sabato 25 marzo 2023

Il 21 marzo 1976 la puntata numero 1 di "Sport 7", da Newsletter Rai del 24 marzo 2023

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 24 marzo 2023 un nostro articolo sulla prima puntata di "Sport 7", trasmessa intorno alle 20.00 del 21 marzo 1976 sulla Rete 2 e che dal 3 ottobre 1976 sarebbe diventata "Domenica sprint". La puntata, che non risultava conservata, l'abbiamo ritrovata in una registrazione in pellicola dei telegiornali del 21 marzo 1976 indicati solo come Tg2 Studio Aperto e Tg2 Stanotte. Questi i link della Newsletter Rai del 24 marzo 2023

Newsletter Rai del 24 marzo 2023
C'era una volta "Sport 7"

Il 21 marzo del 1976 intorno alle 20 sulla Rete 2 andava in onda la prima puntata di “Sport 7”, la trasmissione di informazione sportiva della domenica della seconda rete Rai che dal 3 ottobre 1976 sarebbe diventata “Domenica sprint”. Siamo riusciti a ritrovarla negli archivi Rai, dove non era stata indicata, in uno dei rulli delle pellicole dei telegiornali del 21 marzo 1976 dove sono stati indicati solo Tg2 Studio Aperto e Tg2 Stanotte e, per la Rete 1, Tg1 13.30, Tg1 20.00 e Tg1 notte. Purtroppo solo 4 puntate risultano conservate di “Sport 7”, quelle del 28 marzo e 30 maggio 1976, regolarmente indicate sul catalogo Rai, e quella del 4 aprile 1976, anche questa ritrovata solo dopo i riversamenti delle pellicole dei vidigrafi dei telegiornali che indicavano solo “Tg Stanotte” e “20.30” per i telegiornali della Rete 2.

Ecco cosa è stato trasmesso in questa prima storica puntata.
La sigla di testa di “Sport 7”, dove possiamo leggere “risultati, avvenimenti e personaggi, conduce Guido Oddo”, è preceduta da quella del Tg2 Studio Aperto di cui sembra essere una seconda parte a tema sportivo e non una trasmissione autonoma. E’ la prima domenica di sport dopo la riforma della Rai partita lunedì 15 marzo 1976 con la divisione delle testate giornalistiche in Tg1 e Tg2 e dunque con una concorrenza tra Rete 1 e Rete 2 e per anche per questo in apertura Guido Oddo spiega come sarà la trasmissione, presentata come notiziario domenicale del Tg2 dedicato all’attualità sportiva, dal Tv5 di Milano con una redazione formata da quelle sportive del Tg2 di Roma e di Milano, con caporedattore Maurizio Barendson e con la collaborazione anche dei colleghi delle altre redazioni. Come possiamo leggere dai titoli di coda, la redazione è formata da Nino De Luca, Aurelio Addonizio, Gianfranco De Laurentiis, Lino Ceccarelli, Giovanni Garassino, Remo Pascucci, Bruno Pizzul, Mario Poltronieri, Ennio Vitanza.

“Sport 7 si articola come la vecchia Domenica Sportiva estiva - prosegue Guido Oddo - cioè su un’ampia panoramica degli avvenimenti della giornata e con la presenza degli specialisti, per esempio Barendson e Pizzul vi parleranno di calcio, Mario Poltronieri e Lino Ceccarelli di motorismo, Aldo Giordani di pallacanestro, Giorgio Martino di nuoto e di ciclismo, Alberto Giubilo di ippica, io vi parlerò di sci e di tennis. Avremo anche degli ospiti, cercheremo di fare delle interviste ai protagonisti della giornata e soprattutto cercheremo di adeguarci, cominciando da domenica prossima, sempre meglio e sempre più, alle vostre esigenze di ascoltatori e di sportivi”.

Inizio con la pallacanestro con un collegamento diretto con Aldo Giordani da Bologna per Sinudyne Bologna-Mobilquattro Milano di campionato, quindi linea allo studio per il calcio con risultati e classifica di Serie A e Serie B. Il primo servizio della giornata è per Milan-Napoli (1-1), di Ennio Vitanza, servizio interrotto per passare alle ultime battute di Sinudyne-Mobilquattro e in conclusione servizio su Lazio-Ascoli (3-1) di Giorgio Martino. Al rientro in studio Guido Oddo si scusa per l’interruzione del servizio di Milan-Napoli che viene fatto ripartire dal punto in cui si era interrotto e in conclusione Bruno Pizzul che presenta una rassegna degli altri gol di giornata che partono con la sorprendente vittoria del Cesena sulla Juventus per 2-1, quindi Torino-Roma 1-0, Sampdoria-Verona 2-0 e Como-Bologna 2-1.

Pizzul presenta quindi gli ospiti facendo anche notare come la trasmissione stia procedendo “sulla falsariga dell’improvvisazione”. Primo a parlare è Giuseppe Sabadini del Milan, quindi spazio all’ospite di spettacolo Aldo Giuffrè che Pizzul presenta chiamandolo Carlo, nome del fratello, altro celebre attore. Linea poi a Roma dove c’è Maurizio Barendson che parla di Giorgio Chinaglia, intervistato in studio da Gianni Minà. Quindi Pizzul ricorda le attività extra sportive dei calciatori e lancia un breve spezzone del brano musicale di Sabadini che spiega i motivi che lo hanno portato a incidere questo disco, poi la linea torna a Guido Oddo che legge risultati e classifica di Serie C e la restituisce a Maurizio Barendson per il punto della giornata di campionato seguita da una serie di brevi notizie lette dallo stesso Guido Oddo che lancia un servizio di motociclismo sul circuito di Modena valido per il campionato italiano seniores e una intervista di Mario Poltronieri al vincitore della classe 500, Giacomo Agostini, quindi servizio di Alfredo Liguori sulle regate invernali di vela ad Alassio e sul premio Locatelli di galoppo a San Siro letto da Gianfranco De Laurentiis. Rientro in studio con una notizia di trotto, la lettura della schedina Totip e una notizia di sci dal Canada sulla gara di chiusura Coppa del Mondo, uno slalom parallelo vinto dall’italiano Franco Bieler sullo svedese Ingemar Stenmark. Guido Oddo prosegue con un'intervista a un altro degli ospiti in studio, il pugile Vito Antuofermo, con tanto di battuta - “Stia pure fermo Antuofermo” - che si prepara a un match valido per il campionato europeo dei pesi superwelter, al nuovo Palazzo dello Sport di Milano che per la prima volta ospita una riunione di pugilato.

Antuofermo racconta la sua carriera da professionista tra America, dove si era trasferito da ragazzo da Bari, ed Europa, quindi ecco un servizio sui campionati esteri, che parte prima ancora che Guido Oddo finisca di presentarlo, di Giorgio Martino. Possiamo così vedere i gol di Bayern Monaco-Borussia Moenchengladbach 4-0, big match del campionato tedesco, di Liverpool-Norwich 0-1 e di Arsenal-West Ham 6-1 per il campionato inglese e di Nantes-Saint Etienne 3-0, solo con il terzo gol, per il campionato francese. Tutte immagini che vediamo in bianco e nero ma che arrivano a colori dal circuito internazionale dell’Eurovisione. E’ anche l’ultimo servizio della trasmissione con Guido Oddo che ringrazia gli ospiti, si scusa per gli inconvenienti - “cercheremo di migliorarci fin da domenica prossima” - e saluta dando l’arrivederci alla prossima domenica. Chiusura con la sigla di coda, la stessa del Tg2 Studio Aperto il cui cartello chiude la trasmissione.

Già pubblicati sulla Newsletter Rai nel 2023

Tutto il calcio story (1), 20 gennaio 2023
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Tutto il calcio story (2), 27 gennaio 2023
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La Rai a colori, 3 febbraio 2023
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Il mito "Rischiatutto", 10 febbraio 2023
Newsletter Rai del 10 febbraio 2023, prima pagina
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Il mondo di Sara, 17 febbraio 2023
Newsletter Rai del 17 febbraio 2023, prima pagina
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Un compleanno al rallentatore, 3 marzo 2023
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Il "nonno" del Var, 10 marzo 2023
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"Tutto il calcio" in Tv, 17 marzo 2023
Newsletter Rai del 17 marzo 2023
"Tutto il calcio" in Tv

Pubblicati sulla Newsletter Rai nel 2022

I segreti di un archivista, 6 maggio 2022
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Storia del cartone animato "Il Conte di Montecristo", 8 luglio 2022
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Storia della Tv a colori in Italia, terza puntata, 1 ottobre 2022
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Storia della Tv a colori in Italia, quarta puntata, 8 ottobre 2022
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Tutti i colori della Rai (4)

Storia della Tv a colori in Italia, 15 ottobre 2022
Newsletter Rai del 15 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (5)

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

sabato 18 marzo 2023

Quando la Rai trasmetteva diretta gol, nel 1976 e nel 1985, da Newsletter Rai del 17 marzo 2023

