sabato 30 maggio 2026

Finali Coppa dei Campioni in Tv dal 1970 al 1976: non sempre trasmesse in diretta sulla Rai

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La finale di Coppa dei Campioni di calcio è sempre stato uno degli eventi televisivi più importanti per la televisione italiana. Non sempre però è stata trasmessa in diretta dalla Rai. Prendiamo in considerazione in particolare gli anni dal 1970 al 1976. In questo periodo, in cui la Rai era costretta a trasmettere in bianco e nero, la finale di Coppa dei Campioni è stata trasmessa in diretta solo nel 1972, Ajax-Inter, 1973, Ajax-Juventus, e 1975, Bayern Monaco-Leeds, e nessuna di queste risulta conservata negli archivi Rai. Nel 1970 la finale di Coppa dei Campioni tra Fejenoord e Celtic si giocò a Milano, ma la Rai mandò in onda solo una sintesi sul Secondo Programma alle 23.05, mentre venne trasmessa in diretta in Eurovisione in venti paesi tra i quali la Svizzera. Era la prima volta che la Rai non mandava in onda in diretta una finale di Coppa dei Campioni dal 1958 e naturalmente si registrarono numerose proteste in tutta Italia per questa decisione. Nel 1971 la finale era tra Ajax e Panathinaikos, ma alla stessa ora del 2 giugno 1971 erano in programma alcune partite di Coppa Italia per cui la Lega Calcio vietava alla Rai la possibilità di trasmettere partite di calcio negli stessi orari. La finale venne dunque trasnessa in differita alle 14.00 sul Programma Nazionale e in serata sul Secondo telecronaca diretta di Leeds-Juventus, finale di ritorno di Coppa delle Fiere, tutte e due con la telecronaca di Nicolò Carosio che dunque, come vediamo, era ancora in piena attività per la Rai dopo i Mondiali del 1970 in Messico. Da ricordare che alle 22.00 sul Nazionale andava in onda una puntata di Rischiatutto, il popolare quiz di Mike Bongiorno.
Dopo le dirette del 1972 e 1973, dovute anche alla presenza di squadre italiane in finale, nel 1974 si torna alla sintesi, alle 21.40 sul Nazionale, per la prima finale Bayern Monaco-Atletico Madrid, con diretta a colori dalle 20.00 su Svizzera e Capodistria, e diretta del secondo tempo dalle 21.00 per la ripetizione due giorni dopo, con diretta integrale a colori solo su Capodistria, mentre la Svizzera annunciava solo una sintesi a colori alle 22.55. Dopo la diretta del 1975 tra Bayern Monaco e Leeds, anche questa inizialmente prevista solo in "Mercoledì sport", si torna alla sintesi alle 22.20 sulla Rete 1 per Bayern Monaco-Saint Etienne con diretta a colori su Svizzera, dalle 20.10, e Capodistria, dalle 19.55. Il motivo è dovuto a un retroscena, raccontato dal Corriere della sera, che consiste nella rivalità di natura politica esistente nella Rai tra la Rete 1 e la Rete 2 partite da poco, dal 15 marzo 1976 inizio della riforma radiotelevisiva della Rai che aveva portato alla divisione delle testate tra Tg1 e Tg2 e delle reti televisive e radiofoniche. La Rete 1 avrebbe voluto trasmettere in diretta Bayern Monaco-Saint Etienne, ma la Rete 2 si è opposta perchè alla stessa ora era programmato Tg2 Studio Aperto, mentre sulla Rete 1 doveva andare in onda "Verso le elezioni", così si era trovato un accordo per non danneggiare queste due trasmissioni. Per vedere la partita in diretta, al pubblico italiano non restava che girare la manopola del canale, il telecomando non era aancora entrato nelle case, e sintonizzarsi sulla Svizzera, Capodistria o la francese Antenne 2. Il colpo di scena però arriva nel pomeriggio del 12 maggio quando la Rai comunica, attraverso l'agenzia Ansa, di avere cambiato programma e che la finale Bayern Monaco-Saint Etienne sarebbe stata trasmessa in diretta sulla Rete 1. Scrive in proposito il Corriere della sera del 13 maggio 1976: "La Rai-Tv informa... Informiamo oggi, giovedì, gli abbonati della Rai-Tv, rifugiatosi ieri sera sulle emittenti straniere, che anche sul canale uno italiano è stata teletrasmessa in diretta la partita Bayern Monaco-St. Etienne. Ai giornali ne è stata data comunicazione, tramite l'agenzia Ansa, nel tardo pomeriggio, cioè quando era impossibile informare i lettori. Gli abbonati della Rai-Tv che intendessero protestare perchè, in attesa della sintesi annunciata per le ore 22.20, hanno lasciato i televisori spenti fino a quell'ora, non avendo antenne collegate con la Svizzera e Capodistria, si possono rivolgere al numero telefonico 38781 di Roma (prefisso 06). I dirigenti della Tv sono molto sensibili alle critiche. Hanno infatti atteso di leggere alcuni «corsivetti» sui quotidiani per intuire che, in effetti, snobbando certi servizi, non fanno che promuovere la sempre più massiccia fuga degli italiani verso le emittenti straniere". Solo dal 1977, in occasione di Liverpool-Borussia Moenchengladbach dallo stadio Olimpico di Roma, la Rai ha sempre previsto in anticipo la diretta di una finale di Coppa dei Campioni fino a quando ne ha avuto i diritti. In realtà nel 1978 la Rai propose solo in differita la telecronaca di Liverpool-Bruges del 10 maggio per la variazione della programmazione televisiva dovuta al ritrovamento del corpo di Aldo Moro del 9 maggio 1978, mentre nel 1979 la diretta di Nottingham Forest-Malmoe iniziò dal 18' del primo tempo, solo dal 1980 sempre dal primo minuto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Proteste per la Tv, Corriere della sera, 6 maggio 1970
Le due finali oggi in Tv: alle 14 ed alle 20.25, Corriere della sera, 3 giugno 1971
Sintesi in Tv alle ore 21.40, Corriere della sera, 15 maggio 1974
Il secondo tempo in Tv alle ore 21, Corriere della sera, 17 maggio 1974
Bayern-Leeds finale dei "Campioni" in diretta Tv su Capodistria e Svizzera, Corriere della sera, 26 maggio 1975
Anche in Italia Bayern-Leeds "diretta" Tv, Corriere della sera, 28 maggio 1975
Tv straniere in diretta, Corriere della sera, 12 maggio 1976
La Rai-Tv informa..., Corriere della sera, 13 maggio 1976

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mercoledì 15 aprile 2026

Il 12 aprile 1965 a Milano veniva immatricolata la "targa del milione"

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IL 12 APRILE 1965, NON IL 7 APRILE 1965 COME SCRITTO IN MOLTI SITI, A MILANO VENIVA CONSEGNATA LA TARGA AUTOMOBILISTICA MIA00000, QUELLA DEL PRIMO MILIONE DI IMMATRICOLAZIONI IN UNA PROVINCIA ITALIANA. RACCONTIAMO LA CERIMONIA DI CONSEGNA DI QUESTA STORICA TARGA ASSEGNATA AL CORRIERE DELLA SERA

Il 12 aprile 1965, nella sede dell'Automobile Club di Corso Venezia a Milano, veniva consegnata la targa automobilistica MIA00000, quella del primo milione di immatricolazioni in una provincia italiana. Su alcuni siti è riportata la data del 7 aprile 1965, ma dalle nostre ricerche i giornali dell'epoca indicano come giorno della consegna della targa e dell'immatricolazione quella del 12 aprile 1965 che vi raccontiamo così come è stato scritto dalla stampa di quei giorni.
La prima macchina della "serie del milione" era una Giulia T.I. del "Corriere della sera" e alla cerimonia parteciparono tutte le autorità milanesi, il presidente dell'Automobile Club di Milano, Luigi Bertett, il presidente dell'Automobil Club d'Italia Filippo Caracciolo di Castagneto, il direttore generale della Motorizzazione civile Paolo Carlucci, in rappresentanza del Governo, occasione anche per la consegna di una medaglia d'oro al presidente dell'Alfa Romeo Giuseppe Luraghi quale riconoscimento di benemerenza per l'opera svolta dall'Alfa Romeo in occasione del concorso della commissione di educazione stradale delle scuole medie.
Il Corriere della sera racconta così la cerimonia: "Un incaricato si è avvicinato alla fiammante berlina che era stata posta al centro di un palco contornato di primule rosse e con un cacciavite ha fissato la lastra di plastica. Sono scrosciati applausi e all'avvocato Egidio Stagno, direttore generale dell'azienda del "Corriere della sera", è stata consegnata la vettura. Immatricolata e "su strada", come si suol dire. Uno degli oratori ha detto: "Ecco il prodotto di una grande fabbrica milanese affidato alla più grande azienda giornalistica di Milano".
La prima immatricolazione a Milano avvenne nel 1904 e la targa relativa, apposta a una De Dion Bouton bianca acquistata dall'agricoltore Alfredo Castoldi, recava solo la scritta "38 1", essendo il 38 il numero indice del distretto di Milano. Il figlio l'aveva poi attaccata, come un cimelio, alla porta del suo garage. La targa più bassa ancora circolante a Milano nel 1965 era invece la "MI 395" applicata nel 1933 a una Fiat Balilla a quattro marce di proprietà di due giovani di Seregno.
La "targa del milione" rappresentava la terza variazione introdotta nella forma e nella dimensione delle targhe automobilistiche d'Italia. La prima forma, come accennato, era quella del 1904; la seconda entrò in uso nell'ottobre 1927 e per Milano l'ultima auto con questo genere di targa, con la scritta "MI999999" apparteneva alla società in accomandita semplice "Jolly Club".
Già nel 1965 si discuteva del problema dei parcheggi. Milano era infatti dotata di 50 mila posti auto in autorimesse publbiche, di 30 mila auromesse private singole e di circa 200 mila posteggi all'aperto consentiti. Ciò significava, screive smpre il Corriere della sera, che circa 100 mila automobili posteggiavano di notte all'aperto in luoghi di sosta proibita.
E' curioso notare che questa targa venne assegnata in un periodo di calo delle immatricolazioni al Pubblico registro automobilistico di Milano che nel 1964 erano risultate 92.960, contro le 113.824 del 1963. Nel mese di settembre 1964 vennero immesse in circolazione solo 4.065 auto (135 al giorno).
Il milione di targa non significava però avere un milione di auto in circolazione perchè le targhe delle auto demolite non venivano più rimesse in circolazione, a differenza di quanto avveniva prima della Seconda Guerra Mondiale quando la targa numero MI 50000 uscita per la prima volta nel 1934 dopo essere stata restituita dal proprietario, trasferitosi a Roma, venne applicata a un'altra auto.
Gli autoveicoli targati Milano erano dunque poco più di 600 mila e precisamente 540 mila autovetture, 57 mila autocarri, 2600 autobus e circa 6000 fra rimorchi e trattori stradali. A Roma invece le auto in circolazione si aggiravano intorno alle 490 mila e quelle targate Torino circa 373 mila.
Roma arriverà alla milionesima targa nel 1966, Torino invece nel 1968, Napoli nel 1975 e a seguire riusciranno a superare la quota del milione anche le province di Genova, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Padova, Verona, Treviso, Bologna, Modena, Firenze, Bari, Palermo e Catania. A proposito della targa TOA00000, "Stampa sera" del 5-6 aprile 1965 fa notare che queste targhe con cinque zeri, a Torino come in altre città, sarebbero state assegnate a veicoli di enti o società perchè per molti privati erano troppo riconoscibili anche se c'era chi invece non andava a ritirare l'auto già ordinata proprio per avere questa nuova targa con la lettera A dopo la sigla della provincia. Nel 1994 queste targhe, che permettevano anche a tanti bambini di imparare giocando a conoscere i nomi di tante province italiane, sono state sostituite da quelle anonime con due lettere, tre numeri e due lettere senza più la distinzione per provincia.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
La targa del "milione" conferma un primato economico e sociale, Corriere d'informazione, 10-11 aprile 1965
La milionesima targa d'auto assegnata alla direzione del "Corriere", E. C., 13 aprile 1965
La "targa del milione" al Corriere della sera, Corriere d'informazione, 13-14 aprile 1965
Pensiamo alle targhe del "secondo milione", Marco Matteucci, Corriere d'informazione, 13-14 aprile 1965
Siamo al milione, Stampa sera, 5-6 aprile 1968

