cronaca. Si alterneranno al microfono anche i cronisti del campo principale della serie B e due della C inseriti nella schedina del Totocalcio. Dallo stadio verranno date informazioni anche sulle altre partite della serie B. Sono previsti inoltre servizi per due importanti eventi ippici (il "Città di Torino" di trotto e la Corsa siepi di Merano), per il motociclismo e per il rugby ai quali si aggiungeranno brevi flash in diretta per avvenimenti e personaggi del mondo dell'atletica leggera, del pugilato, del calcio internazionale, dell'automobilismo, del ciclismo, del tennis, del nuoto, della pallanuoto e della pallacanestro. La trasmissione, al suo secondo numero e presentata dal "pool" sportivo in collaborazione con il GR2 a cura di Gugliemo Moretti con Gilberto Evangelisti e Enrico Ameri, dallo studio centrale Mario Giobbe. La seconda parte di Domenica sport andrà in onda alle 17.30 sempre sulla Rete Due, seguendo lo schema ormai collaudato dei collegamenti con gli spogliatoi degli stadi dove si sono appena conclusi gli incontri di serie A e servizi sulla serie B, sulla serie C e su tutti gli avvenimenti ancora in corso». Dal 10 aprile 1977 anche il GR1 segue in diretta gli avvenimenti sportivi, in concorrenza con "Domenica sport" e in attesa di "Tutto il calcio minuto per minuto" con una trasmissione di sport e musica che vede Massimo De Luca alla conduzione.
Dal 9 settembre 1990, con l'inizio del campionato 1990/91 e per due stagioni, "Tutto il calcio minuto per minuto" va in onda a reti unificate su Radio Uno e Radio Due per tornare solo su Radio Uno dal 6 settembre 1992, inizio del campionato 1992/93, mentre dal 2000/2001 la conduzione passa dallo storico studio di Corso Sempione a Milano a quella del Centro Rai di Saxa Rubra a Roma.

* Nota 1 - A proposito Torino-Juventus del 3 aprile 1977, la partita più importante del campionato 1976/77, si tenta di trasmetterla in diretta per la sola zona di Torino o almeno di proporla per intero in differita invece della trasmissione di un solo tempo, ma la Lega Calcio si oppone a questa soluzione. Infatti il contratto tra Rai e Lega Calcio prevede solo la possibilità di trasmettere un tempo di una partita di Serie A e uno di Serie B. Scrive La Gazzetta dello Sport dell'1 aprile 1977: «Eccezionalmente la clausola prevede che anzichè dare un tempo di B, si possa mandare in onda un pezzo di una partita di A e concludere poi con la Serie B. Però lo spezzone da utilizzare dovrebbe comunque essere diverso da quello già scelto sull'altra rete. La Lega Calcio che è stata interpellata sia pure ufficiosamente ha ribadito che per lei non cambia nulla e partite importanti ne sono sempre capitate e ne capiteranno quindi non è il caso di fare eccezioni». Altri tempi se pensiamo che oggi gli incassi dei diritti televisivi sono la principale fonte di entrate per i club di Serie A. Telecronaca diretta invece negli Stati Uniti e in Venezuela a beneficio dei tanti emigrati italiani.

** Nota 2 - Il 10 aprile 1977, prima giornata nella quale la Lega Calcio ha permesso alla Rai di collegarsi con i campi di Serie A anche per i primi tempi, è la domenica di Pasqua. Fino alla stagione 1977/78 infatti i campionati di calcio non hanno mai anticipato al sabato la giornata di campionato. Solo dal 1978/79 è entrata in vigore questa abitudine che fa dell'Italia l'unico paese nel quale la domenica di Pasqua non ci sono partite di calcio, a differenza di tutti gli altri campionati del mondo, a partire da quelli più prestigiosi di Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.

BIBLIOGRAFIA
"Il derby trasmesso in Venezuela e Stati Uniti", La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
"Acquista spazio il calcio alla radio", m.g., La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 1977
“La RAI rilancerà le sue trasmissioni sportive per fronteggiare la concorrenza delle radio private”, Franco Melli, Corriere della sera, 30 marzo 1977
"Solo un tempo alla televisione", La Gazzetta dello Sport, 31 marzo 1977
"Nuovi programmi sportivi alla radio", Stampa Sera, 1 aprile 1977
"Alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", La Gazzetta Sportiva, 3 aprile 1977
"Da oggi alla radio collegamenti dopo 10' di gioco", Corriere della sera, 3 aprile 1977
"Veto della Lega per Domenica sport", Il Messaggero, 4 aprile 1977
"Radioteleinganni. Cronistoria di una domenica balorda", Lanfranco Ponziani, Il Messaggero, 5 aprile 1977
"Primi tempi alla radio", Il Messaggero, 6 aprile 1977
"Il calcio alla radio oggi dalle ore 15.30, La Gazzetta Sportiva, 10 aprile 1977
"Oggi alla radio cronache dal primo al novantesimo", Corriere della sera, 10 aprile 1977
"Sport in Tv", Il Messaggero, 10 aprile 1977
"Note e risultati dei primi 45 minuti di serie A, Domenica sport oggi alla radio", L'Unità, 10 aprile 1977

lunedì 5 aprile 2021

Italia-Israele dell'11 giugno 1970, la partita di Nicolò Carosio, sui canali Rai Sport per la prima volta per intero e a colori

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Grande appuntamento per gli appassionati di storia del calcio lunedì 5 aprile sui canali Rai Sport. Per la prima volta è infatti possibile vedere per intero a colori Italia-Israele dell'11 giugno 1970, la partita passata alla storia per la parola "negraccio" mai detta da Nicolò Carosio al guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in occasione del gol annullato a Riva al 29' del secondo tempo. I fatti sono ormai noti e sono stati raccontati anche in questo blog, nel link seguente http://pinofrisoli.blogspot.com/2016/09/nicolo-carosio-la-verita-definitiva-su.html
oltre che nel libro "Sport in Tv" scritto con Massimo De Luca. Tutto avvenne alla radio, per le frasi di Antonio Ghirelli ed Eugenio Danese nel dopo partita. Carosio, lo ricordiamo nuovamente, non venne cacciato dalla Rai, rimase in Messico dove commentò, come previsto, il quarto di finale Uruguay-Urss da Città del Messico, mentre a Nando Martellini, come da programma per l'alternanza tra i due telecronisti nelle partite dell'Italia, Messico-Italia. Solo prima delle semifinali la Rai comunicò che Italia-Germania Ovest sarebbe toccata ancora a Martellini e Brasile-Uruguay, a Guadalajara, a Carosio, che non gradì questa trasferta visto che si sarebbe aspettato di restare a Città del Messico per l'Italia. Anche la finale Brasile-Italia toccò a Martellini, mentre Carosio si dovette accontentare della finale per il terzo posto Germania Ovest-Uruguay. Venne affidata a Carosio anche la prima partita della Nazionale dopo i Mondiali, l'amichevole Svizzera-Italia del 17 ottobre 1970, a Martellini, la successiva Austria-Italia, a Carosio Italia-Irlanda dell'8 dicembre 1970 per la qualificazione agli Europei. Sempre per la Nazionale Carosio farà anche la telecronaca a colori di Italia-Svezia del 9 ottobre 1971 per gli italiani del Nord America, come ricorda proprio Martellini all'inizio della telecronaca per l'Italia. Carosio, oltre ad alternarsi con Martellini nelle telecronache di Serie A e delle coppe europee, venne anche mandato dalla Rai a Wembley per la finale di Coppa dei Campioni Ajax-Panathinaikos del 2 giugno 1971, trasmessa in differita sul Nazionale il 3 giugno alle 14.00 e la sera dello stesso giorno era in diretta per Leeds-Juventus, finale di ritorno di Coppa delle Fiere trasmessa in diretta alle 20.30 sul Secondo causando lo spostamento di Rischiatutto sul Programma Nazionale, come si chiamava all'epoca l'odierna Rai Uno. Carosio con la Rai finisce il 15 dicembre 1971 con la partita amichevole Lega Belgio-Lega Italia giocata a Charleroi e finita 2-1 per i padroni di casa. Quindi, se non l'avete vista alle 8.00 del mattino, non perdetevi alle 24.15, dopo il Tg sport della notte, l'intera Italia-Israele a colori. Da non perdere anche il resto della programmazione storica dei canali Rai Sport di martedì 6 aprile, con Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978, prima partita della Nazionale dopo i Mondiali di Argentina, e Memory Doc con Mercoledì sport del 15 settembre 1982, Eurogol del 19 ottobre 1978 e 90° minuto del 22 febbraio 1981 e altro ancora come potete leggere di seguito.

PROGRAMMAZIONE STORICA SPORTIVA RAI SPORT
MARTEDI' 6 APRILE 2021
Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978 (8.13-9.55) PRIMA VISIONE
Memory Doc Pagina sportiva Tg1 13.30 del 12 settembre 1982 (9.56-10.01)
Perle di sport, puntata 613
Olimpiadi Monaco 1972, nuoto, 4x100 mista femminile. Americane da record a Monaco (15.57-16.06)
Memory Doc Mercoledì sport del 15 settembre 1982 (18.51-20.19) PRIMA VISIONE
In programma sintesi di Hvidovre-Juventus e Dinamo Tbilisi-Napoli e servizi su Inter-Slovan Bratislava e Università Craiova-Fiorentina
Memory Doc Eurogol del 19 ottobre 1978 (21.22-22.02) PRIMA VISIONE
Memory Doc 90° minuto del 22 febbraio 1981 (22.04-22.24) PRIMA VISIONE
Memory Doc Pagina sportiva Tg2 Stanotte del 16 novembre 1977 (22.24-22.30) EVENTUALE
Giorgio Martino e Giorgio Chinaglia Inghilterra-Italia da Wembley nel dopo partita

MERCOLEDI' 7 APRILE 2021
Italia-Bulgaria del 20 settembre 1978 (24.16-1.54)
Memory Doc Sportsera del 22 ottobre 1981 (1.54-2.04) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57 PRIMA VISIONE
Memory Doc Domenica Sportiva del 25 giugno 1978 (5.38-6.28)

lunedì 29 marzo 2021

Il 28 marzo 1976, sulla Rete Due, la prima puntata dell'Altra domenica: cosa scrivevano i giornali sulle prime puntate della trasmissione