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 17 marzo 2023 un nostro articolo sulle prime dirette gol televisive fatte dalla Rai, prima dell'arrivo delle pay tv, in particolare per «Dal primo al novantesimo minuto», una ripresa simultanea delle quattro partite del 24 febbraio 1976 in programma al Torneo di Viareggo, sulla falsariga delle celebre ed insostituibile «Tutto il calcio minuto per minuto», e di «Tuttocoppe minuto per minuto» in occasione delle semifinali di ritorno di coppe europee che vedevano in programma anche Bordeaux-Juventus per la Coppa dei Campioni e Real Madrid-Inter per la Coppa Uefa. Per qualche giorno vi sarà anche possibile scaricare alcune clip con i momenti più significativi della trasmissione. Questi i link della Newsletter Rai del 17 marzo 2023

Newsletter Rai del 17 marzo 2023
"Tutto il calcio" in Tv

Il Torneo di Viareggio è la manifestazione calcistica più importante a livello giovanile: tanti giocatori che poi hanno fatto una brillante carriera sono passati attraverso questa competizione. Ma nel 1976, più che di giovani calciatori, si parla di televisione. Già, perché martedì 24 febbraio, in occasione della giornata conclusiva della prima fase, sul Programma Nazionale alle 14.50 la Rai propone «Dal primo al novantesimo minuto», una ripresa simultanea delle quattro partite in programma sulla falsariga delle celebre ed insostituibile «Tutto il calcio minuto per minuto». I campi collegati sono Viareggio per Inter-Sampdoria (1-0), Massa per Kickers Offenbach (Germania Ovest)-Wisla Cracovia (Polonia) (2-0), Pisa per Lazio-Como (1-0) e Sesto Fiorentino per Dukla Praga (Cecoslovacchia)-Rangers Glasgow (Scozia) (3-0): telecronisti Nando Martellini, Bruno Pizzul, Giorgio Martino ed Ennio Vitanza coordinati televisivamente da Paolo Valenti e Remo Pascucci, inventori con Maurizio Barendson di «90° minuto», regista Mario Conti come riporta «La Gazzetta dello Sport» del 24 febbraio 1976 che specifica che la regia centrale è in funzione dallo stadio dei Pini di Viareggio dove si gioca Inter-Sampdoria. I giornali si domandano: visto che la Lega calcio ha chiesto e ottenuto un miliardo l’anno per un tempo di una partita di A, mezz’ora di una di B e per filmati di un minuto e mezzo l’uno sulle gare domenicali, quanto pretenderebbe per questa nuova formula televisiva? L’esperimento piace e viene giudicato tecnicamente riuscito, nonostante la pochezza dello spettacolo offerto dalle quattro partite perché i risultati non avevano alcuna importanza per la qualificazione: tutto era infatti già stato deciso nelle giornate precedenti.

“Si tratta di una novità di indubbio interesse - scrive «La Gazzetta dello Sport» - che unisce al pregio della simultaneità delle immagini, l’ausilio dei moderni mezzi della tecnica televisiva, cioè il replay che consente di rivedere un gol o un’azione importante verificatasi su un altro campo pochi minuti prima, o addirittura il rallenty per fissare determinate immagini decisive”.

Sulla possibilità di ripetere l’esperimento per il campionato, lo scetticismo però è totale: “E fin che si tratta di manifestazioni tipo Torneo di Viareggio, dove l’interesse passionale del pubblico è più che marginale, sta bene. Ben diverse risulterebbero pensabilmente le reazioni dei tifosi, se per ipotesi le telecamere interrompessero le immagini di una partita tipo Juventus-Inter in campionato per trasferirsi ad Ascoli o Perugia dove sta per essere eseguito un calcio di punizione dal limite. In quegli istanti, presumibilmente, la televisione sarebbe sommersa da migliaia di telefonate di protesta. Chiaro dunque che simili esperimenti sono adatti per tornei o competizioni tipo campionati del mondo, ma non per il campionato dove, ovviamente, non saranno mai proponibili”.

Il «Corriere della Sera», invece, immagina come potrebbe essere un «Tutto il calcio minuto per minuto televisivo»: “Starsene in poltrona comodamente, in mezzo a tutti gli stadi, a chi non piacerebbe? Chi non apprezza un’interruzione di Martellini per passare la linea a Vitanza che descrive un rigore che in quel momento sta per essere battuto? Tutto è indovinato, anche il “replay” che fa rivedere subito un’azione avvenuta nei minuti di non collegamento. Ecco, molto sta nell’abilità del regista, nel non spezzettare troppo la ripresa dal campo principale quando sugli altri campi non accade nulla di eccezionale. Ci domandiamo solo: ma perché illuderci? Accetterà mai la Lega una ripresa del genere in diretta? Dobbiamo aspettare il campionato del mondo per rivedere questo tipo di trasmissione? Speriamo di no, speriamo di poter approfondire l’argomento in occasione della prossima tornata di coppe: l’interesse sarebbe maggiore e l’esperimento acquisterebbe ancor maggiore validità”.

Negli archivi Rai purtroppo non risulta conservato niente di questo storico esperimento televisivo.

Questa prova, pensata per i Mondiali di Argentina e per il campionato, non ha avuto un seguito fino al 24 aprile 1985, quando la Rai, che da qualche anno deve affrontare la concorrenza delle Tv private che però non hanno ancora la possibilità di trasmettere in diretta su tutto il territorio italiano, decide di trasmettere "Tuttocoppe minuto per minuto" con la diretta delle semifinali di ritorno Bordeaux-Juventus per la Coppa dei Campioni, telecronista Nando Martellini, e Real Madrid-Inter di Coppa Uefa, telecronista Bruno Pizzul. Inoltre, interruzioni per i gol delle altre semifinali Panathinaikos-Liverpool, per la Coppa dei Campioni, e Zelejznicar Sarajevo-Videoton, per la Coppa Uefa, che interessano Juventus e Inter. In studio, a condurre la trasmissione, Giampiero Galeazzi, al coordinamento Sandro Petrucci, in redazione Claudio Icardi, Fabrizio Maffei, Ugo Trani, Jacopo Volpi, regia di Nazareno Balani e in segreteria Nila D’Alessio. L’esperimento, nel periodo in cui le due partite erano in contemporanea, secondo i dati ufficiali forniti dalla Rai venne seguito da 14 milioni e 200 mila spettatori, con oltre 19 milioni di contatti e uno share del 60,7%.

Sandro Petrucci racconta alla «Gazzetta dello Sport» perché tutto non ha funzionato a dovere nelle dirette dai due campi. Per la prima volta infatti è stato usato un nuovo fantascientifico banco di regia: “Dispone di un incredibile numero di pulsanti rispetto alla trentina di quelli vecchi e il bello è che ci è stato messo a disposizione appena un quarto d’ora prima. Non lo avevamo potuto provare neanche una volta e questo spiega alcune disfunzioni che non saranno sfuggite ai telespettatori più attenti. Per esempio: quando dovevamo allargare l’immagine su tutto il teleschermo, partivamo sempre dal basso, e questo perché non siamo riusciti a pescare il benedetto pulsante che la faceva allargare dall’alto. Eravamo così disposti; Galeazzi come punto d’unione fra i telecronisti Martellini da Bordeaux e Pizzul da Madrid; Maffei era agli ampex (ne avevamo ben tre), Icardi piazzato fisso su Panathinaikos-Liverpool e Trani su Zeljeznicar-Videoton”.

I due incroci più delicati, scrive Mario Pennacchia su «La Gazzetta dello Sport» del 26 aprile 1985, erano quelli tra Petrucci dietro le quinte e Galeazzi in studio e tra lo stesso Galeazzi e tra gli inviati Martellini e Pizzul. Il primo problema è stato ingegnosamente risolto con la trovata dei due riquadri delle partite mandati in onda simultaneamente: era quello infatti il segnale per Galeazzi di spostarsi da Bordeaux a Madrid. “All’inizio avevamo tutti una gran paura – racconta ancora Petrucci - ma io ero invece tranquillo perché nel “Sabato sport” avevamo già mandato in onda questo tipo di trasmissione e non davvero con tutti i mezzi messi stavolta a nostra disposizione. L’unica incertezza veniva dall’uso di strumenti nuovissimi e sconosciuti e questo giustifica in definitiva quello che non ha funzionato proprio alla perfezione. Comunque, il primo riscontro l’ho avuto nella tarda serata di mercoledì quando, dopo tutto quello stress, sono andato in un ristorante e qui mi è venuto incontro Giorgio Chinaglia per dirmi: ‘Avete fatto una trasmissione da favola, per un appassionato di calcio è stato fantastico, neanche in America avevo mai visto una cosa simile’”.

La serata calcistica della Rai proseguì poi sulla Rete 2 con una puntata speciale di “Eurogol”, la bellissima trasmissione ideata e condotta da Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino che, nonostante la tarda ora per l’epoca (dalle 23.10 alle 0.33), ebbe un ascolto medio di 1,4 milioni di telespettatori, 5 milioni di contatti e il 32% di share, lo stesso del “Fatto” di Enzo Biagi.