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sabato 21 marzo 2026

Il 21 marzo 1976 va in onda la puntata numero 1 di "Sport 7": sono passati 50 anni

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Il Tg2 ha compiuto 50 anni il 15 marzo 2026, il primo numero venne infatti trasmesso lunedì 15 marzo 1976 con l'inizio della riforma dei telegiornali che prevedeva la divisione della redazione giornalistica Rai in pià testate, per la televisione Tg1 e Tg2. Nel settore sportivo una delle grandi novità del Tg2 è "Sport 7" il cui primo numero va in onda domenica 21 marzo 1976 intorno alle 20.00 dopo una breve edizione di Tg2 Studio Aperto. Ricorrono dunque anche i 50 anni di questa storica trasmissione che dal 3 ottobre 1976 sarebbe diventata "Domenica sprint". Vi proponiamo in questa pagina l'articolo che abbiamo scritto per la Newsletter Rai nel numero del 24 marzo 2023 che abbiamo pubblicato anche su questo blog. Questi i link della Newsletter Rai del 24 marzo 2023

Newsletter Rai del 24 marzo 2023
C'era una volta "Sport 7"

Il 21 marzo del 1976 intorno alle 20 sulla Rete 2 andava in onda la prima puntata di “Sport 7”, la trasmissione di informazione sportiva della domenica della seconda rete Rai che dal 3 ottobre 1976 sarebbe diventata “Domenica sprint”. Siamo riusciti a ritrovarla negli archivi Rai, dove non era stata indicata, in uno dei rulli delle pellicole dei telegiornali del 21 marzo 1976 dove sono stati indicati solo Tg2 Studio Aperto e Tg2 Stanotte e, per la Rete 1, Tg1 13.30, Tg1 20.00 e Tg1 notte. Purtroppo solo 4 puntate risultano conservate di “Sport 7”, quelle del 28 marzo e 30 maggio 1976, regolarmente indicate sul catalogo Rai, e quella del 4 aprile 1976, anche questa ritrovata solo dopo i riversamenti delle pellicole dei vidigrafi dei telegiornali che indicavano solo “Tg Stanotte” e “20.30” per i telegiornali della Rete 2.

Ecco cosa è stato trasmesso in questa prima storica puntata.
La sigla di testa di “Sport 7”, dove possiamo leggere “risultati, avvenimenti e personaggi, conduce Guido Oddo”, è preceduta da quella del Tg2 Studio Aperto di cui sembra essere una seconda parte a tema sportivo e non una trasmissione autonoma. E’ la prima domenica di sport dopo la riforma della Rai partita lunedì 15 marzo 1976 con la divisione delle testate giornalistiche in Tg1 e Tg2 e dunque con una concorrenza tra Rete 1 e Rete 2 e per anche per questo in apertura Guido Oddo spiega come sarà la trasmissione, presentata come notiziario domenicale del Tg2 dedicato all’attualità sportiva, dal Tv5 di Milano con una redazione formata da quelle sportive del Tg2 di Roma e di Milano, con caporedattore Maurizio Barendson e con la collaborazione anche dei colleghi delle altre redazioni. Come possiamo leggere dai titoli di coda, la redazione è formata da Nino De Luca, Aurelio Addonizio, Gianfranco De Laurentiis, Lino Ceccarelli, Giovanni Garassino, Remo Pascucci, Bruno Pizzul, Mario Poltronieri, Ennio Vitanza.

“Sport 7 si articola come la vecchia Domenica Sportiva estiva - prosegue Guido Oddo - cioè su un’ampia panoramica degli avvenimenti della giornata e con la presenza degli specialisti, per esempio Barendson e Pizzul vi parleranno di calcio, Mario Poltronieri e Lino Ceccarelli di motorismo, Aldo Giordani di pallacanestro, Giorgio Martino di nuoto e di ciclismo, Alberto Giubilo di ippica, io vi parlerò di sci e di tennis. Avremo anche degli ospiti, cercheremo di fare delle interviste ai protagonisti della giornata e soprattutto cercheremo di adeguarci, cominciando da domenica prossima, sempre meglio e sempre più, alle vostre esigenze di ascoltatori e di sportivi”.

Inizio con la pallacanestro con un collegamento diretto con Aldo Giordani da Bologna per Sinudyne Bologna-Mobilquattro Milano di campionato, quindi linea allo studio per il calcio con risultati e classifica di Serie A e Serie B. Il primo servizio della giornata è per Milan-Napoli (1-1), di Ennio Vitanza, servizio interrotto per passare alle ultime battute di Sinudyne-Mobilquattro e in conclusione servizio su Lazio-Ascoli (3-1) di Giorgio Martino. Al rientro in studio Guido Oddo si scusa per l’interruzione del servizio di Milan-Napoli che viene fatto ripartire dal punto in cui si era interrotto e in conclusione Bruno Pizzul che presenta una rassegna degli altri gol di giornata che partono con la sorprendente vittoria del Cesena sulla Juventus per 2-1, quindi Torino-Roma 1-0, Sampdoria-Verona 2-0 e Como-Bologna 2-1.

Pizzul presenta quindi gli ospiti facendo anche notare come la trasmissione stia procedendo “sulla falsariga dell’improvvisazione”. Primo a parlare è Giuseppe Sabadini del Milan, quindi spazio all’ospite di spettacolo Aldo Giuffrè che Pizzul presenta chiamandolo Carlo, nome del fratello, altro celebre attore. Linea poi a Roma dove c’è Maurizio Barendson che parla di Giorgio Chinaglia, intervistato in studio da Gianni Minà. Quindi Pizzul ricorda le attività extra sportive dei calciatori e lancia un breve spezzone del brano musicale di Sabadini che spiega i motivi che lo hanno portato a incidere questo disco, poi la linea torna a Guido Oddo che legge risultati e classifica di Serie C e la restituisce a Maurizio Barendson per il punto della giornata di campionato seguita da una serie di brevi notizie lette dallo stesso Guido Oddo che lancia un servizio di motociclismo sul circuito di Modena valido per il campionato italiano seniores e una intervista di Mario Poltronieri al vincitore della classe 500, Giacomo Agostini, quindi servizio di Alfredo Liguori sulle regate invernali di vela ad Alassio e sul premio Locatelli di galoppo a San Siro letto da Gianfranco De Laurentiis. Rientro in studio con una notizia di trotto, la lettura della schedina Totip e una notizia di sci dal Canada sulla gara di chiusura Coppa del Mondo, uno slalom parallelo vinto dall’italiano Franco Bieler sullo svedese Ingemar Stenmark. Guido Oddo prosegue con un'intervista a un altro degli ospiti in studio, il pugile Vito Antuofermo, con tanto di battuta - “Stia pure fermo Antuofermo” - che si prepara a un match valido per il campionato europeo dei pesi superwelter, al nuovo Palazzo dello Sport di Milano che per la prima volta ospita una riunione di pugilato.

Antuofermo racconta la sua carriera da professionista tra America, dove si era trasferito da ragazzo da Bari, ed Europa, quindi ecco un servizio sui campionati esteri, che parte prima ancora che Guido Oddo finisca di presentarlo, di Giorgio Martino. Possiamo così vedere i gol di Bayern Monaco-Borussia Moenchengladbach 4-0, big match del campionato tedesco, di Liverpool-Norwich 0-1 e di Arsenal-West Ham 6-1 per il campionato inglese e di Nantes-Saint Etienne 3-0, solo con il terzo gol, per il campionato francese. Tutte immagini che vediamo in bianco e nero ma che arrivano a colori dal circuito internazionale dell’Eurovisione. E’ anche l’ultimo servizio della trasmissione con Guido Oddo che ringrazia gli ospiti, si scusa per gli inconvenienti - “cercheremo di migliorarci fin da domenica prossima” - e saluta dando l’arrivederci alla prossima domenica. Chiusura con la sigla di coda, la stessa del Tg2 Studio Aperto il cui cartello chiude la trasmissione.

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mercoledì 4 marzo 2026

Il 24 febbraio 1976, al Torneo di Viareggio, la prima diretta gol nella storia della televisione italiana: sono passati 50 anni

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Il 24 febbraio 1976 la Rai mandava in onda alle 14.30 sul Programma Nazionale «Dal primo al novantesimo minuto», una ripresa simultanea delle quattro partite del 24 febbraio 1976 in programma al Torneo di Viareggo, sulla falsariga delle celebre ed insostituibile «Tutto il calcio minuto per minuto». Sono dunque passati 50 anni da questo momemto storico per la televisione sportiva che ha anticipato di anni quella che oggi, con "Diretta gol" delle pay tv, è diventata un'abitudine per gli appassionati calcio televisivo. Vi proponiamo l'articolo scritto per la Newsletter Rai nel numero del 17 marzo 2023.

Newsletter Rai del 17 marzo 2023
"Tutto il calcio" in Tv

Il Torneo di Viareggio è la manifestazione calcistica più importante a livello giovanile: tanti giocatori che poi hanno fatto una brillante carriera sono passati attraverso questa competizione. Ma nel 1976, più che di giovani calciatori, si parla di televisione. Già, perché martedì 24 febbraio, in occasione della giornata conclusiva della prima fase, sul Programma Nazionale alle 14.50 la Rai propone «Dal primo al novantesimo minuto», una ripresa simultanea delle quattro partite in programma sulla falsariga delle celebre ed insostituibile «Tutto il calcio minuto per minuto». I campi collegati sono Viareggio per Inter-Sampdoria (1-0), Massa per Kickers Offenbach (Germania Ovest)-Wisla Cracovia (Polonia) (2-0), Pisa per Lazio-Como (1-0) e Sesto Fiorentino per Dukla Praga (Cecoslovacchia)-Rangers Glasgow (Scozia) (3-0): telecronisti Nando Martellini, Bruno Pizzul, Giorgio Martino ed Ennio Vitanza coordinati televisivamente da Paolo Valenti e Remo Pascucci, inventori con Maurizio Barendson di «90° minuto», regista Mario Conti come riporta «La Gazzetta dello Sport» del 24 febbraio 1976 che specifica che la regia centrale è in funzione dallo stadio dei Pini di Viareggio dove si gioca Inter-Sampdoria. I giornali si domandano: visto che la Lega calcio ha chiesto e ottenuto un miliardo l’anno per un tempo di una partita di A, mezz’ora di una di B e per filmati di un minuto e mezzo l’uno sulle gare domenicali, quanto pretenderebbe per questa nuova formula televisiva? L’esperimento piace e viene giudicato tecnicamente riuscito, nonostante la pochezza dello spettacolo offerto dalle quattro partite perché i risultati non avevano alcuna importanza per la qualificazione: tutto era infatti già stato deciso nelle giornate precedenti.