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Domenica 28 marzo 1976, alle 14.30 sulla Rete Due, viene trasmessa la prima puntata della trasmissione "L'altra domenica" che andrà in onda fino al 27 maggio 1979 oltre a un supplemento proposto nella diretta elettorale del Tg2 del 4 giugno 1979. In questo articolo vi proponiamo tutto quello che non avete letto sui primi mesi di trasmissione dell'"Altra domenica", da "Teledomenica" del 21 marzo 1976, la trasmissione in numero unico proposta sulla Rete 2 nella prima domenica pomeriggio del dopo riforma Rai, una settimana prima dell'inizio dell'Altra domenica, ai primi servizi di sport e spettacolo delle prime settimane, per arrivare a domenica 3 ottobre 1976, con l'inizio di "Domenica in" sulla Rete Uno, ideata per un pubblico più tradizionale in alternativa alla trasmissione di spettacolo e sport di Renzo Arbore e Maurizio Barendson. Cominciamo dunque con domenica 21 marzo 1976, la prima del dopo riforma con la nascita della concorrenza in Rai tra Rete Uno e Rete Due e Tg1 e Tg2. Sulla Rete Uno è Paolo Valenti a condurre nel pomeriggio “Cinque ore con voi”. Scrive il Corriere della sera: "Dalle 15 alle 20 vi saranno collegamenti in diretta con vari sport, alle 17.05 la consueta rubrica 90° minuto con le primizie sulla conclusione delle partite di campionato, alle 19 chi è abituato all’appuntamento con la trasmissione di un tempo di una partita non si vedrà privato di questo svago. C’è da oggi solo una differenza: le partite di serie A e di serie B invece che essere attribuite in maniera fissa ai due canali saranno in alternativa. Una domenica sarà il Nazionale alle 19 ad ospitare la A mentre il Secondo trasmetterà 45 minuti di B alle 18.15. La settimana successiva avverrà il contrario. Alle 21.45, per ora, rimane, come si è detto, La domenica sportiva nella consueta forma. Sul Secondo canale, dalle 15 alle 20, Teledomenica, “pomeriggio al seguito degli avvenimenti sportivi”. Con intonazione simile alle radiofoniche Tutto il calcio minuto per minuto e Musica e sport, le notizie della rete laica saranno coordinate, assieme alle interviste, ai collegamenti volanti, al massimo possibile insomma di pulsante immediatezza ottenibile sulle varie attività sportive, da Maurizio Barendson. Alcune specialità in programma oggi: da Modena, campionato seniores di motociclismo; da Roma incontro di rugby tra la selezione italiana e il Cardiff; da Torino per l’ippica il Gran Premio Costa Azzurra. La seconda parte del TG2, denominato Studio Aperto, alla domenica per gran parte viene dedicata allo sport. Condotta da Guido Oddo, è una sintesi delle partite e dei programmi della giornata. S’intitola Sport 7. Dovrebbe comprendere una moviola alternativa a quella ormai classica del programma concorrente: operatori e commentatori Pizzul e un ex arbitro". Ampio spazio a queste novità televisive della domenica, che prevedono molto sport, viene dato anche dalla Gazzetta dello Sport (il titolo della testata la domenica è La Gazzetta Sportiva) nell'articolo di prima pagina firmato m.g. dal titolo "Oggi in TV sette ore di sport": "Sul TG2 Maurizio Barendson intende partire alla grande a dimostrazione dell'indubbio spirito di emulazione che anima i due settori. Anche sul TG2 l'avvio è per le ore 15 con un taglio da rotocalco "Fatti e cronache dello sport e dello spettacolo" nel corso del quale i telespettatori assisteranno a diverse fasi del gran premio Modena di motociclismo, ad altre dell'incontro di rugby Italia-Cardiff (da Roma), e al premio Costa Azzurra di trotto a Torino, oltre ai risultati delle corse principali da tutti gli ippodromi. Tra una ripresa di sport e l'altra scatteranno le novità preannunciate da Barendson e cioè uno spettacolo "vario" presentato da Renzo Arbore con intervista a Ornella Vanoni, e a Corrado Pani, esperto e tifoso di rugby e con alcune canzoni interpretate da Ray Charles; poi ancora panoramiche sull'attività teatrale più recente: si vedranno alcune scene di "Felicibumta" con Gino Bramieri dal Teatro Sistina di Roma e l'anteprima di un concerto di Roberto Carlos; chiuderà Tognazzi "sportivo" straordinario da Milano con un breve commento al campionato. Alle 18.15 un tempo di una partita di serie B. Ma domenica 28 anche il secondo canale ospiterà un tempo di una partita di serie A. Alle 20 "Sport sette" pilotato da Guido Oddo con alcune fasi in diretta di Sinudyne-Mobilquattro, e una sintesi della giornata. In tutto lo sport occuperà due ore e mezzo sul primo canale (compresa la "Domenica sportiva", 4 ore e quaranta minuti comprensivi anche degli extra) sul TG2. Domenica 28 marzo 1976, oltre al debutto dell'Altra domenica, che apriva anche i programmi della Rete Due visto che solo a partire da lunedì 25 ottobre 1976 il Tg2 avrà la sua edizione delle 13.00, denominata proprio "Tg2 oretredici", sulla Rete Uno alle 17.20 parte "Insieme, facendo finta di niente", condotto da Giancarlo Dettori ed Enza Sampò che vede tra gli autori anche Maurizio Costanzo, trasmissione registrata che si inserisce in palinsesto tra "90° minuto", in onda alle 17.20, e la cronaca registrata di un tempo di una partita di serie B. Va ricordato, a proposito di "90° minuto", che solo dal 13 settembre 1981, inizio dei campionati di Serie A e Serie B della stagione 1981/82, prenderà la collocazione fissa delle 18.30 non più legata all'orario d'inizio delle partite che variava a seconda delle stagioni dalle 14.30 alle 16.00. La prima notizia relativa alla scaletta dell'Altra domenica la troviamo sul Corriere della sera dell'11 aprile 1976 e riguarda proprio lo sport. Il Corriere della sera, nell'articolo "La Tv va negli stadi di Tutto il calcio" scrive infatti: "Dopo aver fatto visita una settimana fa allo studio milanese da dove Roberto Bortoluzzi guida domenicalmente la popolare rubrica radiofonica "Tutto il calcio minuto per minuto", oggi la Tv - nel corso della trasmissione "L'altra domenica", in onda sulla Rete 2 a partire dalle 14.30 - si recherà nelle cabine degli stadi da cui Enrico Ameri e Sandro Ciotti effettuano i consueti collegamenti radiofonici per le due principali partite di calcio della giornata. La Rete 2 offrirà inoltre agli sportivi alcuni collegamenti con la corsa ciclistica Parigi-Roubaix, con Livorno per la seconda prova del mondiale di Ciclocross classe 125 e con l'ippodromo romano delle Capannelle per il premio Parioli di galoppo". Anche nella puntata del 18 aprile 1976, giorno di Pasqua, c'è un altro appuntamento inedito con lo sport. Sempre il Corriere della sera scrive che, dopo aver mostrato ai telespettatori nelle scorse trasmissioni il lavoro di Roberto Bortoluzzi e di Enrico Ameri e Sandro Ciotti impegnati in "Tutto il calcio minuto per minuto", "oggi la Televisione italiana (rete 2) si collegherà due volte con il telecronista Giorgio Martino che trasmetterà in diretta Napoli-Juventus per gli appassionati italiani accorsi al "Madison" di Nuova York. Durante il collegamento sono previsti anche collegamenti dallo stadio nuovaiorchese, di tifosi chiamati a giudicare da lontano il campionato del Napoli e la crisi della Juventus". Solo domenica 3 ottobre 1976, con l'inizio della stagione televisiva 1976/77, troviamo notizie più dettagliate su "L'altra domenica" che si pone in alternativa alla nuova trasmissione della Rete Uno "Domenica in" e fa parlare di rivalità tra i conduttori Corrado e Renzo Arbore. Scrive infatti il "Corriere della sera", nel presentare la nuova edizione della trasmissione della Rete Due: "A giudicare dal programma di questa prima giornata, la rubrica di Arbore-Barendson intende rivolgersi soprattutto a un pubblico di giovani. (...) Elemento di differenziazione di L'altra domenica è anche la presenza, nel programma della Rete 2, di numerose collaboratrici: da Fiorella Gentile per la musica leggera a Irene Bignardi per il cinema e il teatro; da Marina Sbardella per il folk e altri avvenimenti vari (sì, proprio la giornalista volto dello sport di Telemontecarlo negli anni '80 e '90, ndr), a Vanna Brocca, Françoise Rivière, Isabella Rossellini. Tra le due rubriche non sono mancate già dalla vigilia le battute polemiche. "Noi lavoriamo all'insegna della improvvisazione - ha detto Arbore - invece che costringere il pubblico a seguire le cronache in un freddo e asettico studio"; "noi - è sempre Arbore a dirlo - abbiamo voluto evitare di trasformare il nostro pomeriggio in un "contenitore" troppo colmo", con evidente riferimento alle sei ore di maratona proposte da Domenica in. Purtroppo negli archivi Rai niente di tutto questo risulta conservato e per la prima stagione e per quella 1976/77, la prima completa della trasmissione, si trovano solo pochi spezzoni in coda al Tg2 Oretredici non indicati nel catalogo e dunque recuperabili solo grazie all'abilità dei singoli ricercatori. Tra questi, l'inizio della puntata del 28 novembre 1976 utilizzato nello speciale di Rai Storia trasmesso domenica 28 marzo 2021 per celebrare i 45 anni dall'emissione della prima puntata e l'introduzione della puntata del 20 marzo 1977 dove la sigla, a colori a differenza dello studio ancora in bianco e nero, è la stessa di Domenica sprint edizione 1976/77. BIBLIOGRAFIA
Oggi in TV sette ore di sport, m.g., La Gazzetta Sportiva, 21 marzo 1976 Oggi il video monopolizzato dallo sport, M. Pel., Corriere della sera, 21 marzo 1976 La TV va negli stadi di "Tutto il calcio", Corriere della sera, Corriere della sera, 11 aprile 1976 Oggi la tivù darà il microfono ai tifosi italiani di Nuova York, Corriere della sera, 18 aprile 1976 Come le reti tv si dividono la domenica, C.G., Corriere della sera, 3 ottobre 1976

domenica 31 gennaio 2021

Il 29 novembre 1969 la prima diretta televisiva del campionato inglese in Svezia, Danimarca e Norvegia