Una Rai che dunque ha anticipato quella che è una realtà sulle pay tv che propongono con successo, e con mezzi tecnici più evoluti, la “Diretta gol” di campionato e coppe europee di calcio oggi improponibile sulle reti gratuite per gli alti costi raggiunti dai diritti televisivi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
«Gazzetta dello Sport», Oggi l'esperimento su Tv su 4 campi, 24 febbraio 1976
«Gazzetta dello Sport», Riuscito l’esperimento Tv, 25 febbraio 1976
«Corriere della Sera», Calcio minuto per minuto in Tv un esperimento che è piaciuto, 25 febbraio 1976
«Gazzetta dello Sport», Così per la prima volta alla Tv «Tuttocoppe minuto per minuto», 24 aprile 1985
Mario Pennacchia, Il video minuto per minuto. Esperimento riuscito o no?, «La Gazzetta dello Sport», 26 aprile 1985
«Gazzetta dello Sport», Sono stati più di quattordici milioni i telespettatori delle partite di coppa di mercoledì di Juve e Inter, 26 aprile 1985
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, Roma, 2010
Pino Frisoli, Tuttocoppe minuto per minuto: La Rai in Tv faceva così

CLIP "TUTTO COPPE MINUTO PER MINUTO" DEL 24 APRILE 1985
Inizio con studio e calcio d'inizio Bordeaux-Juventus https://we.tl/t-HTKORU0aJx
Passaggio da Bordeaux-Juventus a Panathinaikos-Liverpool https://we.tl/t-ultUuXYF5Y
Interruzione e gol 1-0 Bordeaux https://we.tl/t-LAemQ0kmkR
Fine primo tempo Bordeaux-Juventus https://we.tl/t-2aMtWtNWpV
Bordeaux-Juventus inizio secondo tempo e Real Madrid-Inter inizio primo tempo https://we.tl/t-Wv6eLdnKZB
Gol 2-0 Bordeaux-Juventus https://we.tl/t-6VRSYi9bkb
Rientro per Real Madrid-Inter dopo interruzione video https://we.tl/t-yjIq5fZrQI
Gol 2-0 Real Madrid e fine Bordeaux-Juventus https://we.tl/t-lwzFz0S9C0
Gol 3-0 Real Madrid https://we.tl/t-RoW9R7IGVz
Bordeaux-Juventus inizio secondo tempo e Real Madrid-Inter inizio primo tempo https://we.tl/t-Wv6eLdnKZB
Fine trasmissione https://we.tl/t-gF3ocZfYX4

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Pubblicati sulla Newsletter Rai nel 2022

I segreti di un archivista, 6 maggio 2022
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I segreti di un archivista, da Newsletter Rai del 6 maggio 2022

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Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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domenica 19 febbraio 2023

Il record del mondo di Sara Simeoni del 4 agosto 1978: come la Rai lo ha raccontato in Tv, da Newsletter Rai del 17 febbraio 2023

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La Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate, ha pubblicato nel numero del 17 febbraio 2023 un nostro articolo su come la Rai ha raccontato in televisione il record del mondo di Sara Simeoni nel salto in alto con 2.01 stabilito a Brescia al campo Morosini venerdì 4 agosto 1978. Finora infatti si era detto e scritto da più parti che l'unica ripresa televisiva del record del mondo di Sara Simeoni era di una Tv locale di Brescia, Telenord, ma dopo una attenta ricerca negli archivi Rai possiamo dimostrarvi che così non è e la Rai era presente per la documentazione video del meeting di atletica femminile Italia-Polonia e quindi anche di quello storico record del mondo. Per qualche giorno vi sarà anche possibile scaricare i video delle pagine sportive dei telegiornali Rai del 4 e 5 agosto 1978. L'articolo che leggerete sul blog contiene anche, in aggiunta a quello della Newsletter, la descrizione di come la notizia venne presentata nel Tg2 Studio Aperto del 5 agosto 1978 che non è stato possibile inserire nella Newsletter Rai. Questi i link della Newsletter Rai del 17 febbraio 2023

Newsletter Rai del 17 febbraio 2023
Il mondo di Sara

Il mondo di Sara

Il 4 agosto 1978 al campo Morosini di Brescia, alle 19.56, davanti a circa 6000 spettatori, Sara Simeoni saltava l'asticella posta a 2.01 e diventava la nuova primatista mondiale nel salto in alto femminile togliendo il primato alla grande rivale, la tedesca orientale Rosemarie Ackermann che era arrivata a 2 metri. Un grande risultato per l'atleta di Rivoli Veronese e per lo sport italiano.

Per anni si è detto e scritto che la Rai non era presente quel giorno a Brescia e che le uniche immagini del record del mondo di Sara Simeoni erano di una Tv locale, Telenord. Non è così, c'era anche la Rai e vi racconteremo come la Tv pubblica ha documentato questo storico evento. È stato necessario un attento e e appassionato lavoro di "scavo" negli archivi Rai per recuperare le cassette dei cosiddetti “emessi” – ovvero le copie di ciò che era effettivamente andato in onda – e che erano ancora nel vecchio formato bvu e dunque non utilizzabili nell'immediato, chiedendo di riversarle su Imx e digitalizzarle grazie al lavoro del tecnico Fabio Bissattini. Abbiamo così potuto finalmente visionare i telegiornali del 4 e 5 agosto 1978 e dimostrare che la Rai c'era e che le immagini della Tv pubblica sono state anche inviate in tutto il mondo attraverso il circuito dell'Eurovisione, fonte da cui è possibile anche oggi recuperare tanto materiale che si pensa di avere perso.

Ci siamo convinti ancora di più che la Rai c'era, prima di vedere i contenuti dei telegiornali Rai, guardando nel sito dell'Inamediapro, l'archivio storico della televisione francese al quale abbiamo il privilegio di avere accesso, il telegiornale della prima serata di TF1, primo canale francese all'epoca ancora pubblico, che si apriva proprio con il record del mondo di Sara Simeoni con le immagini del suo salto record proposte anche in replay con la presenza sullo schermo della R simbolo dei replay Rai proposti negli eventi sportivi.

Queste stesse immagini sono state proposte anche la domenica pomeriggio su Antenne 2, emittente visibile anche in molte parti d'Italia da metà degli anni '70, nel contenitore sportivo "Stade 2". Sono le stesse immagini presenti anche nel Tg2 Studio Aperto del 5 agosto 1978 in un servizio sul record del mondo di Sara Simeoni letto da uno speaker. Non c'erano però le indicazioni su chi aveva svolto le riprese e questo poteva fare pensare che le immagini fossero quelle dell'emittente bresciana che la Rai avrebbe potuto acquistare per documentare l'evento. Da queste certezze, i filmati della Tv francese e quello del Tg2 Studio Aperto, è partita la nostra caccia agli altri servizi dei telegiornali del 5 agosto 1978 che erano ancora conservate nei vecchi formati bvu, presenti ancora a centinaia negli archivi Rai per cui abbiamo ancora una quantità immensa di tesori da scoprire.

La notizia del record del mondo di Sara Simeoni viene data già nel Tg1 della notte (questo il link https://we.tl/t-P9ewltBmK1) e in Tg2 Stanotte del 4 agosto 1978, ma senza immagini, solo con telefoto (questo il link: https://we.tl/t-pNgd7L6BzN). Non rimaneva quindi che guardare i telegiornali del 5 agosto 1978 e finalmente abbiamo avuto la risposta alle nostre domande. Dalla bonifica dei bvu di questi due giorni è infatti arrivata la prova definitiva del fatto che la Rai era presente a Brescia quel 4 agosto 1978 e ha ben documentato e raccontato il record del mondo di Sara Simeoni, anche senza trasmissione in diretta o in differita, contrariamente a quanto è stato detto e scritto finora con la storia dell’assenza della Rai. Il primo telegiornale Rai a proporre le immagini del record di Sara Simeoni è il Tg2 Oretredici, condotto da Italo Gagliano, con un lungo e dettagliato commento da studio di Maurizio Vallone che commenta anche il tentativo fallito a 1.98 oltre a vari replay (qui il link al servizio: https://we.tl/t-X5hBjhU3so).

La ripresa Rai, ed è questa la prova definitiva, è stata di Antonio Leo e Sergio Mezzanzanica della sede di Milano. Nel Tg1 delle 13.30, condotto da Marcello Alessandri, c’è invece un servizio più breve di Achille Rinieri sul record ripreso sempre da Antonio Leo e Sergio Mezzanzanica e montato da Gianni Robustelli (lo trovate qui: https://we.tl/t-X5hBjhU3so). Anche Sportsera, condotto da Giovanni Garassino, dedica ampio spazio al record di Sara Simeoni con un servizio di Ennio Vitanza “Brescia: è Sara la più grande”, montato da Aurora Cosco e Pasquina Baldo, tutti della sede Rai di Milano, dove si racconta anche altre gare del meeting Italia-Polonia, finito 72-80 con i 100 metri vinti da Marisa Masullo, gli 800 da Gabriella Dorio e con i lanci del giavellotto di Fausta Quintavalla e Giuliana Amici (lo potete vedere qui: https://we.tl/t-kttdMlj9NJ).