“Si tratta di una novità di indubbio interesse - scrive «La Gazzetta dello Sport» - che unisce al pregio della simultaneità delle immagini, l’ausilio dei moderni mezzi della tecnica televisiva, cioè il replay che consente di rivedere un gol o un’azione importante verificatasi su un altro campo pochi minuti prima, o addirittura il rallenty per fissare determinate immagini decisive”.

Sulla possibilità di ripetere l’esperimento per il campionato, lo scetticismo però è totale: “E fin che si tratta di manifestazioni tipo Torneo di Viareggio, dove l’interesse passionale del pubblico è più che marginale, sta bene. Ben diverse risulterebbero pensabilmente le reazioni dei tifosi, se per ipotesi le telecamere interrompessero le immagini di una partita tipo Juventus-Inter in campionato per trasferirsi ad Ascoli o Perugia dove sta per essere eseguito un calcio di punizione dal limite. In quegli istanti, presumibilmente, la televisione sarebbe sommersa da migliaia di telefonate di protesta. Chiaro dunque che simili esperimenti sono adatti per tornei o competizioni tipo campionati del mondo, ma non per il campionato dove, ovviamente, non saranno mai proponibili”.

Il «Corriere della Sera», invece, immagina come potrebbe essere un «Tutto il calcio minuto per minuto televisivo»: “Starsene in poltrona comodamente, in mezzo a tutti gli stadi, a chi non piacerebbe? Chi non apprezza un’interruzione di Martellini per passare la linea a Vitanza che descrive un rigore che in quel momento sta per essere battuto? Tutto è indovinato, anche il “replay” che fa rivedere subito un’azione avvenuta nei minuti di non collegamento. Ecco, molto sta nell’abilità del regista, nel non spezzettare troppo la ripresa dal campo principale quando sugli altri campi non accade nulla di eccezionale. Ci domandiamo solo: ma perché illuderci? Accetterà mai la Lega una ripresa del genere in diretta? Dobbiamo aspettare il campionato del mondo per rivedere questo tipo di trasmissione? Speriamo di no, speriamo di poter approfondire l’argomento in occasione della prossima tornata di coppe: l’interesse sarebbe maggiore e l’esperimento acquisterebbe ancor maggiore validità”.

Negli archivi Rai purtroppo non risulta conservato niente di questo storico esperimento televisivo.

Questa prova, pensata per i Mondiali di Argentina e per il campionato, non ha avuto un seguito fino al 24 aprile 1985, quando la Rai, che da qualche anno deve affrontare la concorrenza delle Tv private che però non hanno ancora la possibilità di trasmettere in diretta su tutto il territorio italiano, decide di trasmettere "Tuttocoppe minuto per minuto" con la diretta delle semifinali di ritorno Bordeaux-Juventus per la Coppa dei Campioni, telecronista Nando Martellini, e Real Madrid-Inter di Coppa Uefa, telecronista Bruno Pizzul. Inoltre, interruzioni per i gol delle altre semifinali Panathinaikos-Liverpool, per la Coppa dei Campioni, e Zelejznicar Sarajevo-Videoton, per la Coppa Uefa, che interessano Juventus e Inter. In studio, a condurre la trasmissione, Giampiero Galeazzi, al coordinamento Sandro Petrucci, in redazione Claudio Icardi, Fabrizio Maffei, Ugo Trani, Jacopo Volpi, regia di Nazareno Balani e in segreteria Nila D’Alessio. L’esperimento, nel periodo in cui le due partite erano in contemporanea, secondo i dati ufficiali forniti dalla Rai venne seguito da 14 milioni e 200 mila spettatori, con oltre 19 milioni di contatti e uno share del 60,7%.

Sandro Petrucci racconta alla «Gazzetta dello Sport» perché tutto non ha funzionato a dovere nelle dirette dai due campi. Per la prima volta infatti è stato usato un nuovo fantascientifico banco di regia: “Dispone di un incredibile numero di pulsanti rispetto alla trentina di quelli vecchi e il bello è che ci è stato messo a disposizione appena un quarto d’ora prima. Non lo avevamo potuto provare neanche una volta e questo spiega alcune disfunzioni che non saranno sfuggite ai telespettatori più attenti. Per esempio: quando dovevamo allargare l’immagine su tutto il teleschermo, partivamo sempre dal basso, e questo perché non siamo riusciti a pescare il benedetto pulsante che la faceva allargare dall’alto. Eravamo così disposti; Galeazzi come punto d’unione fra i telecronisti Martellini da Bordeaux e Pizzul da Madrid; Maffei era agli ampex (ne avevamo ben tre), Icardi piazzato fisso su Panathinaikos-Liverpool e Trani su Zeljeznicar-Videoton”.

I due incroci più delicati, scrive Mario Pennacchia su «La Gazzetta dello Sport» del 26 aprile 1985, erano quelli tra Petrucci dietro le quinte e Galeazzi in studio e tra lo stesso Galeazzi e tra gli inviati Martellini e Pizzul. Il primo problema è stato ingegnosamente risolto con la trovata dei due riquadri delle partite mandati in onda simultaneamente: era quello infatti il segnale per Galeazzi di spostarsi da Bordeaux a Madrid. “All’inizio avevamo tutti una gran paura – racconta ancora Petrucci - ma io ero invece tranquillo perché nel “Sabato sport” avevamo già mandato in onda questo tipo di trasmissione e non davvero con tutti i mezzi messi stavolta a nostra disposizione. L’unica incertezza veniva dall’uso di strumenti nuovissimi e sconosciuti e questo giustifica in definitiva quello che non ha funzionato proprio alla perfezione. Comunque, il primo riscontro l’ho avuto nella tarda serata di mercoledì quando, dopo tutto quello stress, sono andato in un ristorante e qui mi è venuto incontro Giorgio Chinaglia per dirmi: ‘Avete fatto una trasmissione da favola, per un appassionato di calcio è stato fantastico, neanche in America avevo mai visto una cosa simile’”.

La serata calcistica della Rai proseguì poi sulla Rete 2 con una puntata speciale di “Eurogol”, la bellissima trasmissione ideata e condotta da Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino che, nonostante la tarda ora per l’epoca (dalle 23.10 alle 0.33), ebbe un ascolto medio di 1,4 milioni di telespettatori, 5 milioni di contatti e il 32% di share, lo stesso del “Fatto” di Enzo Biagi.

Una Rai che dunque ha anticipato quella che è una realtà sulle pay tv che propongono con successo, e con mezzi tecnici più evoluti, la “Diretta gol” di campionato e coppe europee di calcio oggi improponibile sulle reti gratuite per gli alti costi raggiunti dai diritti televisivi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
«Gazzetta dello Sport», Oggi l'esperimento su Tv su 4 campi, 24 febbraio 1976
«Gazzetta dello Sport», Riuscito l’esperimento Tv, 25 febbraio 1976
«Corriere della Sera», Calcio minuto per minuto in Tv un esperimento che è piaciuto, 25 febbraio 1976
«Gazzetta dello Sport», Così per la prima volta alla Tv «Tuttocoppe minuto per minuto», 24 aprile 1985
Mario Pennacchia, Il video minuto per minuto. Esperimento riuscito o no?, «La Gazzetta dello Sport», 26 aprile 1985
«Gazzetta dello Sport», Sono stati più di quattordici milioni i telespettatori delle partite di coppa di mercoledì di Juve e Inter, 26 aprile 1985
Massimo De Luca, Pino Frisoli, Sport in Tv, Rai Eri, Roma, 2010
Pino Frisoli, Tuttocoppe minuto per minuto: La Rai in Tv faceva così

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Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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martedì 3 marzo 2026

Storia dell'Ambrogino d'oro del 1982 con Sal Da Vinci

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Il successo di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo del 2026 ci dà l’occasione per parlare dell’Ambrogino d’oro, una rassegna musicale per ragazzi organizzata dal Centro Milanese per lo Sport e la Ricreazione (CMSR) che si è svolta a Milano dal 1964 al 1985 e dal 2006 al 2011 e che nei primi anni ’80 veniva trasmessa in diretta dalla Rete 2 della Rai. Sal Da Vinci partecipò nel 1982 con il brano “Hai fatto buca!” e proprio di questa edizione, la numero 11, ci occuperemo in questo articolo*.
L’Ambrogino d’oro del 1982 si svolse nelle giornate del 6, 7 e 8 dicembre al Palalido di Milano con trasmissione in diretta alle 16.30 il 6 e 7 dicembre e alle 17.20 l’8 dicembre. Dodici le canzoni in gara, cantate da ragazzi di età tra i 9 e i 13 anni, con la conduzione di Lara Saint-Paul e Tony Martucci. Il Radiocorriere numero 49 del 1982 presenta la manifestazione con il titolo “Ambrogino fa rima con Zecchino”. ”L’Ambrogino tende alla ricerca di nuove canzoni per i ragazzi”, dicevano infatti gli organizzatori del programma, “e infatti gli interpreti non possono aver superato il tredicesimo anno di età. Insomma va a coprire una fascia che sta sopra allo Zecchino d’oro ed è indirizzata al pubblico degli adolescenti”. Dodici le canzoni ammesse. Oltre ad “Hai fatto buca!” di Sal Da Vinci, 13 anni all’epoca e figlio del cantante Mario Da Vinci e che già da bambino era abituato a stare in palcoscenico, partecipano Monica Martelli, figlia del compositore Augusto, in coppia con Loris Salzano, tutti e due 12 anni, con “E’ l’amore”, Cristina Zavallone, 9 anni, figlia di Paolo, noto anche come El Pasador, con “Non ti arrabbiare papà”, Massimo Pezzera, 12 anni, con “Marilina”, Gruppo Futura con “Carino”, Stefano Muselli, 10 anni, con “Ho voglia di studiare, però…”, Paola Belloni, 12 anni, con “La magia”, Barbara Tosto, 12 anni, con “Mani in su, testa in giù”, Sarah, 11 anni, con “Ogni bambino è un uomo”, Luca Chinnici, 13 anni, con “Sua Maestà”, Nadia Casata, 12 anni, con “Un segreto”, e il Coro La Mele Verdi, che negli anni seguenti canteranno molte sigle di cartoni animati, con “Spazio 12“.
I brani vengono presentati, sei per volta, nel corso dei due primi giorni e votati dalla platea divisa in settore ragazzi e settore adulti. Il terzo giorno, durante la finale, vengono riproposte tutte le 12 canzoni da cui esce il vincitore dell’Ambrogino 1982. Nella giuria settore adulti sono presenti personaggi noti come Giuseppe Di Stefano, tenore oltre a essere presidente di giuria, Oriella Dorella, ballerina televisivamente nota per la sua partecipazione a "Fantastico 2" nel 1981, Silvio Ceccato, professore universitario di cibernetica e di linguistica, Elisabetta Viviani, Carlo Castellaneta, scrittore, Nilla Pizzi, Walter Valdi, cabarettista, Guia Visigalli, giornalista del settimanale "Telesette", Giancarlo Zironi giornalista del quotidiano "La notte", Ivan Graziani, Angelo Infanti, attore vincitore del David di Donatello per il film "Borotalco" e Alfredo Papa, imitatore che si esibisce anche nella seconda parte del 7 dicembre 1982. La canzone vincitrice dell'Ambrogino 82, annunciata da Franco Ascani, direttore generale del Centro Milanese per lo Sport e la Ricreazione, premio consegnato dal sindaco di Milano, Carlo Tognoli, è "Un segreto", cantata da Nadia Casata, tutte le altre a pari merito. La giuria assegna poi un premio speciale di "Telesette", un cangurino d'argento, a "Spazio 12" del Coro delle Mele Verdi.
L’ingresso al Palalido, gratuito, è invece addobbato con 25 mila garofani proveniente proprio dal comune di Sanremo, sede storica del Festival della canzone italiana.