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La Premier League è oggi il campionato di calcio più seguito in diretta nelle Tv di tutto il mondo, ma fino ai primi anni '80 di immagini del calcio inglese in Tv se ne vedevano poche, così come degli altri campionati esteri. L'unica eccezione era la finale di Coppa d'Inghilterra, trasmessa in Eurovisione. Nel 1968, il 18 maggio, la finale tra West Bromwich Albion ed Everton, finita 1-0 per il WBA dopo i supplementari, è stata anche la prima partita di calcio trasmessa a colori in Eurovisione. La diretta televisiva settimanale di una partita del campionato inglese divenne però consuetudine in Svezia, Danimarca e Norvegia a partire da sabato 29 novembre 1969 sulle reti pubbliche SVT, DR e NRK. Tutto cominciò quel pomeriggio con Wolverhampton-Sunderland, valido per la 22a giornata della First Division, la massima divisione inglese diventata dal 1992 Premier League, finito 1-0 per i padroni di casa grazie a un gol di Hugh Curran. Nella prima stagione vennero proposte in diretta 11 partite, fino al 28 marzo 1970 con Swindon-Watford di Second Division, finita anche questa 1-0 per la squadra di casa. La trasmissione in diretta televisiva del calcio inglese non riguardava infatti tutta la stagione, ma solo la fase in cui i campionati scandinavi erano fermi per la pausa invernale, quindi da fine novembre e fine marzo-inizio aprile, per non danneggiare la presenza del pubblico negli stadi. Fin dall'inizio queste dirette erano trasmesse a colori in Svezia e Danimarca, mentre in Norvegia dovettero attendere fino al 1971 per vedere il calcio inglese a colori. In Svezia e Danimarca infatti già dal 1967 le emittenti televisive trasmettevano sperimentalmente a colori e dall'1 aprile 1970 ebbero ufficialmente inizio i programmi a colori in Danimarca e Svezia, mentre in Norvegia la fase sperimentale inizio a fine 1970 per iniziare ufficialmente l'1 gennaio 1975, sempre in ampio anticipo nei confronti dell'Italia che con la Rai iniziò la regolare programmazione a colori solo dall'1 febbraio 1977. L'idea di trasmettere in diretta una partita di calcio inglese a settimana in Tv venne al giornalista sportivo svedese Lars-Gunnar Björklund, che lavorava a Goteborg per la radio e la Tv pubblica, durante un viaggio in Inghilterra nel 1967 per realizzare un programma sulla caccia alla volpe. Björklund, in seguito all'annullamento della battuta di caccia, per passare il tempo andò a seguire la partita Tottenham-Chelsea e in tribuna gli venne l'idea di proporre una partita di calcio inglese a settimana nel periodo in cui il calcio in Svezia era fermo. Propose l'idea anche ai colleghi di Danimarca e Norvegia che acquistarono insieme i diritti televisivi per 1500 dollari a partita coinvolgendo anche le società di scommesse dei tre paesi che inserivano settimanalmente nei propri concorsi pronostici partite di calcio inglese. In Svezia, nel 1986/87, provarono a proporre anche la Bundesliga in diretta, ma l'esperimento ebbe durata breve perchè gli appassionati preferivano il calcio inglese. Queste trasmissioni settimanali, proposte dai canali pubblici dei tre paesi scandinavi e intitolate "Tipsextra" in Svezia, "Tipskamp" in Danimarca e "Tippekampen" in Norvegia, durarono fino al 18 marzo 1995 in Svezia e fino all'8 aprile 1995 in Danimarca e Norvegia con la diretta di Nottingham Forest-West Ham 1-1.

BIBLIOGRAFIA
Commentatori televisivi in Svezia del calcio inglese nella stagione 1969/70

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tipsextra" sulla Tv svedese

I 40 anni dalla prima trasmissione di "Tippekampen" sulla Tv norvegese

L'elenco delle partite di calcio inglese trasmesse dalla Tv norvegese in "Tippekampen"

Il palinsesto del 29 novembre 1969 della Tv danese con la prima diretta, alle 14:50 a colori, di "Tipskamp: Engelsk fodbold"

Un particolare ringraziamento va a Davide Rota per la segnalazione del sito con i palinsesti storici della Tv danese.

giovedì 24 dicembre 2020

Il 4 dicembre 1980 la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz di Mike Bongiorno in Rai: sono passati 40 anni

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Giovedì 4 dicembre 1980 alle 20:40 sulla Rete Uno va in onda la prima puntata di "Flash", l'ultimo quiz condotto in Rai da Mike Bongiorno. Si parte con una settimana di ritardo rispetto al previsto, a causa del tragico terremoto che aveva colpito domenica 23 novembre l'Irpinia. Mike Bongiorno già da qualche anno si divideva tra la Rai e Telemilano 58, dove già conduceva la domenica dal 12 gennaio 1980 "I sogni nel cassetto" e poi, diventata Canale 5, dal 5 ottobre 1981 "Bis" alle 12.00. E' un gioco, "Flash", al quale Mike teneva molto e che avrebbe voluto lanciare da tempo, ma la decisione della Rai di affidargli nel 1979 una nuova edizione di "Lascia o raddoppia?" lo costrinse a rinviare la partenza di questo nuovo quiz, dove è possibile vincere fino a 20 milioni a puntata che potranno essere conquistati dal più bravo a risolvere tre tipi di quiz. Il primo è basato sull'attualità, con i concorrenti che dovranno rispondere a domande sui fatti della settimana riportati dai quotidiani. Il secondo fa riferimenti ai sondaggi di opinione. La Rai ha commissionato alla Doxa una serie di inchieste su "chi è e cosa pensa l'italiano medio" e i concorrenti dovranno avvicinarsi il più possibile, con le loro risposte, ai risultati di questi sondaggi composti ciascuno di sei argomenti (a ogni argomento corrisponde un punteggio e chi commette tre errori perde il turno). L'ultima gara, quella che deve laureare il campione, è a scelta: o ci si affida alla propria abilità, accettando di rispondere a una serie di domande culturali oppure, affidandosi alla fortuna, si devono scoprire delle caselle su un enorme tabellone e comporre nel più breve tempo possibile la parola "Flash" (in alternativa si può accettare di totalizzare un 21 con la somma dei numeri della fortuna). E' questo il momento più carico di emozione. Il concorrente che ha totalizzato infatti il maggior numero di punti, se nell'ultima prova supera tutti gli ostacoli, raddoppia la vincita di partenza mentre se non ce la fa torna in gara con gli altri concorrenti fino a quel momento sconfitti e tutti devono rispondere alle "domande del secolo". Chi vince è il campione. Una trasmissione che promette colpi di scena a non finire. Per la prima volta, inoltre, Mike Bongiorno non è accompagnato da una valletta. I concorrenti della prima puntata sono Mario De Maria, 23 anni, piemontese di Cavour, tifoso del Milan che si presenta sulla carriera di Gianni Rivera; Franco Iacoe di Grimaldi (Cosenza), che sa tutto sulla Juventus, Gabriella Giovannini Vattovani di Trieste, esperta di cinema musicale americano. A vincere è il primo, che si aggiudica quasi 10 milioni. "Flash" va in onda per due edizioni fino al 3 giugno 1982. In occasione delle finali, dal 13 maggio 1982, viene trasmesso anche al sabato giorno nel quale Mike è in onda anche su Canale 5 dalle 20.00 alle 20.30 con "Superbis", versione vip del gioco che Mike conduceva al mattino alle 12.00 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dal 5 ottobre 1981. Il programma ottenne una media di 18.200.000 spettatori nella prima stagione e 20.300.000 nella seconda. Dopo la conclusione di "Flash", Mike Bongiorno lasciò definitivamente la Rai per passare in esclusiva a Canale 5 dove, dal 23 dicembre 1982, avrebbe condotto "Superflash", versione aggiornata del suo ultimo quiz in Rai. "Flash" è stato il secondo quiz condotto in diretta da Mike Bongiorno in Rai, dopo la nuova edizione di "Lascia o raddoppia?", mentre erano registrati al mercoledì "Rischiatutto" e "Scommettiamo?". Purtroppo, negli archivi Rai di Milano non risultano conservate copie master della trasmissione, a differenza di "Rischiatutto" e "Scommettiamo?", ma solo copie da emesso negli archivi Rai del Salario di Roma. "Flash", lo ricordiamo, era prodotto negli studi della Fiera di Milano come gli altri quiz di Mike Bongiorno in Rai con l'eccezione della prima edizione di "Rischiatutto" in onda dal Teatro delle Vittorie di Roma. A proposito del doppio impegno di Mike Bongiorno con "Flash" in Rai e "I sogni nel cassetto" su Canale 5, ecco cosa scrisse sul numero del 4 dicembre 1980 Ugo Buzzolan, critico televisivo del quotidiano "La Stampa".