Ampio spazio anche nel Tg1 delle 20 del 5 agosto 1978, già nei titoli dove c’è scritto “Sara Simeoni più in alto di tutte”, con il conduttore Massimo Valentini a commentare lo stesso filmato del record proposto nel Tg1 delle 13.30 seguito da una intervista di Adone Carapezzi a casa Simeoni a Rivoli Veronese, subito dopo il pranzo, alla mamma e a Sara, alla quale Carapezzi si rivolge con un “Senta signorina” (eccolo: https://we.tl/t-ys3h4Sn8OL) e un servizio sulla storia del record del mondo nel salto in alto femminile di Paolo Rosi, che in serata sarebbe stato impegnato negli studi Rai per la diretta del mondiale di pugilato dei pesi medi tra l’argentino Hugo Corro e lo statunitense Ronnie Harris da Buenos Aires.

Intorno alla stessa ora, nel Tg2 Studio Aperto condotto da Italo Moretti, va in onda un servizio letto da uno speaker sul record del mondo di Sara Simeoni nel quale il salto vincente viene proposto anche al replay con la famosa R utilizzata in quegli anni dalla Rai per riproporre una immagine, probabilmente la stessa sequenza inviata dalla Rai alle Tv di tutto il mondo attraverso il circuito dell'Eurovisione, identica a quella trasmessa dal telegiornale francese della prima serata di TF1 (questo il link: https://we.tl/t-54yefHRh3U).

Qualcuno di voi si domanderà perché allora per tutti questi anni si è detto e scritto che la Rai non c’era. La motivazione nasce probabilmente da un equivoco. Sabato 5 agosto 1978 a Venezia era in programma un meeting di atletica leggera maschile tra Italia, Polonia e Spagna che la Rai propose in diretta con la telecronaca di Gianfranco De Laurentiis. Per il meeting femminile del giorno prima a Brescia, tra Italia e Polonia, la Rai non aveva invece previsto una produzione televisiva in diretta o in differita, ma solo una copertura dell’evento con operatori Rai per i servizi da utilizzare nei telegiornali. Qualcuno ha interpretato l’assenza di una produzione televisiva come un disinteresse Rai per l’evento che avrebbe spinto la Tv pubblica a ignorare totalmente l’evento mentre, come avete visto, non è andata così. Restituiamo dunque, dopo quasi 45 anni, alla Rai quello che è della Rai e non solo della televisione locale di Brescia. Possiamo dire, a maggior ragione dopo questa scoperta, che l’archivio Rai, in particolare tra gli anni ’70 e i primi anni ’80, è un immenso tesoro che nasconde ancora tante sorprese.

Già pubblicati sulla Newsletter Rai nel 2023

Tutto il calcio story (1), 20 gennaio 2023
Newsletter Rai del 20 gennaio 2023

Tutto il calcio story (2), 27 gennaio 2023
Newsletter Rai del 27 gennaio 2023

La Rai a colori, 3 febbraio 2023
Newsletter Rai del 3 febbraio 2023

Il mito "Rischiatutto", 10 febbraio 2023
Newsletter Rai del 3 febbraio 2023, prima pagina
Newsletter Rai del 10 febbraio 2023

Pubblicati sulla Newsletter Rai nel 2022

I segreti di un archivista, 6 maggio 2022
Newsletter Rai del 6 maggio 2022
I segreti di un archivista, da Newsletter Rai del 6 maggio 2022

Storia del cartone animato "Il Conte di Montecristo", 8 luglio 2022
Newsletter Rai dell'8 luglio 2022
Il tesoro del Conte, da Newsletter Rai dell'8 luglio 2022

Storia del cartone animato "Il giro del mondo in 80 giorni", 22 luglio 2022
Newsletter Rai del 22 luglio 2022
Il viaggio di Fogg

Storia della Tv a colori in Italia, prima puntata, 17 settembre 2022
Newsletter Rai del 17 settembre 2022
Tutti i colori della Rai

Storia della Tv a colori in Italia, seconda puntata, 24 settembre 2022 Newsletter Rai del 24 settembre 2022
Tutti i colori della Rai (2)

Storia della Tv a colori in Italia, terza puntata, 1 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (3)

Storia della Tv a colori in Italia, quarta puntata, 8 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'8 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (4)

Storia della Tv a colori in Italia, 15 ottobre 2022
Newsletter Rai del 15 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (5)

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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venerdì 10 febbraio 2023

Svizzera: la Champions League torna sulle Tv pubbliche per tre stagioni dal 2024/2025

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Clicca per acquistare su Amazon: Nando Martellini "Al limite del ricordare", a cura di Cesare Borrometi e Pino Frisoli, prefazione di Massimo De Luca. La vita e gli scritti del grande telecronista RAI a quarant’anni dall’indimenticabile finale di Spagna 1982 Italia-Germania Ovest. Un’antologia degli scritti più significativi del grande e mai dimenticato giornalista sportivo, curata dagli storici della Tv Cesare Borrometi e Pino Frisoli, arricchita da nuovi saggi sulla vita e l’opera di Nando Martellini e con la prefazione di Massimo De Luca: viaggio a bordo di un’ideale “macchina del tempo” e una sorta di “intervista impossibile”. Un omaggio al grande e indimenticabile telecronista della RAI..

Vi riportiamo il comunicato stampa della SSR, la Tv pubblica svizzera, dove si annuncia che la Champions League torna in chiaro, quindi anche sulla Tv della Svizzera italiana, per tre stagioni, oltre a un incontro per turno di Europa League e Conference League. Ecco il link al comunicato stampa della SSR
Dirette di incontri di Champions League sulle reti SSR dalla stagione 2024/25

Dalla stagione 2024/25, SRF, RTS e RSI trasmetteranno sia in televisione in chiaro sia sulle rispettive piattaforme online dirette di incontri delle competizioni europee per squadre di club di calcio maschile. Ciò sarà possibile grazie a una sublicenza acquisita da blue Sport nonché a un accordo con la UEFA per tre stagioni.

Buone notizie per le appassionate e gli appassionati di calcio di tutta la Svizzera: nelle stagioni 2024/25, 2025/26 e 2026/27, la finale di Champions League e un incontro per turno della competizione regina saranno nuovamente proposti in diretta da SRF, RTS e RSI, sia in televisione in chiaro sia sulle rispettive piattaforme online. Inoltre saranno trasmessi in diretta un incontro per turno dell'Europa League o della Conference League e le finali di entrambe le competizioni. La SSR ha acquisito i corrispondenti diritti tramite una sublicenza da parte di blue Sport nonché direttamente dalla UEFA.

Champions League: finale e un incontro per turno in diretta sulle reti SSR

I diritti di diffusione della Champions League sono stati nuovamente attribuiti a blue Sport, come nel periodo contrattuale in corso. Da parte sua la SSR ha ottenuto da blue Sport una sublicenza per le tre stagioni, che le permette di proporre in diretta sulle sue emittenti una partita per turno, per un totale di 17 incontri inclusa la finale. I diritti di diffusione di quest'ultima sono stati acquisiti grazie a un accordo diretto con la UEFA. Se una squadra svizzera raggiungerà la fase a eliminazione diretta, la SSR avrà diritto di trasmettere in diretta due partite supplementari (totale 19 incontri). Nel quadro dell'accordo, la SSR ha concesso a blue Sport la sublicenza per la diffusione della finale di Champions League in pay TV.

In programma anche dirette di UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League

A partire dalla stagione 2024/25, sulle reti SSR saranno proposti incontri in tre orari di gioco anche di entrambe le altre competizioni europee per squadre di club, l'UEFA Europa League e l'UEFA Europa Conference League. Nel quadro della sublicenza concessa da blue Sport, SRF, RTS e RSI potranno trasmettere, sia in televisione in chiaro sia sulle rispettive piattaforme online, complessivamente 17 incontri della fase a gironi nonché le finali di entrambe le competizioni.

Dalla stagione 2024/25 la Champions League, il mercoledì sera, e l'Europa League o la Conference League, il giovedì sera, torneranno quindi a essere parte integrante dell'offerta di dirette della SSR. La sublicenza ottenuta consente inoltre alla SSR, sempre dalla stagione 2024/25, di continuare a proporre i momenti salienti di tutti gli incontri delle tre competizioni. Grazie a questi accordi, le tre principali competizioni europee per squadre di club, i migliori giocatori svizzeri e magari anche alcune squadre svizzere potranno essere seguiti in diretta televisiva in chiaro in tutte le regioni del Paese.

domenica 1 gennaio 2023

Storia del calciomercato: quando nel 1961 il Santos rifiutò mezzo milione di dollari per cedere Pelè alla Juventus

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Clicca per acquistare su Amazon: Nando Martellini "Al limite del ricordare", a cura di Cesare Borrometi e Pino Frisoli, prefazione di Massimo De Luca. La vita e gli scritti del grande telecronista RAI a quarant’anni dall’indimenticabile finale di Spagna 1982 Italia-Germania Ovest. Un’antologia degli scritti più significativi del grande e mai dimenticato giornalista sportivo, curata dagli storici della Tv Cesare Borrometi e Pino Frisoli, arricchita da nuovi saggi sulla vita e l’opera di Nando Martellini e con la prefazione di Massimo De Luca: viaggio a bordo di un’ideale “macchina del tempo” e una sorta di “intervista impossibile”. Un omaggio al grande e indimenticabile telecronista della RAI..

