sabato 26 marzo 2016

Quando nel 1975 la Lazio si rifiutò di giocare contro il Barcellona di Cruijff in Coppa Uefa

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Come sanno i lettori del libro "Sport in Tv", solo il 16 giugno 1981 gli appassionati poterono vedere Johan Cruijff vestire la maglia di un club italiano. Accadde per soli 45 minuti in Milan-Fejenoord nel Mundialito organizzato da Canale 5, che lo ingaggiò per la squadra rossonera che cercava un giocatore straniero. Si trattò di una delle peggiori partite mai disputate dal Profeta del gol, che tornò in Italia con l'Ajax nel dicembre 1982 per disputare il Mundialito indoor al Palasport di Milano al quale partecipavano anche Milan, Inter e Nottingham Forest. In quell'Ajax, che in finale si impose 6-5 sul Milan, c'erano anche i giovani Wim Kieft (in Italia dal 1983 al 1986 con il 1986 e nel 1986/87 con il Torino), Marco Van Basten e Frank Rijkaard. Negli anni passati Cruijff ebbe occasione di giocare sui nostri campi solo per due amichevoli, Juventus-Ajax 2-1 il 27 agosto 1969 e Napoli-Barcellona 1-1 il 25 maggio 1978, quando l'asso olandese era però ormai arrivato alla chiusura della sua esperienza con il club blaugrana, mentre non giocò mai in Italia con la maglia dell'Olanda e purtroppo le frontiere erano chiuse, per cui anche il tentativo della Juventus, che aveva quasi convinto nel 1976 l'asso olandese a lasciare la Spagna, andò a vuoto.
Gli appassionati italiani avrebbero potuto vedere Cruijff, dopo l'amichevole Juventus-Ajax del 27 agosto 1969, in occasione dell'andata del secondo turno di Coppa Uefa Lazio-Barcellona. Poteva essere un grande incontro di calcio, invece tutto saltò per una incredibile motivazione politica. La Lazio, che già nel 1974/75 non aveva potuto disputare la Coppa dei Campioni per la squalifica di un anno seguita agli incidenti provocati dai propri tifosi contro l'Ipswich Town sempre in Coppa Uefa nel novembre 1973, si rifiutò di giocare la partita di andata all'Olimpico di Roma, ma secondo alcuni venne costretta a rinunciare, perdendo così 3-0 a tavolino. Vediamo perchè non si giocò quella partita. Il presidente della Lazio Umberto Lenzini, appoggiato dai presidenti di Lega Calcio Franco Carraro e Figc Artemio Franchi, all'epoca anche presidente dell'Uefa e vicepresidente Fifa, scelse infatti di non far disputare alla Lazio questa partita per tre motivi. 1) Paura che durante la partita avvenissero dei disordini sugli spalti dello stadio. 2) Impossibilità di assicurare la protezione dei giocatori del Barcellona. 3) Probabile sciopero dei dipendenti dello stadio Olimpico per bloccare l'incontro. A questi motivi tecnici andava aggiunta la condanna morale per i crimini commessi dal regime franchista. Dunque non si giocò, la politica ebbe la meglio e all'Uefa non rimase che assegnare la vittoria al Barcellona per 3-0 a tavolino negando agli appassionati italiani la possibilità di vedere Cruijff e un altro fuoriclasse dell'Olanda di quegli anni, Johan Neeskens, altro fuoriclasse in forza al Barcellona. Decisione ancora più assurda e incomprensibile se si considera che il Barcellona e la Catalogna era quanto di più lontano potesse esserci dal potere franchista e tutti gli altri paesi europei, del blocco occidentale come di quello comunista orientale, affrontarono senza troppi problemi le squadre spagnole. La Lazio, per evitare una nuova squalifica dall'Europa da parte dell'Uefa e accolta dai fischi del pubblico per il forfait della gara di andata, scese invece regolarmente in campo per il ritorno del 5 novembre 1975 al Camp Nou subendo un pesante 4-0 con Cruijff che, prima della partita, ricevette il suo terzo Pallone d'Oro consecutivo dal direttore di "France Football" Max Urbini. Per il Barcellona, i cui giocatori avevano detto al loro presidente di non volere premi di qualificazione senza una vittoria sul campo, andarono in gol il peruviano Sotil al 6', Cruijff al 43', Neeskens al 79' e Fortes all'83', mentre Chinaglia sbagliò un rigore al 62'. Il Barcellona arrivò fino alle semifinali, battuto dal Liverpool che poi si sarebbe aggiudicato la Coppa Uefa battendo in finale i belgi del Bruges.
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