“E ora si fronteggiano due quiz di Bongiorno”, Ugo Buzzolan”, La Stampa, 4 dicembre 1980
Stasera con il quiz Flash ritorna Mike Bongiorno. Una volta, per un avvenimento del genere, si dava fiato alle trombe. Oggi non è più il caso. E non è più il caso non solo per le circostanze (è pensabile oggi il grido «Allegria! Allegria!» abituale nelle trasmissioni di Bongiorno?); ma anche per un altro motivo, che si tratta semplicemente della rentrée di un presentatore nella tv di Stato, di un presentatore che però non è mai scomparso dal video e che anzi è sempre stato, in questa assenza dalla Rai, una colonna delle tv private. Bongiorno è sempre rimasto lì, sul teleschermo, bastava premere di domenica il tasto di Canale 5 e compariva — e compare tuttora — nel quiz I sogni nel cassetto dove puntualmente ripete le sue esclamazioni preferite («Ahi, ahi, ahi, cosa mi ha fatto? Ma che bella sommetta ha perso»), interroga vecchi militari col pennacchio e scova il competente di scarafaggi africani o il cervellone che sa a memoria il campionato di calcio di serie B stagione 1947-1948 con formazioni, risultati, reti, nome e cognome e data di nascita dei marcatori. Questa contemporanea attività su due fronti opposti e nemici, questa presenza di due Mike Bongiorno uno al giovedì (Rai) e l'altro di domenica (Canale 5) è abbastanza singolare. E' un grosso successo di Bongiorno, un successo che premia la sua abilità, la sua astuzia, la sua solida professionalità, la sua ammirevole costanza di fare e di dire da venticinque anni (il debutto di «Lascia o raddoppia» è del 26 novembre 1955) sempre le stesse cose tradizionali avendo capito che queste cose piacciono, e piaceranno per chissà quanto tempo ancora, ad una vasta platea. E un successo di Mike ed è insieme una sconfitta della Rai. Perché sconfitta? Perché la Rai aveva lasciato andar via Bongiorno sicura di non averne più bisogno; e Bongiorno è passato alle private, e questa pareva che fosse, logicamente, dopo anni, la sede più adatta per i suoi quiz: una operazione che rientrava, fra l'altro, nella tendenza delle televisioni private ad imitare la Rai, ad appropriarsi dei suoi modelli più vecchi e collaudati. Ma adesso che cosa succede? E' la Rai che si adegua al modello delle private, che dimostra di temere la loro concorrenza sul piano della trasmissione «popolare», che recupera Mike Bongiorno, e che pur di riaverlo è disposta, come un'amante appassionata, a dividerlo non troppo dignitosamente con le avversarie. Comunque su Flash non esistono dubbi di sorta: le previsioni sono per alti indici di ascolto ed è un'indicazione, questa, che i vertici della Rai tengono sempre in enorme considerazione. Ho provato a leggere il regolamento, ad afferrare il meccanismo, ma non ci sono riuscito: è in ogni caso un quiz che si dovrebbe basare non tanto sul nozionismo quanto sulla cronaca, sulla lettura dei giornali, sull'attualità e ciò rappresenterebbe un passo in avanti, un qualcosa di meglio. In teoria non dovrebbero sfilare i «mostri» che sanno tutto sulla tauromachia e sulla numismatica, bensì essere quasi normali che ogni mattina hanno per le mani un quotidiano e seguono i telegiornali, e si interessano a quello che accade attorno a loro, sulla porta di casa e nel mondo. Però non dobbiamo pensare al quiz tanto nuovo o (per carità) «rivoluzionario». Flash sarà esattamente il figlio o il fratello o il nipote di «Lascia o raddoppia?», di «Scommettiamo», di «Rischiatutto». Già il particolare che sia stato annunciato e precisato che dall'attualità sarà esclusa la politica (come si faccia, non si capisce) dice chiaramente in quale ambito intenda navigare il programma. Tutto, al fondo, sarà come prima, come una volta. Ci saranno le prove di intuito e di prontezza, gli intermezzi comici, ci saranno i milioni guadagnati rapidamente; e soprattutto a garantire la continuità e la conservazione ci sarà lui. Mike Bongiorno, che dirà le sue battute fisse, che farà le sue gaffes vere o preparate, che manovrerà i concorrenti con affettuoso paternalismo, sempre trionfante, sempre uguale, una specie di monumento vivente del quiz in attesa che la Rai gli eriga un busto imperituro di bronzo nel palazzo di viale Mazzini.


BIBLIOGRAFIA
«Flash», pronti via,(con Mike senza valletta), Corriere d'Informazione, 4 dicembre 1980
E ora Mike ha fatto «Flash»!, Corriere d'Informazione, 5 dicembre 1980

mercoledì 2 dicembre 2020

L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni

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L'1 dicembre 1985 si gioca la 12a giornata di Serie A, che vede in programma anche Milan-Inter. Proprio questa partita offrirà l'occasione per lanciare il Telebeam. Come scrive "La Gazzetta dello Sport", è la grande novità di una nuova trasmissione sportiva del pomeriggio domenicale di RaiDue, “Studio-Stadio” condotta da Gianfranco De Laurentiis, anche se in realtà l'esordio avviene alle 18:40 in "Gol Flash" (nel 1985 si scrive così, staccato, mentre nei primi anni veniva indicata come "Golflash", tutto attaccato) la trasmissione della redazione sportiva del Tg2 che propone tutti i gol della giornata di Serie A condotta sempre da Gianfranco De Laurentiis. Il "Telebeam", come spiega sempre "La Gazzetta dello Sport", è un nuovo strumento elettronico dove viene applicato il computer alla moviola. Quest'ultima, a volte, per la posizione centrale della telecamera rispetto a tutto il terreno di gioco, fornisce un'immagine appiattita, (e quindi distorta) della reale posizione dei giocatori in campo, specie in occasione dei fuorigioco. Il computer, applicato alla moviola, permette di raddrizzare le immagini televisive, appiattite per la posizione centrale della telecamera, dando una visione non falsata della prospettiva, correggendo l’angolazione della telecamera (al centro del campo) rispetto alla zona (intorno al limite delle aree) nella quale solitamente si verificano le infrazioni di fuorigioco. In particolare, il nuovo strumento permette di mostrare come la posizione di Altobelli in occasione del pareggio nerazzurro durante Milan-Inter, finito 2-2, sia regolare, dando così ragione all’arbitro Agnolin. L'ex arbitro Concetto Lo Bello, nel frattempo diventato onorevole, applaude all’introduzione del Telebeam: «È un sistema attendibilissimo, perfetto direi, per verificare la giustezza delle decisioni arbitrali sul fuorigioco. E gli stessi direttori di gara hanno interesse a che il loro operato venga esaminato da tutti con la maggior possibilità di verità, nel male o nel bene. Nel primo caso perchè evidenziando un errore si ridona umanità ad un ruolo (quello dell'arbitro) che viene, a torto, presunto infallibile; dall'altro perchè confermando la giusta valutazione data in campo smorza sul nascere ogni polemica, agendo anche come deterrente per alcune possibili manifestazioni, che sono più le decisioni corrette che non quelle sbagliate in occasione dei fuorigioco. Questo “Telebeam” non farà altro che accrescere la credibilità della classe arbitrale italiana. E di conseguenza di tutto il calcio e lo sport. Inoltre, con questo nuovo tipo di controllo, gli arbitri avranno una motivazione psicologica in più per accresce la precisione dei loro interventi, per fare del proprio meglio in un settore che, per i sempre maggiori interessi economici, chiede di essere governato con assoluta precisione, per offrire quelle garanzie cui tutte le componenti del calcio italiano hanno diritto». Potremmo definire il Telebeam una sorta di antenato del Var, anche se naturalmente ancora lontano dalla perfezione tecnologica che ha permesso di utilizzare questo strumento per risolvere i casi più controversi. Già a poche settimane dall'esordio, domenica 9 febbraio 1986, il Telebeam sarà usato anche per analizzare il celebre caso del gol di Turone annullato in Juventus-Roma del 10 maggio 1981. Il computer giudicherà regolare quel gol suscitando le ire della società bianconera, che riteneva chiusa la questione e che per qualche mese impedirà ai propri tesserati di essere ospiti nelle trasmissioni Rai. Nel novembre 1987 sarà sempre il Telebeam a provare che il salto in lungo di Giovanni Evangelisti nei Mondiali di atletica di Roma era inferiore alla misura di 8 metri e 38 centimetri che aveva portato alla medaglia di bronzo. Anche in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 la Rai ne farà ampio uso nelle proprie trasmissioni. Insomma, un appuntamento fisso della domenica che andava ad aggiungersi alla tradizionale moviola della Domenica Sportiva che, lo ricordiamo, aveva esordito nella puntata del 28 febbraio 1965 in occasione dell'esordio di Enzo Tortora alla conduzione, e del moviolone del Processo del lunedì di Aldo Biscardi su RaiTre. Ogni rete Rai aveva dunque la sua specifica moviola.

BIBLIOGRAFIA
"Anche la novità Telebeam dice sì ad Altobelli", La Gazzetta dello Sport, 2 dicembre 1985
De Luca Massimo, Frisoli Pino, "Sport in Tv", Rai Eri, Roma 2010
"Tv e sport. Forza Roma da via Teulada", Gianni Romeo, La Stampa, 13 febbraio 1986