Il 15 aprile 1961, un sabato, il Corriere della sera pubblica a pagina 19, la sua unica pagina sportiva della giornata, un commento non firmato sul rifiuto da parte del presidente del Santos dell’offerta della Juventus di mezzo milione di dollari per l’acquisto di Pelè, circa trecento milioni di lire dell’epoca. Vi consigliamo di leggere con attenzione questo articolo e di commentarlo solo dopo l’ultima riga, non prima. C’è un linguaggio che oggi sarebbe naturalmente inaccettabile, anche se si scrive che “il razzismo non c’entra”, però fa un certo effetto leggere che “un calciatore negro in mezzo a ventuno giocatori bianchi, creerebbe una stonatura di colore, darebbe in un certo senso fastidio al pubblico sotto l’aspetto estetico, o almeno lo renderebbe perplesso”. A proposito di calciomercato, nella stessa pagina c’è anche un articolo sul probabile acquisto da parte del Milan di Almir, definito il “Pelè bianco”, in forza agli argentini del Boca Juniors allenati di Vicente Italo Feola, commissario tecnico del Brasile campione del mondo nel 1958, che voleva fare una squadra “tutto Brasile”. Almir doveva inizialmente andare alla Fiorentina, che aveva sottoscritto una opzione con il Corinthians di San Paolo nel caso in cui in Italia fosse stato tolto il “veto Andreotti” all’importazione dei calciatori stranieri e non solo degli oriundi. Alla fine Almir passò al Boca Juniors e pochi giorni dopo il Brasile, con il “veto Quadros”, bloccò l’esportazione dei migliori giocatori all’estero per cui l’attaccante paulista divenne un pezzo pregiato del mercato essendo già fuori dai confini nazionali. Ad Almir si sarebbe interessata anche l’Inter, proponendo uno scambio con Antonio Valentin Angelillo, in rotta con Helenio Herrera, che dunque sarebbe tornato in patria. In Italia Almir arrivò nel 1962, acquistato dalla Fiorentina, che lo cedette subito al Genoa dove giocò solo due partite in Serie A per tornare in Brasile a fine stagione proprio nel Santos di Pelè, mentre Angelillo rimase in Italia passando alla Roma. Quanto al Milan, nella stagione 1961/62 arrivò come straniero l’inglese Jimmy Greaves che lasciò subito la formazione rossonera, nonostante gli 8 gol in 10 partite ma difficilmente gestibile fuori dal campo, venendo sostituito nel mercato autunnale dal brasiliano Dino Sani. A fine stagione il Milan vinse il suo ottavo Scudetto con cinque punti di vantaggio sull’Inter.

COSTANO TROPPO QUESTI CALCIATORI
Da San Paolo del Brasile ci arriva una notizia che può far sorridere, ma che può anche indurre a qualche riflessione amara. Il Presidente della Società calcistica Santos annuncia che la sua società ha respinto l’offerta di mezzo milione di dollari da parte della Juventus per il passaggio alla Società torinese del giocatore del Santos, Pelè. Evidentemente mezzo milione di dollari non bastava. Non possiamo giurare naturalmente sull’autenticità di questa notizia soprattutto non possiamo dimostrare che è vera, il che significa che all’occorrenza essa potrebbe sempre essere comodamente smentita dagli stessi interessati. Siccome però fino a prova contraria dobbiamo crederci, ci si permetta di fare qualche osservazione in proposito. Prima però precisiamo che mezzo milione di dollari, il conto non è difficile, sono più di trecento milioni di lire. Cominciamo col dire che qui il razzismo non c’entra, che anzi nel giudicare il valore d’un uomo noi non guardiamo affatto al colore della sua pelle. Pelè, anche se è un negro, è un uomo come gli altri e noi abbiamo visto spesso le folle impazzire di entusiasmo per dei negri, come cantanti, ballerini, pugilatori, cestisti, atleti. Nel calcio però ci sia permesso dirlo, un calciatore negro in mezzo a ventuno giocatori bianchi, creerebbe una stonatura di colore, darebbe in un certo senso fastidio al pubblico sotto l’aspetto estetico, o almeno lo renderebbe perplesso. Ma poi soprattutto la faccia di Pelè sarebbe lì a mostrare in ogni momento al pubblico italiano che egli è soltanto uno straniero che qui gioca unicamente per i trecento e più milioni che è stato pagato. «E non è lo stesso - direte voi - per i vari svedesi o inglesi o danesi che ci sono nel campionato nostro? E gli “oriundi” sono forse qui per un improvviso risveglio di italianità o per i milioni che hanno incassati?» Sappiamo benissimo che il mondo calcistico è mosso più dal denaro che dal sentimento ma i sentimentali ci sono naturalmente e sono coloro che alla domenica vanno a veder le partite facendo magari qualche piccolo sacrificio. Orbene quelli degli spalti, presi dal loro tifo dimenticano che nella propria squadra ci sono degli stranieri, ci sono insomma giocatori venuti da altre Nazioni o da altre parti nel mondo. Abbiamo l’impressione invece che con un giocatore negro sarebbe più difficile dimenticare. Diciamo questo pur avendo una grandissima stima per l’asso Pelè che ammirammo ai campionati del mondo in Svezia e che con la sua arte calcistica contribuì in notevole misura a far vincere finalmente al Brasile quel sospiratissimo campionato del mondo che otto anni prima nel grande Stadio di Rio era stato perso per uno dei più memorabili colpi di scena della storia calcistica. Il nostro fine però non è quello di dimostrare che Pelè, cioè un giocatore della sua razza non è adatto per fare il campionato italiano, ma di far capire che Pelè costa troppo. Non perché lo reputiamo uno dei migliori calciatori del mondo, e forse anche il migliore in senso assoluto, ma perché oltre trecento milioni per un giocatore di calcio sono una spesa eccessiva che fa venire malinconia a troppa gente. Noi abbiamo sempre polemizzato con chi sostiene che un calciatore non deve guadagnare più d’un professore d’Università. Qui, abbiamo sempre sostenuto, non c’entrano i valori morali, qui c’entra la capacità di richiamare pubblico, cioè il valore del proprio contributo allo spettacolo per il quale la gente paga. Ma trecento milioni lo ripetiamo sono troppi, e a un certo momento potrebbero anche determinare una reazione da parte del pubblico, quasi una ribellione. Senza contare che un atleta quando riesce a realizzare così favolosi guadagni perde fatalmente un po’ di quella “purezza” che è alla radice della sua bravura. Bisognerebbe insomma fermare un po’ questa pazza corsa alle cifre sempre più mirabolanti per l’acquisto d’un calciatore. Ma chi la ferma?


BIBLIOGRAFIA
Costano troppo questi calciatori, Corriere della sera, 15 aprile 1961
Almir, il «Pelè bianco», probabile acquisto del Milan. L'attaccante del Boca Juniors è stato richiesto anche dall'Inter per uno scambio con Angelillo, Corriere della sera, 15 aprile 1961

domenica 30 ottobre 2022

Storia Tv a colori in Italia, puntata 5, pubblicata nella Newsletter Rai del 15 ottobre 2022

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Prosegue il nostro racconto della storia della Tv a colori in Italia pubblicato dalla Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate. Dopo la prima puntata, pubblicata nel numero del 17 settembre 2022
Newsletter Rai del 17 settembre 2022
Tutti i colori della Rai
la seconda puntata, pubblicata nel numero del 24 settembre 2022
Newsletter Rai del 24 settembre 2022
Tutti i colori della Rai (2)
la terza, pubblicata nel numero dell'1 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (3)
la quarta puntata, pubblicata nel numero dell'8 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'8 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (4)
ecco la quinta e conclusiva puntata, dalla programmazione sperimentale in Pal dall'agosto 1976 fino al 1980, ultimo anno in cui la Rai ha prodotto ancora eventi in bianco e nero e nell'articolo trovate alcuni esempi, in particolare per lo sport. Dal 1981 infatti la produzione Rai diventa tutta a colori, anche per adeguarsi alla concorrenza delle Tv private. Newsletter Rai del 15 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (5)
Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

STORIA DELLA TV A COLORI IN ITALIA, PUNTATA 5

La Tv a colori (5)
Finalmente, il 5 luglio 1976, la Rai nel presentare la programmazione televisiva e radiofonica per le Olimpiadi di Montreal annuncia che le trasmissioni, dal 17 luglio al 1° agosto, saranno tutte a colori in Pal, ma ancora in via sperimentale, visto che l’inizio ufficiale è fissato per l’8 agosto, come prevedono la legge di riforma della Rai-Tv e la convenzione fra la stessa Rai-Tv e lo Stato.