Ecco la programmazione televisiva della Rete 2 del pomeriggio nelle giornate del 6, 7 e 8 dicembre 1982
Lunedì 6 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
14.00-16.00 Tandem. Due ore in diretta dallo Studio 7 di Roma condotte da Enza Sampò
Contiene Paroliamo 1a parte, Doraemon, Paroliamo 2a parte, Quiz condotto da Fabrizio Frizzi
16.00 Dse Leggere il teatro
16.30 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 1a parte
17.30 Tg2 Flash
17.35 Dal Parlamento
17.40 Stereo. Settimanale di informazione musicale
18.25 Spaziolibero: I programmi dell'accesso
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

Martedì 7 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
14.00-16.00 Tandem. Due ore in diretta dallo Studio 7 di Roma condotte da Enza Sampò
Contiene Videogames 1a parte presenta Fabrizio Frizzi, Doraemon, Videogames 2a parte, E' troppo strano. Spettacolo di curiosità
16.00 Dse Follow me
16.30 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 2a parte
17.30 Tg2 Flash
17.35 Dal Parlamento
17.40 Set: Incontri con il cinema. A cura di Claudio G. Fava
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

Mercoledì 8 dicembre 1982
Programmazione Rete 2
10.00 Bayanihan. Balletto nazionale delle Filippine
10.25 Sci, Coppa del Mondo, Val d'Isere, slalom gigante femminile, 1a manche
11.25 L'intrepido Giannino. Lungometraggio a cartoni animati
12.30 Meridiana. Lezione in cucina di Luigi Veronelli e Maria Maddalena Yon con la collaborazione di Agostino Rossi
13.00 Tg2 Oretredici
13.30 Sci, Coppa del Mondo, Val d'Isere, slalom gigante femminile 2a manche
14.00-14.25 Tandem, 1a parte. In diretta dallo Studio 7 di Roma. Condotto da Enza Sampò
Ospiti i calciatori della Lazio Bruno Giordano e Lionello Manfredonia
14.25 Calcio, Roma-Colonia, ritorno Ottavi di finale Coppa Uefa
16.15-17.15 Tandem, 2a parte. In diretta dallo Studio 7 di Roma. Condotto da Enza Sampò
17.15 Tg2 Flash
17.20 In diretta dal Palalido di Milano
Ambrogino '82. I ragazzi cantano Milano, 3a e ultima parte
18.40 Sportsera
18.50 Le strade di San Francisco
19.45 Tg2 Telegiornale

* A proposito della giornata dell’8 dicembre, da ricordare che sulla Rete 2 nel pomeriggio alle 14.30 era andata in onda la diretta di Roma-Colonia, ritorno degli ottavi di finale di Coppa Uefa, finita con un memorabile 2-0 grazie ai gol nel secondo tempo di Iorio al 55’ e di Falcao all’88 grazie ai quali la Roma si qualificò per i quarti dopo lo 0-1 dell’andata. La diretta della partita era stata preceduta dalla prima parte di “Tandem”, trasmissione pomeridiana per ragazzi condotta da Enza Sampò, che in quella giornata aveva come ospiti i giocatori della Lazio Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, come riporta in prima pagina La Gazzetta dello Sport dell’8 dicembre 1982 nello spazio dedicato alla programmazione televisiva sportiva.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Carlo Bressan, “Ambrogino fa rima con Zecchino”, Radiocorriere Tv numero 49, programmi dal 5 all’11 dicembre 1982
G.L. Pa., “Dolci segreti, jeans e un po’ di cipria al microfono dell’Ambrogino d’oro, Corriere della sera, 10 dicembre 1982

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giovedì 12 febbraio 2026

Il 12 febbraio 1976 la prima Tv sulla Rai del cartone animato "Il Conte di Montecristo": sono passati 50 anni

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Il 12 febbraio 1976 alle 19.00 sul Secondo Programma della Rai viene trasmesso il primo episodio del cartone animato "Il Conte di Montecristo"2, con titolo "Un diabolico inganno". Sono dunque passati 50 anni dalla prima e unica emissione in Italia di questo cartone animato, 17 episodi in onda ogni giovedì alle 19.00 fino al 3 giugno 1976. La Rai, che ha prodotto la serie con Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, risulta essere l'unico possessore dell'intera serie, anche se due episodi devono essere restaurati per il pessimo stato in cui sono stati finora conservati. E' dal 2010 che ce ne occupiamo in questo blog, con vari articoli, questo al link di seguito è il primo che abbiamo pubblicato

Il conte di Montecristo, cartone animato del 1976, ecco la sigla

e continuiamo ad auspicare che finalmente l'intera serie possa essere riproposta, per la prima volta dopo 50 anni, almeno su RaiPlay. Nel 2024 su YouTube sono stati pubblicati alcuni episodi a colori in inglese che sembra siano stati trasmessi nel 1991 dalla Tv pubblica irlandese. Da queste emissioni si evidenzia nella sigla di coda la presenza del logo Rai dell'epoca a provare l'importanza dell'impegno produttivo della Rai in questa serie. Di seguito vi proponiamo quanto avevamo scritto su questo blog nel 2022 dopo l'uscita dell'articolo sulla Newsletter Rai.

Il tesoro del Conte
Negli archivi della Rai si nascondono tesori ancora tutti da scoprire e che hanno dietro delle storie che meritano di essere raccontate. In questa puntata vi racconterò di un cartone animato tratto da un grande classico della letteratura mondiale: "Il conte di Montecristo".

È una serie composta da 17 episodi, in onda ogni giovedì alle 19.00 sul Secondo Programma dal 12 febbraio al 3 giugno 1976, quindi trasmessi ancora in bianco e nero e prodotti, come riporta il Radiocorriere dell'epoca, da Halas & Batchelor Animation Limited, la più importante casa di produzione di cinema di animazione del Regno Unito, in coproduzione proprio con la Rai e distribuita dalla Itc, la Incorporated Television Company, con la quale la Tv italiana, negli stessi anni, aveva coprodotto anche la prima serie del telefilm “Spazio 1999”. Presenza fissa nel cast, oltre al Conte di Montecristo, i due amici fidati Jacopo e Rico, sempre pronti a correre in suo aiuto.

La prima puntata, “Un diabolico inganno”, va in onda dopo il Telegiornale Sport e lo spazio pubblicitario Gong ed è seguita, alle 19.20, da un documentario prodotto dalla Tv pubblica spagnola “L’uomo e la terra: l’isola dei pellicani”. Sul Programma Nazionale è in onda invece una puntata di “Sapere” seguita da “Cronache italiane”. Non era infatti ancora entrata in vigore la riforma Rai che avrebbe portato, dal 15 marzo 1976, alla distinzione tra reti e testate giornalistiche, Rete Uno e Rete Due e Tg1 e Tg2. Il pubblico televisivo non aveva ancora molte alternative, le Tv libere stavano muovendo i primi passi e chi poteva, oltre alla Rai, aveva a disposizione solo Svizzera, Capodistria, Montecarlo e la francese Antenne 2. Non c’era dunque molta possibilità di scelta per i telespettatori per cui si può ipotizzare che “Il Conte di Montecristo” abbia avuto un seguito molto ampio e anche per questo è ancora più strano che questo cartone animato sia stato dimenticato per tanti anni.

Il Radiocorriere, nel presentare il cartone animato, scrive che il titolo riprende quello del Conte di Montecristo di Dumas, ma non si tratta della trasposizione del romanzo in cartone animato. "John Halas e Joy Batchelor, i due disegnatori, preso spunto dai personaggi dello scrittore francese e dall'epoca delle loro imprese, hanno poi lavorato, con assoluta libertà di fantasia, costruendo le varie avventure sullo sfondo di vari Paesi e inventando trame che variano dal classico cappa e spada allo spionaggio di tipo 007". L'attività della Halas & Batchelor, il cui film più noto è "La fattoria degli animali", tratto dal romanzo di George Orwell, è apprezzata dai critici soprattutto perché, come scriveva Gianni Rondolino, docente di Storia del Cinema all'Università di Torino, orientata "verso una modernizzazione del segno grafico, un recupero nell'ambito dello spettacolo popolare delle ricerche estetiche e stilistiche di gran parte del cinema d'animazione e contemporaneo". Un bel colpo per la Rai dell'epoca avere dunque contribuito alla produzione di questa serie di cartoni animati.

Dal 3 giugno 1976 però, giorno della trasmissione dell'ultima puntata, non ci sono più state repliche in Italia e, a quanto sembra, anche all'estero. Anche nel Regno Unito era stato trasmesso a colori nel 1975 dalla Itv, la rete privata britannica concorrente della Bbc, e da allora mai più proposto tanto da essere molto ricercato anche dagli appassionati d'Oltremanica. Non esistono infatti nemmeno in rete frammenti di questo cartone animato, ma solo una registrazione della musica della sigla fatta in maniera amatoriale da un appassionato britannico. Nell'archivio Rai sono conservati tutti e 17 gli episodi, dimenticati nei magazzini per oltre 40 anni al punto che due di questi, il nono episodio "La leggenda di Hernandez" e il decimo "La sconfitta di Dumklot", non è stato possibile digitalizzarli a causa del pessimo stato di conservazione. Da segnalare, come curiosità, che in due delle registrazioni in pellicola dei telegiornali, dell’8 aprile e del 13 maggio 1976, sono presenti gli annunci integrali di Maria Grazia Picchetti, trasmessi in coda al Tg2 Flash, del 9° e del 14° episodio del Conte di Montecristo, di cui non vengono citati i titoli, “La leggenda di Hernandez” e “La galleria dei falsari”.

