Il 12 febbraio 1976 alle 19.00 sul Secondo Programma della Rai viene trasmesso il primo episodio del cartone animato "Il Conte di Montecristo"2, con titolo "Un diabolico inganno". Sono dunque passati 50 anni dalla prima e unica emissione in Italia di questo cartone animato, 17 episodi in onda ogni giovedì alle 19.00 fino al 3 giugno 1976. La Rai, che ha prodotto la serie con Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, risulta essere l'unico possessore dell'intera serie, anche se due episodi devono essere restaurati per il pessimo stato in cui sono stati finora conservati. E' dal 2010 che ce ne occupiamo in questo blog, con vari articoli, questo al link di seguito è il primo che abbiamo pubblicato
Il conte di Montecristo, cartone animato del 1976, ecco la sigla
e continuiamo ad auspicare che finalmente l'intera serie possa essere riproposta, per la prima volta dopo 50 anni, almeno su RaiPlay. Nel 2024 su YouTube sono stati pubblicati alcuni episodi a colori in inglese che sembra siano stati trasmessi nel 1991 dalla Tv pubblica irlandese. Da queste emissioni si evidenzia nella sigla di coda la presenza del logo Rai dell'epoca a provare l'importanza dell'impegno produttivo della Rai in questa serie. Di seguito vi proponiamo quanto avevamo scritto su questo blog nel 2022 dopo l'uscita dell'articolo sulla Newsletter Rai.
Il tesoro del Conte
Negli archivi della Rai si nascondono tesori ancora tutti da scoprire e che hanno dietro delle storie che meritano di essere raccontate. In questa puntata vi racconterò di un cartone animato tratto da un grande classico della letteratura mondiale: "Il conte di Montecristo".
È una serie composta da 17 episodi, in onda ogni giovedì alle 19.00 sul Secondo Programma dal 12 febbraio al 3 giugno 1976, quindi trasmessi ancora in bianco e nero e prodotti, come riporta il Radiocorriere dell'epoca, da Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, in coproduzione proprio con la Rai e distribuita dalla Itc, la Incorporated Television Company, con la quale la Tv italiana, negli stessi anni, aveva coprodotto anche la prima serie del telefilm “Spazio 1999”. Presenza fissa nel cast, oltre al Conte di Montecristo, i due amici fidati Jacopo e Rico, sempre pronti a correre in suo aiuto.
La prima puntata, “Un diabolico inganno”, va in onda dopo il Telegiornale Sport e lo spazio pubblicitario Gong ed è seguita, alle 19.20, da un documentario prodotto dalla Tv pubblica spagnola “L’uomo e la terra: l’isola dei pellicani”. Sul Programma Nazionale è in onda invece una puntata di “Sapere” seguita da “Cronache italiane”. Non era infatti ancora entrata in vigore la riforma Rai che avrebbe portato, dal 15 marzo 1976, alla distinzione tra reti e testate giornalistiche, Rete Uno e Rete Due e Tg1 e Tg2. Il pubblico televisivo non aveva ancora molte alternative, le Tv libere stavano muovendo i primi passi e chi poteva, oltre alla Rai, aveva a disposizione solo Svizzera, Capodistria, Montecarlo e la francese Antenne 2. Non c’era dunque molta possibilità di scelta per i telespettatori per cui si può ipotizzare che “Il Conte di Montecristo” abbia avuto un seguito molto ampio e anche per questo è ancora più strano che questo cartone animato sia stato dimenticato per tanti anni.
Il Radiocorriere, nel presentare il cartone animato, scrive che il titolo riprende quello del Conte di Montecristo di Dumas, ma non si tratta della trasposizione del romanzo in cartone animato. "John Halas e Joy Batchelor, i due disegnatori, preso spunto dai personaggi dello scrittore francese e dall'epoca delle loro imprese, hanno poi lavorato, con assoluta libertà di fantasia, costruendo le varie avventure sullo sfondo di vari Paesi e inventando trame che variano dal classico cappa e spada allo spionaggio di tipo 007". L'attività della Halas & Batchelor, il cui film più noto è "La fattoria degli animali", tratto dal romanzo di George Orwell, è apprezzata dai critici soprattutto perché, come scriveva Gianni Rondolino, docente di Storia del Cinema all'Università di Torino, orientata "verso una modernizzazione del segno grafico, un recupero nell'ambito dello spettacolo popolare delle ricerche estetiche e stilistiche di gran parte del cinema d'animazione e contemporaneo". Un bel colpo per la Rai dell'epoca avere dunque contribuito alla produzione di questa serie di cartoni animati.