Complessivamente sono previste 137 ore di teletrasmissioni per un totale giornaliero di oltre nove ore con collegamenti fino alle 2.00 di notte e anche oltre, allo scopo di contrastare la concorrenza delle Tv straniere.

Novità assoluta sarà l’alternarsi sulle due reti delle trasmissioni. In pratica, lo stesso staff di giornalisti e tecnici trasmetterà i servizi sulla Rete 1 il martedì, mercoledì, giovedì e venerdì e sulla Rete 2 il sabato, la domenica e il lunedì.

Alle 21 di sabato 17 luglio è il volto di Maria Giovanna Elmi ad annunciare, in bianco e nero a differenza di quanto accadde in occasione delle Olimpiadi del 1972, la trasmissione a colori della cerimonia d’apertura da Montreal.

Il 1° agosto, però, dopo la trasmissione della cerimonia di chiusura, la Tv a colori ha un nuovo stop. Solo nella mattina di sabato 7 agosto, infatti, il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, con una comunicazione ufficiale al direttore generale della Rai-Tv, permette la ripresa di “esperimenti provvisori” di Tv a colori, con la raccomandazione che in questo periodo sperimentale, che continuerà sino a quando il Cipe deciderà la data d’avvio ufficiale, le trasmissioni siano limitate a programmi culturali, giornalistici e educativi.

Nella stessa mattinata dalla direzione generale l’informazione viene diramata ai direttori delle reti e dei telegiornali, della direzione tecnica delle sedi e di tutti gli altri uffici interessati alla ripresa degli esperimenti. Dei vari settori, il più pronto a prendere la palla al balzo è il direttore della Rete 2, Massimo Fichera, che manda in onda a colori, da Wimbledon, la telecronaca diretta della terza giornata dell’incontro di tennis Gran Bretagna-Italia per la Coppa Davis. Un trionfo per Panatta e compagni, lanciati verso la conquista dell’Insalatiera a fine anno.

Dopo una serie di riunioni viene stilato un primo elenco di programmi da mettere in onda nei giorni successivi. Secondo le direttive del Ministero, le trasmissioni a colori, per questo periodo sperimentale, dovrebbero essere in media quattro a settimana, due per ciascuna rete. Riguardo allo sport, sempre in considerazione delle limitazioni imposte dal Ministero delle Poste, c’è l’orientamento ad escludere dal colore il calcio, in considerazione dell’enorme richiamo spettacolare che le telecronache a colori di incontri di calcio potrebbero avere.

Per il mese di agosto, per lo sport, sono previsti il Gran Premio d’Austria di Formula 1, il 15 sulla Rete 2, curiosamente senza il rosso della Ferrari, assente dalla corsa in seguito all’incidente che ha coinvolto Niki Lauda nel Gran Premio di Germania, mentre il 28 sulla Rete 1 va in onda il Giro ciclistico del Lazio.

A settembre vanno a colori i Mondiali di ciclismo professionistico da Ostuni, domenica 5, il Gran Premio d’Italia di Formula 1 da Monza, il 12, che segna il ritorno alle corse di Lauda, e, per il tennis, il 25, il 26 e il 27 la seconda e la terza giornata, conclusa al lunedì, della semifinale di Coppa Davis Italia-Australia, dal Foro Italico di Roma. Di calcio non se ne parla, tanto che mercoledì 22, con la Nazionale impegnata a Copenaghen in amichevole contro la Danimarca, la scelta cade sulla finale di «Giochi senza frontiere» da Blackpool (Inghilterra). In occasione di eventi notturni come l’incontro di pugilato Clay-Norton (notte tra 28 e 29 settembre) e il Gran Premio del Giappone di Formula 1 (24 ottobre), c’è la diretta a colori e la replica al pomeriggio in bianco e nero.

Per vedere il calcio a colori bisogna aspettare mercoledì 17 novembre, quando allo stadio Olimpico di Roma si gioca Italia-Inghilterra, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio di Argentina del 1978. Gli italiani però non la vedranno in diretta perché si gioca a metà settimana alle 14.30 e con la motivazione di combattere il fenomeno dell’assenteismo sul lavoro viene trasmessa solo in differita integrale alle 18.15 e in sintesi alle 21.40 in “Mercoledì sport”.

Finalmente, martedì 1° febbraio 1977 anche la Rai inizia ufficialmente le sue trasmissioni a colori e tornano anche gli annunci “colorati”: i primi sono, nel tardo pomeriggio, di Nicoletta Orsomando sulla Rete 1 e di Rosanna Vaudetti, la prima annunciatrice Rai a colori in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Monaco del 1972, sulla Rete 2.

Bisogna comunque rispettare un tetto massimo di 42 ore settimanali di programmazione a colori, corrispondenti a sei ore giornaliere equamente divise tra le due reti. Gli utenti che vedono la Tv a colori devono pagare un canone annuale di 48.650 lire, mentre quello per la Tv in bianco e nero è di 24.645 lire.

Il 2 febbraio 1977 alle 21.30 sulla Rete 2 ecco il primo film trasmesso a colori dalla Rai, “Il compromesso”, film statunitense diretto da Elia Kazan con Kirk Douglas, Faye Dunaway, Deborah Kerr e Richard Boone.

Domenica 6 febbraio tocca finalmente al campionato di calcio e la gara prescelta è Genoa-Torino, valida per la quindicesima giornata. I granata sono campioni d’Italia e primi in classifica, i rossoblù viaggiano in settima posizione: la sfida di Marassi vince il ballottaggio con Fiorentina-Napoli, ma l’ufficializzazione arriva solo poco prima delle 19, orario di trasmissione della partita. Già da sabato sembra comunque sicuro che sarà questa la partita trasmessa.

Maurizio Barendson, responsabile dello sport per il Tg2, anticipa così la novità alla “Gazzetta dello Sport”: “Senza tenere conto del fatto tecnico si tratta di una decisione particolarmente indovinata, infatti il Genoa è la squadra con la maglia più adatta per una trasmissione a colori, con quei grossi rettangoli rossi e blu. Renderà molto bene, sullo sfondo verde del campo, anche il bianco-nero della Juventus, mentre Inter e Milan dovranno allargare le loro strisce verticali, attualmente troppo sottili”.

La partita finisce 1-1 grazie ai gol di Arcoleo e Pulici, e Roberto Pruzzo, uno dei protagonisti dell’incontro, commenta così questa novità: “Qualcosa di più bello che un film. Anche se la partita la conosci già perché l’hai giocata, aspetti sempre di trovare una sorpresa. In bianco e nero non è così. Credo che il calcio possa avere soltanto dei vantaggi. A me dispiace solo una cosa: che la prima partita teletrasmessa a colori in Italia abbia fatto vedere al pubblico un Pruzzo giù di corda. Ancora un paio di domeniche fa, magari avrei fatto un figurone”.

Per vedere a colori i telegiornali, ma solo per l’edizione delle 20 per il Tg1, condotto da Emilio Fede che farà notare la novità in apertura di trasmissione, e Studio Aperto alle 19.45 per il Tg2 con Mario Pastore che invece non dirà nulla, si dovrà aspettare fino a lunedì 28 febbraio. In questa settimana diventano a colori anche “Sportsera” e, da domenica 6 marzo, “90° minuto”, “Domenica sprint” e “La Domenica Sportiva” e anche gli italiani possono vedere a colori la serata finale del Festival di Sanremo, sabato 5 marzo, che la Rai produceva a colori dal 1973 per l’Eurovisione. Si dovrà aspettare giugno per il colore nelle edizioni notturne dei telegiornali e settembre per quelle delle 13 e delle 13.30.

Mercoledì 9 febbraio c’è la prima diretta a colori di una partita di calcio: è Italia-Lussemburgo Under 21, da Como, alle 15 sulla Rete 2, con la telecronaca di Bruno Pizzul. In serata, sempre a colori, sulla Rete 1 c’è la diretta del secondo tempo dell’amichevole Inghilterra-Olanda. Non mancano comunque gli inconvenienti legati allo sforamento del tetto delle 42 ore di colore. Il 20 febbraio la sintesi di Lazio-Fiorentina va in onda in bianco e nero proprio per questo motivo e i dirigenti della Rai devono intervenire per far sapere che dalla domenica successiva la sintesi di serie A tornerà regolarmente a colori. Mercoledì 2 marzo, con il ritorno delle coppe europee, per gli appassionati di calcio è un giorno di festa. Le squadre italiane rimaste in corsa giocano in trasferta e la Rai ne approfitta come forse non era mai accaduto prima. Questa volta è tutto a colori e chi rimane davanti al televisore probabilmente ricorda con sorrisi ironici l’impegno con cui il Governo aveva impedito a novembre la teletrasmissione in diretta di Italia-Inghilterra per non turbare il ritmo lavorativo degli italiani. Si comincia con il Napoli, impegnato alle 15 in Polonia contro lo Slask Wroclaw per la Coppa delle Coppe (diretta, Rete 2) poi alle 21.40 Magdeburgo-Juventus per la Coppa Uefa (differita sulla Rete 1). È invece ancora in bianco e nero la produzione televisiva del Giro d’Italia, che solo dal 1978 sarà a colori.