domenica 22 novembre 2020

Il 18 novembre 1990 la prima puntata di "Mai dire Gol": sono passati 30 anni

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Il 18 novembre 1990, alle 22.00 su Italia 1, dopo Pressing, va in onda la prima puntata di "Mai dire Gol". E' la trasmissione di seconda serata e dura circa mezz'ora. Non è nemmeno in diretta concorrenza con La Domenica Sportiva, che iniziava alle 22.45 condotta ancora da Gianni Minà, che sostituiva Sandro Ciotti alle prese con problemi di salute, mentre dalle 20.30 alle 22.30 su Telemontecarlo è in programma "Galagoal", condotto da Alba Parietti. Quel giorno si giocava la 9a giornata di Serie A e le partite cominciavano tutte nell'orario invernale delle 14.30. In programma anche Milan-Inter e Juventus-Roma, mentre la capolista Sampdoria era impegnata sul campo del Napoli. Il quotidiano "La Stampa" presenta la trasmissione venerdì 16 novembre 1990 in un breve articolo a pagina 30 nelle pagine sportive dal titolo "A Italia 1 la Paperissima del gol", mentre La Gazzetta dello Sport presenta "Mai dire Gol", a pagina 2 nella rubrica "La Gazzetta della Televisione" (preziosa fonte di informazioni sulla Tv sportiva di fine anni '80 inizio '90, una rubrica che oggi manca al panorama dell'informazione televisiva sportiva italiana) in un articolo non firmato con il titolo "Calcio, risate e follie con Mai dire gol a ritmo di Gialappa's": "Si sentiva la mancanza di un'altra trasmissione domenicale di calcio? Non ci pare proprio, eppure da stasera c'è un appuntamento nuovo: "Mai dire gol". Lo propone Italia 1 (ore 22), ma - si tranquillizino i telespettatori - non sarà l'ennesimo dibattito o l'ennesima sfilata dei gol. Solo piccolo segmenti demenziali che ruotano attorno ai fatti e alle trasmissioni calcistiche della giornata e della settimana. Padroni di casa (invisibili, perchè non compaiono mai in video) i tre pazzi ragazzi della Gialappa's band: Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci, voci ormai familiari per chi ama il commento radiofonico delirante sul circuito Sper delle partite di coppa e di quelle della nazionale. "Mai dire gol" dura mezz'ora. Molte le rubriche che su alterneranno: da un rimpasto particolarissimo di "Tutto il calcio minuto" e di "90° minuto" alle folli misurazioni di "Telebim-bum-bam"; da "Vai col liscio" (raccolta dei lisci di giornata più clamorosi) a "Questo lo segnavo anch'io" (classifica dei non marcatori). Non manca lo spazio di calcio internazionale in cui compaiono buffe situazioni colte magari in partite che non sono state trasmesse in Tv. Altro punto fermo del programma sarà "L'angolo della sintassi", raccolta di sproloqui e strafalcioni autentici. A proposito di autenticità: quel che vedremo e ascolteremo è in gran parte "storia vera", anche se non mancano ardite "cuciture" nel montaggio e improvvisazioni. Il vero stravolgimento riguarda la partita della settimana (stasera crediamo il derby): il servizio è costruito inventando un risultato diverso da quello in schedina e il filmato comprende sia immagini della giornata sia immagini di repertorio, anche in bianco e nero". Martedì 20 novembre 1990 "La Gazzetta dello Sport" riporta gli ascolti delle rubriche sportive domenicali. Non ci sono quelli di "Mai dire gol", ma rendono l'idea di come è cambiata la televisione in questi anni. "90° minuto" era la trasmissione più seguita, su RaiUno, con una media di 10 milioni 396 mila spettatori e il 53,91% di share, "Domenica gol", su RaiTre prima del Tg3 delle 19.00, da 373 mila spettatori con l'1,93% di share, Domenica sprint, su RaiDue, da 6 milioni 659 mila spettatori e il 24,87% di share, Pressing, su Italia Uno, da 1 milione 513 mila spettatori e il 5,17% di share, la prima parte della Domenica Sportiva, all'epoca ancora in onda su RaiUno, da 4 milioni 694 mila spettatori e il 21,94% di share. Guardando gli ascolti di 90° minuto e della Domenica Sportiva possiamo dunque capire come l'arrivo delle pay tv e degli anticipi e posticipi abbia enormemente cambiato gli ascolti televisivi e anche il rapporto tra calcio e Tv. Il successo è enorme al punto che la trasmissione nel 1992 si sdoppia: alla domenica sera va in onda "Pillole di Mai dire Gol" e nella seconda serata del lunedì ecco "Mai dire Gol del Lunedì". Il meglio della comicità televisiva del momento passa da questa trasmissione, da Teo Teocoli a Gene Gnocchi nella prima edizione passando per Antonio Albanese, il trio Aldo Giovanni e Giacomo, Francesco Paolantoni, Daniele Luttazzi, Maurizio Crozza, Paola Cortellesi, Luciana Littizzetto e tanti altri. Da ricordare anche le sigle di "Elio e le storie tese" e la conduzione nelle varie edizioni, tra gli altri, di Simona Ventura, Claudio Lippi, Sabrina Ferilli, Raul Cremona, Gioele Dix, Claudio Bisio, Ellen Hidding. Pian piano però il programma si allontana dai contenuti calcistici per diventare un vero e proprio varietà. Arriveranno anche tre Telegatti come migliore trasmissione sportiva, nel 1993, 1995 e 1996, e sette premi Regia televisiva, nel 1991 e 1993 come migliore trasmissione sportiva, nel 1996 come migliore trasmissione sportiva per il pubblico e nel 1994, 1995, 1997 e 1998 nella categoria Top Ten. Il 25 febbraio 2001 va in onda l'ultima puntata di una trasmissione che ha lasciato un segno e manca tanto al panorama televisivo italiano.

BIBLIOGRAFIA
A Italia 1 la "Paperissima" del gol, La Stampa, 16 novembre 1990
Calcio, risate e follie con "Mai dire gol" a ritmo di Gialappa's, La Gazzetta dello Sport, 18 novembre 1990
Ascolti di oggi e ascolti di "ieri" a confronto, La Gazzetta dello Sport, 20 novembre 1990
Satira sportiva: breve storia fino alla Gialappa's Band
http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/satira-sportiva-breve-storia-fino-alla.html

Vi consigliamo inoltre, a proposito dei 30 anni di "Mai dire Gol", i seguenti articoli

Il post di Twitter sui 30 anni di "Mai dire Gol" di Giuseppe Pastore, @gippu1
Trent’anni di Mai dire Gol, Marco Santin della Gialappa’s: “Eravamo pionieri. I giocatori ci chiamavano in redazione per fare delazioni”, Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it
Trent'anni di Mai dire Gol, Alessandro Ruta, ultimouomo.com

domenica 27 settembre 2020

90° minuto compie 50 anni. Il 27 settembre 1970 la prima trasmissione

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Il 27 settembre 1970, alle 18.00 sul Nazionale, andava in onda il primo numero di "Novantesimo minuto" (all'inizio si scriveva così) introdotto dalle note del brano "Pancho", ancora oggi sigla della trasmissione, firmato da Julius Steffaro e Jack Trombey, pseudonimi del compositore olandese Jan Stoeckart. La trasmissione nasce dopo il grande successo di pubblico del Mondiale messicano. La "Domenica sportiva" non basta più, va in onda la sera tardi e sono tanti gli italiani che non possono restare in piedi fino a quell'ora. Ideato da Paolo Valenti, Maurizio Barendson e Remo Pascucci, diventerà negli anni un appuntamento fisso della domenica pomeriggio. I primi due sono volti noti al grande pubblico: Valenti è stato protagonista nel 1967 di una memorabile radiocronaca del match Benvenuti-Griffith dal Madison Square Garden di New York, tenendo in piedi gli italiani, nonostante la Rai avesse deciso di non mandare l'incontro in diretta Tv per l'orario notturno; Barendson è il caporedattore dello sport al Telegiornale, nel quale compare spesso a commentare i fatti sportivi; Pascucci è il terzo uomo, il braccio che si muove dietro le quinte. Nei primi anni il programma dura non più di dieci-quindici minuti, il tempo di leggere i risultati, fornire la colonna vincente della schedina del Totocalcio e far vedere qualche immagine delle partite giocate a Roma o Milano, uniche sedi dove era possibile realizzare un servizio in breve tempo. Non c'è però nessun lancio della trasmissione da parte della Rai. Nell'edizione del Telegiornale delle 13.30 del 27 settembre 1970 Barendson, che conduceva la pagina sportiva del notiziario, non fa nessuna accenno alla partenza della nuova trasmissione. C'è solo un collegamento in diretta con Mario Guerrini dallo stadio Sant'Elia di Cagliari dove alle 15.00 è in programma la partita con la Sampdoria per la prima giornata di Serie A che, prescelta per la sintesi delle 19.10 sul Programma Nazionale. Infatti era tradizione proporre in occasione della prima giornata di campionato la partita della squadra campione d'Italia. "Novantesimo minuto" apre la programmazione pomeridiana della Rai. Alle 16.00, tra un monoscopio e l'altro, erano andate in onda le fasi conclusive della Parigi-Tours di ciclismo. Alle 18.10 ecco la Tv dei ragazzi con "Magilla Gorilla show" e "Pippi Calzelunghe" che da sole tre settimane, dal 6 settembre, aveva debuttato nella Tv italiana. Alle stessa ora di "Novantesimo minuto", sul Secondo, alle 18.00 è in programma la registrazione della Coppa Intercontinentale di basket della sera prima, vinta dall'Ignis Varese. La prima serata del Nazionale propone alle 21.00 la telecronaca diretta dell'arrivo al Quirinale del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon seguita da "Una serata con Domenico Modugno". Alle 22.40 ecco "La Domenica Sportiva" condotta per la prima volta da Alfredo Pigna, che la condurrà per 4 anni rinnovandone la popolarità. Anno dopo anno, "Novantesimo minuto" aumenta la durata grazie anche alla maggiore disponibilità di immagini, ma soprattutto sale l'interesse. Maurizio Barendson racconta così, in un’intervista rilasciata a "TV Sorrisi e canzoni" nel 1973, l’origine del programma: «“Novantesimo” nacque tre anni fa come una piccola cosa. Valenti ed io, che siamo i presentatori, partimmo da un’idea in un certo senso concorrenziale. Come uomini di televisione, non ci era sfuggita la sproporzione fin troppo evidente sul piano informativo fra radio e Tv rispetto al campionato di calcio e allo sport in genere. E non ci andava giù, a riprova che la concorrenza può essere un ingrediente necessario per una informazione rapida e completa. La radio doveva buona parte del suo orgoglioso rilancio proprio allo sport e specialmente a “Tutto il calcio minuto per minuto”, che è un perfetto esempio di trasmissione-staffetta, mentre la televisione, avendo costruito il suo successo sulla potenza delle immagini, si era un po’addormentata sugli allori da questo punto di vista. Bisognava rompere quindi gli schemi. Da principio fummo visti con diffidenza e incredulità. Forse ci temevano senza dirlo, forse erano davvero convinti che il tentativo sarebbe fallito. Non è stato così. La trasmissione, che era cominciata cautamente come una lettura di risultati, qualche telefoto e un paio di filmati, doveva in breve tempo rivelare le sue vere possibilità, che erano quelle di dare una documentazione, sia pure incompleta in alcuni casi, di tutte le partite di serie A». Particolarmente interessante la considerazione di Barendson su calcio e Tv, spesso accusata di allontanare il pubblico dagli stadi: «C’è anche chi ha pensato e pensa tuttora che innovazioni televisive come questa possano essere alla lunga di danno al calcio. Sarà un caso, ma da quando i programmi della Tv sul campionato e sul resto dell’attività calcistica sono cresciuti, il diagramma che segna l’affluenza del pubblico negli stadi è tornato a salire. La verità è che se una cosa piace (e il calcio, bene o male che sia giocato, piace agli italiani) la Tv non può che assecondare il successo, aumentando la base dei conoscitori, da cui nasce l’esercito dei tifosi». Oltretutto, le statistiche dicono che il pubblico di «90° minuto» è composto al 65 per cento da donne e tutto questo spinge i conduttori a usare un linguaggio comprensivo anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Barendson immagina anche il futuro della trasmissione, che sembra tanto vicino ai programmi di oggi: «L’ambizione è quella di crescere. Pensate a un “Novantesimo” distribuito tutto l’arco della domenica, come tanti piccoli intervalli sportivi (non solo calcistici) tra un programma e l’altro». Nel 1976, con la riforma della Rai, Barendson passa al Tg2 e Valenti resta l’unico conduttore. Inoltre, le sedi regionali vengono gradualmente messe in condizione di andare in diretta, pratica fino ad allora permessa solo alle sedi di Roma, Milano, Torino e Napoli. Fanno così il loro ingresso i corrispondenti esterni: giornalisti delle sedi regionali, ognuno addetto alla squadra della propria città o regione. Nasce quello che sarà chiamato il “teatrino di 90° minuto” e che renderà famosi i tanti inviati. Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano, Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Ferruccio Gard da Verona, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Maurizio Calligaris da Udine, Franco Strippoli da Bari, Emanuele Giacoia da Catanzaro hanno contribuito con tanti altri giornalisti a rendere leggendaria questa trasmissione. Purtroppo negli archivi Rai non risulta conservato niente delle prime sette stagioni di "90° minuto". Se qualcuno dovesse avere delle registrazioni di questi primi anni ci può contattare per consentire alla Rai di avere copie che avrebbero grande valore storico oltre a essere patrimonio di tutti. La prima puntata disponibile negli archivi Rai è quella dell'11 settembre 1977, in occasione della partenza del campionato di Serie A 1977/78, recentemente proposta sui canali Rai Sport. Curiosamente, nella puntata dell'11 settembre 1977, dopo pochi minuti si passa dal colore al bianco e nero, forse per un errore del tecnico che si occupava del controllo delle trasmissioni a colori. E' del 2 ottobre 1977, la prima sigla a colori, nel giorno dell'esordio della seconda edizione di "Domenica in", condotta da Corrado. La prima puntata a colori di "90° minuto" è invece del 6 marzo 1977, giorno nel quale divennero a colori anche "La Domenica Sportiva" e "Domenica sprint", l'unica di queste rubriche sportive in onda quel giorno a risultare conservata negli archivi Rai. La sigla con lo stadio che si riempie ha invece debuttato il 7 ottobre 1979 in occasione della prima puntata di "Domenica in" condotta da Pippo Baudo.