Per il doppiaggio, la voce italiana del Conte di Montecristo era di Giulio Cesare Pirarba come è possibile leggere nei titoli di coda, ma ci sono altre voci di rilievo, tra le quali quella di Nino Dal Fabbro. Degna di nota anche la musica della sigla di testa e di coda che chi ha visto questo cartone animato non può avere dimenticato, scritta da Waine Bickerton e Tony Waddington, due musicisti molto noti negli anni ’70 nel Regno Unito (a questo link è possibile ascoltare la versione originale). Proprio la Tv pubblica italiana risulta essere l'unico possessore dell'intera serie poiché Halas & Bachelor non ha conservato copie del Conte di Montecristo e anche il British Film Institute, l'archivio nazionale della cinematografia britannica, ha solo una puntata a colori non ancora digitalizzata, la 4^, "Fortress of invention", titolo italiano "Il castello delle invenzioni".

La Rai ha dunque in mano, unica al mondo, un tesoro dal valore potenzialmente immenso che aspetta solo di essere valorizzato, non solo per la storia della televisione italiana ma anche del cinema di animazione mondiale. Speriamo che questo possa avvenire in tempi brevi visto che questo cartone animato attende da 46 anni di tornare a mostrarsi al pubblico e sono personalmente convinto che possa piacere anche ai giovani di oggi e non solo da chi ha avuto la possibilità di vederlo nel 1976.

Questi i titoli dei 17 episodi del Conte di Montecristo e la data di trasmissione, l'unica, in Italia:

1. Un diabolico inganno, 12 febbraio 1976
2. Il marchese folle, 19 febbraio 1976
3. La maledizione di Magdapoor, 26 febbraio 1976
4. Il castello delle invenzioni, 4 marzo 1976
5. L'isola assediata, 11 marzo 1976
6. Caccia all’eredità, 18 marzo 1976
7. Un'infame calunnia, 25 marzo 1976
8. La caverna degli schiavi, 1 aprile 1976
9. La leggenda di Hernandez, 8 aprile 1976
10. La sconfitta di Dumklot, 15 aprile 1976
11. Il dinamitardo, 22 aprile 1976
12. Un grande truffatore, 29 aprile 1976
13. L'orchidea nera, 6 maggio 1976
14. La galleria dei falsari, 13 maggio 1976
15. Le magie della musica, 20 maggio 1976
16. La sete del potere, 27 maggio 1976
17. Distruggete la torre di Pisa!, 3 giugno 1976


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martedì 2 dicembre 2025

L'1 dicembre 1985 l'esordio del Telebeam, evoluzione della moviola e antenato del Var, su RaiDue: sono passati 40 anni

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L'1 dicembre 1985, nella trasmissione "Gol Flash" condotta da Gianfranco De Laurentiis, c'è l'esordio del Telebeam, evoluzione tecnologica della moviola calcistica che può essere considerato un antenato del Var e del fuorigioco semiautomaticoo. Ricordiamo a 40 anni da quel giorno questo momento storico per la storia della televisione sportiva italiana riproponendo quanto avevamo scritto su questo blog e anche per la Newsletter Rai della settimana dall'11 al 17 marzo 2023.

L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni

Il "nonno" del Var, articolo pubblicato sulla Newsletter Rai

Il "nonno" del Var L'1 dicembre 1985 si gioca la dodicesima giornata di Serie A, che vede in programma anche il derby Milan-Inter: e proprio questa partita offrirà l'occasione per lanciare il Telebeam, evoluzione tecnologica della moviola calcistica che può essere considerato un antenato del Var e del fuorigioco semiautomatico. Come scrive "La Gazzetta dello Sport", è la grande novità di una nuova trasmissione sportiva del pomeriggio domenicale di Rai 2, “Studio-Stadio” condotta da Gianfranco De Laurentiis, anche se in realtà l'esordio avviene alle 18:40 in "Gol Flash" (nel 1985 si scrive così, staccato, mentre nei primi anni veniva indicata come "Golflash", tutto attaccato), la trasmissione della redazione sportiva del Tg2 che propone tutti i gol della giornata di Serie A, condotta sempre da Gianfranco De Laurentiis.

Il "Telebeam", come spiega sempre la “Gazzetta”, è “un nuovo strumento elettronico dove viene applicato il computer alla moviola. Quest'ultima, a volte, per la posizione centrale della telecamera rispetto a tutto il terreno di gioco, fornisce un'immagine appiattita, (e quindi distorta) della reale posizione dei giocatori in campo, specie in occasione dei fuorigioco. Il computer, applicato alla moviola, permette di raddrizzare le immagini televisive, appiattite per la posizione centrale della telecamera, dando una visione non falsata della prospettiva, correggendo l’angolazione della telecamera (al centro del campo) rispetto alla zona (intorno al limite delle aree) nella quale solitamente si verificano le infrazioni di fuorigioco”.

In particolare, il nuovo strumento permise di mostrare come la posizione di Altobelli in occasione del pareggio nerazzurro durante Milan-Inter, finito 2-2, fosse regolare, dando così ragione all’arbitro Agnolin. L'ex arbitro Concetto Lo Bello, nel frattempo diventato onorevole, applaude all’introduzione del Telebeam: “È un sistema attendibilissimo, perfetto direi, per verificare la giustezza delle decisioni arbitrali sul fuorigioco. E gli stessi direttori di gara hanno interesse a che il loro operato venga esaminato da tutti con la maggior possibilità di verità, nel male o nel bene. Nel primo caso perché evidenziando un errore si ridona umanità ad un ruolo (quello dell'arbitro) che viene, a torto, presunto infallibile; dall'altro perché confermando la giusta valutazione data in campo smorza sul nascere ogni polemica, agendo anche come deterrente per alcune possibili manifestazioni, che sono più le decisioni corrette che non quelle sbagliate in occasione dei fuorigioco. Questo “Telebeam” non farà altro che accrescere la credibilità della classe arbitrale italiana. E di conseguenza di tutto il calcio e lo sport. Inoltre, con questo nuovo tipo di controllo, gli arbitri avranno una motivazione psicologica in più per accrescere la precisione dei loro interventi, per fare del proprio meglio in un settore che, per i sempre maggiori interessi economici, chiede di essere governato con assoluta precisione, per offrire quelle garanzie cui tutte le componenti del calcio italiano hanno diritto”.

Già a poche settimane dall'esordio, poi, domenica 9 febbraio 1986, il Telebeam sarà usato anche per analizzare il celebre caso del gol di Turone annullato in Juventus-Roma del 10 maggio 1981. Il computer giudicherà regolare quel gol suscitando le ire della società bianconera, che riteneva chiusa la questione e che per qualche mese impedirà ai propri tesserati di essere ospiti nelle trasmissioni Rai.

Nel novembre 1987 sarà sempre il Telebeam a provare che il salto in lungo di Giovanni Evangelisti ai Mondiali di atletica di Roma era inferiore alla misura di 8 metri e 38 centimetri che aveva permesso all’azzurro di conquistare la medaglia di bronzo, e anche in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 la Rai ne farà ampio uso nelle proprie trasmissioni.

Insomma, un appuntamento fisso della domenica che andava ad aggiungersi alla tradizionale moviola della Domenica Sportiva che, lo ricordiamo, aveva esordito nella puntata del 28 febbraio 1965 in occasione dell'esordio di Enzo Tortora alla conduzione, e del moviolone del “Processo del lunedì” di Aldo Biscardi su Rai 3. Ogni rete Rai, in pratica, aveva la sua specifica moviola.

BIBLIOGRAFIA
Anche la novità Telebeam dice sì ad Altobelli, La Gazzetta dello Sport, 2 dicembre 1985
De Luca Massimo, Frisoli Pino, Sport in Tv, Rai Eri, Roma 2010
Tv e sport. Forza Roma da via Teulada, Gianni Romeo, La Stampa, 13 febbraio 1986
Pino Frisoli, L'1 dicembre 1985, su RaiDue, la prima volta del Telebeam, l'evoluzione della moviola: sono passati 35 anni


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sabato 29 novembre 2025

Primo festival musicale trasmesso a colori via satellite, Canzoni per l'Europa nel 1969, con la produzione Rai per la Tv della Svizzera italiana

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Il 3 maggio 1969, un sabato, alle 21.00 sul Programma Nazionale va in onda in Eurovisione dal Teatro Kursaal di Lugano, “Canzoni per l’Europa”,  condotto da Enzo Tortora e Mascia Cantoni per la regia di Marco Blaser. E’ il primo festival musicale trasmesso a colori via satellite, per il Brasile, grazie a Intelsat 3 e agli impianti di Telespazio nella piana del Fucino. Alla manifestazione partecipano per l’Italia, tra i big, Mina, Al Bano,  Marisa Sannia e Bobby Solo, che presenta in anteprima la sua nuova canzone per l’estate, “Domenica d’agosto”, oltre a cantanti di notorietà  internazionale come Chico Buarque de Hollanda, gli Aphrodite’s Child, Françoise Hardy e tanti altri. Quella trasmessa dalla Rai, ovviamente in bianco e nero, è una selezione delle tre serate trasmesse in diretta a colori dalla Tv della Svizzera italiana giovedì 17 e venerdì 18, alle 20.40, e sabato 19 aprile, alle 22.00, sempre in diretta. Per fare ciò, come scrive il Radiocorriere numero 17 del 1969, “si è dovuto ricorrere ai tecnici e alle telecamere della Rai giunti espressamente da Roma. Cioè, la televisione italiana che attende l’autorizzazione a trasmettere a colori, è - di fatto - già in condizioni di farlo «per conto terzi». La televisione svizzera, invece, - che dal 1° ottobre scorso trasmette settimanalmente 5-6 ore di programmi a colori -, non è attrezzata per realizzare spettacoli che non siano filmati, come era appunto il caso di Canzoni per l’Europa”.  Purtroppo questa trasmissione non risulta conservata negli archivi Rai e a quanto sembra nemmeno in quelli della Tv della Svizzera italiana. Abbiamo  però una conferma di quanto importante è stata la collaborazione tra Rai e Tsi tra gli anni ’60 e ’70 e noi da sempre auspichiamo che si possa tornare a una piena collaborazione a partire dalla condivisione degli archivi.La Rai a fine anni ’60 era dunque al passo con i più importanti enti televisivi europei per la produzione a colori, ma purtroppo come sappiamo i vari governi italiani che si sono succeduti tra la seconda metà degli anni ’60 e la  prima metà dei ’70 hanno impedito alla Rai e di conseguenza al pubblico italiano di essere alla pari con quasi tutti i paesi europei e la Rai, da paese di testa nella sperimentazione e produzione di programmi a colori si è ritrovata tra gli ultimi paesi a introdurre la Tv a colori visto che in Europa solo Portogallo, Grecia, Albania, Turchia e Romania sono arrivati dopo di noi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Il primo festival via satellite", Radiocorriere numero 17, programmi dal 27 aprile al 3 maggio 1969, pagina 40, 41 e 42

Cliccate per leggere il Radiocorriere numero 17, programmi dal 27 aprile al 3 maggio 1969



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Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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mercoledì 22 ottobre 2025

Ecco la vera storia della moviola di Inter-Milan del 22 ottobre 1967, presentata da Enzo Tortora e Nando Martellini

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Inter-Milan del 22 ottobre 1967 è passato alla storia del calcio italiano per il contestato gol dell'1-1 di Rivera, erroneamente considerato come l'episodio che portò alla nascita della moviola nella Domenica Sportiva, che invece era stata introdotta da Enzo Tortora nella puntata del 28 febbraio 1965. In realtà nella Domenica Sportiva la moviola, commentata da Enzo Tortora, non riuscì a dare risposte esolo al lunedì sera nella trasmissione  "Sprint" Nando Martellini, non Carlo Sassi, ritenuto erroneamente l'inventore della moviola della Domenica Sportiva per questo episodio come per anni èstato fatto credere, propose un nuovo filmato. La moviola, lo ricordiamo, diventerà una presenza fissa nella Domenica Sportiva a partire dalla stagione 1969/70, commentata in alternanza da Bruno Pizzul e Carlo Sassi che diventerà l'unico uomo della moviola della Domenica Sportiva solo a partire dalla puntata del 21 marzo 1976, la prima curata dalla redazione del Tg1 in seguito alla riforma dei telegiornali Rai che vide la nascita del Tg2, testata alla quale aderì Bruno Pizzul lasciando così al solo Carlo Sassi la gestione della moviola. Ecco come siamo arrivati a queste conclusioni su come è stata proposta in Tv la moviola di Inter-Milan del 22 ottobre 1967.