Con l’inizio della nuova stagione televisiva, a ottobre, partono a colori “Domenica in…”, condotta da Corrado, e “Secondo voi”, la trasmissione abbinata alla Lotteria Italia condotta da Pippo Baudo che si prenderà la soddisfazione di precedere Mike Bongiorno, che nel 1975 era “emigrato” alla Tv della Svizzera italiana per condurre la sua prima trasmissione a colori, “Personaggi in fiera”, con il colore in Rai. Solo giovedì 5 gennaio 1978 infatti va in onda, dagli studi della Fiera di Milano, la prima puntata a colori del suo quiz “Scommettiamo?”, nello stesso giorno in cui per la prima volta la Rai trasmette anche la pubblicità a colori.

A distanza di 24 ore, dagli stessi studi, c’è anche la prima puntata a colori di “Portobello”, la storica trasmissione condotta da Enzo Tortora. Non mancano gli inconvenienti in questa fase di passaggio dal bianco e nero al colore come quello del 9 ottobre 1977 quando a “Domenica in…” viene annunciato a colori, così come era stato girato, un episodio del telefilm “Sceriffo a New York” che invece va in onda ancora in bianco e nero e al rientro in studio Corrado fa notare che non era un problema dei televisori a casa ma che l’emissione era stata proprio in bianco e nero con scuse di Rosanna Vaudetti per l’inconveniente tecnico. Probabilmente nei magazzini Rai non avevano ancora provveduto a sostituire tutti i vecchi nastri in bianco e nero con quelli a colori delle produzioni estere.

È dunque nel 1978 che la vendita dei televisori a colori si diffonde in tutta Italia, favorita anche dal Mondiale di calcio di Argentina. Nel 1979 la maggioranza delle trasmissioni Rai va in onda a colori, ma per una piena introduzione del colore bisognerà aspettare fino al 1980, quando ancora alcune produzioni sono in bianco e nero, come la sintesi di una partita di Serie B la domenica pomeriggio e il 27 gennaio anche il secondo tempo di Catanzaro-Ascoli, per la 18a giornata di Serie A, e addirittura una partita della Nazionale di calcio, anche se non ufficiale, contro l'Ungheria B l'1 giugno 1980 a Como prima dell'inizio degli Europei, che si giocavano proprio in Italia, viene prodotta in bianco e nero dalla Rai a causa dell'impianto di illuminazione dello stadio non ancora adatto per la trasmissione a colori.

A partire dalla stagione 1980/81, inizio della concorrenza televisiva nazionale e non più solo locale, è a colori tutta la produzione Rai.

Negli anni arriveranno novità come l’HD e il 4K, ma quello del passaggio dal bianco e nero al colore rimane il passaggio tecnologico più importante nella storia della televisione.

sabato 29 ottobre 2022

Storia Tv a colori in Italia, puntata 4, raccontata nella Newsletter Rai dell'8 ottobre 2022

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Prosegue il nostro racconto della storia della Tv a colori in Italia pubblicato dalla Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate. Dopo la prima puntata, pubblicata nel numero del 17 settembre 2022
Newsletter Rai del 17 settembre 2022
Tutti i colori della Rai
la seconda puntata, pubblicata nel numero del 24 settembre 2022
Newsletter Rai del 24 settembre 2022
Tutti i colori della Rai (2)
ecco la terza, pubblicata nel numero dell'1 ottobre 2022
Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (3)
ecco la quarta puntata, dal 1972 al 17 luglio 1976, inaugurazione delle Olimpiadi di Montreal e ripresa delle trasmissioni a colori Rai, in Pal, precedute dalle Prove tecniche di trasmissione partite il 14 luglio 1975 Newsletter Rai dell'8 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (4)
Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

STORIA DELLA TV A COLORI IN ITALIA, PUNTATA 4

La Tv a colori (4)
La Rai, finite le Olimpiadi di Monaco, è dunque costretta a rinunciare alle trasmissioni a colori, anche sperimentale, e a trasmettere solo in bianco e nero.

I giornali continuano a ipotizzare possibili date per la ripresa delle trasmissioni a colori, ma tutto resta fermo e anche i Mondiali di calcio del 1974 in Germania Ovest sono trasmessi in bianco e nero. La Rai però li registra a colori in bassa frequenza così come altri grandi eventi, sportivi e non, continuando comunque a produrre a colori per l’Europa e per il mondo.

Ricordiamo tra questi le puntate italiane di “Giochi senza frontiere”, con l’Italia unico dei paesi partecipanti a trasmetterli ancora in bianco e nero, i programmi partecipanti al concorso della Rosa d’oro di Montreux, tra questi “Serata d’onore” del 1971 con Alighiero Noschese e “Fatti e fattacci”, con Gigi Proietti, che vince nel 1975, ma ci sono anche “Dove sta Zazà” e “Formula due” del 1973 e “Mazzabubù” del 1975, tutti varietà del sabato sera della prima rete Rai, la serata finale del Festival di Sanremo a partire dal 1973; per lo sport, molte partite casalinghe della Nazionale italiana e delle coppe europee di calcio, le gare di Coppa del Mondo di sci, tra queste le finali del 1975 in Val Gardena che si conclusero con la celebre finale dello slalom parallelo tra Thoeni e Stenmark che fermò l’Italia nel mattino di domenica 23 marzo 1975 e il Gran Premio d’Italia del 1975 che vide la Ferrari di Niki Lauda conquistare il Mondiale piloti dopo 11 anni. Due grandi eventi sportivi che purtroppo non risultano conservati negli archivi Rai.

Per la prima produzione Rai a colori di ciclismo su strada, invece, dopo che nel 1971 erano stati prodotti a colori i Mondiali di ciclismo su pista a Varese, si dovrà invece attendere fino al Giro di Lombardia dell’11 ottobre 1975 con tanto di comunicato stampa Rai per annunciare la prima diretta a colori per l’Europa tranne che per l’Italia.

Solo il 4 aprile 1975, dopo lunghe discussioni, il Consiglio Superiore delle Telecomunicazioni sceglie il Pal ritenuto quasi unanimemente dai tecnici come il sistema migliore per la televisione a colori, preferendolo al francese Secam e all'italiano Isa. Una decisione che arriva con un decennio di ritardo dopo che la Rai aveva già scelto il Pal per le produzioni televisive per l'estero. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) avrebbe poi deciso sui tempi di adozione del sistema fissati, nel migliore dei casi, per fine anno.

La Rai nel 1975 è già pronta per la Tv a colori, in archivio risultano conservate circa 5000 ore di programmi a colori tra sceneggiati, telefilm, programmi culturali e varietà, molti dei quali già trasmessi in bianco e nero. Potrebbe in pratica cominciare le trasmissioni da un giorno all'altro. Tutto è predisposto, dalle telecamere agli studi e sono anche state fatte delle selezioni tra le annunciatrici per scegliere quelle più adatte al colore.

La Rai vorrebbe però iniziare i programmi a colori sia sul primo sia sul secondo per non creare squilibri tra le due reti in sede di programmazione. Dal punto di vista tecnico mentre il secondo canale, realizzato in tempi più recenti, è già in grado di far passare un buon segnale a colori per il 75% degli utenti e un segnale discreto per il resto, le attrezzature del primo canale creano maggiori problemi di rinnovamento e di relativi investimenti per consentire alla maggior parte dell'utenza una buona ricezione. Per i tecnici il graduale potenziamento delle trasmissioni a colori imporrà alla Rai nuovi investimenti sia per la parte tecnica (rete, ripetitori, studi, impianti di ripresa) sia per il personale che dovrà essere adeguatamente potenziato. Una spesa che la Rai deve comunque affrontare visto che ormai è tra i pochi paesi in Europa a trasmettere ancora in bianco e nero e l'unica tra quelli del Mercato Comune Europeo.

Inoltre, già da qualche anno, in quasi tutto il nord e centro Italia, circa 13 milioni di italiani sono in grado di ricevere i programmi a colori in lingua italiana della Svizzera e di Capodistria e altri sei quelli in Secam di Telemontecarlo, da poco partita con la programmazione in italiano, e di Antenne 2, secondo canale francese. Probabilmente, se affrontata subito, la spesa per adeguarsi al colore sarebbe stata inferiore e la Rai sarebbe stata al passo con i grandi paesi europei come Germania Ovest, Gran Bretagna e Francia, i cui enti televisivi, al pari della Rai, sono considerati dall'Eurovisione i più importanti.

Nel 1975, infatti, oltre alla Rai, in Europa solo Portogallo, Albania, Grecia, Romania e Turchia non sono ancora passate al colore. Siamo dunque passati dalle posizioni di testa a quelle di coda grazie alle posizioni di molti politici ostili alla Tv a colori e che, se avessero potuto, ne avrebbero ritardato ulteriormente l'arrivo.