Dal 3 giugno 1976 però, giorno della trasmissione dell'ultima puntata, non ci sono più state repliche in Italia e, a quanto sembra, anche all'estero. Anche nel Regno Unito era stato trasmesso a colori nel 1975 dalla Itv, la rete privata britannica concorrente della Bbc, e da allora mai più proposto tanto da essere molto ricercato anche dagli appassionati d'Oltremanica. Non esistono infatti nemmeno in rete frammenti di questo cartone animato, ma solo una registrazione della musica della sigla fatta in maniera amatoriale da un appassionato britannico. Nell'archivio Rai sono conservati tutti e 17 gli episodi, dimenticati nei magazzini per oltre 40 anni al punto che due di questi, il nono episodio "La leggenda di Hernandez" e il decimo "La sconfitta di Dumklot", non è stato possibile digitalizzarli a causa del pessimo stato di conservazione. Da segnalare, come curiosità, che in due delle registrazioni in pellicola dei telegiornali, dell’8 aprile e del 13 maggio 1976, sono presenti gli annunci integrali di Maria Grazia Picchetti, trasmessi in coda al Tg2 Flash, del 9° e del 14° episodio del Conte di Montecristo, di cui non vengono citati i titoli, “La leggenda di Hernandez” e “La galleria dei falsari”.
Per il doppiaggio, la voce italiana del Conte di Montecristo era di Giulio Cesare Pirarba come è possibile leggere nei titoli di coda, ma ci sono altre voci di rilievo, tra le quali quella di Nino Dal Fabbro. Degna di nota anche la musica della sigla di testa e di coda che chi ha visto questo cartone animato non può avere dimenticato, scritta da Waine Bickerton e Tony Waddington, due musicisti molto noti negli anni ’70 nel Regno Unito (a questo link è possibile ascoltare la versione originale). Proprio la Tv pubblica italiana risulta essere l'unico possessore dell'intera serie poiché Halas & Bachelor non ha conservato copie del Conte di Montecristo e anche il British Film Institute, l'archivio nazionale della cinematografia britannica, ha solo una puntata a colori non ancora digitalizzata, la 4^, "Fortress of invention", titolo italiano "Il castello delle invenzioni".
La Rai ha dunque in mano, unica al mondo, un tesoro dal valore potenzialmente immenso che aspetta solo di essere valorizzato, non solo per la storia della televisione italiana ma anche del cinema di animazione mondiale. Speriamo che questo possa avvenire in tempi brevi visto che questo cartone animato attende da 46 anni di tornare a mostrarsi al pubblico e sono personalmente convinto che possa piacere anche ai giovani di oggi e non solo da chi ha avuto la possibilità di vederlo nel 1976.
Questi i titoli dei 17 episodi del Conte di Montecristo e la data di trasmissione, l'unica, in Italia:
1. Un diabolico inganno, 12 febbraio 1976
2. Il marchese folle, 19 febbraio 1976
3. La maledizione di Magdapoor, 26 febbraio 1976
4. Il castello delle invenzioni, 4 marzo 1976
5. L'isola assediata, 11 marzo 1976
6. Caccia all’eredità, 18 marzo 1976
7. Un'infame calunnia, 25 marzo 1976
8. La caverna degli schiavi, 1 aprile 1976
9. La leggenda di Hernandez, 8 aprile 1976
10. La sconfitta di Dumklot, 15 aprile 1976
11. Il dinamitardo, 22 aprile 1976
12. Un grande truffatore, 29 aprile 1976
13. L'orchidea nera, 6 maggio 1976
14. La galleria dei falsari, 13 maggio 1976
15. Le magie della musica, 20 maggio 1976
16. La sete del potere, 27 maggio 1976
17. Distruggete la torre di Pisa!, 3 giugno 1976
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Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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