Per anni si è scritto erroneamente che prima volta della moviola alla Domenica Sportiva è stata in occasione dell'episodio di Inter-Milan del 22 ottobre 1967 quando l'arbitro D'Agostini convalidò il gol di Rivera dell'1-1 con il dubbio che il pallone non avesse superato per intero la linea di porta. In realtà, come abbiamo scritto negli anni scorsi anche in questo blog, a portare la moviola nella Domenica Sportiva è stato Enzo Tortora nella sua prima conduzione della trasmissione, nella puntata del 28 febbraio 1965, commentando curiosamente proprio un gol di Rivera in Milan-Messina per esaltarne la qualità, mentre la prima grande discussione è del 22 gennaio 1967 quando l'arbitro De Marchi non si accorse che il pallone calciato dallo juventino De Paoli in Lazio-Juventus aveva in realtà superato per intero la linea di porta. La moviola della Domenica Sportiva era dunque realtà già prima del 22 ottobre 1967. Grazie all'articolo pubblicato sul quotidiano "Il Messaggero" del 25 ottobre 1967, "Giro d'orizzonte" firmato R.G., abbiamo potuto ricostruire come venne discusso nelle trasmissioni sportive della Rai l'episodio del gol di Rivera,ì, con Enzo Tortora a occuparsi della moviola, mentre Carlo Sassi non apparve in video e probabilmente, come anche nelle altre occasioni a partire dal famoso Lazio-Juventus del 22 gennaio 1967, si era limitato ad aiutare il conduttore in fase di montaggio. Scrive infatti il quotidiano romano:
"Moviola a riposo.
Il gol del Milan non era gol, come era facile capire dal sorriso divertito di Rivera nella riunione domenicale orchestrata dal Tortora. Questa volta il Tortora non ha potuto far vedere alla massa - come sarebbe stato desiderabile dopo il can-can fatto in modo parziale per il gol di De Paoli della scorsa stagione - l'episodio della moviola.
La illustrazione della fase attraverso il rallentamento è stata giustamente riservata a Sprint: che può dare così ragguagli vivi il giorno dopo, in  sede di commento... distaccato. Ci sta bene.
Gli arbitri possono sbagliare, ma poichè debbono decidere al momento sono riscattati da ogni errore. Ci sta bene. E ci sta bene anche che il Tortora,  d'ora in poi, gli venga o no ordinato, non adoperi più la moviola la domenica sera".
Anche La Gazzetta dello Sport del 24 ottobre 1967, in un articolo di commento al campionato non firmato, a pagina 4 scrive in proposito: "Uno spezzone filmato che La Domenica Sportiva non ha mostrato per cederlo a Sprint, dimostra che il pallone non era entrato completamente, quindi non era gol". La puntata di "Sprint" del 24 ottobre 1967, che è stata anche digitalizzata dalla Rai ma dei cui meravigliosi contenuti non se era accorto nessuno  finora, si apre infatti con tutta la sequenza al rallentatore del discusso gol di Rivera, con un commento musicale, e al rientro negli studi di Milano la conduzione del dibattito è affidata ad Ugo Zatterin che ne discute negli studi Rai di Milano con gli ospiti Angelo Moratti, presidente dell'Inter,  Franco Carraro, presidente del Milan, e Nereo Rocco, allenatore del Milan. In conclusione la parola passa a Nando Martellini, che riesamina alla  moviola con un nuovo filmato l'episodio del gol di Rivera per concludere che "la palla ha colpito la traversa ed è rimbalzata verso il basso, cioè non ha colpito la parte interna della rete".
Quindi, come potete vedere, alla Domenica Sportiva non accadde nulla di più di quanto avvenne nella puntata del 22 gennaio 1967, sempre con Enzo  Tortora alla moviola, e l'episodio venne approfondito al lunedì a "Sprint" da Ugo Zatterin e Nando Martellini, non da Carlo Sassi che forse poteva  avere aiutato solo in sede di montaggio i colleghi giornalisti, ma non apparendo in video come è stato fatto credere finora dando credito a quella che appare come una fake news, come si dice adesso. La verità storica è dunque un'altra e nonostante l'assenza delle registrazioni di quanto accadde in  studio nella Domenica Sportiva, siamo forse riusciti a trovarla grazie alla consultazione degli archivi storici dei quotidiani. Piccola curiosità,  nella puntata di "Sprint" c'è anche un servizio sui giovani emergenti del tennis italiano con una intervista a un diciassettenne Adriano Panatta, forse alla sua prima intervista televisiva in assoluto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Giro d'orizzonte", Il Messaggero, 25 ottobre 1967
"Campionato nazionale e vecchie polemiche", La Gazzetta dello Sport, 24 ottobre 1967



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La Domenica Sportiva Story

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La Domenica Sportiva: 70 anni in 70 minuti

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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domenica 12 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre su Rai 2 "70 anni in 70 minuti", la storia della Domenica Sportiva

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Domenica 12 ottobre su Rai 2 alle 23.35, dopo "La Domenica Sportiva", va in onda "70 in 70 minuti", lo speciale curato da Pino Frisoli per Rai Sport e da Giancarlo Biondi per Rai Teche sui 70 anni della più antica trasmissione della Tv italiana in attività, in onda con la puntata numero 1 l'11 ottobre 1953. Per chi non l'ha vista su RaiPlay o vuole rivederla è un'occasine per fare un viaggio nella storia dello sport e della televisione italiana.

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sabato 11 ottobre 2025

L'11 ottobre 1975 il Giro di Lombardia era la prima produzione televisiva a colori della Rai di una gara di ciclismo: sono passati 50 anni

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L'11 ottobre 1975 si corre la 69a edizione del Giro di Lombardia. Per la Rai è un giorno molto importante perchè per la prima volta l'emittente pubblica italiana produce a colori una gara di ciclismo, ma solo per l'Eurovisione, che già proponeva a colori dal 1970 i Mondiali di ciclismo e dall'11 luglio 1971 il Tour de France, in occasione della 13a tappa, la cronometro di Albi. Il pubblico italiano non potrà vedere questo Giro di Lombardia a colori, in diretta dalle 15.00 sul Programma Nazionale, se non dagli schermi della Tv della Svizzera italiana e della francese Antenne 2 nelle zone servite dal segnale delle due emittenti estere. La Rai infatti, che proprio nel 1975 aveva scelto di usare il Pal come sistema colore, non era ancora stata autorizzata a riprendere la programmazione a colori dopo l'esperimento dell'Olimpiade di Monaco del 1972 dove si alternarono Pal e Secam. Negli archivi Rai la registrazione della gara non risulta conservata e gli highlights a colori della corsa sono stati da noi ritrovati negli archivi della prima rete pubblica tedesca, Ard-Wdr, e proposti per la prima volta dopo 50 anni nella trasmissione Radiocorsa su Rai Sport e dalla TgR Trentino commentate da Francesco Moser che vinse proprio quel giorno il suo primo Giro di Lombardia.

Ecco cosa aveva scritto La Gazzetta dello Sport del 10 ottobre 1975 sulla prima produzione a colori di una gara di ciclismo da parte della Rai.

Per l'estero
Il Giro di Lombardia a colori in Tv
Nel corso della discussione seguita alla presentazione del sondaggio di opinione realizzato dall'ACCPI sulla popolarità del ciclismo in Italia, il responsabile dei servizi sportivi della TV, Nino Greco, dopo aver precisato che la TV ha dedicato 71 riprese di un tempo di una partita di calcio contro 66 mezz'ore dedicate a corse ciclistiche, ha anticipato la notizia che per la prima volta una corsa ciclistica sarà teletrasmessa a colori dall'Italia, naturalmente soltanto per le reti televisive straniere. Il privilegio spetterà domani al Giro di Lombardia e gli sportivi italiani in grado di riceverle potranno seguire la trasmissione sulla TV svizzera o francese.




Cliccate per vedere La Domenica Sportiva del 28 febbraio 1965

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venerdì 28 febbraio 2025

Su RaiPlay disponibile La Domenica Sportiva del 28 febbraio 1965, esordio della moviola e di Enzo Tortora alla conduzione, con altre puntate storiche

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In occasione dei 60 anni dalla prima conduzione di Enzo Tortora della "Domenica Sportiva", 28 febbraio 1965, una puntata storica anche perchè venne introdotta per la prima volta la moviola, RaiPlay ha pubblicato la trasmissione integrale con la parte con l'audio disponibile negli archivi. Alcuni spezzoni infatti sono purtroppo stati conservati senza sonoro originale. La puntata è inserita nella sezione "La Domenica Sportiva Story" dopo trovate anche lo speciale "La Domenica Sportiva - 70 anni in 70 minuti", la numero 1 dell'11 ottobre 1953, quelle del 3 luglio 1977, 23 luglio 1978, 10 settembre 1978, 24 dicembre 1978, 7 gennaio 1979, 14 gennaio 1979, 4 marzo 1979, 18 marzo 1979, 6 maggio 1979, 17 giugno 1979, 1 luglio 1979, 9 settembre 1979, 16 maggio 1982.