Il 14 luglio 1975, un lunedì, la Rai manda in onda per la prima volta le prove tecniche di trasmissione a colori in Pal. Dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 14.30 alle 15.30, dal lunedì al venerdì, gli italiani che possiedono un televisore a colori Pal possono vedere sui propri teleschermi, sintonizzati sul secondo canale, delle diapositive colorate trasmesse dalla Rai. Le diapositive servono alla messa a punto degli apparecchi riceventi, consentendo ai tecnici una perfetta installazione e la regolazione del colore. Tutto questo avviene senza alcuna pubblicità da parte della Rai, come se fosse qualcosa da nascondere e non un momento storico per la televisione italiana. Si comincia dunque a mettere in pratica la decisione presa dal Consiglio superiore delle Telecomunicazioni, anche se i programmi sperimentali avranno luogo solo il 17 luglio 1976, in occasione della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Montreal, per arrivare all'inizio ufficiale dell'1 febbraio 1977.

venerdì 28 ottobre 2022

Storia Tv a colori in Italia, puntata 3, raccontata nella Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022

siti web



Prosegue il nostro racconto della storia della Tv a colori in Italia pubblicato dalla Newsletter Rai, curata da Valerio Iafrate. Dopo la prima puntata, pubblicata nel numero del 17 settembre 2022
Newsletter Rai del 17 settembre 2022
Tutti i colori della Rai
e la seconda puntata, pubblicata nel numero del 24 settembre 2022
Newsletter Rai del 24 settembre 2022
Tutti i colori della Rai (2)
ecco la terza puntata, pubblicata nel numero dell'1 ottobre 2022, dai Mondiali di calcio del Messico del 1970 alle Olimpiadi di Monaco del 1972 con l'inizio della programmazione sperimentale Rai a colori con l'alternanza tra Pal e Secam sul Secondo Programma.
Newsletter Rai dell'1 ottobre 2022
Tutti i colori della Rai (3)
Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link https://www.amazon.it/limite-del-ricordare-Nando-Martellini/dp/8885723799

STORIA DELLA TV A COLORI IN ITALIA, PUNTATA 3

Tutti i colori della Rai (3)
Con la partita Messico-Urss, match passato alla storia per l’introduzione del cartellino giallo, il 31 maggio 1970, prendono il via i Mondiali di calcio che si disputano in Messico.

Per la prima volta è possibile vedere a colori in televisione una grande manifestazione calcistica, ma non in Italia, dove i politici continuano a rimandare la decisione sull’introduzione del colore. Chi ha la possibilità può comunque seguire i Mondiali a colori sulla Tv Svizzera Italiana.

Dopo tanta attesa, quasi a sorpresa, sabato 12 agosto 1972 invece, il Ministero delle Poste e la Rai annunciano che dal 26 agosto, in occasione dell’apertura dei Giochi olimpici di Monaco, cominceranno in fase sperimentale, e solo per alcune zone, le trasmissioni a colori, in parte con il sistema Pal e in parte con il sistema Secam. Le industrie televisive, che aspettavano da tempo questo momento, sono pronte ad immettere sul mercato 300.000 apparecchi a colori in dieci giorni e un milione e mezzo entro la primavera del 1974.

Scatta così la corsa al Tv color, che ha un costo intorno alle 400, 450 mila lire. Inizialmente la programmazione sembra riguardare solo alcune zone, in particolare al Nord, dove già da quattro anni sul Secondo Programma, dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 14.30 alle 15.30, viene mandato in onda un “segnale colore”, di solito costituito da immagini di fiori e paesaggi e da brevi documentari, per mettere a punto gli impianti tecnici. Nel giro di pochi giorni, i ripetitori del Secondo Canale vengono messi in condizione di emettere il segnale a colori in tutta Italia, in modo da permettere al maggior numero di utenti la possibilità di usufruire della novità.

Bisogna però dire che i televisori in vendita sono tutti con il sistema Pal: infatti, già nel 1966 i tecnici della Rai avevano scelto questo sistema per le trasmissioni televisive, a favore del quale si era pronunciata anche l’Anie, l’associazione che riunisce i fabbricanti italiani di televisori, e i programmi della Tv della Svizzera italiana e di Capodistria a colori erano in Pal.

In pratica, a vedere con il Secam saranno solo i tecnici delle sedi Rai, perché in Italia quel genere di televisori non è in vendita. Ma qui entra in gioco la politica: la Francia sta infatti facendo pressioni sull’Italia affinché scelga il Secam.

Intanto, in Rai fervono i preparativi per questo storico avvenimento che inizialmente prevede anche, alle 21, un telegiornale a colori.

In realtà però un involontario anticipo di Tv a colori in Rai c'era stato pochi giorni prima della trasmissione dell'inaugurazione dell'Olimpiade di Monaco: sabato 19 agosto 1972, in occasione del match di pugilato Monzon-Bogs, in diretta da Copenaghen, i telespettatori italiani in possesso di un Tv color Pal poterono infatti vedere i primi dieci minuti di trasmissione a colori: poi, all’“errore” viene posto rimedio e tutto torna come prima.

È successo, spiega un comunicato Rai, che non ha funzionato l’apparecchio detto “color-killer”, il dispositivo che elimina il colore dai programmi a colori provenienti dall’estero e trasmessi in bianco e nero dalla Tv italiana. Si è trattato solo di un piccolo anticipo imprevisto e nulla più.

Il 26 agosto 1972, un sabato, è invece una data storica per la televisione italiana. Alle 15.50, Rosanna Vaudetti, con la regia di Piero Turchetti, famoso anche per il “Rischiatutto”, compare in video a colori per annunciare la trasmissione sperimentale con sistema Pal della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Monaco. Il programma prosegue fino alle 18.20.

La programmazione è in contemporanea con il Programma Nazionale, che va in bianco e nero.

In serata, in Secam, dopo una sintesi della cerimonia di inaugurazione, dalle 22.40 alle 23.10 viene proposto un servizio speciale del telegiornale dal titolo “Monaco ‘72”.

La domenica, presentato dall’annunciatrice altoatesina Gertrud Mair, il Secam è nel pomeriggio e il Pal in serata. L'alternanza tra i due sistemi colore prosegue per tutta la durata dell’Olimpiade. L'Italia è già in ritardo con l'introduzione della Tv a colori e sembra finalmente arrivata l'ora di adeguarsi alla maggioranza degli altri paesi europei. La novità del colore è accolta con entusiasmo dal pubblico. Sembra di essere tornati ai tempi di “Lascia o raddoppia”, soprattutto al nord.

A Milano, in Galleria, vengono installati dei televisori a colori dove la gente si raduna curiosa, così come nelle vetrine dei negozi e nei bar. Chi non può permettersi l’acquisto può giocarsi la carta del noleggio: con 50.000 lire subito e 18.000 al mese per un anno si può avere immediatamente un Tv color. In 15 giorni, dall’annuncio dell’esperimento di Monaco, vengono venduti 3000 apparecchi, per una spesa di 1 miliardo e 200 milioni di lire.

Mercoledì 6 settembre 1972 arriva però la doccia fredda perchè il Governo, un tripartito Dc, Pli, Psdi presieduto da Giulio Andreotti, accusato di voler introdurre il colore alle spalle del Parlamento, senza chiedere il parere degli alleati, decide di sospendere l’esperimento con la fine dell’Olimpiade.

In prima fila nella battaglia contro la Tv a colori c’è Ugo La Malfa, del Pri, seguito dalla sinistra Dc, dal Psdi, dal Psi e dal Pci. Tutti questi partiti considerano la Tv a colori un bene voluttuario. Vengono coinvolti anche i presidenti di Senato e Camera, Amintore Fanfani e Sandro Pertini, ai quali viene chiesto di intervenire direttamente sul Governo per sospendere l’esperimento.

La Rai, che sembrava decisa a proseguire con il colore anche oltre le Olimpiadi, alla fine sarà costretta a cedere: niente Pal, niente Secam, gli italiani devono continuare a vedere in bianco e nero. Anche chi possiede un Tv color viene retrocesso al rango di cittadino europeo di seconda categoria: chi può, si deve accontentare di Svizzera e Capodistria o delle Tv di confine in lingua straniera.

L’11 settembre, dopo la cerimonia di chiusura, alle 21.50 in Secam, la trasmissione "Da Monaco a Montreal" a cura di Maurizio Barendson e Paolo Valenti chiude le trasmissioni sperimentali a colori.

Nessuno in quel momento può immaginare che per vedere la Tv a colori sugli schermi della Rai bisognerà aspettare quattro anni: l’edizione olimpica successiva, quella di Montreal, in Canada, ancora in fase sperimentale in Pal, il sistema colore che alla fine la Rai aveva deciso di utilizzare come la maggioranza dei paesi europei e che aveva utilizzato nelle produzioni destinate all'Eurovisione e alla mondovisione.