martedì 15 settembre 2020

Il processo del lunedì compie 40 anni. Il 15 settembre 1980 la prima puntata sulla Rete Tre della Rai con grandi ospiti

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Il 15 settembre 1980 alle 22.35 circa, sulla Rete Tre della Rai cominciava, introdotta dalle note della sigla di testa "Allora, avete capito o no!" di Edoardo Bennato, la prima puntata della trasmissione "Il processo del lunedì". Si era appena giocata la prima giornata del campionato di Serie A 1980/81. Argomento della puntata, la riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, tornati a essere tesserabili dalle società italiane dopo un blocco che durava dal 1964, ultima stagione nella quale ai club italiani era permesso tesserare giocatori provenienti da federazioni estere. Nel 1966 infatti, dopo la clamorosa sconfitta dell'Italia contro la Corea del Nord nei Mondiali d'Inghilterra, venne semplicemente prorogato il blocco che durò poi fino al 1980. Ma torniamo alla trasmissione, ideata da Aldo Biscardi, che però compare solo nella sigla di testa, identica a quella di coda. La conduzione è affidata a Enrico Ameri, da anni prima voce alla radio di "Tutto il calcio minuto per minuto" e della Nazionale, affiancato da Novella Calligaris, ex grande campionessa di nuoto. Gli ospiti sono di grandissimo livello. In studio, con il giornalista Gianni Melidoni, c'è Nils Liedholm, allenatore della Roma; a Milano, con Carlo Sassi, sono collegati Sandro Mazzola e Annibale Frossi, giornalista, ex calciatore e tra i protagonisti della vittoria della nazionale italiana alle Olimpiadi di Berlino del 1936; a Torino, con Andrea Boscione, ci sono Giovanni Trapattoni, allenatore della Juventus, e Gianpaolo Ormezzano, inviato speciale della Stampa, che pochi anni dopo lasciò in diretta la trasmissione contestandone la formula troppo urlata; a Napoli, con Italo Kuhne, Ruud Krol, il fuoriclasse olandese appena arrivato a Napoli per firmare l'accordo con la società partenopea. Molto interessanti anche i due servizi di Eugenio Fabiani e di Carlo Nesti sui giocatori stranieri. Carlo Nesti, lo ricordiamo, è stato negli anni lo storico autore delle schede del "Processo del lunedì" fino al 1993 quando Aldo Biscardi è rimasto in Rai. Dunque, una trasmissione, quel primo "Processo del lunedì", completamente diversa da quella che è diventata negli anni e che ha generato tante imitazione in quello che è stato definito "biscardismo". Basti per tutti, la qualità degli ospiti della prima puntata, oggi probabilmente impensabile per qualunque trasmissione sportiva.

lunedì 27 luglio 2020

Brasile-Uruguay, semifinale Mondiali del 17 giugno 1970, a colori con la telecronaca di Nicolò Carosio sui canali Rai Sport

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Appuntamento da non perdere sui canali Rai Sport martedì 28 luglio 2020 per tutti gli appassionati di storia del calcio e della televisione sportiva. Dalle 18.15 è infatti in programma, per la prima volta a colori, la telecronaca integrale di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, l'altra semifinale dei Mondiali di Messico '70. Brasile-Uruguay si giocava allo stadio Jalisco di Guadalajara alle 24:00 italiane della notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno 1970, mentre allo stadio Azteca di Città del Messico erano in campo Italia e Germania Ovest per la partita finita 4-3 e passata alla storia del calcio. A differenza di quanto accade oggi, dove per ragioni televisive è garantita la non contemporaneità di tutte le partite dei Mondiali di calcio, con l'eccezione di quelle decisive per il passaggio al secondo turno della fase finale, in quegli anni anche le semifinali si giocavano alla stessa ora. Così anche le Tv erano obbligate a scegliere quale partita proporre in diretta e ovviamente la Rai scelse quella degli Azzurri. Era dunque Nando Martellini, telecronista di Italia-Germania Ovest, ad aggiornare i telespettatori sul risultato della semifinale di Guadalajara, mentre alla radio c'era la consueta formula di "Tutto il calcio minuto per minuto" con interventi per aggiornare sul risultato direttamente dal campo di Brasile-Uruguay mentre si svolgeva Italia-Germania Ovest. A Guadalajara, come accennato in apertura, per la telecronaca di Brasile-Uruguay c'era Nicolò Carosio, che un po' a sorpresa non era stato designato per la partita dell'Italia, come si pensava per l'alternanza con Nando Martellini nelle telecronache della Nazionale italiana. Sembra che Carosio non avesse preso troppo bene questa decisione dalla quale sarebbe poi nato l'incredibile equivoco della parola "negro" o "negraccio", ovviamente mai pronunciata dal telecronista, contro il guardalinee etiope Seyoum Tarekegn in Italia-Israele che, come scritto erroneamente per tanti anni, avrebbe portato all'immediato allontanamento di Carosio dalla Rai e di conseguenza al rientro in Italia nel pieno della competizione. Come abbiamo visto non andò così e anzi la telecronaca di Nicolò Carosio di Brasile-Uruguay, che all'inizio saluta anche il pubblico del Canton Ticino che poteva seguire a colori la partita sulla Tv della Svizzera italiana, era stata, come di consueto, molto professionale. Gli italiani poterono vederla in differita solo alle 22:00 di giovedì 18 giugno sul Programma Nazionale, comunemente noto come Primo, ovviamente in bianco e nero visto che alla Rai era vietato trasmettere a colori, in parziale concorrenza con "Rischiatutto", in onda sul Secondo dalle 21:15 e proprio nel periodo in cui Giuliana Longari, alla sua settima partecipazione da campionessa, stava portando grande popolarità al quiz di Mike Bongiorno. In anticipo sul pubblico della Rai arrivò la Tv della Svizzera italiana, che propose in differita dalle 13:00 una sintesi a colori delle due semifinali. Nella notte la Tsi aveva trasmesso in diretta a colori Italia-Germania Ovest con la telecronaca di Giuseppe Albertini, che fino ai quarti di finale era stato in servizio anche per la Rai.

Italia-Israele, Messico 1970: la vera storia della telecronaca di Nicolò Carosio, che mai insultò il guardalinee etiope.

Ci sono però anche altri appuntamenti da non perdere nel palinsesto storico sportivo di Rai Sport di martedì 28 luglio 2020. Alle 20:00, dopo Brasile-Uruguay, è in programma la puntata 579 di "Perle di sport" con lo storico spareggio di qualificazione per i Mondiali di Spagna '82 tra Nuova Zelanda e Cina del 10 gennaio 1982 seguito Memory Doc sul sorteggio dei Mondiali di Spagna '82 con la telecronaca di Bruno Pizzul e Beppe Berti da Madrid, mentre a Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, sono ospiti in studio Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, con Marco Tardelli collegato dagli studi Rai di Torino. A seguire, lo Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 e la puntata 314 di "Perle di sport" con La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982. Nel pomeriggio poi, dalle 16:32, potrete seguire la puntata 499 di "Perle di sport" su Udinese-Inter del 14 settembre 1980 seguita da Inter-Roma e da Memory Doc su 90° minuto del 26 ottobre 1980. Sotto potete leggere la programmazione completa di Rai Sport per martedì 28 luglio 2020.