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La moviola della Domenica Sportiva compie 60 anni. Con Enzo Tortora l'esordio nella puntata del 28 febbraio 1965

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La moviola compie 60 anni. Venne infatti introdotta in Tv in Italia nella Domenica Sportiva del 28 febbraio 1965, puntata numero 589, da Enzo Tortora nella sua prima puntata da conduttore della storica trasmissione. Una data importante anche perchè "La Domenica Sportiva" cambiava formula affidandosi alla conduzione di un giornalista. Negli anni precedenti era infatti un notiziario sportivo condotto da uno speaker. Con Enzo Tortora "La Domenica Sportiva" divenne una delle trasmissioni più popolari e seguite della Tv italiana. Ma torniamo alla moviola che Enzo Tortora, accompagnato da Heron Vitaletti al montaggio, presentò così nel proporre il gol del 2-0 di Rivera in Milan-Messina, finita proprio 2-0: "Un gol che è stato un piccolo capolavoro esemplare forse della giornata calcistica odierna (...) E' piuttosto importante perchè, dicevo, come vi rendete conto, quando succederà qualche questione spinosa potremo eventualmente ripassarcela qui tra amici con calma e decidere, se del caso. Molto bene, niente sfugge, non è più calcio minuto per minuto, ma secondo per secondo direi". Come si può capire, una presentazione che voleva evidenziare la moviola non come mezzo di polemiche sui casi controversi della giornata calcistica, ma come mezzo tecnologico utile anche per proporre il bello del calcio come può essere un bel gol o una bella giocata. La moviola, nei primi anni, non veniva usata settimanalmente ma solo in occasione di casi particolarmente controversi, come quello di Lazio-Juventus del 22 gennaio 1967, quando l'arbitro De Marchi non vide che il pallone calciato dallo juventino De Paoli era entrato completamente in rete. Contrariamente a quanto ancora oggi molti erroneamente pensano, la discussione sulle controversie della moviola non è dunque iniziata nel derby Inter-Milan del 22 ottobre 1967 per il gol di Rivera. Per voi ecco il fotogramma del discusso episodio di Lazio-Juventus dal "Corriere della Sera" del 23 gennaio 1967 e l'articolo scritto da Gino Palumbo, uno dei maestri del giornalismo sportivo italiano, il 24 gennaio 1967 sempre sul "Corriere della sera".






Solo a partire dalla stagione 1969/70 la moviola divenne fissa nella "Domenica Sportiva" e per anni è stata uno dei momenti più attesi della trasmissione.
In questo video, tratto dalla puntata del 21 gennaio 2011 di "Tempi supplementari" in onda su Rai News, possiamo vedere come Enzo Tortora presentò la moviola quel 28 febbraio 1965.



Della storia della moviola se ne era parlato su Rai News nella trasmissione "Tempi supplementari" del 21 gennaio 2011, condotta da Paolo Pacitti, alla quale avevano partecipato come ospiti Filippo Corsini, oggi conduttore di "Tutto il calcio minuto per minuto" e, collegati da Milano, Filippo Grassia, conduttore della rubrica "La moviola alla radio" su Radio Uno, e Pino Frisoli, storico della Tv e ricercatore negli archivi televisivi per Rai Sport. Ne avevamo parlato anche in questo post di cui vi indichiamo il link,

STORIA DELLA TV: ENZO TORTORA PRESENTA LA MOVIOLA ALLA DOMENICA SPORTIVA, 1965.





Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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La puntata numero 1 di "Sprint", del 23 febbraio 1965, disponibile su RaiPlay

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In occasione dei 60 anni dalla puntata numero uno, martedì 23 febbraio 1965 alle 21.15 sul Secondo Programma, RaiPlay ripropone la puntata d'esordio di "Sprint", primo periodico televisivo interamente dedicato allo sport. Come riportato dal Radiocorriere nell’articolo di presentazione della trasmissione scritto da Maurizio Barendson, “la rubrica Sprint vuole essere la continuazione e l’approfondimento del discorso sullo sport nei suoi aspetti di costume e di umanità più diversa che TV7 iniziò fin dai primi numeri e che la popolare trasmissione diretta da Giorgio Vecchietti continua tuttora a svolgere. Obbiettivo dl nuovo programma è anche quello di entrare, in modo concreto, nei problemi di fondo dello sport per esercitare un’azione di stimolo e di risveglio d’opinione nel momento in cui, per la prima volta, lo Stato ha creato attraverso la programmazione un impegno in tal senso. Ai servizi dedicati a personaggi cari al gran pubblico dei tifosi ed a situazioni connesse con gli sport più popolari, si alterneranno quindi inchieste sui problemi delle attrezzature sportive, della organizzazione periferica dello sport, della educazione fisica e dello sport nelle scuole. Una delle caratteristiche di Sprint sarà quella di essere articolato su pezzi brevi che serviranno di passaggio tra un servizio e l’altro e che dedicati a sintetiche illustrazioni di segreti tecnici, a ricordi celebri, ai rapporti tra lo sport e il ritmo e fra lo sport e la poesia che saranno illustrati da Achille Millo. Una formula, insomma, in cui all’esaltazione dello sport nei suoi valori umani e nei suoi aspetti sociali si aggiungerà lo spettacolo costituito dalla passerella dei campioni, dei divi e del pittoresco mondo che li circonda”.
“Sprint” va in onda ogni 15 giorni ed è realizzato a cura di Giorgio Boriani, redattore capo centrale dei servizi sportivi della Rai, con la collaborazione di Antonio Ghirelli e Maurizio Barendson, mentre Mario Massimi e Aldo De Martino compongono la redazione. Fra i collaboratori figurano Ugo Zatterin, Sergio Zavoli, Paolo Rosi, Nando Martellini, Emilio Fede, Marcello Avallone, Francesco De Feo, Ezio Zefferi, Antonello Branca e Bruno Beneck. Inoltre il cast dei realizzatori è arricchito dalla presenza di registi di cinema fra i quali Damiano Damiani, Gianni Puccini che è anche giornalista sportivo, Ettore Giannini, Ugo Gregoretti, Mino Guerrini, Pasquale Prunas, Massimo Mida, così come fra gli autori dei testi vi sono Giancarlo Fusco, Carlo Laurenzi, Nino Nutrizio, Manlio Cancogni e numerosi giornalisti sportivi fra i quali Alberto Marchesi, Marcello Sabbatini, Gian Paolo Ormezzano, Renato Morino, Luigi Gianoli, Cesare Lanza.
L’ultimo numero di “Sprint”, il 119, va in onda l’1 luglio 1968. Una trasmissione che ha lasciato un segno importante nel giornalismo sportivo televisivo italiano e da cui è derivato, per esempio “Dribbling”.

Nella puntata numero 1 sono presenti i seguenti servizi:
“Poveri ma campioni”, di Ugo Zatterin;
“Il segreto di Schollander”, di Bruno Beneck; “I solitari del Cervino”, di Emilio Fede;
“Lo sci sulla pagella”, di Giorgio Bellani;
“Album”, per l’inizio della nuova stagione di ciclismo, con lettura di Achille Millo di un brano di sport di Orio Vergani;
“Il baronetto Matthews”, a cura di Eugenio Danese, preceduto da una presentazione dello speaker Gigi Carrai; “Il veto”, a cura di Antonio Ghirelli. Un servizio quest’ultimo, sul fatto della settimana, la decisione del Consiglio Federale della Federcalcio del 15 febbraio 1965 di bloccare il tesseramento di nuovi calciatori e allenatori stranieri fino al 31 luglio 1966. Dopo la presentazione di Antonio Ghirelli intervengono alcuni tra i più grandi nomi del giornalismo sportivo e dello spettacolo italiano come Gualtiero Zanetti, direttore responsabile della Gazzetta dello Sport, Claudio Villa, Guido Sacerdote “uno dei realizzatori, con Antonello Falqui, di Studio Uno”, Giglio Panza, direttore di Tuttosport, Ugo Pirro, sceneggiatore cinematografico, Gino Palumbo, responsabile della redazione sportiva del “Corriere della sera”, Rino Tommasi, Gianni Brera e in chiusura una dichiarazione del presidente della Federcalcio Giuseppe Pasquale letto dallo speaker Gigi Carrai.

Sulla decisione di chiudere le frontiere a giocatori e allenatori stranieri presa dal Consiglio Federale della Figc del 15 febbraio 1965 potete leggere l'articolo "Il 15 febbraio 1965 la Figc decise il blocco del tesseramento di giocatori e allenatori stranieri: sono passati 60 anni" al link seguente https://pinofrisoli.blogspot.com/2025/02/il-15-febbraio-1965-la-figc-decise-il.html.

Cliccate per vedere Presentazione puntata numero 1 Sprint del 23 febbraio 1965

Cliccate per vedere Sprint del 23 febbraio 1965

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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domenica 23 febbraio 2025

Il 23 febbraio 1965 la prima puntata di "Sprint", primo periodico televisivo interamente dedicato allo sport

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Sono passati 60 anni da quando, martedì 23 febbraio 1965 alle 21.15, sul Secondo Programma, viene trasmesso il primo numero di “Sprint”, il primo periodico televisivo interamente dedicato allo sport. Una data storica per la televisione sportiva italiana che merita di essere ricordata. Come riportato dal Radiocorriere nell’articolo di presentazione della trasmissione scritto da Maurizio Barendson, “la rubrica Sprint vuole essere la continuazione e l’approfondimento del discorso sullo sport nei suoi aspetti di costume e di umanità più diversa che TV7 iniziò fin dai primi numeri e che la popolare trasmissione diretta da Giorgio Vecchietti continua tuttora a svolgere. Obbiettivo dl nuovo programma è anche quello di entrare, in modo concreto, nei problemi di fondo dello sport per esercitare un’azione di stimolo e di risveglio d’opinione nel momento in cui, per la prima volta, lo Stato ha creato attraverso la programmazione un impegno in tal senso. Ai servizi dedicati a personaggi cari al gran pubblico dei tifosi ed a situazioni connesse con gli sport più popolari, si alterneranno quindi inchieste sui problemi delle attrezzature sportive, della organizzazione periferica dello sport, della educazione fisica e dello sport nelle scuole. Una delle caratteristiche di Sprint sarà quella di essere articolato su pezzi brevi che serviranno di passaggio tra un servizio e l’altro e che dedicati a sintetiche illustrazioni di segreti tecnici, a ricordi celebri, ai rapporti tra lo sport e il ritmo e fra lo sport e la poesia che saranno illustrati da Achille Millo. Una formula, insomma, in cui all’esaltazione dello sport nei suoi valori umani e nei suoi aspetti sociali si aggiungerà lo spettacolo costituito dalla passerella dei campioni, dei divi e del pittoresco mondo che li circonda”.
“Sprint” va in onda ogni 15 giorni ed è realizzato a cura di Giorgio Boriani, redattore capo centrale dei servizi sportivi della Rai, con la collaborazione di Antonio Ghirelli e Maurizio Barendson, mentre Mario Massimi e Aldo De Martino compongono la redazione. Fra i collaboratori figurano Ugo Zatterin, Sergio Zavoli, Paolo Rosi, Nando Martellini, Emilio Fede, Marcello Avallone, Francesco De Feo, Ezio Zefferi, Antonello Branca e Bruno Beneck. Inoltre il cast dei realizzatori è arricchito dalla presenza di registi di cinema fra i quali Damiano Damiani, Gianni Puccini che è anche giornalista sportivo, Ettore Giannini, Ugo Gregoretti, Mino Guerrini, Pasquale Prunas, Massimo Mida, così come fra gli autori dei testi vi sono Giancarlo Fusco, Carlo Laurenzi, Nino Nutrizio, Manlio Cancogni e numerosi giornalisti sportivi fra i quali Alberto Marchesi, Marcello Sabbatini, Gian Paolo Ormezzano, Renato Morino, Luigi Gianoli, Cesare Lanza.
L’ultimo numero di “Sprint”, il 119, va in onda l’1 luglio 1968. Una trasmissione che ha lasciato un segno importante nel giornalismo sportivo televisivo italiano e da cui è derivato, per esempio “Dribbling”.

Nella puntata numero 1 sono presenti i seguenti servizi:
“Poveri ma campioni”, di Ugo Zatterin;
“Il segreto di Schollander”, di Bruno Beneck; “I solitari del Cervino”, di Emilio Fede;
“Lo sci sulla pagella”, di Giorgio Bellani;
“Album”, per l’inizio della nuova stagione di ciclismo, con lettura di Achille Millo di un brano di sport di Orio Vergani;
“Il baronetto Matthews”, a cura di Eugenio Danese, preceduto da una presentazione dello speaker Gigi Carrai; “Il veto”, a cura di Antonio Ghirelli. Un servizio quest’ultimo, sul fatto della settimana, la decisione del Consiglio Federale della Federcalcio del 15 febbraio 1965 di bloccare il tesseramento di nuovi calciatori e allenatori stranieri fino al 31 luglio 1966. Dopo la presentazione di Antonio Ghirelli intervengono alcuni tra i più grandi nomi del giornalismo sportivo e dello spettacolo italiano come Gualtiero Zanetti, direttore responsabile della Gazzetta dello Sport, Claudio Villa, Guido Sacerdote “uno dei realizzatori, con Antonello Falqui, di Studio Uno”, Giglio Panza, direttore di Tuttosport, Ugo Pirro, sceneggiatore cinematografico, Gino Palumbo, responsabile della redazione sportiva del “Corriere della sera”, Rino Tommasi, Gianni Brera e in chiusura una dichiarazione del presidente della Federcalcio Giuseppe Pasquale letto dallo speaker Gigi Carrai.

Sulla decisione di chiudere le frontiere a giocatori e allenatori stranieri presa dal Consiglio Federale della Figc del 15 febbraio 1965 potete leggere l'articolo "Il 15 febbraio 1965 la Figc decise il blocco del tesseramento di giocatori e allenatori stranieri: sono passati 60 anni" al link seguente https://pinofrisoli.blogspot.com/2025/02/il-15-febbraio-1965-la-figc-decise-il.html.

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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sabato 15 febbraio 2025

Il 15 febbraio 1965 la Figc decise il blocco del tesseramento di giocatori e allenatori stranieri: sono passati 60 anni

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Il 15 febbraio 1965 il Consiglio Federale della Figc, presieduto da Giuseppe Pasquale, decise a sorpresa di bloccare il tesseramento di giocatori e allenatori stranieri fino al 31 luglio 1966, una delibera che avrebbe avuto pesanti conseguenze per il calcio italiano, togliendo agli appassionati la possibilità di apprezzare sui nostri campi i migliori giocatori degli anni ’70 visto che solo nel 1980 si decise di riaprire le frontiere ai calciatori stranieri. A distanza di 60 anni ricordiamo questo evento, dimenticato dai più visto che per anni è stato detto e scritto erroneamente che le frontiere vennero chiuse nel 1966 dopo la clamorosa sconfitta dell’Italia con la Corea del Nord che portò all’eliminazione degli Azzurri nel primo turno dei Mondiali d’Inghilterra.
Ecco il testo del comunicato della Figc pubblicato sulla Gazzetta dello Sport del 16 febbraio 1965:
“Dopo aver attentamente vagliato tutti gli aspetti della questione, il Consiglio Federale, su proposta del presidente stesso, dottor Pasquale, ha deciso quanto segue:
Di sospendere il tesseramento di nuovi giocatori stranieri fino a tutto il 31 luglio 1966;
di sospendere fino al 31 luglio 1966 l’iscrizione di nuovi nominativi nel ruolo degli allenatori stranieri presso il SIPT (Settore di Istruzione e Preparazione Tecnica). Sotto nessuna altra forma (consulenza, collaborazione tecnico-sportiva, ecc.) tecnici stranieri potranno prestare la loro opera presso le società affiliate. Gli allenatori presentemente iscritti nel ruolo suddetto possono continuare a prestare la loro opera solo per l’attuale società di appartenenza. Per casi particolare è ammesso il ricorso da parte dell’interessato al Consiglio Federale”.

L’inaspettata decisione causò l'irritazione del presidente del Torino Orfeo Pianelli. Proprio in quel mattino la società granata aveva depositato alla Lega Calcio il contratto di acquisto di Rudolf Brunnenmeier, quotato centravanti-ala del Monaco 1860 e della nazionale della Germania Ovest*, per 100 milioni di lire, mentre la Fiorentina aveva depositato un diritto di opzione per Kramer, un altro giocatore tedesco. Anche il Genoa venne danneggiato visto che era pronto all’acquisto dello svedese Heinemann.
Già nel 1963, su indicazione governativa, erano stati presi dei provvedimenti per diminuire l'acquisto di giocatori stranieri e rafforzare i vivai e arrivarono dall'estero 6 giocatori. Nel 1964 arrivarono da oltre frontiera solo il peruviano Alberto Gallardo, al Cagliari, e il francese di origine argentina Nestor Combin, alla Juventus, ultimo in assoluto ad arrivare in Italia prima dell'inatteso blocco. Nelle ultime due stagioni erano dunque arrivati in Italia solo 8 giocatori stranieri e anche per questo il provvedimento apparve da subito sproporzionato per molti.
La prima puntata di “Sprint”, primo periodico televisivo interamente dedicato allo sport, in onda martedì 23 febbraio 1965, si occupò della questione in chiusura di trasmissione con un lungo servizio , “Il veto”, curato e presentato da Antonio Ghirelli nel quale intervennero alcuni tra i più grandi nomi del giornalismo sportivo e dello spettacolo italiano come Gualtiero Zanetti, direttore responsabile della Gazzetta dello Sport; Claudio Villa; Guido Sacerdote “uno dei realizzatori, con Antonello Falqui, di Studio Uno”; Giglio Panza, direttore di Tuttosport; Ugo Pirro, sceneggiatore cinematografico; Gino Palumbo, responsabile della redazione sportiva del “Corriere della sera”; Rino Tommasi; Gianni Brera e con una dichiarazione del presidente della Federcalcio Giuseppe Pasquale letta dallo speaker Gigi Carrai.
Dopo l’eliminazione dell’Italia nel primo turno dei Mondiali d’Inghilterra, causata dall’inaspettata sconfitta con la Corea del Nord, lo stop al tesseramento di giocatori e allenatori stranieri venne semplicemente prorogato, in occasione del Consiglio Federale del 16 settembre 1966, fino al 30 giugno 1971 andando oltre il mandato dello stesso Consiglio Federale, che sarebbe scaduto nel 1968. Unica eccezione a questo blocco sarebbe stata quella dello svedese Roger Magnusson, tesserato dalla Juventus per la Coppa dei Campioni 1967/68. All’epoca infatti le norme Uefa permettevano di avere in squadra un giocatore utilizzabile solo nelle coppe. Questa regola venne abolita dall'Uefa proprio alla fine della stagione 1967/68 e la Juventus dovette prestare Magnusson al Marsiglia dove divenne uno dei giocatori più apprezzati del campionato francese. La speranza era quella di riprenderlo in occasione della riapertura delle frontiere con il connazionale Thomas Nordahl, figlio del grande Gunnar, ma purtroppo per vedere nuovi giocatori stranieri in Italia si dovrà aspettare fino al 1980. Un piccolo spiraglio si aprì solo per la stagione 1973/74 quando venne permesso l'arrivo di giocatori nati in Italia e di passaporto italiano ma tesserati inizialmente per formazioni straniere. Tra questi ricordiamo Carlo Sartori, che aveva vinto la Coppa dei Campioni con il Manchester United nel 1968 segnando anche un gol contro l’Anderlecht, acquistato dal Bologna, e Dante Mircoli, che dagli argentini dell'Independiente passò alla Sampdoria. Nessuna possibilità invece per altri italiani come Delio Onnis, calciatore più prolifico nella storia del campionato francese, e Franco Cucinotta, con gli svizzeri dello Zurigo capocannoniere della Coppa dei Campioni 1976/77.
Per gli allenatori invece si riaprì nella stagione 1969/70, ma arrivò solo l'argentino Luis Carniglia, già da anni in Italia, alla Juventus dove venne esonerato dopo sei giornate. La società bianconera avrebbe voluto in realtà ingaggiare l'inglese Malcom Allison dal Manchester City che però rifiutò quando ormai l'accordo sembrava trovato. Anche il Torino aveva pensato a un allenatore d'Oltremanica, Don Revie del Leeds, ma anche in questo caso non se ne fece nulla. Solo nel 1984/85, con l'ingaggio dello svedese Sven Goran Eriksson da parte della Roma, si riaprirono, non senza polemiche, le frontiere anche per gli allenatori stranieri che inizialmente potevano avere solo la qualifica di direttore tecnico con l'obbligo di affiancare un allenatore italiano di prima categoria.
Dopo vari tentativi, con la Juventus che nel 1976 si era avvicinata all’acquisto di Johan Cruijff, finalmente nel 1980 si decise di riaprire le frontiere ai calciatori stranieri, solo uno per squadra in Serie A, poi diventati 2 nel 1982 e 3 nel 1987 prima dell’apertura totale per i giocatori con passaporto comunitario. Proprio in prossimità della riapertura delle frontiere si presentò la possibilità di provare dei calciatori stranieri e lo svizzero Claudio Sulser il 3 gennaio 1980 fece una partita di prova con il Genoa che a Marassi affrontò in amichevole il Varese. Il risultato del blocco del tesseramento dei giocatori provenienti dall'estero invece di risanare le finanze del calcio italiano provocò invece, come si poteva facilmente immaginare, un aumento sproporzionato delle valutazioni dei giocatori ridicolizzando l'immagine del nostro calcio all'estero per via dei prezzi fuori mercato per qualunque club straniero che, se avesse voluto, non avrebbe comunque potuto permettersi di acquistare un calciatore italiano.
Sull'interesse della Juventus per Cruijff e sulla possibilità riaprire le frontiere nel 1976 potete leggere al link seguente l'articolo Cruijff, quando nel 1976 la Juventus arrivò a un passo dal suo ingaggio
Sul provino dello svizzero Claudio Sulser con il Genoa nell'amichevole con il Varese del 3 giugno 1980 potete leggere al link seguente l'articolo Sulser, straniero del Genoa per un giorno



* Il presidente del Torino Orfeo Pianelli era invece stato tra gli oppositori della riapertura delle frontiere nel 1976 ritenendo che questa decisione avrebbe rafforzato la concorrenza ai danni del suo Torino che in quegli anni contendeva alla Juventus lo Scudetto.

BIBLIOGRAFIA
Giocatori e tecnici stranieri, blocco sino al luglio 1966, Gazzetta dello Sport, 16 febbraio 1965
I contratti «sperati» «Brunn» e Kramer, Gazzetta dello Sport, 16 febbraio 1965
Frontiere chiuse per allenatori e giocatori stranieri, Corriere della sera, 16 febbraio 1965
Passati 50 anni da Corea del Nord-Italia del 1966, la vera storia della chiusura delle frontiere per i calciatori stranieri, Pino Frisoli, 28 luglio 2016

Vi ricordiamo inoltre il libro "Al limite del ricordare", un'antologia degli articoli scritti da Nando Martellini su alcuni giornali dal 1959 al 1997 curata da Cesare Borrometi e Pino Frisoli con la prefazione di Massimo De Luca pubblicata da Oligo. Potete ordinarlo a questo link
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