MARTEDI' 28 LUGLIO 2020
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (7.01-9.03)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (9.05-9.32)
Dedicato a... 60 anni di Sport in Tv (9.33-11.50)
Pordenone-Salernitana anticipo 37a giornata Serie B, replica (11.51-13.57)
Perle di sport, puntata 15
Tg2 Speciale coppe europee del 17 marzo 1977 (14.00-14.27)
Perle di sport, puntata 166
Gran Premio di Monaco 1979. La Ferrari 312 T4 (14.30-15.28)
Perle di sport, puntata
Mondiali 1978, tutti i gol (15.31-15.59)
90° minuto Serie B, rubrica, replica (16.01-16.31)
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (16.32-17.01)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (17.02-17.46)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (17.47-18.13)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (18.17-19.58)
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (20.01-20.23)
Memory Doc, Sorteggio Mondiali Spagna '82 del 16 gennaio 1982. Telecronisti Bruno Pizzul e Beppe Berti. Dagli studi di Roma, con Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino, ospiti Paulo Roberto Falcao e Roberto Pruzzo, da Torino Marco Tardelli (20.25-21.10)
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (21.13-23.06)
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (23.07-23.36)
Tiro con l'arco: Torneo della ripartenza (23.38-24.08)

MERCOLEDI' 29 LUGLIO 2020
Perle di sport, puntata 499
Udinese-Inter del 14 settembre 1980 (24.08-24.37)
Inter-Roma del 26 ottobre 1980 (24.38-1.26)
Memory Doc, 90° minuto del 26 ottobre 1980 (1.26-1.52)
Brasile-Uruguay del 17 giugno 1970, semifinale Mondiali Messico '70, a colori, telecronista Nicolò Carosio (1.52-3.32) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Perle di sport, puntata 579
Nuova Zelanda-Cina, spareggio qualificazione Mondiali del 10 gennaio 1982 (3.32-3.54) SOLO SU RAI SPORT + HD CANALE 57
Speciale Mixer Mondiali del 12 luglio 1982 (3.55-5.47) DALLE 5.23 ANCHE SU RAI SPORT CANALE 58
Perle di sport, puntata 314
Mundial Spagna '82, La Domenica Sportiva dell'11 luglio 1982 (5.47-6.16)

sabato 18 luglio 2020

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari esce di scena da Rischiatutto ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana: sono passati 50 anni

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IL 16 LUGLIO 1970 ESCE DI SCENA DA RISCHIATUTTO GIULIANA LONGARI, LA PRIMA GRANDE CAMPIONESSA DEL CELEBRE QUIZ DI MIKE BONGIORNO

Il 16 luglio 1970 Giuliana Longari cede dopo dieci settimane in titolo di campionessa di Rischiatutto a Giuliana Boirivant ed entra nella storia del quiz e della televisione italiana. La signora Longari entra in scena nella puntata del 7 maggio 1970 e quel giorno, dopo tre mesi di tentativi, Rischiatutto trova finalmente il «personaggio» che gli autori della trasmissione stavano cercando. Nata a Popoli, nel pescarese, romana d’adozione, Maria Giuliana Toro svolge il curioso mestiere di «trovarobe» per il cinema. Elegante, di bella presenza, è sposata a un giocatore di rugby e si presenta al pubblico con il cognome del marito, come Giuliana Longari. L’argomento di sua elezione è la storia romana, e sconfigge il campione uscente Ascanio Di Gregorio e Loredana Gea, studentessa torinese di diciannove anni esperta di zoologia. Non vince molto, poco più di mezzo milione, ma piace subito a pubblico e critica per la sua simpatia e per l’allegro distacco con cui gioca. In studio, in quello che oggi sembra un ideale passaggio di consegne, è presente Maria Luisa Garoppo, la prosperosa bellezza di Casale Monferrato che nel 1956 era stata campionessa di «Lascia… o raddoppia?». Gli argomenti del tabellone sono: Targhe internazionali, Favole, Spagna, Sport, Omero e Musica leggera. Comincia così la gara della signora Longari che di settimana in settimana diventa sempre più popolare contribuendo anche al successo di Rischiatutto. A giugno siamo nel pieno dei Mondiali di calcio del Messico, ma gli italiani seguono con interesse anche il quiz di Mike Bongiorno che ormai raduna davanti al video 18 milioni di telespettatori con un indice di gradimento pari a 80. E' il 18 giugno 1970, a neanche 24 ore di distanza dalla storica Italia-Germania Ovest 4-3 che ha tenuto in piedi gli italiani, che un Mike Bongiorno visibilmente raggiante a fine trasmissione si lascia andare esclamando «formidabile! incredibile!» a proposito dei risultati della campionessa di Popoli. La marcia inarrestabile di Giuliana Longari prosegue nelle puntate successive. Dolce e affabile, la campionessa vince con prestazioni in crescendo che sembrano studiate da un accorto regista. Parte svagata, gettando Mike nella costernazione, poi è attenta nel puntare sui «rischi» e chiude inappuntabile in cabina. Mike la chiama «fenomeno» ripetendo più volte la definizione. Nella puntata del 25 giugno 1970 ottiene l'ottava vittoria e supera quota 10 milioni. Sembra invincibile al punto che, in occasione della 10ma vittoria consecutiva, nella trasmissione del 9 luglio 1970, la stampa la paragona al ciclista belga Eddy Merckx, che per la sua fame di vittorie è chiamato «il cannibale».
Una settimana più tardi si presenta come sfidante un’altra Giuliana, la professoressa Boirivant, giovane insegnante di lettere: Longari è costretta sin dall’inizio a inseguirla e a giocare anche qualche «Rischio». Lo fa quando sceglie sul tabellone «Cantanti in prosa» da 40.000 lire. La campionessa decide di rischiare 140.000 lire. Viene proposto un divertente sketch con Adriano Celentano e Ornella Vanoni: Mike chiede da quale spettacolo televisivo è tratto il filmato e Longari risponde: «Io ci provo». Mike: «Eh, io ci provo... a dare la risposta...», Longari: «Io ci provo!», Mike: «Ah, il titolo, scusi avevo frainteso, pensavo che lei ci volesse provare, comunque la risposta era Partitissima». Il pubblico ride, la gara prosegue e Longari riduce il suo svantaggio dalla Boirivant che si trova a 450.000 lire. La campionessa sceglie «Sport» da 30.000 ed ecco un altro Rischio. L’occasione è buona per passare in testa e la Longari punta 220.000 lire. È questo il momento in cui sul tabellone compaiono tre categorie di pesi del pugilato: gallo, leggeri e welter. Domanda di Mike: «Chi sono gli attuali detentori dei titoli mondiali di pugilato di queste categorie?». Longari non risponde e Mike pronuncia quello «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» che diverrà famoso seppure storpiato dalla vulgata. Si chiude con Boirivant in testa a 460.000 lire e Longari a 220.000 lire: quest’ultima riesce comunque a raddoppiare e cade in piedi uscendo di scena con classe, superata solo da una concorrente che ha risposto a qualche domanda in più. Nei due mesi e mezzo in cui è campionessa, Giuliana Longari conosce la notorietà suscitando ammirazione per lo stile e la prontezza nel rispondere alle domande. È però anche stanca al punto che da un po’ di tempo ha in animo di ritirarsi non riuscendo più a sopportare gli sforzi richiesti per essere sempre preparata. Rimane in carica per dieci puntate, nel pieno dei Mondiali di calcio in Messico, portando a casa un totale di 13 milioni di lire netti, la più alta vincita fino ad allora nella storia della televisione italiana, e proprio grazie a lei il Rischiatutto si impone definitivamente nelle preferenze del pubblico televisivo. In chiusura di puntata Mike tributa un bellissimo omaggio alla signora Longari attribuendole il merito del crescente successo della trasmissione e baciandola in fronte. Finita l’avventura del Rischiatutto, Giuliana Longari diventa conduttrice di un garbato programma dal taglio giornalistico il cui titolo è ispirato proprio al Rischiatutto, «Il... rischianiente», nel 1971. Poco dopo, nel 1971-72, prende parte con lo stesso Mike a «Voci nuove», una manifestazione che gira l’Italia alla ricerca di talenti. La cercano in tanti, sembra che anche Federico Fellini la voglia per la parte di Gradisca in Amarcord, ma non se ne fa nulla. Torna in televisione nel maggio 1972, quando un’incomprensione su una domanda a proposito della riforma costituzionale di Diocleziano le preclude l’accesso alla super-finale. In seguito lavora fino alla pensione alle Teche Rai dove, dopo la separazione dal marito, torna a utilizzare il cognome di nascita diventando anche a vantaggio di una riguadagnata riservatezza, Maria Giuliana Toro.
Giuliana Longari è entrata nella leggenda anche per quella frase “Ahi ahi ahi signora Longari, mi è caduta sull'uccello!” che, come ampiamente dimostrato, non è stata mai pronunciata da Mike Bongiorno. Proprio nella puntata del 16 luglio 1970 Mike, come abbiamo visto, esclama invece «Ahiahiahiahiahiahi, mi scusi se lo dico» in occasione di un errore della Longari nella risposta a una delle domande in tabellone.
Di seguito ecco il video della frase pronunciata da Mike verso la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Mike Bongiorno presenta la signora Longari nella puntata del 16 luglio 1970


Discorso della signora Longari dopo essere stata eliminata, con bacio finale di Mike Bongiorno


Clicca per leggere tutta la verita sulla gaffe, mai detta, di Mike Bongiorno al Rischiatutto

La puntata di "Rischiatutto" del 16 luglio 1970 su RaiPlay

Prima di concludere è doveroso ringraziare Giuseppe Pastore per l'ottimo articolo pubblicato sul sito Tg24.sky.it, che trovate di seguito, che ci ha ricordato questo anniversario e ci ha dato l'idea per scrivere questo articolo. Vi segnaliamo anche il post sulla sua pagina Twitter con una serie di interessanti curiosità su Rischiatutto.

"50 anni fa Rischiatutto, la gaffe “dell'uccello” che Mike non fece mai", di Giuseppe Pastore

Il post di Twitter su Rischiatutto di Giuseppe Pastore, @gippu1

BIBLIOGRAFIA
Eddy Anselmi, Pino Frisoli, "Rischiatutto. Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione", Rai Eri, Fondazione Mike Bongiorno, 2016

mercoledì 17 giugno 2020

Napoli-Juventus, finale Coppa Italia, su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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Napoli-Juventus, finale di Coppa Italia in programma mercoledì 17 giugno 2020allo stadio Olimpico di Roma, sarà trasmessa in diretta da RaiUno. La partita avrà inizio alle 21:00 e sarà preceduta su Rai Sport + HD, dalle 19:30, da un ampio prepartita, con interviste e analisi delle due finaliste. Dalle 20:35, subito dopo il Tg1, la linea passerà a RaiUno per la diretta della partita e per l’immediato post, che proseguirà, quindi, ancora su Rai Sport + HD dalle 23:15 in avanti. Su Raiplay, invece, sia sul web sia attraverso l’app, sarà possibile seguire l’intera diretta, dalle 19:30 in poi, mentre sul canale 210 della piattaforma Tivùsat (Rai 4K), il match sarà visibile in 4K.
La telecronaca sarà di Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro, con interventi a bordocampo e interviste di Alessandro Antinelli e Aurelio Capaldi. In studio, a Saxa Rubra, con Paola Ferrari, i campioni del mondo Paolo Rossi e Luca Toni, insieme a Gianni Cerqueti e Tiziano Pieri, al Var, mentre Dario Di Gennaro analizzerà la partita dal punto di vista tattico alla lavagna virtuale. Nella postazione esterna allo stadio Olimpico, infine, Enrico Varriale e il Ct della Nazionale femminile, Milena Bertolini.




venerdì 12 giugno 2020

Coppa Italia: programma televisivo delle semifinali di ritorno su RaiUno in diretta

"SPORT IN TV", IL LIBRO DI PINO FRISOLI E MASSIMO DE LUCA.

"RISCHIATUTTO. STORIA, LEGGENDE E PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE".
IL LIBRO DI EDDY ANSELMI E PINO FRISOLI, INTRODUZIONE DI DANIELA BONGIORNO.
TUTTI I NOMI DEI CONCORRENTI, DELLE MATERIE DEL TABELLONE, I PROFILI DEI CAMPIONI E TANTO ALTRO
DA NON PERDERE PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI STORIA DELLA TELEVISIONE E DI MIKE BONGIORNO
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PER EVENTUALI ULTERIORI INFORMAZIONI SU "SPORT IN TV" SCRIVI A
pinofrisoli@yahoo.it
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Questo il calendario televisivo delle semifinali di ritorno di Coppa Italia che saranno trasmesse in diretta su RaiUno venerdì 12 e sabato 13 giugno. La finale è in programma mercoledì 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma sempre in diretta su RaiUno dalle 21:00.

VENERDI' 12 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Juventus-Milan (andata 1-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Stefano Bizzotto - Commento tecnico: Antonio Di Gennaro
Bordocampo e interviste: Aurelio Capaldi (panchina Juventus) e Andrea Riscassi (panchina Milan)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Simona Rolandi, Enrico Varriale, Gianfranco Teotino, Paolo Rossi, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro.
Dallo studio allo Juventus Stadium - Torino: Luca De Capitani, Domenico Marocchino

SABATO 13 GIUGNO 2020
Ore 21:00 Napoli-Inter (andata 0-1) - Diretta RaiUno
Telecronaca: Alberto Rimedio - Commento tecnico: Manuel Pasqual
Bordocampo e interviste: Alessandro Antinelli (panchina Napoli) e Thomas Villa (panchina Inter)
Prepartita dalle 19:30 alle 20:15 e post partita dalle 23:30 alle 24:00 su Rai Sport + HD. Collegamento su RaiUno dalle 20:30
Dallo studio SR5 di Saxa Rubra - Roma: Jacopo Volpi, Bruno Gentili, Marco Tardelli, Eraldo Pecci, Tiziano Pieri, Dario Di Gennaro
Dallo studio al San Paolo - Napoli: Amedeo Goria, Andrea Agostinelli, Prof. Roberto Parrella


martedì 24 marzo 2020

Quando Mina, nel 1970, venne a fare la valletta alla Tv della Svizzera italiana

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Il 25 marzo 2020 Mina ha compiuto 80 anni. In questi giorni si è detto e scritto di tutto su una delle più grandi artiste della storia della musica italiana, noi vogliamo farlo ricordando un episodio poco conosciuto che riguarda la storia della televisione. Mina partecipò infatti nel ruolo di valletta al telequiz "Il calderone", gioco a premi in onda sulla televisione della Svizzera italiana ogni lunedì alle 20.40 dal 5 ottobre 1970 al 22 febbraio 1971. La trasmissione, come si può notare dai palinsesti televisivi dell'epoca, durava circa 35 minuti e oggi sarebbe dunque considerato un programma da "access prime time". "Il calderone" è stato anche la prima trasmissione di giochi e varietà prodotta a colori dalla televisione della Svizzera italiana e dunque anche per questo ha un ruolo molto importante nella storia televisiva dell'emittente pubblica ticinese. Purtroppo però, almeno per quanto ne sappiamo, niente è stato conservato della trasmissione, è rimasta solo qualche foto a testimoniare questo curioso ruolo di Mina. In quel periodo infatti, sembra che per poter risparmiare sull'acquisto della pellicola lo stesso nastro venisse utilizzato per registrare più trasmissioni. Si dice che all'epoca proprio Mina, già residente a Lugano, potrebbe avere registrato almeno alcune puntate della trasmissione, ma di questo non abbiamo nessuna conferma e dunque non sappiamo se potrebbe davvero essere stato così.
L'1 ottobre 1970 era stato consegnato alla Tsi il Centro mobile per le riprese a colori dallo studio di Lugano e così, lunedì 5 ottobre, poteva partire la prima trasmissione a colori, presentata da Paolo Limiti, all'epoca autore tra l'altro di "Rischiatutto", il popolare quiz di Mike Bongiorno, uno dei più grandi successi nella storia della televisione italiana. Sui palinsesti televisivi viene indicato come "Il calderone. Battaglia musicale a premi presentata da Paoli Limiti". "Radiotivù", organo ufficiale della radio e della televisione della Svizzera italiana, presenta così la prima puntata del 5 ottobre 1970:
"Lunedì sera alle 20.40 Paolo Limiti, il noto autore di quiz debutterà come presentatore nell'atteso primo numero della trasmissione di indovinelli musicali "Il Calderone". L'autore della più importante trasmissione ricreativa della RAI "Il Rischiatutto" che ogni giovedì ha riunito davanti ai televisori del secondo canale italiano più di 17 milioni di spettatori passa dalla scrivania dell'autore al video. "Mi tremano le gambe" - ci ha detto durante le prime prove - "Finora ho sempre controllato i presentatori delle trasmissioni che ho ideato sia per la televisione che per la radio "anche "Ferma la musica è sua" ed ora sta per scoccare la mia ora X. Pippo Baudo e Mike Bongiorno saranno quindi fra gli spettatori pronti alla amichevole vendetta. Non lo nego, ho paura. Se l'avessi saputo non avrei posto la mia candidatura... Spero nella clemenza del pubblico e nell'aiuto della valletta".
Paolo Limiti dovrebbe infatti essere affiancato da una assistente d'eccezione, pronta a dare un colpo di mano all'amico che ha lanciato su Roma il suo spiritoso SOS. Un gesto che simpaticamente ricorda il titolo di una sua canzone "Bugiardo e incosciente". Con 500 franchi ognuno, affonteranno le insidie del calderone, realizzato a colori, i due primi concorrenti: Enrica Gobbi di Giubiasco e Viviana Krozcinsky di Cassarate.
Collaborano alla trasmissione Mario Robbiani e il suo complesso. Ospite d'onore sarà Sergio Endrigo".

L'articolo di "Radiotivù" non dice il nome dell'assistente d'eccezione, che è proprio Mina. E' il Corriere della sera di martedì 13 ottobre 1970, dopo la seconda puntata, a dare la notizia in un breve articolo dal titolo "Mina valletta televisiva" con una foto di Paolo Limiti e Mina in studio. Va ricordato che la televisione della Svizzera italiana era visibile a Milano e in gran parte della Lombardia e dunque molti lettori avevano la possibilità di seguire la trasmissione. Scrive il quotidiano milanese:
"Mina si diverte a fare la valletta in un telequiz. Avviene nel "Calderone" un gioco a premi trasmesso il lunedì dalla televisione della Svizzera italiana e presentato da Paolo Limiti, lo stesso che organizza "Il rischiatutto" di Mike Bongiorno. Nel "Calderone" Mina, che si presenta come la signora Crocco, porta le buste delle domande, segna i punti, svolge lo stesso compito di Sabina Ciuffini nella trasmissione presentata da Mike Bongiorno. "Perchè fa la valletta?" le ha chiesto davanti alle telecamere Limiti. "Perchè ho l'occasione di conoscere tanti cantanti", ha risposto Mina.
Joyce Pataccini, produttrice del programma, nel 2010, per i 70 anni di Mina, rilasciò un'intervista al sito tio.ch dove raccontò come si era riusciti a convincere Mina a partecipare alla trasmissione come valletta.
"Mina è sempre stata una donna dotata di grande ironia, e soprattutto con un forte senso dell'amicizia. Fu proprio per amicizia che decise di venire a fare la valletta in RSI. Quell'anno decisi di chiamare Paolo Limiti per presentare un gioco a quiz. Limiti era un paroliere molto noto, e in quegli anni aveva scritto per Mina delle canzoni bellissime. Fu per amicizia nei suoi confronti che Mina decise di venire a fare la valletta. E per lo più muta. Non prese nemmeno una lira. Forse solo un cesto di fiori. Questo dimostra la sua grandezza umana".
Come avvenne la lavorazione?
"Era autunno. Mina registrò alcune puntate. Avevamo affittato dal Municipio di Lugano gli spazi di Villa Florida, che oggi non esiste più e al suo posto c'è un giardino. Lì si trovava il carro colore, dato che la trasmissione era a colori. Mina portava le buste a Paolo Limiti. Diceva pochissime battute. Ricordo anche che registrò alcune canzoni".

L'intervista completa la trovate al link seguente
https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi.

Sotto potete vedere la foto pubblicata sul Corriere della sera del 13 ottobre 1970 di Paolo Limiti e Mina.



BIBLIOGRAFIA
Radiotivù, programmi dal 4 al 10 ottobre 1970, palinsesto del 5 ottobre 1970, pagina 17
"Mina valletta televisiva", Corriere della sera, 13 ottobre 1970, pagina 13
Sal Feo, "L'intervista: Quella volta che venne gratis a fare la valletta in TSI", https://www.tio.ch/people/people/541640/l-intervista-quella-volta-che-venne-a-fare-gratis-la-valletta-in-tsi